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Maxi opera di pulizia di tombini e caditoie nella zona di Muggia

da "Il Piccolo"
lunedì, 30 settembre 2019

 

Riccardo Tosques
Nuove opere di pulizia di griglie e pozzetti stradali a Muggia. È recente l'intervento su una serie di condotte in località Pisciolon e su una griglia che da tempo evidenziava delle criticità nel rione di Zindis, oltre al ripristino del corretto funzionamento della bocca di lupo posta nella strada di collegamento tra la rotonda di via delle Saline e via di Farnei (vicino la pista ciclabile). In programma anche un rifacimento totale di quella nel sottopassaggio del Famila in zona Rabuiese mentre le caditoie di corso Puccini e via Dante sono state interessate da una seconda pulizia. Non avendo nella propria dotazione organica e organizzativa la capacità di provvedere alla realizzazione diretta del servizio - in quanto risulta necessario possedere i requisiti di legge per il trattamento dei rifiuti, oltre che idonei mezzi aspiratori per la pulizia dei chiusini e delle condotte sotterranee - il Comune muggesano, attraverso una procedura negoziata, ha affidato il lavoro alla Pertot di Trieste. «È un importante intervento di pulizia sul piano manutentivo, ma anche in risposta al decoro della città: siamo consapevoli di come questi interventi non riescano ad essere completamente risolutivi, specialmente in situazioni di piogge torrenziali, dato che, in questi casi, nemmeno gli interventi più incisivi e meticolosi offrono purtroppo una prevenzione», ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici Francesco Bussani. Nei mesi scorsi gli interventi si sono snodati in diverse aree del centro storico muggesano, interessando piazzetta Galilei, largo Amulia, calle Oberdan, calle Bernardis, corso Puccini, via Dante, calle Verdi, calle Tiepolo, ma anche via D'Annunzio, via Mazzini, via Roma, e la griglia all'imbocco della salita delle Mura. «Siamo partiti in via prioritaria nelle zone ritenute più a rischio di eventuali allagamenti, in caso di piogge improvvise e violente, che purtroppo si verificano sempre più spesso anche alla luce dell'errato utilizzo fatto delle caditoie in generale. Nelle aree del centro storico in particolare - conclude Bussani - specie nelle zone pedonali, infatti, le caditoie e i tombini vengono ancora troppo spesso usati come luoghi di conferimento di mozziconi di sigarette o altri rifiuti di piccola taglia come gomme da masticare, scontrini, fazzoletti di carta».

 

 

Teatro Verdi di Muggia. Lavori da 48 mila euro su facciate e backstage
da "Il Piccolo"
domenica, 29 settembre 2019

 

 

Nuovo look per il Teatro comunale di Muggia "Giuseppe Verdi". L'edificio di via San Giovanni è al centro di una manutenzione straordinaria della facciata. L'intervento, iniziato pochi giorni fa, è stato fortemente caldeggiato dall'amministrazione Marzi. «La facciata aveva indiscutibilmente bisogno di un restauro, un intervento necessario non solo sul piano della tutela dell'incolumità dei passanti, ma anche su quello del decoro», ha spiegato il sindaco con delega alla Cultura Laura Marzi. I numeri parlano piuttosto chiaro sull'attività del teatro muggesano. Solamente nell'anno passato, il palco del Verdi ha ospitato un'ottantina di spettacoli musicali, di prosa e dialettali. A questi vanno sommati, peraltro, quelli messi in scena dalle scuole del territorio, sempre molto attive, che l'anno scorso sono stati 15. Ma la struttura di via San Giovanni è utilizzata anche da tre bande musicali muggesane: la cittadina Amici della Musica, quella di Santa Barbara e quella della compagnia Ongia. Il Comune ha investito una cifra complessiva pari 48 mila 190 euro affidando i lavori alla ditta Cerbone Giovanni e figlio di San Dorligo della Valle, ditta che si sta occupando dei lavori di ripristino della facciata nord, di parziale ripristino della facciata ovest e del rifacimento della porzione deteriorata dell'intonaco del muro interno nel backstage. «Un lavoro impegnativo, che mira a riqualificare in primis la facciata su via San Giovanni, che necessitava di interventi manutentivi volti a ripristinarne lo stato di conservazione dato che in molti punti si era verificato un distacco di intonaci e diversi elementi decorativi risultavano ormai mancanti o deteriorati», ha puntualizzato l'assessore alle Manutenzioni Francesco Bussani. Oltre alla facciata principale, saranno dunque sistemati anche gli intonaci nella facciata ovest (prospiciente il parcheggio) limitatamente a una fascia di tre metri di altezza, nonché quelli del backstage del palcoscenico, nel tratto di muro interessato due anni fa da infiltrazione di acqua piovana.

 

 

Mappa del Gal esclusiva. Il caso in aula a Muggia
da "Il Piccolo"
sabato, 28 settembre 2019

 

La cura degli alberi ai giardini Europa, la contestata mappa degli esercizi commerciali, le difficoltà del "porta a porta" a Zindis, il divieto di sosta su parte di via XXV Aprile. Questi alcuni degli argomenti all'ordine del giorno del Consiglio comunale di Muggia che si riunirà lunedì alle 18.30. Nel "question time" iniziale sono state inserite quattro interrogazioni, tutte a firma della capogruppo di Meio Muja Roberta Tarlao. Si discuterà della scarsa manutenzione del verde che circonda la chiesa di San Giovanni Evangelista e delle intenzioni dell'amministrazione sul futuro, appunto, degli alberi dei giardini Europa. Si parlerà poi, come detto, del "porta a porta" a Zindis e, soprattutto, della recente mappa turistica creata dal Gal che ha escluso molti locali. All'ordine del giorno spicca pure la mozione con cui la stessa Tarlao "caldeggia" il divieto di sosta sul lato destro di via XXV Aprile per poter realizzare un percorso ciclopedonale.

 

«Troppo alti i costi di gestione». Il PalaCarnevale rischia l'addio

da "Il Piccolo"
venerdì, 27 settembre 2019

 

La Flash: «Con le nuove leggi spese per la sicurezza insostenibili. Servono più fondi oppure dovremo rinunciare». Il Comune: «Ora è lo Stato che dovrebbe dare di più».

Riccardo Tosques

Il futuro del PalaCarnevale è a rischio. Dopo una serie di incontri con il Comune di Muggia e l'Associazione delle compagnie del Carnevale, la Flash, l'azienda presieduta da Vincenzo Rovinelli che si occupa tra le altre cose della gestione del mega tendone di piazzale ex Alto Adriatico, annuncia il passo indietro: «Le spese da investire per la sicurezza della tensostruttura sono diventate oramai ingestibili. O il Comune alza il finanziamento oppure, mio malgrado, dovrò rinunciare».Le nuove norme antiterrorismo, i continui (ed esosi) cambiamenti in corsa per attenersi a quanto richiesto dalla Commissione di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo, una burocrazia sempre più pressante. È questo, fa capire lo stesso Rovinelli, il clima in cui la Flash ha lavorato in questi ultimi due anni per la gestione del PalaCarnevale, una struttura ampiamente cresciuta sino a raggiungere i mille metri quadrati attuali. «Quando abbiamo iniziato, nel 2013, per la sicurezza servivano meno di 10 persone. Ora il vicequestore, seguendo la norma di legge, me ne chiede 30. È ovvio che tutto ciò comporta un aumento dei costi che non sono più affrontabili con i 17 mila euro forniti dal Comune di Muggia per il capitolo della sicurezza», racconta Rovinelli. I conti, dunque, iniziano a non tornare: «Il Comune ci dà circa 47 mila euro, ma io ne spendo 70 mila. Spiace, perché ho sempre dato una mano al Carnevale, è una manifestazione bellissima e il PalaCarnevale ha contribuito a renderla ancora più completa. Ma se non cambia qualcosa io dovrò lasciare».La questione economica della sicurezza, in realtà, è sempre stata una spina nel fianco. Già cinque anni or sono Rovinelli aveva dichiarato che i soldi investiti per la sicurezza esterna li avrebbe dati piuttosto alle otto compagnie del Carnevale. Ora, però, la situazione pare essere giunta ad un bivio. Mario Vascotto, presidente dell'Associazione delle compagnie, non nasconde la sua preoccupazione: «L'incertezza che regna sul tendone del piazzale ex Alto Adriatico non ci fa affatto stare sereni. Da sempre il PalaCarnevale è una struttura di sfogo, soprattutto nelle serate più "calde", per far defluire le persone dal centro cittadino verso l'esterno. La sua chiusura sarebbe un grande problema per tutti noi. Auspico vivamente che si possa trovare una soluzione il prima possibile anche perché il tempo inizia a stringere».La notizia del passo indietro della Flash coglie di sorpresa il Municipio fino a un certo punto, come osserva l'assessore con delega al Carnevale Stefano Decolle: «Non voglio fare alcuna polemica anche se, evidentemente, spiace che da parte delle Flash ci sia questo timore di affrontare una manifestazione che oramai è diventata maggiorenne. In accordo con il presidente Vascotto affronteremo congiuntamente il problema, che è di tipo prettamente economico, fermo restando che i governi, quando fanno delle norme che comportano degli aumenti di spesa per le manifestazioni popolari, dovrebbero mettere anche a disposizione dei finanziamenti appositi ai comuni che le organizzano»

Muggia rilancia i corsi di autodifesa per le donne

da "Il Piccolo"
venerdì, 27 settembre 2019

 

La seconda edizione del corso di autodifesa personale organizzato dalla Commissione Pari opportunità di Muggia è alle porte. Dopo il successo dell'anno scorso, inizierà infatti a metà ottobre il primo appuntamento del ciclo di dieci incontri di un'ora e mezza l'uno rivolti alle donne dai 15 anni in su sul tatami dell'Asd Katamà. «Siamo felici che nella prima edizione il corso abbia avuto una significativa risposta in termini di partecipazione, questo conferma la bontà del progetto e del fatto che la Commissione sia riuscita a dare una risposta concreta a una domanda che evidentemente era sentita», così l'assessore Laura Litteri. Il modulo di adesione può essere scaricato dal sito del Comune o ritirato in piazza della Repubblica all'Urp. Le iscrizioni si potranno effettuare entro il 30 settembre: nel caso di un numero di candidature superiore alle 15, sarà data precedenza a chi cronologicamente avrà presentato prima la richiesta.


"Persemprefioi" colora con i bambini l'intera piazza Marconi a Muggia

da "Il Piccolo"
venerdì, 27 settembre 2019

Riccardo Tosques

 

"Coloriamo la Piazza". Questo il titolo del nuovo evento proposto dall'associazione muggesana Persemprefioi in programma domani dalle 16.30 alle 18 in piazza Marconi. Dopo aver accantonato gli eventi "Femo Alouin" e "Le Befaniadi", il primo appuntamento del calendario delle nuove attività proposte dalla compagnia teatrale si svolgerà nella principale piazza rivierasca e consisterà nel coinvolgere i bambini ad entrare in contatto con alcune tecniche artistiche e pittoriche, dove infatti avranno la possibilità di dare sfogo alla loro creatività assieme ad alcuni volontari dell'associazione. «Ci sarà la possibilità di colorare su appositi fogli di carta con tempere e gessetti, attraverso l'uso delle mani, degli stencil e di spugnette, per rendere la piazza super colorata», ha spiegato la presidente Paola Maineri. Vista la tipologia dell'evento è caldamente consigliato a tutti i partecipanti, grandi e piccoli, di dotarsi di abbigliamento consono all'iniziativa, tenendo conto che molto facilmente ci si sporcherà. Anticipato già in diverse occasioni dalla presidente dell'associazione, un nuovo obiettivo della Persemprefioi è quello di dare spazio alla componente giovanile della compagnia, sempre affiancata comunque anche dalla parte "veterana". «Come già da due anni accade, la scrittura degli spettacoli, le luci, le musiche e le scenografie vengono affidate quasi completamente ai giovani, quindi in questi ambiti, la Psf ha già apportato grandi cambiamenti, ma non è di certo intenzionata a fermarsi qui», puntualizza Maineri. I ragazzi sono infatti molto partecipi in tutte le attività che si svolgono durante l'anno, come "Slavazemose", "la Carnival Run", ed altri eventi di volontariato. E proprio in questa ottica la gestione e l'organizzazione di questo nuovo evento, alla sua prima edizione, sarà portata avanti da Alice Varljen, una giovane ragazza della compagnia. «La Persemprefioi persegue obbiettivi molto importanti, attraverso le manifestazioni a cui prende parte e attraverso agli originali e divertenti spettacoli che mette in scena ogni anno. Vogliamo - conclude Maineri - essere motivo di incontro, animazione e promozione sociale, grazie alle iniziative ricreative e culturali, volte soprattutto alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio locale».

