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Rassegna stampa


Muggia, si dimette l'assessore Veronese

Da 'il Piccolo' di giovedì 3 luglio 2008

03/07/2008

L'assessore Piero Veronese (Pdci-Sinistra Arcobaleno) ha rinunciato al suo incarico. In una lettera al sindaco ha rimesso il mandato nelle mani del primo cittadino. Lamenta «sovrapposizioni» d'incarichi e competenze ma anche un «venire meno del clima di fiducia».
A poco più di due anni dall'insediamento della giunta guidata da Nerio Nesladek, si prospetta un primo cambiamento ma si registra soprattutto la prima defezione. Piero Veronese, già consigliere nella passata amministrazione, rieletto e nominato assessore alle Risorse tecniche con Nesladek, ha deciso di andarsene, pur mantenendo il ruolo di consigliere comunale. «Cme hanno voluto tutti i miei elettori» precisa. Sui motivi delle dimissioni esordisce: «Non sono nulla di eccezionale. Sono cose che succedono anche nelle migliori famiglie». Ma poi si apre di più, e specifica: «Quando il cassetto delle incomprensioni si riempie, uno deve decidere cosa fare. In giunta c'è un problema, che non si è mai affrontato, di ruoli e competenze spesso sovrapposte, che non mi sono mai piaciute. Le deleghe erano state distribuite in maniera estemporanea: non si è mai capito bene chi faceva che cosa. Dopo l'ennesimo problema nato su un'invadenza tra i ruoli, ho deciso di andarmene. Ho visto venire meno la fiducia». Veronese non cita l'evento scatenante seppure, come dice, «è un malcontento maturato nel tempo». La lettera di dimissioni è stata protocollata in Comune martedì. Già nel pomeriggio pare se ne sia parlato tra gli assessori ma il sindaco Nesladek assicura di averla letta solo ieri: «Non ci coglie impreparati. È una separazione, direi, consensuale. Ed è una tappa del percorso, a metà mandato. Con Veronese abbiamo avuto differenze d'idee sul modo di lavorare ma non sul programma. Le sue dimissioni non sono quindi uno scossone nella maggioranza, che resta la stessa e continuerà a lavorare su ciò che si era prefissata fin dalle elezioni». Le sovrapposizioni di ruoli, lamentate da Veronese, per il sindaco non sarebbero un difetto ma anzi un pregio di questa amministrazione. «È necessario e utile avere più assessori con deleghe su più argomenti, anche assieme - così Nesladek -. È un modo diverso e moderno di lavorare. E a questo punto del percorso è anche il momento, come del resto era previsto, di rivedere i compiti della squadra e scambiare qualche ruolo». Insomma, è all'orizzonte un rimpasto di giunta, di cui si sente parlare da tempo a Muggia. Ora, con le dimissioni di Veronese, i tempi pare siano maturi. «La squadra - dichiara il sindaco - resterà la stessa. Sul mio tavolo non ho altre lettere di dimissioni, né io ho intenzione di chiederle ad altri assessori. Veronese, che ringrazio per essersi dedicato anima e corpo al lavoro, sarà ovviamente sostituito e ridistribuite alcune competenze. Ciò servirà ad adeguare la macchina ai tempi che cambiano. Insomma, una messa a punto di un motore che continua ad andare avanti». Il sindaco assicura che non cambiano, né cambieranno, gli equilibri interni. Sindaco e assessore uscente non vogliono che «si osi fare speculazioni politiche su queste dimissioni». Nesladek rileva: «In questo, comunque, sottolineiamo una differenza di stile tra noi e chi ci ha preceduto. Qui nessuno va al Tar dopo le dimissioni, come invece successo con altre maggioranze». Il sindaco si riferisce, in particolare, al ricorso fatto anni fa da Italico Stener dopo le dimissioni dalla giunta Gasperini. (s.re.)



