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Cenni storici

Muggia ha alle sue spalle una storia millenaria che affonda le radici nella civiltà dei castellieri, nella lenta romanizzazione del territorio seguita alla fondazione della colonia di Aquileia (181 a.C) e alla conquista romana dell'Istria (178-177 a.C.). Per proteggere le vie di comunicazione marittime e terrestri di Aquileia dalle incursioni degli Istri, nel secondo secolo a.C. i Romani crearono nella attuale baia di Muggia una base di appoggio navale. Nella parte più alta dei punti fortificati, sul monte San Michele, venne costruito un accampamento militare. Il posto prese il nome di Mugla. Il castrum Muglae, favorito da una splendida posizione geografica, andò gradatamente sviluppandosi sino ad acquistare con il tempo una sua individualità. Caduto l'impero romano, Mugla seguì con l'Istria la sorte comune di questi territori di confine, subendo le complesse vicende che videro avvicendarsi le dominazioni di Teodorico, dei Goti, dei Longobardi, degli Avari e dei Franchi. Nel 931 i re d'Italia Ugo e Lotario donarono il castello di Mugla alla chiesa di Aquileia e da allora sul Muggesano  ebbe inizio il dominio temporale dei Patriarchi. Le scorrerie dei pirati che imperversavano intorno all'anno Mille costrinsero molti abitanti a trovare rifugio sulla sottostante riva, insediandosi su una insenatura naturale dove da tempo si erano già stabilite singole famiglie dedicandosi alla pesca ed al commercio del sale. In tal modo si diede origine ad un borgo detto del lauro ovvero Borgolauro, la bella Muggia nuova.

Se il borgo antico, con le sue austere mura, era patriarchino e conservativo, le nuove generazioni marinare del Borgolauro erano propugnatrici del libero comune repubblicano e dovevano finire col sentirsi attratte dallo splendore di Venezia. Muggia passò definitivamente sotto il dominio della Serenissima nel 1420, dopo essere stata oggetto di numerose vicende belliche, come in occasione dell'attacco da parte della flotta genovese nel 1354. Da allora, unitamente a tutta la costa istriana, Muggia seguì le sorti della Repubblica di Venezia, fino alla sua dissoluzione avvenuta nel 1797. L'Ottocento segnò, sotto gli Asburgo, la stagione della fioritura della cantieristica navale muggesana, che il ritorno di queste terre all'Italia, dopo la prima guerra mondiale, non contribuì ad espandere. L'esito del secondo conflitto bellico, che portò il confine con la Jugoslavia proprio a ridosso del centro storico e tolse a Muggia una porzione del suo territorio, lasciò in eredità dei grossi problemi di natura economica, poi inaspritisi intorno agli anni settanta del Novecento. La crisi del fondamentale settore della cantieristica fu un duro colpo anche per il tessuto sociale di Muggia. Ma ora il nuovo millennio trova una Muggia di nuovo in grado di sfruttare a suo favore le mutate condizioni geopolitiche, una città aperta alle grandi iniziative turistiche, sulla via di una nuova dimensione e di un duraturo rilancio.

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