 

Nel vivo la bonifica di Acquario. «Un anno e la costa rinascerà»
da "Il Piccolo"
giovedì, 26 settembre 2019

Al via lunedì il secondo lotto da oltre 6 milioni per la riqualificazione del terrapieno. Previsti chioschi, nuovi servizi per la balneazione e punti dedicati a giochi e sport

Riccardo Tosques
«Riapriremo all'utilizzo della cittadinanza un'area che da più di vent'anni attende di essere restituita alla comunità». È entusiasta il sindaco di Muggia Laura Marzi. Dopo tanto attendere, infatti, ieri la prima cittadina rivierasca ha annunciato che a partire da lunedì inizieranno i lavori per il secondo lotto della riqualificazione del terrapieno Acquario. L'esecuzione dell'opera, della durata di un anno, comporterà una spesa complessiva di sei milioni e 310 mila euro. Il progetto di Acquario prevede, oltre alla bonifica tramite la messa in sicurezza permanente del sito, anche un intervento di recupero e di riqualificazione estetico - funzionale dell'area. Accanto al percorso ciclopedonale, già realizzato, vi sarà così un ulteriore tratto di ciclabile che costeggerà la strada. A tal proposito saranno allestiti due punti di bike sharing. La zona si arricchirà poi di alcuni chioschi per il ristoro, con annessi servizi legati alla balneazione, e alcune strutture ombreggianti per trovare riparo dal sole. Inoltre, nel progetto promosso dalla giunta Marzi, è contemplata pure la realizzazione di un'area giochi e fitness, di un campo da beach volley, di un altro campo da bocce e dello skate park, che, dal piazzale ex Alto Adriatico, verrà allestito sul lungomare rivierasco. Il nuovo look di Acquario si completerà con arredi, docce, fontanelle e otto scalette a mare, oltre che con l'allargamento del parcheggio esistente, che vedrà quasi raddoppiata l'attuale capienza. «La volontà e l'impegno sono sempre andati nella direzione della restituzione della costa ai muggesani: come promesso, abbiamo proseguito e stiamo tuttora proseguendo in questo non facile percorso. Una volta completato il lotto - analizza Marzi - si avrà un miglioramento decisivo della fruibilità e della balneabilità della costa. Si avvieranno nuove attività economiche, con beneficio in termini sia di occupazione che di servizi. Si apriranno nuovi spazi ludici e per il tempo libero. E tutto ciò - conclude il sindaco - migliorerà la vivibilità della nostra città e sarà un importante volano per tutta la nostra economia». Concorde l'assessore ai Lavori pubblici muggesano Francesco Bussani: «Con questo ulteriore consistente intervento, Muggia potrà finalmente raccogliere i frutti di un complesso lavoro durato anni per restituire un tratto di lungomare che le appartiene ma di cui per oltre un ventennio non ha potuto godere».Il progetto sarà presentato alla cittadinanza venerdì 4 ottobre alle 18, nella sala "Millo" in piazza della Repubblica. Nel frattempo, per seguire l'avanzamento dei lavori di riqualificazione di questo pezzo di costa muggesana e per restare sempre aggiornati, ci si potrà connettere alla pagina Facebook "Acquario 2020", che da oggi accompagnerà i muggesani e chiunque sia interessato in questo nuovo importante capitolo della storia di Muggia.


AcegasApsAmga ed EstEnergy - Sportelli a rilento o chiusi per assemblea sindacale

da "Il Piccolo"
giovedì, 26 settembre 2019


Nella giornata di oggi, per un'assemblea dei lavoratori indetta da alcune organizzazioni sindacali, fino alle 12.45 potranno verificarsi rallentamenti nell'attività o la completa chiusura degli sportelli AcegasApsAmga, Energia Base Trieste ed EstEnergy in via dei Rettori 1. Per le stesse ragioni lo sportello AcegasApsAmga in località Dolina 270 resterà chiuso, mentre quello AcegasApsAmga ed EstEnergy di piazza Galileo Galilei 2 a Muggia, chiuso di mattina, sarà regolarmente aperto il pomeriggio dalle 14 alle 18.


È arrivato il calabrone orientale
da "Il Piccolo"
giovedì, 26 settembre 2019


L'insetto, diffuso in Asia minore, Madagascar e Sud Est Europeo, è sbarcato a Trieste da qualche nave. Gli esperti: «Pericoloso? Come le altre vespe locali». Mangia le api e vive in maxi nidi

Riccardo Tosques
Mancano tre mesi alla chiusura del 2019, ma già si candida a rientrare di buon grado tra le notizie scientifiche dell'anno. Dopo tanti dubbi, infatti, ora è ufficiale: il calabrone orientale (Vespa orientalis) è approdato a Trieste. La presenza di quest'insetto, diffuso in Medio Oriente, in Madagascar e nel Sudest europeo, dopo un'unica segnalazione registrata lo scorso anno, quest'estate è stata riscontrata compiutamente nella zona del Porto nuovo, in Passeggio Sant'Andrea: facile dunque ipotizzare che il calabrone orientale sia arrivato in città tramite qualche nave. Da lì poi ci sono state ulteriori segnalazioni, in altre zone del territorio cittadino, per un totale di quattro "popolazioni", confermate dai naturalisti Nicola Bressi, Andrea Colla e Gianfranco Tomasin del Museo civico di Storia naturale di Trieste, i quali hanno evidenziato come a Trieste si sia «insediata la popolazione più a Nord al mondo per questa specie e per di più nel centro di una città».Se tutti, insomma, si aspettavano l'arrivo della Vespa mandarina, calabrone asiatico di grosse dimensioni più volte segnalato (ma in maniera inattendibile) anche in provincia di Trieste, a sorpresa, in pieno "global warming", a raggiungere le nostre terre è stato un altro imenottero, più piccolo, questo sì, ma da tenere comunque assolutamente sotto controllo. Questo particolare insetto si caratterizza da un punto di vista fisico per la presenza di un colore rossiccio in cui spiccano due parti gialle: una sulla testa e l'altra lungo l'addome, con una banda uniforme. E proprio la funzione dell'addome è una delle peculiarità: grazie alla presenza di un pigmento, la xantopterina, queste vespe hanno la capacità di assorbire l'energia solare che le rende attive. A differenza di altre specie di calabroni, dunque, che preferiscono operare con il fresco del mattino o prima di sera, la Vespa orientalis ama muoversi perlopiù nei pomeriggi assolati. Altra caratteristica, che potrebbe avere un importante impatto ambientale, è che il calabrone orientale si nutre spesso e volentieri di api.Non a caso una delle segnalazioni che hanno confermato la presenza di questo insetto è giunta da parte di un residente che ha notato la sostituzione delle api, da sempre presenti nel suo giardino, con queste "strane" vespe. Vespe che si nutrono anche delle spazzature prodotte dall'uomo. Motivo in più per non lasciare cibo fuori dai contenitori per l'umido, come già accade per arginare ratti e gabbiani.Ma la Vespa orientalis è pericolosa per l'uomo? Il veleno di questo insetto non è né più né meno potente di quello delle nostre vespe. C'è però una grande differenza: i nidi. Il nido della orientalis può contenere sino a mille individui. Quindi: massima attenzione. Di regola i i favi di cellulosa vengono costruiti in maggio, sottoterra o dentro muri e edifici. In passato questo vespide aveva toccato Genova (un solo esemplare) ma anche i porti di Londra e Bruxelles. Sostanzialmente, a causa degli inverni freddi, la orientalis però non è mai riuscita ad ambientarsi, estinguendosi da sola. Riuscirà dunque questo insetto a superare un altro inverno triestino? «Non possiamo esserne certi. Ogni specie animale si comporta diversamente quando viene importata in ambienti differenti. Impossibile garantire come si evolverà la sua biologia con il clima, la vegetazione e le ore di luce di Trieste. Forse un inverno molto freddo potrebbe estinguerla. Ma vivendo in città potrebbe pure facilmente svernare tra tiepidi controsoffitti e cantine», spiegano Bressi, Colla e Tomasin. Se dovesse farcela, il nostro ecosistema si troverebbe a dover ospitare una specie "alloctona" con tutto ciò che ne consegue, in primis, per l'appunto, il possibile impatto sulle api.Ancora un paio di informazioni. È importante sapere che il calabrone orientale può essere facilmente confuso con alcune specie di insetti locali (su tutti la Vespa Delta unguiculatum) utili o innocui, da cui si distingue soprattutto per avere solo due anelli gialli sull'addome, mentre la punta con il pungiglione è sempre completamente scura. Da qui la raccomandazione, avanzata anche dal Comune di Muggia, di rispettare la già minacciata biodiversità e di segnalare eventuali avvistamenti, inviando foto alla mail sportellonatura@comune.trieste.it, o portando eventuali esemplari trovati morti al Museo civico di Storia naturale di Trieste di via Tominz. Il Museo civico ha infine in programma un incontro pubblico per conoscere questo nuovo "abitante" della città, mercoledì 16 ottobre alle 18. Nessuna psicosi, in ogni caso, ma massima attenzione, quella sì.

 

Il Municipio accelera sulla nuova rotonda all'ingresso del centro

da "Il Piccolo"
mercoledì, 25 settembre 2019

 

Riccardo Tosques

 

Nuovo passo avanti per la rotatoria da realizzare all'ingresso di Muggia. In questi giorni il Comune ha conferito l'incarico relativo alla progettazione definitiva ed esecutiva del manufatto. Ma oltre alla costruzione della rotatoria stradale, che sorgerà tra le vie Roma, Tonello, Frausin e largo Caduti della Libertà, verranno progettati anche una pista ciclabile su via Battisti e alcuni interventi di illuminazione degli attraversamenti pedonali nel centro di Muggia. Le opere avranno un costo complessivo pari a 158 mila euro, 100 mila dei quali stanziati dalla Regione per il progetto "Muggia Pro.de.st. - Protezione utenza debole: azioni strutturate in ambito urbano", mentre i restanti 58 mila euro saranno a carico del Comune rivierasco.La coppa rotatoria posta all'ingresso del centro di Muggia, dunque, diverrà solamente un lontano ricordo. Il progetto, inserito pochi mesi fa dalla giunta Marzi all'interno del programma triennale delle opere pubbliche, era stato affrontato già 6 anni fa all'epoca dell'esecutivo Nesladek. Un intervento da tempo invocato dai muggesani per scongiurare incidenti provocati soprattutto a causa degli automobilisti stranieri, spaesati di fronte a quella che sembra una rotonda ma che rotonda (almeno per ora) non è. L'obiettivo finale, dunque, è mettere in sicurezza uno dei punti più critici della viabilità muggesana, facilitando l'approccio di chi per la prima volta si appresta ad affrontare questo tratto di strada, garantendo così anche maggior sicurezza per i residenti. I lavori di progettazione sono stati assegnati allo Studio Novarin con sede a Udine per un importo pari a 18 mila 449 euro. Ma, come detto, Muggia Pro.de.st. prevede anche un'altra importante novità: la creazione di una pista ciclabile in via Battisti. Già sotto la giunta Nesladek l'area era stata trasformata in una zona a 30 all'ra essendo l'arteria stradale costeggiata da molti condomini densamente abitati con diversi accessi carrai, e con la presenza di varie attività commerciali e sportive. La realizzazione di un nuovo tratto di ciclabile fungerà da ulteriore collegamento tra la rete realizzata finora e il centro, nonché un ulteriore passo avanti verso la definizione di un ampio percorso ciclopedonale fronte mare senza interruzioni su tutto il territorio. L'ultimo intervento riguarda l'illuminazione di alcuni attraversamenti pedonali. Tutti i lavori dovrebbero concludersi entro il 2020.

 

Non ci sono notizie da "il Piccolo" di lunedì, 24 settembre 2019

 

Alla casa di riposo del Comune di Muggia sbarca l'arteterapia

da "Il Piccolo"
lunedì, 23 settembre 2019

Riccardo Tosques

Nella casa di riposo di Muggia è sbarcata l'arteterapia. Fino alla fine di dicembre la struttura comunale di salita Ubaldini sarà protagonista del tirocinio di un'aspirante arte terapeuta, Elena Lenaz, in formazione nella scuola di specializzazione in arteterapia Artea. Sul piano pratico si stanno proponendo delle sedute a cadenza settimanale della durata di 60 minuti con un massimo di cinque partecipanti. Le sedute vengono fatte in gruppo anche se ogni partecipante, in realtà, intraprende un percorso individuale, trovando con il tempo il modo migliore per esprimere sé stesso, il suo immaginario, i suoi ricordi, i suoi bisogni, L'arte terapeuta accompagna così ognuno nel suo percorso leggendo le opere attraverso la decodifica del linguaggio artistico, che è poi lo specchio delle vicende interne e relazionali di chi crea l'opera. «L'arte è una diversa forma di comunicazione che ha le sue regole e la sua grammatica. Mettendo a disposizione vari tipi di materiali come acqua, secchi, scultorei e new media, si ha la possibilità di imparare questo linguaggio, e trovare quale materiale è più consono per esprimere se stessi», racconta l'assessore alle Politiche sociali Luca Gandini. La cooperativa Itaca, capofila dell'Ati Welcoop che gestisce la casa di riposo, ospitando i tirocinanti nei vari servizi distribuiti sul territorio, collabora da diverso tempo con la scuola di arteterapia con sede a Milano, che propone un percorso di studio finalizzato alla formazione di "specialisti dell'immagine", quest'ultima intesa come veicolo di comunicazione. E così ogni mercoledì dalle 10 alle 11, nella sala da pranzo della casa di riposo, gli anziani hanno già avuto e avranno ancora modo di partecipare a dei laboratori tesi proprio ad aiutarli in tantissimi aspetti del proprio percorso di vita all'interno della struttura di assistenza. «A conclusione del percorso - conclude Gandini - gli elaborati verranno esposti . Ogni ospite, che dispone di una cartellina personale, sceglierà quale manufatto esporre e condividere, in tal modo, con gli altri. Tutto questo contribuisce peraltro a creare comunità, vita in comune, serenità».