Grizon (Fi): «A rischio anche Tull e Valentich»

Da 'Il Piccolo' di giovedì 3 luglio

03/07/2008

«Con le improvvise dimissioni di Veronese diventano pubbliche le incrinature politiche del centrosinistra muggesano, sempre meno adeguato a gestire lo sviluppo della cittadina». Il coordinatore muggesano e consigliere forzista Claudio Grizon commenta le dimissioni dell'assessore. E aggiunge: «Sono mesi che si parla di malumori, voci e tensioni più o meno palesi che davano in uscita Veronese (l'"assessore delle multe"), Tull (poco presente) e Valentich (sul quale pesano i ritardi dell'urbanistica) a favore di tre assessori esterni. L'operazione si sarebbe dovuta concludere dopo le modifiche allo Statuto che avrebbero dovuto aprire le porte a tre assessori esterni ma Nesladek si è accorto di non avere il consenso della sua maggioranza per l'operazione e, data l'indisponibilità di Forza Italia ad assecondare modifiche proposte senza neanche il consenso della giunta, è costretto a rinviare il tema a settembre, sperando in un rasserenamento». Il consigliere parla di «piani di Nesladek» sulla ridistribuzione delle deleghe, che ora sarebbero stati «scombinati dalle dimissioni di Veronese»: «Nesladek sarà forse costretto ora a sostituire un assessore scontentando più d'uno (da tempo si parla di Diego Apostoli, Omero Leiter e Andrea Mariucci in giunta), mandando forse anche al macero le modifiche statutarie».



L'ultimo saluto a Matteo

Da 'Il Piccolo' di mercoledì 2 luglio

02/07/2008

I giovani volti di decine di scout in divisa appartenenti al gruppo Agesci solcati dalle lacrime. Il dolore di un'intera comunità strettasi compatta intorno ad una famiglia che è rimasta orfana di un figlio. Giornata di profondo lutto quella vissuta ieri da un migliaio di muggesani che hanno voluto dare compattamente il loro ultimo saluto a Matteo De Nardis, il giovane 21enne residente a Chiampore morto giovedì scorso in sella al suo scooter Aprilia 200 lungo la strada che da Muggia porta a Lazzaretto, all'altezza del Bagno San Rocco.
Il Duomo di Muggia riempito all'inverosimile non è bastato per ospitare le centinaia di amici di Matteo che hanno voluto partecipare all'omelia di Don Giorgio Petrarcheni. Molti infatti hanno atteso all'esterno, in religioso silenzio, nonostante il forte caldo che ha suggerito ai sanitari del 118 di attivarsi con una postazione fuori dalla Chiesa in caso di malore di qualche presente.
All'interno del Duomo in rappresentanza del Comune anche il sindaco di Muggia Nerio Nesladek visibilmente colpito e provato per la perdita di un ragazzo così giovane e ben voluto. «Matteo, sei stato convocato per giocare la partita più importante e noi tutti facciamo il tifo per te», ha detto un amico al microfono, rifacendosi alla grande passione di Matteo per lo sport, pallacanestro e rugby in primis.
Grande commozione da parte di tutti i presenti quando sono state ricordate alcune delle qualità salienti che contraddistinguevano lo studente della Facoltà di Economia: «l'essere sempre sorridente», «il desiderio di aiutare il prossimo» e «l'amore per la propria famiglia».
A pochi minuti dal termine dell'omelia Don Giorgio Petrarcheni è stato poi colto improvvisamente da un malore, venendo subito soccorso dal sindaco Nesldadek e da alcuni presenti. L'emozione ed il forte caldo hanno costretto il parroco 56enne a farsi medicare con una terapia reidratante nella vicina sagrestia da alcuni sanitari del 118 già presenti nella zona antistante l'edificio di culto.
Al termine della messa il feretro è stato condotto attraverso le vie di Muggia e per testimoniare il proprio cordoglio qualche esercente ha tirato giù le serrande: «Partecipiamo al dolore della famiglia De Nardis», recitava un foglio attaccato sulla vetrina di un negozio.
Da lì la silenziosa processione lungo la via Santa Barbara, un percorso in salita sotto il sole cocente, reso meno aspro da qualche leggera brezza di vento, con un corteo composto da un migliaio di persone a salire in cima al colle per vedere il giaciglio di Matteo e testimoniare con somma devozione il proprio sostegno alla famiglia De Nardis: sia ai genitori Franco e Rossella, che ai fratelli di Matteo, tutti straziati da un incommensurabile dolore.
Riccardo Tosques



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