Muggia, entra in scena lo scuolabus "green"
da "Il Piccolo"
domenica, 22 settembre 2019

Addio al vecchio mezzo con 220 mila chilometri sulle spalle. Al suo posto un moderno veicolo ecologico da 33 posti

Riccardo Tosques
Nuovo anno scolastico, nuovo scuolabus per gli studenti di Muggia. Con quasi 220 mila chilometri alle spalle, infatti, il "vecchio" scuolabus rivierasco ha dato il suo addio agli studenti muggesani. Viene così sostituito da un modello di ultima generazione: un Euro 6 step C, 2.998 di cilindrata, aria condizionata, illuminazione interna a Led, sensori di parcheggio, telecamera posteriore e molto altro ancora. Un gioiellino, insomma, presentato subito a studenti e genitori, con tanto di "guest star": assieme all'autista, lo scuolabus aveva con sé il sindaco Laura Marzi e l'assessore alle Politiche giovanili Luca Gandini. «Gli "ooohhh" e i sorrisi dei bambini e dei genitori che ci hanno accolto ad ogni fermata sono stati il miglior modo per inaugurare questo nuovo scuolabus, che vuole essere un ulteriore occhio di riguardo rivolto alle scuole del nostro territorio, con una particolare attenzione in materia di sicurezza, funzionalità e affidabilità», osserva Marzi. Le caratteristiche del nuovo scuolabus non solo lo rendono in linea con le più recenti normative finalizzate a ridurre l'inquinamento ambientale provocato dai veicoli pesanti, ma l'avere a bordo tre posti per gli adulti garantisce nel contempo la compresenza di un maggior numero di docenti in occasione delle uscite didattiche e, in linea generale, pure di più accompagnatori giornalieri.«Mi auguro che questo nuovo mezzo sia un'ulteriore conferma per le famiglie di quanto vogliamo sostenerle, con i servizi che possiamo fornire, nella crescita dei loro figli, e che sia un incentivo a far sì che l'andare a scuola senza automobile e con gli amici diventi una prassi consolidata e un'occasione per migliorare la salute, la sicurezza, l'ambiente, l'autonomia e la socialità», fa eco Gandini. Vista la vetustà del precedente automezzo, il Comune aveva indetto alla fine dell'anno scorso la procedura per l'individuazione della ditta incaricata della fornitura di un nuovo scuolabus mediante il ricorso a un affidamento diretto previa consultazione di un congruo numero di operatori economici sulla piattaforma Mepa. L'importo base di questa procedura era stato di 122.800 euro (Iva esclusa), cifra nella quale erano compresi tutti gli oneri e le spese relative alla consegna nelle sedi comunali del mezzo, regolarmente collaudato, funzionante e in possesso di tutte le caratteristiche dimensionali, meccaniche e tecniche dichiarate in sede di gara al Comune stesso.Il nuovo scuolabus è dotato di 33 sedili individuali - in monoscocca antivandalo, con maniglione sopra lo schienale e cinture di sicurezza in due punti, come da normativa - e ulteriori tre sedili per accompagnatori adulti, oltre al sedile guida molleggiato. Il nuovo mezzo, inoltre, è dotato di isolamento termico e acustico del tetto e delle fiancate, di pavimento con tappeto isolante e rivestimento antiscivolo e idroresistente, di gradini rivestiti in alluminio a loro volta antiscivolo e sollevatore elettroidraulico posteriore, con postazione per eventuale carrozzella, per una portata minima di 280 chili, con tanto di dispositivo d'emergenza. Insomma: uno scuolabus all'ultimo grido.


C'è la gara di triathlon. Scattano divieti di sosta e chiusure a spot
da "Il Piccolo"
domenica, 22 settembre 2019

In arrivo a Muggia nuovi provvedimenti provvisori di modifica alla viabilità a Muggia. Domani, in occasione della frazione ciclistica della gara internazionale di triathlon "I Feel Slovenia Ironman 70.3 Slovenian Istria" vi saranno infatti delle variazioni per quanto riguarda il flusso del traffico tra via Battisti, largo Sauro, via Garibaldi e lungomare Venezia. Gli atleti, provenienti dall'ex valico di San Bartolomeo, percorreranno nell'occasione tutto il tratto costiero, il Mandracchio, via Battisti, via di Trieste, la strada provinciale per Farnei, via Flavia di Stramare e la località delle Noghere per poi uscire dall'ex valico di Ospo, nel territorio del Comune di San Dorligo della Valle. È prevista la partecipazione di circa 1.500 atleti, il primo dei quali entrerà in territorio italiano indicativamente verso le 9.45, mentre l'ultimo lo lascerà presumibilmente poco dopo mezzogiorno. In tal senso, al fine di liberare la carreggiata dai veicoli in sosta e garantire un'adeguata sicurezza nei punti più critici, nonché per permettere agli organizzatori di allestire il campo di gara con transenne e birilli, è prevista l'istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli dalle 6 alle 13, ed in ogni caso fino a fine manifestazione, sulle seguenti strade: via Battisti, via Garibaldi, largo Sauro (tra i civici 1 e 4/a) e lungomare Venezia, nel tratto compreso tra l'imbocco della galleria e l'intersezione con Borgo San Cristoforo. Il collegamento con Muggia sarà comunque possibile o attraverso la Slovenia (Santa Barbara e Chiampore) o attraverso il cavalcavia di Santa Barbara, dove sarà previsto un senso unico alternato durante la manifestazione stessa.


La ciclabile di viale XXV Aprile "incompiuta" da quattro anni
da "Il Piccolo"
sabato, 21 settembre 2019

Le ultime asfaltature sembrano aver "cancellato" l'idea di un percorso diretto al centro sportivo di Piasò. Ma

la giunta Marzi non chiude: «Dipende dai fondi Uti». 

Riccardo Tosques

Che fine ha fatto il percorso ciclabile da realizzare sul lato destro della carreggiata di viale XXV Aprile?Il dibattito sul progetto - fortemente caldeggiato dall'ex assessore e attuale consigliere del Pd Marco Finocchiaro, e sposato dalla precedente amministrazione Nesladek - è tornato in auge in questi giorni in seguito all'asfaltatura della strada che collega il centro alle strutture sportive di Piasò. Un intervento che, per il suo stesso svolgimento, dà l'impressione di aver cancellato quel progetto.La realizzazione del percorso ciclabile era stata affrontata già quattro anni fa, con un emendamento alla delibera consiliare numero 72 del 2015 - "Integrazione del piano parcheggi" - proposto dagli allora consiglieri d'opposizione Nicola Delconte, Claudio Grizon, Daniele Mosetti, Claudio Di Toro e Paolo Prodan, e approvato a maggioranza. L'approvazione di questo emendamento riguardava appunto l'istituzione di un divieto di sosta lungo il lato destro di viale XXV Aprile, in direzione campo sportivo, al fine di attuare una serie di interventi finalizzati alla mobilità sostenibile una volta completati i parcheggi previsti e ultimati pure i lavori relativi ai percorsi casa-scuola. Da tempo il parcheggio nel piazzale ex Enel e quello presso l'ex campo di calcio a sette dello stadio Zaccaria sono operativi, e gli stessi lavori relativi ai percorsi casa-scuola sono stati ultimati. Roberta Tarlao (Meio Muja) ha chiesto così se «l'asfaltatura delle strade e la contemporanea liberazione degli stalli dalle macchine per permettere i lavori» potevano essere «l'occasione giusta per realizzare il percorso dedicato alla mobilità sostenibile».Tale progetto, peraltro, trova tuttora d'accordo Finocchiaro, che ritiene sempre valida l'idea di creare una pista ciclopedonale nell'area del comprensorio sportivo muggesano di Piasò. Il punto di vista della giunta Marzi sulla questione è stato fornito dal vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Francesco Bussani, che in realtà non ha chiuso le porte all'intervento: «Come già fatto presente in più occasioni, l'opzione della pista ciclopedonale lungo viale XXV Aprile verrà valutata una volta ultimati gli interventi allo stadio Zaccaria». «In questo momento stiamo attendendo una risposta rispetto alla nostra richiesta di finanziamento all'Uti e alla Regione per il rifacimento degli spogliatoi dello stadio, per la creazione di un'area ristoro a servizio dell'intero plesso sportivo e per la riqualificazione della pista di atletica», conclude Bussani: «Tutti interventi che consentirebbero di far gravitare attorno alla zona un maggior numero di società sportive e atleti in quella struttura, rendendo di conseguenza più utile proprio un'eventuale collegamento ciclopedonale».

A Muggia gara di tiro a volo per aiutare i volontari dei Bambini del Danubio

da "Il Piccolo"
sabato, 21 settembre 2019

Emanuele Deste

Sport e solidarietà, un tandem che ancora una volta vuole centrare il bersaglio grosso. Oggi e domani, si rinnoverà l'appuntamento con la gara benefica di tiro a volo, organizzata dall'Asd Società Triestina Tiro a Volo, in favore dei progetti che vedono come protagonista principale l' Associazione "Bambini del Danubio". La manifestazione, giunta alla 4ª edizione e capace di coinvolgere ogni anno sempre più appassionati e curiosi, si terrà nuovamente al campo gara di Via Trieste 1, in località Noghere a Muggia. I partecipanti si sfideranno nelle specialità della Fossa Olimpica e del Compak, quest'oggi dalle 14 sino al tramonto e domani dalle 10 in poi. Come ultime note logistiche ricordiamo che le iscrizioni si potranno effettuare direttamente in loco e di come i tiratori verranno suddivisi in cinque categorie: tiratori, cacciatori (non tesserati per la Federazione Italiana Tiro a Volo), neofiti, juniores e ladies. Ma, specificamente, di cosa si occupa l'Associazione "Bambini del Danubio"? Questa realtà, formata unicamente da volontari, è nata a Trieste nel 2004. L'attività dell'associazione è rivolta, principalmente, a permettere l'accesso alle cure mediche di bambini appartenenti a famiglie non abbienti e residenti in aree geografiche in cui determinate patologie non riescono ad essere curate. Così i volontari accompagnano i piccoli pazienti dall'inizio fino al termine del loro percorso di cura, fornendo di conseguenza; il sostegno delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i pazienti e gli accompagnatori, ottenimento del permesso di soggiorno per gli aiuti medici e disponibilità di mediatrici culturali, scelta della struttura ospedaliera più adatta e affiancamento totale sulla via del recupero pieno della salute. Ma i progetti, promossi o sostenuti dall'Associazione non si rivolgono solamente alla questione delle cure mediche, toccando pure altre tematiche. « Ad esempio, attraverso la realtà di San Martino al Campo forniamo sostegno a circa 260 famiglia con minori che risiedono nella nostra regione e versano in situazione di disagio socio-economico, e poi aderiamo a progetti specifici proposti da realtà come la Comunità di Sant'Egidio, Cuamm "Medici con l'Africa, Oltre Quella Sedia, Progetto Riabilitazione e non solo. Il nostro è proprio un impegno ad ampio raggio » , precisano le responsabili.

Il saluto alla "sua" Aquilinia di don Paolo Iannaccone, destinato a San Sergio
da "Il Piccolo"
venerdì, 20 settembre 2019

«Abbraccio i fedeli uno ad uno. E li ringrazio per ciò che sono stati per me». «Chi ha conosciuto i migranti
ha poi superato i pregiudizi»

Riccardo Tosques

Don Paolo Iannaccone è pronto a lasciare la parrocchia di San Benedetto Abate. Il 29 settembre, alle 10.30, l'ultima messa ad Aquilinia, dopo tre anni molto intensi e non sempre facili: «In 24 anni questo è il mio ottavo trasferimento. Pesa lasciare ciò che si ha da poco iniziato senza vedere ancora frutti maturi. Partire è quindi un po' morire rispetto a ciò che si è imparato ad amare, anche se poi lasciamo un po' di noi stessi in ogni luogo e ad ogni istante». Ad Aquilinia chi e cosa lascia?Lascio una comunità piccola e viva, che era in cammino ben prima del mio arrivo e che ha accettato di continuare a lasciarsi attirare dalle sfide che la storia lancia in modo sempre nuovo e originale e alle quali siamo chiamati a rispondere, lasciandoci mettere in discussione dal Vangelo. Su cosa si è focalizzato in questi anni? In particolare sul mondo familiare e soprattutto giovanile, per il quale si è formata una bella équipe di educatori con il doposcuola, l'animazione del gioco e tutte le attività estive. E poi sul mondo dei migranti, dei poveri e dei malati. Lei è stato in prima linea per i migranti. Credo sia richiesto a un prete di avere una visione molto ampia. Quanto fatto ad Aquilinia su questo versante comunitariamente, perché non ero da solo, ha avuto eco nazionale nonostante sia stato un impegno di soli 18 giorni.Parte dei suoi fedeli si è spaccata sul discorso immigrazione. Le dispiace?La realtà dell'immigrazione provoca reazioni che vanno analizzate e richiedono di prendere posizione. Queste reazioni hanno attraversato anche la mia parrocchia: a volte, le paure, i condizionamenti, le strumentalizzazioni portano a chiusure che fanno addolorare il pastore, che non giudica, ma soffre. Ha visto qualche cambiamento di "posizione"? Sì. Chi, pur partendo da pregiudizi, in quei giorni accettò la sfida d'incontrare quei volti, ne è stato profondamente trasformato. Una cosa è la teoria, i numeri anonimi, altro è incontrare le persone, lasciarsi scomodare dalla loro vita, accogliere volti e storie. Gli altri parroci di Muggia l'hanno sostenuta nella sua missione? Sempre e con grande affetto. Lì dove ci si impegna a vivere la fraternità sacerdotale, essa è uno degli aspetti più consolanti della vita del prete. Essere un "prete di strada" comporta dei rischi? La strada insegna la vita. Ma non basta saperlo astrattamente senza farne esperienza concreta. È vero che faccio un cammino con i sacerdoti della regione impegnati in prima linea sul fronte delle marginalità, ma per essere "prete di strada" ci vuole ben altro rispetto a quanto da me vissuto. Che rapporto ha creato con la comunità slovena? Ho continuato a garantire la messa festiva in lingua slovena, ad eccezione della predica. Forse qualche volta, con frasi pronunciate male, avrò fatto tornare a casa qualcuno sorridendo, ma è pur vero che mi è stato sempre dimostrato di apprezzare lo sforzo fatto. È stato trasferito alla parrocchia di San Sergio Martire. Cosa la aspetta? Pur avendo avuto già una ventina d'anni fa due passaggi in quella comunità, mi piace arrivare lì "tabula rasa", per ri-conoscere e servire quel nuovo popolo a me affidato. Assieme a don Adrian Mates cercheremo di capire cosa ci aspetta giorno dopo giorno, ponendoci davanti a Dio. Un messaggio ai fedeli di Aquilinia? Li vorrei abbracciare uno ad uno e ringraziarli per ciò che sono stati per me. Capisco che una comunità faccia fatica a vedere il passaggio di cinque parroci in pochi anni, ma chiedo loro di fidarsi: se i parroci passano siano certi che il Signore resta loro fedele nel tempo.


Marzi: «Il mio saluto a un amico sempre vicino ai più deboli»

da "Il Piccolo"
venerdì, 20 settembre 2019

«Pur consapevole che i sacerdoti sono destinati a essere "itineranti", e che dovevamo mettere in conto che don Iannaccone potesse non rimanere a lungo nella parrocchia di Aquilinia, mi spiace perdere una persona che è diventata un amico e che ho imparato ad apprezzare per le sue caratteristiche di prete di strada». Il sindaco di Muggia Laura Marzi saluta così don Paolo: «In questi tre anni è stato sempre pronto a rispondere ad emergenze legate al mondo dei più deboli, ed è diventato un punto di riferimento per la comunità cattolica di Aquilinia, rinsaldata attorno alla rinata casa parrocchiale, una volta sede dell'asilo delle Canossiane e per molti anni inutilizzato. A don Paolo va la mia riconoscenza ed il mio augurio di un buon lavoro nella nuova comunità».

 

Cede l'asfalto, camion incastrato nella buca

da "Il Piccolo"
giovedì, 19 settembre 2019

 

Sottosuolo eroso dalle perdite di una tubatura. L'attuale intervento di riasfaltatura ha accelerato il collasso della strada


Riccardo Tosques

L'asfalto cede e il camion ci rimane incastrato: è la brutta avventura capitata ieri mattina a Muggia a un mezzo della raccolta dei rifiuti, protagonista, all'altezza del civico numero 3 di via Luigi Frausin, di un singolare incidente, per fortuna senza feriti. Durante il suo tragitto, dedicato per l'appunto all'asporto dei rifiuti, l'automezzo si è improvvisamente inclinato sul proprio fianco destro. Una volta sceso dal veicolo il guidatore ha constatato con stupore che la ruota era sprofondata nell'asfalto sottostante proprio in un tratto in cui l'arteria stradale era stata fresata, essendo via Frausin al centro di un cantiere per la riqualificazione del manto stradale. «A differenza di quanto si potrebbe erroneamente credere, la problematica emersa in via Frausin non deriva direttamente dai lavori che si stanno svolgendo in quella strada: il cedimento dell'asfalto è infatti dovuto al cosiddetto sgrottamento del terreno sottostante lo stesso manto stradale, a causa dell'interruzione di uno scarico meteorico che ha confluito l'acqua direttamente nel terreno, acqua che nel tempo ha evidentemente eroso il materiale di riempimento presente sotto la strada», ha specificato in una nota l'amministrazione comunale. La superficie stradale fresata, dunque, più che altro ha fatto emergere con più rapidità una problematica che, comunque, sarebbe prima o poi "esplosa", come in questo caso, per fortuna, come detto, senza gravi conseguenze per le persone. Quanto accaduto ieri fa parte di «fenomeni erosivi frequenti nelle realtà urbane in cui le strade sono densamente attraversate da reti idriche o fognarie, là dove l'azione sotterranea dell'acqua diventa impossibile da osservare se non quando si verificano cedimenti sulla pavimentazione». La conferma è arrivata anche per bocca dell'assessore alle Reti Laura Litteri: «Non risulta semplice individuare la presenza di una cavità sottostante in una strada, che spesso ha una buona resistenza al transito dei mezzi, ma viene meno improvvisamente quando lo sgrottamento si estende e contemporaneamente passa un mezzo pesante, come avvenuto in questo caso. Siamo intervenuti prontamente e ora stiamo provvedendo alle opportune verifiche per poi operare tempestivamente per il ripristino dell'area».Proprio nei giorni scorsi una superficie complessiva pari a mille metri quadrati è stata interessata dal taglio dell'asfalto e dalla fresatura completa del manto stradale, compreso l'eventuale risanamento dei sottofondi. L'area è stata ora transennata e i lavori di riasfaltatura sospesi, in attesa della videoispezione che sarà effettuata nella giornata odierna in modo da verificare lo stato del sottosuolo. A questo seguirà l'intervento di ricollegamento alla rete meteorica esistente. Successivamente i lavori proseguiranno con la stesa di un tappeto bituminoso a caldo, la messa a quota di griglie, chiusini e punti di giunzione.


I Ricremattina 2019 vanno in archivio con numeri record
da "Il Piccolo"
giovedì, 19 settembre 2019

Quasi 700 i giovani coinvolti durante l'estate in laboratori e attività ludiche. L'assessore Gandini: «Riconosciuta la validità del nostro progetto»


«Numeri così importanti non possono che rendere orgogliosi perché sono il riconoscimento del grande lavoro messo in piedi sino a oggi». Luca Gandini, assessore alle Politiche educative e sociali del Comune di Muggia, gongola di fronte al bilancio di "Ricremattina - Progetto Giovani", il servizio comunale gestito dagli educatori della Cooperativa sociale Universiis, che ha visto coinvolti molti giovani nel corso di questa estate. Sono stati infatti quasi 700 i bambini interessati dall'iniziativa in quella che va considerata, per i Ricremattina, come l'estate più affollata di sempre. Davvero tante le attività proposte, volte a offrire a bambini e ragazzi l'opportunità di trascorrere il tempo libero in modo piacevole e fantasioso, favorendo socializzazione, partecipazione ad attività creative e conoscenza del territorio, dell'ambiente e di alcuni luoghi significativi della cittadina rivierasca. La programmazione delle attività ha visto infatti andare in scena nel corso dei mesi estivi non solo gli immancabili giochi, ma anche l'avvicinamento a varie discipline sportive quali pallavolo, basket, karate, tiro con l'arco, pattinaggio, nuoto, canottaggio, cicloturismo, attività di gruppo come "giochi senza frontiere" e preparazione delle coreografie per l'esibizione delle bambine all'interno della sagra parrocchiale e della casa di riposo di Muggia e di quella per la festa finale prevista per l'ultimo giorno dei Ricremattina stessi. Svariati anche i laboratori: dall'inglese alla riscoperta delle antiche tradizioni del territorio con il coinvolgimento dei nonni della casa di riposo di salita Ubaldini (ricamo e maglia, bussolai e gnocchi di susini), dalla cucina al body painting, dall'animazione teatrale alla creatività con materiale di riciclo. «Ringraziamo le famiglie per l'adesione ai nostri progetti - ancora Gandini - che evidentemente sono sempre più apprezzati. Siamo già al lavoro per la prossima estate, per offrire risposte sempre più puntuali, approntando ove necessario interventi mirati per migliorare ancor di più quelli che sono dei servizi già molto apprezzati».

 

Settimana europea della mobilità - Trieste si interroga sulla ciclabilità a partire da Muggia e Porto vecchio
da "Il Piccolo"
mercoledì, 18 settembre 2019


Micol Brusaferro

Un momento di incontro e confronto, un dibattito su quanto Trieste possa essere proiettata verso una mobilità e un turismo sempre più sostenibili. E' l'argomento dell'appuntamento di ieri al caffè San Marco, organizzato nell'ambito della Settimana Europea della Mobilità, e curato dall'Università di Trieste insieme a Fiab, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Trieste. L'evento rientra anche nella cornice del progetto europeo Interreg Italia-Croazia "Step up" con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università di Trieste, che ha promosso un contatto diretto con i cittadini nel corso del pomeriggio. Il pubblico ha compilato un questionario sul tema del turismo, utile a capire la percezione della gente a Trieste sull'argomento, e ha ascoltato i dettagli di "Step up", il programma che punta a creare uno sviluppo dei collegamenti tra Italia e Croazia all' insegna della tutela ambientale. Un lavoro di gruppo, che vede impegnate realtà italiane e croate, al lavoro anche per migliorare la mobilità sostenibile nei rispettivi ambiti. A margine dell'incontro è stato fatto anche un punto sui tanti progetti di ciclabilità per il futuro della città. «E' in fase di progettazione la Trieste-Muggia - ricorda Luca Mastropasqua, presidente di Ulisse Fiab - che farà parte di una rete europea di ciclabili, c'è poi quella che riguarda il Porto Vecchio, con un primo lotto già pronto, che percorrerà l'intero comprensorio e sarà bidirezionale. E ancora di sta operando anche per la ciclabile del Carso, già finanziata ma ancora non realizzata. Poi c'è la prospettiva di crearne anche una sulla strada Costiera, nell'ambito di una possibile trasformazione della via in strada turistica».Grandi iniziative ma anche piccole attenzioni. «Lavoriamo anche per l'aumento degli stalli in città e per rendere in generale Trieste sempre più fruibile da chi ama la bicicletta, anche se stiamo constatando con un po' di amarezza - dice - che dal Comune sentiamo una chiusura nei nostri confronti e una scarsa collaborazione».

Confronto a Muggia Riccardi-Comune su salute e priorità

da "Il Piccolo"
mercoledì, 18 settembre 2019

Sottolineate in particolare l'emergenza solitudine degli anziani e la necessità di intervenire per prevenire le dipendenze fra i giovani


«In un incontro come quello di oggi (ieri, ndr) si comprende la validità del percorso di ascolto che stiamo compiendo: l'attenzione verso il territorio può dare modo di compilare un cruscotto di bisogni da una parte e di opportunità di sperimentazione dall'altra, per dare risposta a bisogni specifici che, solo con la conoscenza diretta e il confronto, possono emergere in modo chiaro». Lo ha dichiarato il vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, alla fine dell'incontro con l'Ambito del Carso Giuliano alla presenza del sindaco di Muggia Laura Marzi, di altri amministratori e operatori e dei vertici della direzione regionale Salute e di AsuiTs. «Dagli amministratori - ha spiegato Riccardi - è arrivata un'indicazione molto importante che ci fa capire come l'integrazione socio sanitaria sia uno strumento indispensabile per rispondere a un territorio che si presenta con fragilità diffuse amplificate o caratterizzate dalla situazione economica che questa parte della regione presenta». Dal confronto è emerso che Muggia è già stata un laboratorio in cui si sono cercate e trovate risposte a specifiche problematiche. Fra queste, sicuramente la solitudine degli anziani che porta con sé l'amplificazione dei problemi creati da una cronicità sempre più diffusa e complicata. Così come, è stato evidenziato, sono anche i giovani ad essere stati al centro del confronto di ieri pomeriggio, a partire dalla validità degli interventi di sostegno alla prevenzione di devianze e dipendenze che sono un tema pesante per il territorio. «L'incrocio di queste due fragilità - ha affermato Riccardi - è creato dal persistere di una frammentazione familiare ereditata dal passato che continua ancora a creare situazioni di disagio sociale». Gli amministratori hanno sottolineato la necessità di progettare in modo accurato la sostenibilità della nuova architettura dell'ambito a causa delle risorse economiche limitate.

 

C'è il «sì» dei creditori: Pasta Zara è salva
da "Il Piccolo"
martedì, 17 settembre 2019

Via libera al piano di rientro del debito con oltre il 70% di adesioni. Bragagnolo: «Ora abbiamo la forza di andare avanti»

Fabio Poloni
Niente fallimento, Pasta Zara è salva: è arrivato il «sì» ufficiale al concordato preventivo presentato dall'azienda di Riese. I commissari hanno depositato in tribunale le adesioni espresse dai creditori - i termini scadevano venerdì scorso - al piano di rientro proposto dal pastificio di Riese Pio X, che in questi mesi ha rischiato il tracollo sotto il peso di una pesante situazione debitoria. L'azienda ha continuato a lavorare, i conti sono stati defibrillati con misure d'emergenza (come la cessione a Barilla dello stabilimento triestino di Muggia), in tribunale si è lavorato per proporre ai creditori la migliore soluzione possibile: si è arrivati a proposte distinte (sei classi) che vanno da un ristoro minimo del 33% a un massimo del 100% delle somme dovute, e in base a ciò i creditori si sono espressi. La conta dei «sì» è terminata ieri ed è stata notificata ai vertici dell'azienda: oltre il 70% ha approvato il piano di concordato. Ora si attende il timbro ufficiale da parte del tribunale di Treviso con il decreto di omologa nelle prossime settimane.La crisi era deflagrata, improvvisa ma non troppo, con una comunicazione del 3 maggio 2017 dell'azienda, firmata dal presidente: Pasta Zara Spa rendeva nota l'impossibilità di saldare la cedola di un bond scaduta il 31 marzo dello stesso anno, parte di un prestito quinquennale di cinque milioni di euro. Era l'inizio del crollo del castello di conti, con numeri - si leggono nell'ammissione al concordato in continuità firmata dal giudice Antonello Fabbro - pesantissimi: quasi trecento milioni di euro di debiti, dei quali 194 milioni chirografari a altri 101 milioni privilegiati. Taglio drastico dei costi, razionalizzazione del prodotto, cessioni straordinarie (Muggia, appunto, per 118 milioni di euro): con queste misure, lo storico pastificio di Riese è riuscito a rimanere sopra la linea di galleggiamento. Pasta Zara, controllata dalla famiglia Bragagnolo, è partecipata dalla finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, Friulia (11, 25%), e da Simest (11, 76%). A livello di holding (la lussemburghese Ffauf Sa della famiglia Bragagnolo) ci sono altri 50 milioni di euro di debiti nei confronti di Bank of China.Sabbie mobili dalle quali ora la storica azienda di Riese esce con il «sì» dei creditori al concordato. «È un bel punto fermo, ci dà la forza di continuare a lavorare e guardare avanti», dice il presidente del Cda di Pasta Zara, Furio Bragagnolo. Da soli o con l'ingresso di nuovi soci per dare solidità ai numeri? «Con l'omologa del concordato, la solidità c'è già», risponde Bragagnolo. Anche il sindacato, poche ore prima del verdetto, si era detto ottimista, parlando di un «passo importante per la continuità e il rilancio dell'azienda».


«Area abusiva e piena di rifiuti». Ecco i perché dei sigilli sull'Ospo
da "Il Piccolo"
martedì, 17 settembre 2019

Svelati dalla Capitaneria, a quattro giorni dal blitz, i motivi del sequestro. «Spazi demaniali occupati senza concessione e criticità in materia ambientale»

Riccardo Tosques
Depositi incontrollati di rifiuti speciali e occupazione abusiva degli spazi da parte della Marea Srl. Ecco i due motivi per cui l'area demaniale marittima di Muggia localizzata nel terrapieno delle Noghere, nella zona della foce del rio Ospo, è finita sotto sequestro penale, su disposizione della Procura della Repubblica di Trieste. L'area ha un'estensione di 6.678 metri quadrati, con relativo specchio acqueo asservito di 4.100 metri quadrati, al cui interno sono ospiti circa 200 unità da diporto, "ostaggio" per l'appunto dallo scorso giovedì dei sigilli della magistratura. In seguito alle indagini della locale Guardia costiera sono ipotizzati una serie di reati, sia in materia demaniale che in quella ambientale, contestati alla Società dilettantistica polisportiva Marea Srl, il soggetto gestore. Nello specifico l'area demaniale e lo specchio acqueo oggetto del sequestro risultano, come spiegato ieri in un comunicato stampa dalla Capitaneria di porto di Trieste, «abusivamente occupati a far data dal primo gennaio del corrente anno, a seguito del mancato rinnovo della concessione da parte dell'Autorità di sistema portuale, provocato dall'insorgere di un contenzioso amministrativo relativo alla gestione della concessione».Ma il sequestro è scattato anche per un altro motivo. Nel corso di alcuni sopralluoghi, effettuati sempre dai militari della Capitaneria di porto, coadiuvati in un caso da tecnici dell'Arpa Fvg e sommozzatori dei Vigili del fuoco, sono emerse in effetti «criticità in materia ambientale, relative a depositi incontrollati di rifiuti, quali sacchi di materiale abbandonato da soci della Marea Srl, imbarcazioni e motori ormai fuori uso in attesa di smaltimento, cataste di materiale ferroso e legname».Nonostante le accuse Fabio Mis, il rappresentante legale uscente della Marea Srl, si dice sereno: «In seguito a una denuncia giuntaci da un'ex socia, siamo accusati di avere creato dei depositi di rifiuti incontrollati. In realtà quello che l'Arpa ha considerato immondizia, vedi legname, copertoni e motori, sono per noi dei beni di recupero. Sono sicuro che tutto si risolverà per il meglio».Intanto Armando Barazzutti, vicepresidente della cooperativa che da tempo è in procinto di ultimare l'ottenimento della concessione demaniale in subentro alla Marea Srl, conferma la propria estraneità alla vicenda: «Auspicando che la situazione si risolva il prima possibile, è la gestione uscente della Marea Srl a essere oggetto di una indagine giudiziaria, non la nostra».L'area è stata ora affidata in custodia giudiziale a personale dell'Autorità portuale. Accanto ai sigilli sono stati apposti dei cartelli che forniscono ai proprietari delle barche indirettamente coinvolte dal sequestro il punto di contatto con il quale concordare le modalità di accesso temporaneo, finalizzato al recupero della propria unità da diporto o anche solo di oggetti personali presenti a bordo.


Inaugurazione mostra dei pittori sloveni del nostro territorio
da "Il Piccolo"
martedì, 17 settembre 2019

Oggi alle 11 alla Biblioteca comunale E. Guglia di Muggia verrà inaugurata nell'ambito dei eventi introduttivi del festival degli Sloveni in Italia Slofest la mostra dei Pittori sloveni del nostro territorio. La mostra nata nell'ambito dello Slofest verrà presentata da Alina Carli. Orario dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18.00.

 

Non ci sono notizie da "il Piccolo" di lunedì, 16 settembre 2019 

 

Barche off limits per 180 diportisti a Muggia. Mistero sul sequestro dell'area della Marea
da "Il Piccolo"
domenica, 15 settembre 2019

La Capitaneria ha posto i sigilli all'ingresso. Vigilanza 24 ore su 24 e inchiesta in corso. La società: «Fulmine a ciel sereno»

Riccardo Tosques

Circa 180 imbarcazioni e alcune automobili sono "in ostaggio" a Muggia. Pochi giorni fa la Capitaneria di Porto di Trieste ha posto infatti i sigilli all'ingresso della struttura sul rio Ospo, gestita dalla Società nautica dilettantistica polisportiva Marea srl. Perplesso il titolare della società, attualmente fuori provincia: «Non so cosa stia accadendo». Sia i terreni che ospitano le barche dei soci, sia lo specchio acqueo sono completamente inaccessibili. Sulla recinzione è stato apposto un cartello che ha fornito parziale risposta sulla chiusura degli spazi gestiti dalla Marea: la zona è sotto sequestro in base all'articolo 253 del codice di procedura penale. Firmato Capitaneria di Porto. Ciò significa che l'autorità giudiziaria ha disposto con decreto motivato il sequestro «del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato» necessarie per l'accertamento dei fatti. E come recita il codice penale «sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo». Attualmente una serie di guardie giurate sta monitorando l'ingresso alla struttura 24 ore su 24. Naturalmente sono grandi i disagi provocati ai numerosi soci del sodalizio, che pagano l'affitto degli spazi per le proprie imbarcazioni nello specchio acqueo del rio Ospo e nei terreni attigui. Alcuni soci poi hanno lasciato anche l'automobile all'interno della struttura. «Volevamo andare a prendere la nostra barca per farci un giro in mare visto il bel tempo del fine settimana, ma non possiamo farlo», racconta un socio. Per varcare la soglia dell'area sotto sequestro c'è in realtà una procedura da seguire, ossia inviare una mail al custode giudiziario chiedendo di fissare un appuntamento per recarsi nell'area gestita dalla Marea per poter recuperare i propri effetti personali contenuti all'interno delle imbarcazioni. Ma cosa sta realmente accadendo in via di Trieste 12? Nella giornata di ieri Fabio Barazzutti, responsabile della Marea, non ha saputo fornire una risposta sulle difficoltà affrontate dalla sua società: «Sono fuori zona e tornerò a Muggia lunedì (domani, ndr). Non ho la minima idea di cosa stia accadendo. L'intervento della Capitaneria di Porto e i sigilli apposti alla Marea sono stati davvero un fulmine a ciel sereno. Lunedì conto davvero di appurare perché si sia arrivati a tutto questo, fermo restando che sono molto sereno». Dalla Capitaneria di Porto triestina non sono arrivati altri elementi utili, ma è stato confermato che è in corso un'inchiesta giudiziaria e che a breve, nella settimana entrante, verranno forniti maggiori dettagli sul perché all'area siano stati posti i sigilli. Nella giornata di ieri sono filtrate alcune voci di corridoio, tutte da verificare, le quali sostengono che il contenzioso potrebbe essere nato in seguito alla denuncia da parte di una donna per una presunta negligenza del gestore. In attesa che sia fatta chiarezza, soprattutto per i soci del club, sulla vicenda è intervenuto il sindaco muggesano Laura Marzi: «Mi auguro - ha detto - che la magistratura possa fare chiarezza, che la situazione si possa sbloccare con un lieto fine e che la Marea possa tornare a svolgere regolarmente la propria attività».


Non ci sono notizie da "il Piccolo" di sabato, 14 settembre 2019  

 

La storia dell'Armenia

da "Il Piccolo"
venerdì, 13 settembre 2019

 

Sarà la Adriana Hovhannessian ad illustrare domanil alle 17, nella Sala parrocchiale di Muggia Vecchia, alcuni aspetti dell'Armenia, repubblica indipendente dal 1991, conosciuta nel passato come il "paese dei fiumi" o "regno di Ararat", il monte biblico che sovrasta la capitale Yerevan. Il paese viene riconosciuto come un importante centro culturale e uno strategico punto commerciale sulla Via della Seta. Negozianti armeni si stabilirono anche a Trieste nel periodo d'oro del Porto Franco e furono seguiti spiritualmente da alcuni monaci provenienti da Venezia. In Armenia la religione cristiana divenne religione di stato già nel 301 d.C. e in tutto il paese resistono ancora in piedi chiese e monasteri costruite da abili architetti e artigiani armeni. Alte montagne, un lago dalle spiagge accoglienti, ampi pianori.

 

Sterilizzazione delle nutrie: partenza in salita a rio Ospo
da "Il Piccolo"
giovedì, 12 settembre 2019

La campagna avviata dai volontari di Mujaveg si sta rivelando meno semplice del previsto. Gli animali infatti, nononostante le esche, non entrano nelle gabbie

Riccardo Tosques
È ufficialmente partita la cattura delle nutrie del rio Ospo. Da alcuni giorni alcuni volontari dell'associazione Mujaveg stanno perlustrando il territorio rivierasco per ingabbiare gli animali destinati poi alla sterilizzazione e al successivo reinserimento in natura. Il Comune ha formalmente chiesto alla popolazione di non interferire con le attività che si svolgeranno nelle ore serali.Per ora la "caccia" non sta dando però grandi risultati come racconta il portavoce di Mujaveg Cristian Bacci: «Le nutrie, seppur attirate dalle nostre esche (perlopiù verdura cruda ndr) non entrano nelle gabbie-trappola. Sarà più dura del previsto, ma ce la faremo». Dotati di tesserino e abbigliamento visibile, formati ad hoc dell'Enpa ed autorizzati dalla Regione, i volontari sono entrati in azione con l'obiettivo di dare il via al progetto di riduzione del numero di esemplari presenti sul territorio comunale con metodi ecologici e non cruenti, seguendo le linee base del progetto per il contenimento della nutria approvato dall'Ispra su proposta proprio di Mujaveg e promosso da subito dalla giunta Marzi. Una soluzione alternativa all'abbattimento selettivo inizialmente proposto dalla Regione.Qualche mese fa, dopo aver setacciato le zone attigue al rio Ospo per rinvenire i grossi roditori (la nutria è la seconda specie più grande in Europa dietro al castoro), i volontari avevano ufficialmente censito 13 esemplari: dieci adulti e tre giovani. Un numero ben al di sotto della stima iniziale che si era attestata a quasi cinquanta animali. Il progetto prevede, dopo la cattura, il trasporto di una nutria alla settimana all'interno della struttura dell'Enpa triestina, in via De Marchesetti. Qui il medico veterinario, una volta valutate le condizioni dell'esemplare, praticherà la puntura con cui verranno sterilizzati sia i maschi che le femmine. Dopo circa 4-5 giorni di permanenza all'Enpa, gli animali verranno reimmessi nel rio Ospo con tanto di apposita marca auricolare. La marcatura sarà di due colori: verde per i maschi e rosa per le femmine. Un procedimento necessario sia per non ripetere la stessa operazione allo stesso esemplare, sia per monitorare il reinserimento dell'animale sterilizzato nel nucleo famigliare di origine. Un plauso al lavoro dei volontari è giunto dall'assessore all'Ambiente del Comune di Muggia Laura Litteri: «Muggia è l'unico Comune in Friuli Venezia Giulia che ha deciso di procedere con un progetto di sterilizzazione dei castorini, andando quindi controcorrente rispetto alle altre amministrazioni che hanno deciso di puntare a risolvere la questione tramite la soppressione degli animali. Siamo un esempio positivo da seguire».

 

Mappa di negozi e locali a Muggia. Gli esclusi eccellenti si lamentano

da "Il Piccolo"
mercoledì, 11 settembre 2019

 

La pubblicazione turistica, sulla quale compaiono i loghi di Comune e Regione, "dimentica" molte attività. E l'opposizione insorge

Assenze e malumori. Sta facendo discutere la nuova mappa turistica in distribuzione a Muggia da qualche giorno. Dalla cartina, che comprende negozi e locali, sono rimasti fuori in tanti. Esempi? In tutta Muggia è citato un solo supermercato, e una sola agenzia immobiliare. In piazza Marconi risulta esserci un unico bar-ristorante, così come nei pressi della stazione dei bus. Il nome di un locale è stato addirittura storpiato. Sulla mappa compaiono i loghi di Comune, Regione, Gal e Iat. Il malcontento è presto rimbalzato tra le calli sino a raggiungere i banchi dell'opposizione. «Mi chiedo chi abbia dato l'ok per conto del Comune a realizzare questa mappa diversamente turistica», così da Meio Muja Roberta Tarlao. Dal Municipio l'assessore alla Promozione della città Stefano Decolle rigira la "patata bollente" a ViviMuggia: «Mi sono confrontato con il responsabile del Gal che mi ha confermato che i nomi da inserire all'interno della mappa sono stati forniti durante una riunione con i responsabili dell'associazione dei commercianti di ViviMuggia. Spiace ovviamente se vi siano errori o omissioni: inviterò Gal e ViviMuggia per farmi spiegare come si sia potuto creare l'equivoco». Il presidente di ViviMuggia Alessandro Lestan smentisce: «Non vogliamo fare polemiche, ma ViviMuggia non ha nulla a che fare con questa mappa. La realtà è che il Gal voleva fare una mappatura di locali e negozi, ma per comparire bisognava pagare 30 euro e non tutti hanno aderito».

 

Piano antifrane a Muggia, un milione da Roma

da "Il Piccolo"
martedì, 10 settembre 2019

Il neoministro dell'Ambiente Costa annuncia la misura urgente per la messa in sicurezza tra Provinciale 14 e Punta Sottile

Riccardo Tosques
La messa in sicurezza della Provinciale 14 di Muggia e dei versanti in prossimità di Punta Sottile. Questi gli interventi finanziati con un milione dallo Stato tramite il ministero dell'Ambiente. «Con riferimento al "Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico" il mio dicastero ha provveduto a individuare gli elenchi regionali, con i relativi fabbisogni, all'esito delle conferenze di servizi cui hanno partecipato i commissari per l'emergenza e le autorità di bacino distrettuali», annuncia il neoministro dell'Ambiente Sergio Costa. Avendo l'intervento carattere di urgenza e indifferibilità, l'avvio della spesa è garantito entro la fine dell'anno. I primi grandi lavori di messa in sicurezza dell'area erano stati effettuati nell'ottobre del 2015, a un anno esatto dalle intense precipitazioni che avevano provocato criticità lungo la viabilità provinciale, mettendo in grave pericolo il transito in quell'area e causando una serie di frane che si erano staccate lungo il versante che dalla sommità del promontorio di Punta Sottile scende a mare: tragica la frana che colpì la casa di Loreta Querel Gullini al civico 59/P di Strada per Lazzaretto, provocandone la morte. All'epoca il piano di sicurezza nei pressi della "collina killer" ricevette un contributo pari a 500 mila euro, finanziato dalla Regione, per evitare nuovi smottamenti. Nel marzo 2018, attraverso un altro finanziamento regionale pari a 340 mila euro, il Comune aveva annunciato ulteriori opere di completamento degli interventi di natura idrogeologica sul versante a monte della stessa Provinciale 14, «un intervento fondamentale - aveva precisato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Francesco Bussani - come ulteriore step nel percorso intrapreso in tema di difesa dal rischio idrogeologico per mettere in sicurezza il nostro territorio».Ora l'annuncio del ministero dell'Ambiente con un nuovo finanziamento pari appunto a un milione. Quello di Muggia «rientra in una lista che comprende gli interventi che regioni e province autonome ritengono essere di più celere attuazione, a prescindere dal livello di progettazione disponibile, e che sono necessari per la tutela della sicurezza della popolazione e del territorio», si legge ancora nella nota firmata dal ministro Costa. L'impegno complessivo del Piano varato dal ministero a livello nazionale ammonta a più di 315 milioni. Il Fvg sarà interessato da cinque interventi per un totale di sette milioni e 656 mila euro, di cui un milione, come detto, per Muggia.


Centro rifiuti di Vignano esiliato dalla burocrazia almeno fino a inizio 2020
da "Il Piccolo"
martedì, 10 settembre 2019

«La piazzola ecologica di Vignano rientra nell'area Sin e poiché non è pavimentata la Regione non ha rinnovato la concessione che 10 anni fa era stata data dalla Provincia». Il sindaco di Muggia Laura Marzi interviene per fare chiarezza sulle motivazioni per cui l'area in cui vengono convogliati i rifiuti dei muggesani è attualmente chiusa. Come noto nel 2003 una vasta area dei comuni di Trieste e Muggia venne dichiarata Sito inquinato d'interesse nazionale, ossia zona sospettata di essere fortemente inquinata destinata dunque a essere sottoposta a una lunga e complessa serie di procedure per verificare l'effettivo inquinamento delle varie "porzioni" e di eventuali opere di bonifica. Tecnicamente dunque, fino a quando tale procedura non è completata, all'interno del Sin non si può spostare alcun materiale e quindi non si può eseguire alcun tipo di lavoro: se la "porzione" risulta inquinata deve essere bonificata, nel caso invece non ci sia inquinamento l'area può essere "riconsegnata ai cosiddetti "usi legittimi". «Per quanto riguarda la piazzola ecologica in questi 10 anni il Comune non è stato fermo - spiega Marzi - ma ha intrapreso la complessa procedura prevista da un apposto Decreto ministeriale per poter svincolare l'area dal Sin. Abbiamo inviato la documentazione richiesta il 20 dicembre del 2017, ma da allora non è mai stata convocata la Conferenza dei servizi, di nomina ministeriale, che deve analizzare i risultati delle analisi e decidere se l'area è inquinata o no, e nella stessa situazione si trovano altre "porzioni" su cui sorgono attività che attendono una risposta da anni». A giugno di quest'anno, su richiesta del ministero, il Comune ha ripetuto alcuni test e i responsi analitici rientrano nei limiti previsti dalla norma, per cui l'iter dovrebbe finalmente essere concluso. In questi giorni il Comune si trova così costretto ad approntare la nuova location nella quale spostare per un certo periodo la piazzola ecologica, in due capannoni al chiuso di proprietà del Coselag, al quale verrà erogato il pagamento di un affitto per il loro utilizzo. «È per questo che non può essere altro che un luogo provvisorio, visto che l'area "vecchia" è di proprietà del Comune e non ha costi di locazione. Nei prossimi mesi - conclude Marzi - saranno pertanto fatti i lavori necessari nella stessa piazzola "vecchia" che potrà, alla fine, essere asfaltata ed essere riutilizzabile, presumibilmente nei primi mesi del prossimo anno, e comunque non appena arriverà il via libera del ministero che permetterà di restituire appunto una piazzola ecologica sicuramente migliorata ai cittadini».--Ri.To.


Sloveni in festa incontri in città tra arte, musica teatro e sport

da "Il Piccolo"
martedì, 10 settembre 2019

Da venerdì 20 a domenica 22 torna Slofest con manifestazioni in regione a Muggia e Trieste

Francesco Cardella
L'aspirazione di un "ponte" ideale tra le comunità italiana e slovena, costruito con le cifre dell'arte, della cultura e della storia. Edizione numero quattro di "Slofest", il festival degli sloveni in Italia, manifestazione in programma da venerdì 20 a domenica 22 settembre in Piazza della Borsa, evento organizzato dall'Unione dei Circoli Culturali Sloveni in coorganizzazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e in collaborazione con la Regione FVG, la SKGZ Unione Culturale economica slovena e la SSO - Confederazione Organizzazioni Slovene. Si approda nuovamente nel cuore urbano e la tre - giorni prova a nutrirsi di uno scibile che parla di letteratura, musica, teatro e arti figurative ma anche di fotografia, sport, formazione e ricerca. Un quadro che quest'anno si avvale anche di una sorta di "marcia di avvicinamento", grazie ad un cartellone collaterale introduttivo le cui tappe sono state allestite anche in campo regionale, vedi la vernice del 12 settembre a San Pietro Natisone della mostra "Maks Clodic ingegnere, creatore di nuove strade" oppure lo scalo di venerdì 13 a Gorizia (Dvor Bratina di Piazza della Vittoria, orario da definire) teatro dell'edizione bilingue dell'opera "Sull'Isola" di Ivan Cankar. A Trieste invece gli "antipasti" dello Slofest si vivono in più parti, come a Muggia (17, alle 11, Biblioteca "Guglia") in occasione della inaugurazione di una mostra di pittori sloveni, al Teatro Miela di Largo Duca degli Abruzzi (19, alle 18) con la mostra "Movimento e Musica", al Museo Revoltella di via Diaz 2 (19 settembre, alle 19) con il concerto del pianista Simon Kravos e ancora mercoledì 18 nel quartiere di San Giovanni, per la "passeggiata culturale" dal titolo "Pianzer e rider", in memoria di Patrizia Vascotto. I giochi ufficiali della quarta edizione aprono i cancelli alle 21 del 21 settembre, all'interno del tendone posizionato in Piazza della Borsa, teatro del recital "Le tracce di Giasone", narrazione in chiave poetica corredata da canti per la regia di Gregor Gec, di Marko Kravos, interpretata da Nikla Panizon, Sergio Pancaldi e il Coro Femminile Barkovlje diretto da Aleksandra Pertot. Nell'arco di venerdì anche un tributo, nel pomeriggio, al 25° anniversario della scomparsa degli operatori televisivi Miran Hrovatin e Sasa Ota. Il programma completo naviga su www. zskd. eu. --


Infopoint Amianto

da "Il Piccolo"
martedì, 10 settembre 2019

L'Associazione europea rischi amianto informa che l'Amianto Infopoint del Distretto 2 del Maggiore (via della Pietà 2/1) sarà aperto oggi dalle 9.30 alle 12. L'Amianto Infopoint di Muggia, sito allo Spi-Cgil in via Mazzini 3, riaprirà domani (9.30-12).

 

Alberi precari ai Giardini Europa. Residenti in ansia

da "Il Piccolo"
lunedì, 9 settembre 2019

Due distacchi in poche settimane iniziano a rendere la situazione allarmante. Lo stato degli alberi dei Giardini Europa, sul lato di via San Giovanni, stanno preoccupando i residenti della zona. A luglio il primo incidente: in seguito a un forte temporale alcuni grossi rami si sono spezzati e sono caduti nelle pertinenze delle case adiacenti. L'altro giorno stesso film, con tanto di intervento dei Vigili del fuoco. Fortunatamente, in entrambi i casi, i rami caduti non hanno provocato danni a persone o cose. Sulla questione è subito intervenuta la consigliera di Meio Muja Roberta Tarlao, che ha preannunciato un'interrogazione in merito per chiedere la potatura degli alberi. Pronta a sua volta la replica del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Francesco Bussani: «Gli interventi per la cura del verde comunale negli ultimi mesi si sono concentrati sulle operazioni di sfalcio, che anche nelle prossime settimane procederanno presso le scuole e gli asili per avere i giardini a posto all'apertura del nuovo anno scolastico. Gli interventi di potatura degli alberi dovrebbero iniziare con l'arrivo dei mesi freddi, in modo da limitare i danni alle piante». Bussani rassicura dunque i residenti: «Appena possibile cercheremo di intervenire nei punti più critici per evitare il presentarsi di situazioni di rischio. Un ringraziamento sentito va ai Vigili del fuoco che in questa e in altre occasioni di emergenza sono sempre pronti ad intervenire in maniera repentina ed efficace».--Ri.To.


Claudia, la "nonnina indomita" spegne oggi cento candeline

da "Il Piccolo"
lunedì, 9 settembre 2019


Compleanno speciale alla casa di riposo comunale di Muggia per un'ospite che nella vita ha dimostrato di saper combattere

Riccardo Tosques
Compleanno da tripla cifra nella casa di riposo comunale di Muggia. Claudia Fabbro, ospite della struttura di salita Ubaldini, compie oggi 100 anni. Nata a Muggia il 9 settembre 1919 e residente nella casa di riposo dal 2017, Claudia ha avuto un'infanzia non semplice da un punto di vista economico, che ha però sempre fronteggiato con l'impegno e il desiderio di acculturarsi. Essendo la più brava della media i professori convincono la famiglia a farle proseguire gli studi indirizzandola all'istituto magistrale di Trieste. Il suo nuovo percorso scolastico inizia egregiamente e così comincia a imparare il lavoro di impiegata d'azienda, ma a causa delle ristrettezze la famiglia è costretta a ritirarla dagli studi. A 14 anni, dunque, per contribuire alle necessità familiari, Claudia trova lavoro al cantiere navale Matassi con la qualifica di aiuto-impiegata e successivamente come impiegata in una ditta di pitture. Sposatasi il 31 dicembre 1938, lavora come precaria al Comune di Muggia come impiegata contabile, mansione che successivamente ricopre anche nel Consorzio Industrie Fiammiferi di Trieste. Nel 1960 si trasferisce col nuovo compagno di vita a Trieste dove risiede fino al 1989, anno in cui torna a Muggia: «Il mio compagno Armando aveva paura dell'aereo, ma con lui ho fatto tante uscite in barca a vela e tante gite in macchina», racconta: «A me piaceva viaggiare, e cosi sono andata da sola in Portogallo, Austria, Svizzera, Francia, Inghilterra e Grecia». Amante dell'arte e del teatro, la neocentenaria è energica e intraprendente, con un carattere forte, volitivo e un grande desiderio di indipendenza, a prescindere dall'età. Ma qual è il segreto di tanta longevità? «Leggere tanto, lottare sempre per la propria autonomia e giocare come fanno i bambini», risponde. Se in casa di riposo Claudia è seguita, nella speciale lista dei "saggi muggesani" da due prossime 98enni (Ondina Busatto e Dora Gallinucci), a Muggia le centenarie sono ben quattro e tutte donne, come da tradizione. Cento saranno a novembre le candeline di Bruna Schipizza e Ada Croci, 105 quelle che il 4 gennaio ha già spento Zita Bevilacqua, 106 saranno a dicembre quelle di Wanda Deiuri.

Madre e figlio trovati morti nel garage. Spunta una lettera con i perché della fine

da "Il Piccolo"
domenica, 8 settembre 2019

 

«Insostenibile vivere senza papà», si legge nel passaggio più forte. Le preoccupazioni per il destino dell'amato gatto

Gianpaolo Sarti

Due fogli di carta battuti a computer, in cui fa cenno al motivo del suo gesto. «Ho scelto la libertà...», scrive in un passaggio. La libertà di farla finita perché non riusciva più a «vivere senza papà», morto alcuni mesi fa. C'è tutto il dolore di un lutto mai accettato e mai rielaborato, nelle poche righe che il quarantacinquenne Marco Ferraro ha fatto trovare in casa prima di suicidarsi assieme alla madre, la sessantottenne Daniela Macor, nel garage della villetta di Muggia in via di Pianezzi 24/A.I due cadaveri sono stati scoperti mercoledì mattina dalla Polizia e dai Vigili del fuoco nell'abitacolo dell'auto. Il tubo di scappamento era collegato al finestrino. La segnalazione alle forze dell'ordine è partita da un cliente del tabacchino che mamma e figlio gestivano in via D'Annunzio, un negozio non distante dall'abitazione di via di Pianezzi. Il cliente aveva notato le serrande stranamente abbassate da sabato e ha dato l'allarme. Sui corpi non risultano segni di violenza che possano far pensare a qualcosa di diverso dal suicidio. Il fatto, in tutta la sua drammaticità, è dunque chiaro e non verrà avviata alcuna indagine dalla Procura. Non ci sarà l'autopsia. Del tragico caso è stata informata la pm Chiara De Grassi. Nel resto della lettera di Marco, in quello che in un primo momento sembrava un testamento, non c'è traccia di lasciti o altro per la divisione tra i parenti dei beni di proprietà famigliare. Nelle due pagine il figlio fa invece ampio riferimento al suo gatto, al quale evidentemente era molto legato: dove l'aveva trovato e a chi affidarlo dopo che si sarebbe tolto la vita.Altro non emerge da questa cupa vicenda, anche perché i parenti mantengono il massimo riserbo. Quello che si deduce viene a galla dalle numerose testimonianze di chi conosceva sia Daniela Macor che Marco Ferraro, raccolte anche dalla Polizia in questi giorni di accertamenti. Molti muggesani, a cominciare da chi frequentava abitualmente il tabacchino di via D'Annunzio, descrivono mamma e figlio come due persone fragili e depresse. Non si erano mai ripresi dal duro colpo della morte di Giuseppe Ferraro, detto "Pino", marito di Daniela e padre di Marco; era un rinomato professore e per molti anni docente di Tecnologia, oltre che vicepreside dell'Istituto comprensivo Bergamas. Pino era considerato un innovatore nell'ambito dell'educazione ambientale: aveva promosso il progetto "Ambiente marino" nel Golfo di Trieste, che si proponeva di inserire i giovani in un contesto operativo reale per avviarli a una cultura marinara associata al rispetto dell'ecosistema. Per l'attività didattica il docente metteva a disposizione dei ragazzi il suo catamarano "Aulablu". Pino era soprattutto la figura centrale di riferimento per la famiglia. Ma già alcuni anni fa la moglie Daniela avrebbe tentato il suicidio. Si sarebbe buttata giù dalla finestra della casa di riposo in cui era ospitata la madre anziana. Daniela Macor ha sempre negato, parlando di un «incidente». Il figlio quarantacinquenne, invece, era visto spesso da solo. «Non aveva amici», dicono vicini e conoscenti. «Era un uomo buono, gentile, estremamente intelligente, ma chiuso». Marco alternava il lavoro in tabacchino alla vita a casa con la mamma e il papà. Un rapporto intenso. Senza il padre, il suo "Pino", non ce la faceva più a continuare, come ha scritto nella lettera. E così la mamma, tanto da decidere insieme il gesto estremo chiusi nell'abitacolo dell'auto. Quando sono stati trovati, Marco era appoggiato sulla madre.


Esemplare di pipistrello a rischio estinzione si palesa a Porto San Rocco
da "Il Piccolo"
domenica, 8 settembre 2019


Riccardo Tosques
Tibie pelose, pollice lunghissimo e piedi artigliati enormi. Eccolo l'identikit del vespertilio di Capaccini (Myotis Capaccinii), una specie di pipistrello rinvenuta per la prima volta in provincia di Trieste considerata "vulnerabile" nella scala del rischio d'estinzione. A occuparsi di lui la Sezione triestina dell'Enpa, contattata dopo che l'animale si era accasciato tra le sedie vicine al Sunrise Cafè di Porto San Rocco. Condotto nella struttura di via Marchesetti il chirottero, una giovane femmina, è stato accolto dalla responsabile Patrizia Bufo e subito ricoverato al primo piano, dove il veterinario presente, il dottor Marco Lapia, lo ha visitato misurandone successivamente l'avambraccio per compilare la scheda sanitaria. Lo zoologo Luca Lapini ha poi proceduto alla individuazione della specie basata sulle sue caratteristiche. Da lì la conferma che l'infortunato non era un pipistrello "qualunque" ma un Myotis Capaccinii, una specie diffusa in certe aree mediterranee dell'Europa, oltre che nell'Africa magrebina e in Asia sudoccidentale, fino all'Iran e all'Uzbekistan. «La mancanza di datinella nostra regione del Myotis non è necessariamente dovuta a una sicura assenza della specie, ma può forse dipendere da un'insufficiente capacità di individuare le aree di possibile presenza», puntualizza Bufo. «Importante e insolito il recupero in riva al mare» secondo Lapini, che elogia l'operato dell'associazione animalista: «Così si dimostra la grande utilità del Cras Enpa non solo per recuperare animali in difficoltà, ma anche per coadiuvare la ricerca scientifica». L'animale, dopo essere stato fotografato per la catalogazione scientifica, è stato liberato dai volontari dell'Enpa.


Doug Lawrenceal Jazz Festival

da "Il Piccolo"
domenica, 8 settembre 2019

 

Chiude questa sera a Muggia (alle 21, al teatro Verdi di Muggia, a ingresso libero), il Muggia Jazz Festival. A impreziosire la seconda serata sarà il quintetto del sassofonista americano Doug Lawrence, solista della Count Basie Orchestra esibitosi anche con Stevie Wonder e Lady Gaga, formazione che vede al piano di Massimo Faraò, definito "il più nero dei pianisti italiani" e ospita la giovanissima e talentuosa cantante e trombonista catalana Rita Payés, una giovane promessa che si sta già ritagliando una carriera importante. Ad accompagnare i due solisti sarà il rodato trio di Massimo Faraò, composto, oltre che dal pianista, da Nicola Barbon al contrabbasso e Roberto Bobo Facchinetti alla batteria.


Madre e figlio trovati morti nel garage di casa

da "Il Piccolo"
sabato, 7 settembre 2019


I corpi erano nell'abitacolo dell'auto, collegato al tubo del gas di scarico. A dare l'allarme un cliente della loro tabaccheria

Gianpaolo Sarti
Li hanno trovati morti nel garage di casa. Mamma e figlio insieme. La sessantottenne Daniela Macor e il quarantacinquenne Marco Ferraro erano dentro l'abitacolo dell'automobile. Lo scarico della vettura era collegato al finestrino con un tubo di gomma. Si pensa a un doppio suicidio, anche se la dinamica è tutta da accertare. Di Daniela Macor e Marco Ferraro non si avevano più notizie da sabato: il tabacchino di via D'Annunzio che gestivano assieme aveva le serrande abbassate da quel giorno. I corpi sono stati rinvenuti mercoledì mattina dalla Polizia nella villa di Muggia, in via di Pianezzi 24/A, dove mamma e figlio abitavano. Entrambi erano noti. Il caso ha sconvolto la comunità locale.Nessuno tra i vicini e i conoscenti sa darsi spiegazioni su un gesto del genere. L'unica ipotesi possibile, al momento, è quella del lutto famigliare: a febbraio era deceduto Giuseppe Ferraro, marito di Daniela e padre di Marco, rinomato professore e per molti anni docente di Tecnologia, oltre che vicepreside dell'Istituto comprensivo Bergamas. "Pino", come lo chiamavano tutti, era considerato un innovatore nell'ambito dell'educazione ambientale: aveva promosso il progetto "Ambiente marino" del Golfo di Trieste che si proponeva di inserire i giovani in un contesto operativo reale per avviarli a una cultura marinara associata al rispetto dell'ambiente. Per l'attività didattica il docente metteva a disposizione dei ragazzi il suo catamarano "Aulablu". Pino era un perno anche in famiglia. Moglie e figlio non avrebbero retto il dolore della perdita? Così si mormora a Muggia. «Marco era un uomo riservato e solo - racconta una signora che abita in un caseggiato non distante dalla villa di via Pianezzi - quando lo incrociavo ci si salutava. Dava l'impressione di essere sulle sue, non aveva amicizie. La madre era fragile, mi risulta che alcuni anni fa avesse tentato il suicidio. Erano molto legati a Pino». Una descrizione, questa, confermata da più di qualcuno nella piccola comunità di Muggia. Dove le voci corrono facilmente. Sembra che il quarantacinquenne fosse seguito dai servizi di salute mentale. Ma su questo aspetto al momento mancano certezze.È stato un cliente del tabacchino ad allertare i soccorsi. Vedendo il negozio con le serrande abbassate da giorni si è insospettito. Le ricerche sono partite così. Martedì mattina la Polizia si è presentata davanti alla villa di via di Pianezzi 24/A con i Vigili del fuoco. La villetta era chiusa. È stato necessario forzare la serrature. In casa non c'era nessuno. Agenti e pompieri hanno poi controllato nel garage. Sono entrati e si sono trovati dinnanzi l'auto con dentro i due cadaveri. Il tubo collegato allo scarico non lasciava spazio a dubbi. Sul posto è intervenuta la Scientifica. La zona è stata transennata. Servirà l'autopsia però per capire cosa è veramente accaduto e se davvero si è trattato di un gesto estremo compiuto insieme. Già, perché i decessi potrebbero anche essere avvenuti in momenti diversi: non si esclude, in effetti, che uno dei due possa aver trovato l'altro già morto in casa (per un malore? O proprio per un suicidio?). E, preso dalla disperazione, potrebbe aver portato di peso il cadavere in macchina per togliersi la vita a sua volta. Sono supposizioni. Tutte le piste investigative sono aperte. In casa sarebbe stato rinvenuto un testamento.

Lo storico prof della Bergamas

da "Il Piccolo"
sabato, 7 settembre 2019

La famiglia Ferraro era notissima a Muggia e non solo. In molti anche a Trieste conoscevano bene Giuseppe (qui sopra in foto), prof e vicepresidente dell'Ic Bergamas e anima del progetto "Ambiente marino" per far conoscere il golfo agli studenti.


«La dinamica del suicidio scritta nella storia famigliare»
da "Il Piccolo"
sabato, 7 settembre 2019


L'analisi dello psichiatra. «Forse esisteva già una spinta ad andarsene Non escludo ci possa essere stata una ricerca di ricongiungimento».

Mancano molti tasselli per ricostruire il caso, a cominciare proprio dalla dinamica dei due decessi. Mamma e figlio, trovati accanto in auto, si sono tolti la vita insieme con il monossido del tubo di scarico, come sembrerebbe, o sono morti in momenti diversi? Sarà l'autopsia a dirlo. Il tema, qui, è comunque chiaro: il suicidio. Paolo Baiocchi, psichiatra e psicoterapeuta, direttore della scuola di specializzazione per medici e psicologi dell'Istituto Gestalt Trieste, ha studiato il fenomeno. Che può avere varie spiegazioni. Una rilettura di questa vicenda, seppur con un quadro incompleto, è già possibile. Dottor Baiocchi, che idea si è fatto su quanto accaduto a Muggia? Innanzitutto per capire se si sono tolti la vita insieme è sufficiente controllare i livelli di monossido nel sangue. Comunque se è vero che la madre in passato aveva già tentato il suicidio, nel suo assetto psicologico è chiaro che esiste già questa spinta ad andarsene. In questo caso la dinamica è quella dell' "io ti seguo", cioè un amore cieco alla ricerca di un ricongiungimento perché sembra che la vita non abbia più senso. Questo è ciò che potrebbe aver spinto la mamma al suicidio: cioè per ricongiungersi al marito. Ma questa dinamica può passare al figlio, tanto più se depresso e introverso: il figlio che segue la mamma, che a sua volta ha seguito il marito. Questa è ovviamente una interpretazione perché i dati che abbiamo non sono sufficienti per una diagnosi. Sarebbe interessante capire da dove ha origine il filo. Non mi stupirei se emergesse che nella storia famigliare, nelle generazioni precedenti, c'era uno schema simile. L'altro aspetto che fa pensare è il fatto che il figlio, a 45 anni, viveva con la mamma.Infatti. Freud sostiene che il vero incesto non è dato dal figlio che si coniuga sessualmente con la mamma, ma la mamma che non sorveglia la barriera generazionale. La madre, che ha dato la vita e le cure al bimbo, a un certo punto deve respingere la tendenza del figlio adulto alla restituzione dell'amore ricevuto. Il fenomeno è italiano: in tutti i Paesi i figli se ne vanno a 18 anni, solo qui da noi si resta a casa fino ai 40.

Lo scettro di Re Carnevale al presidente dei Mandrioi
da "Il Piccolo"
sabato, 7 settembre 2019

 

Derin è stato eletto al termine dell'assemblea dell'associazione delle Compagnie. Prenderà il posto dello storico sovrano Macor, scomparso di recente a 71 anni

Riccardo Tosquesù

Il Carnevale di Muggia ha il suo nuovo re. Giovanni Derin, nato a Capodistria il 10 settembre 1947, residente a Santa Barbara, storico presidente della compagnia Mandrioi, è il nuovo sovrano del Carnevale rivierasco. Pensionato, per 41 anni carrozziere a Barcola, sposato con Maria Gabriella, padre di due figlie e nonno due nipoti, Derin è stato eletto ieri sera durante la riunione dell'associazione delle compagnie del Carnevale muggesano avendo la meglio su Claudio "Zio" Piuca, candidato proposto dalla compagnia Brivido. Il rinnovo della figura simbolo della manifestazione simbolo della cittadina istroveneta è avvenuto in seguito alla scomparsa a 72 anni di Dario Macor. Dopo essere stato nominato Re Carnevale già una volta nell'edizione del 2003, a partire dal 2011 il cofondatore della compagnia La Bora aveva ricoperto ininterrottamente il ruolo, diventando negli anni la figura simbolo della kermesse muggesana. «Sono molto contento di assumere questo ruolo anche perché sono stato indicato direttamente dalle compagnie, ma non nascondo certo che preferirei che Dario fosse qui con noi a proseguire il suo compito. In cuor mio spero di portare avanti il suo desiderio di vivere il Carnevale sempre in modo allegro e spensierato», le prime parole da Re di Giovanni Derin. La nomina del presidente dei Mandrioi a nuovo Re Carnevale - che tecnicamente entrerà in azione nel 2020 in occasione dell'inizio della 67a edizione della festa mascherata - è stata così accolta dal presidente dell'associazione delle Compagnie del Carnevale Mario Vascotto: «Giovanni era uno dei pochi che aveva realmente le qualità per fare il re, personaggio che sicuramente incarnerà con lo stesso spirito allegro e simpatico che aveva sempre caratterizzato il compianto Dario Macor».Soddisfatto l'assessore Stefano Decolle: «Giovanni è sicuramente una di quelle persone a Muggia che sa interpretare al meglio lo spirito del carnevale, con allegria e senza eccessi. In tanti anni ha sempre dimostrato di essere una figura centrale all'interno della sfilata e quindi sarà sicuramente un degno Re Carnevale, fermo restando che questa figura ha anche degli importanti compiti istituzionali perché, come si sa, a Muggia il Carnevale è una cosa seria». Parole di forte apprezzamento anche dal sindaco Laura Marzi: «Sono davvero felice della nomina di Giovanni, persona che ha una lunga esperienza alle spalle di carnevale, dotato dell'età giusta per rappresentare la nostra cittadinanza, personaggio simbolo già riconosciuto dai muggesani. Per me dunque un ottima scelta, anche perché Giovanni è una persona dotata di grande capacità empatica e di perfetta trasmissione dello spirito del nostro carnevale».


Continua Muggia Jazz domani è il momento di Lawrence e Rita Payés

da "Il Piccolo"
sabato, 7 settembre 2019

 

Oggi la scena è dell'Abbey Town Jazz Orchestra e del duo The Dukes of Rhythm con James Thompson


Gianfranco Terzoli
Da New York e Barcellona a Muggia. Ancora grandi ospiti internazionali in esclusiva al Muggia Jazz Festival, che si apre stasera alle 21 al teatro Verdi con i concerti a ingresso libero di Abbey Town Jazz Orchestra (special guest il sassofonista di Zucchero, James Thompson) e di The Dukes of Rhythm, affiatato duo formato dallo stesso Thomposon e dal direttore artistico, Stefano Franco, che ha calcato i palchi di tutta Europa negli ultimi 25 anni. Per la XIII edizione della rassegna, organizzata dall'associazione B.B.C. con la collaborazione del Comune di Muggia e il sostegno della Samer & Co. Shipping, domani in riviera sbarcano Doug Lawrence, solista della Count Basie Orchestra e la giovanissima cantante e trombonista Rita Payés con una formazione che vede al piano Massimo Faraò, definito "il più nero dei pianisti italiani", Nicola Barbon al contrabbasso e Roberto Facchinetti alla batteria. Ospite, James Thompson che interpreterà alcuni brani assieme al quintetto. «Cosa suoneremo? Come nella miglior tradizione del jazz, non lo so» risponde Faraò. Che aggiunge: «Sarà comunque un programma di standard e composizioni originali bluesy e swingin' con ampio spazio per la voce di Rita e James».Il trio e l'artista catalana collaborano dal 2018 e registrato un cd per la Venus Records: «A ottobre - continua Faraò - io, Barbon e Byron Landham sosterremo un lungo tour con Rita e la cantante Joy Brown. Poi nel 2020 usciranno tre nuovi cd, di cui uno sarà registrato a New York, dove mi esibirò ancora con Nicola e Rita in maggio. E ho molta musica nuova fruibile sul web».Lawrence viene spesso accostato a Lester Young. «Fu Buck Clayton - spiega Lawrence-, che era nella band originale di Count Basie con lui, la prima persona a paragonarci. Ero, e lo sono ancora, onorato. Young - conferma - ha avuto una grande influenza sul mio stile. Esibirmi con la Count Basie Orchestra e sedersi al suo posto è il più grande onore della mia carriera». Sull'unicità del suono, svela un segreto: «Suono il mio strumento nel modo in cui mi piacerebbe cantare, se sapessi farlo. Ecco perché - rivela - il mio suono è solo mio: perché è la mia voce che passa attraverso il sax». Ricorda così alcuni dei più grandi musicisti con cui ha avuto modo di suonare. «Ella Fitzgerald quando cantava era come un angelo. Aretha Franklin il soul fatto persona. Sarah Vaughan una musicista e cantante incredibile. Benny Goodman il miglior capo per cui lavorare. Ray Charles un grande musicista e cantante. Stevie Wonder un genio. E Frank Sinatra ha sempre trattato alla grande i suoi musicisti. Di gran classe». Rita Payés è considerata un astro nascente del jazz. «A volte - dice Payés - trovo strano che me lo dicano. Essere una stella nascente non è qualcosa che stavo cercando, nè ho mai pensato di cercare». E spiega «Mi concentro sul fare semplicemente quello che mi piace fare come potrebbe farlo qualsiasi altra persona, indipendentemente dall'età. E cerco di farlo nel migliore dei modi». La Sant Andreu Jazz Band di Barcellona da dove proviene è una grande fucina di talenti: «Penso che vi si svolga un ottimo lavoro con i giovani. Imparano a non avere paura del palco, a condividerlo con grandi musicisti e a crescere musicalmente impegnandosi nello studio». «Al momento - conclude Payés - ho un nuovo progetto con mia madre, Elisabeth Roma. Abbiamo registrato un disco ("Imagine") lo scorso maggio e voglio riprendere questo progetto. Al contempo faccio parte di diverse band e suono con diversi musicisti che mi piacciono e ammiro».

 

Debutta il primo b&b rigorosamente vegano

da "Il Piccolo"
venerdì, 6 settembre 2019


È nato a Muggia il primo bed and breakfast vegano della provincia di Trieste. L'idea è DI Cristian Bacci e della compagna Lorenza Pisanello che hanno creato una struttura ad hoc nel centro storico, in via Dante Alighieri. Casa Vegan B&B - questo il nome dela struttura - è dotato di due stanze (una singola e una matrimoniale) e di una sala per la colazione che fornisce agli ospiti un menù rigorosamente vegano. «Sì, questa è la particolarità della nostra proposta. Oramai ci sono sempre più persone che decidono di avvicinarsi a questo mondo e di farvi parte, motivo per il quale anche le strutture ricettive, come può esser un semplice b&b, dovrebbero iniziare ad adeguarsi come abbiamo fatto noi», racconta Bacci. Oltre ad una colazione "cruelty free" anche la struttura è fondata sul sistema di zerowaste e plasticfree come spiega la pubblicità della struttura: «Abbiamo deciso di far convivere tante filosofie di vita, poiché siamo attentissimi al valore del riutilizzo consapevole, ai prodotti e ai materiali artigianali Made in Italy, all'antispecismo e alla pacifica rivoluzione del veganismo, all'ecosistema ed alla cura del territorio, evitando ogni piccolo spreco». Ospiti gratuiti e graditissimi anche gli animali. «Siamo nati da poco ma la voce si è già diffusa. Abbiamo anche prenotazioni da persone non vegane che, incuriosite, sperimenteranno per qualche giorno un nuovo tipo di approccio». --R.T.

 

La pianta superstite di Hiroshima in dono al Comune di Muggia
da "Il Piccolo"
giovedì, 5 settembre 2019

L'iniziativa in vista della marcia mondiale della pace


Si avvicina l'inizio della seconda Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che partirà il 2 ottobre da Madrid. Il Comune di Muggia è stato il primo nell'Alpe Adria ad aderirvi e, in segno di riconoscimento, gli attivisti del Comitato Dolci e di Mondosenzaguerre hanno portato ieri proprio nel Municipio di Muggia una camelia, pianta-simbolo superstite dell'olocausto atomico del '45 a Hiroshima. La pianta, destinata al sindaco Laura Marzi, che non poteva essere presente, è stata affidata all'assessore Luca Gandini. L'adesione di Muggia risale allo scorso anno, quando una delegazione dei promotori della Marcia ha fatto visita all'amministrazione di Muggia e alla Comunità italiana di Capodistria. Anche il Comune di San Dorligo ha poi aderito, tanto che all'incontro rivierasco era presente pure il sindaco Sandy Klun.Di recente peraltro, in un incontro internazionale da lui convocato, anche il sindaco di Pirano Denio Zadkovic ha aderito alla Marcia. Proprio a Pirano è "nato" il tratto marittimo della Seconda Marcia mondiale, che prevede a fine ottobre un percorso in barca a vela tra Barcellona, Tunisi, Genova, Palermo e Livorno, nel nome di un Mediterraneo «libero da armi nucleari a partire dal Golfo internazionale di Trieste».

 

Il cigno piccolo zoppica? La famiglia non si sposta
da "Il Piccolo"
mercoledì, 4 settembre 2019

 

Spettacolo insolito al porticciolo di Muggia dove i volatili si sono fermati viste le difficoltà di movimento di un cucciolo

 

Riccardo Tosques
«Non ci sposteremo finché il piccolo non starà bene». Sarà stato questo il pensiero di mamma e papà cigno che nella giornata di ieri non si sono schiodati assieme ai propri tre cuccioli dal porticciolo di Muggia. La motivazione? Uno dei tre piccoli aveva un problema ad una zampetta tanto da non riuscire a muoversi. Fatto che ha indotto tutta la famiglia a non spostarsi dal porticciolo della località rivierasca, destando ovviamente la curiosità delle persone presenti in zona. Appurata la particolare situazione di stallo, alcuni muggesani hanno chiesto il pronto intervento della sezione triestina dell'Enpa per capire come affrontare il caso. Alle 14 circa il coordinatore regionale dell'Enpa Gianfranco Urso, assieme alla Polizia locale di Muggia, ha appurato che l'andatura zoppicante, molto probabilmente, è presente dalla nascita e che questa si nota esclusivamente sulla terraferma: di fatto, in acqua, la bestiola è perfettamente in grado di nuotare e dunque di vivere serenamente nel suo ambiente naturale. Da qui la decisione di lasciare la famiglia al suo posto. Alcune persone mentre osservavano la scena si sono comunque attivate per portare cibo (insalata, mele, in generale frutta e verdura) e acqua. Tenendo conto che i cigni reali nascono tra maggio e, talvolta, luglio, i piccoli in questione hanno all'incirca 3-4 mesi d'età. Per ancora 2-3 mesi dunque i cuccioli rimarranno a fianco dei genitori prima di iniziare una vita autonoma.È comunque importante ricordare alcune caratteristiche di questi uccelli. I cigni sono erbivori e si nutrono di alghe, piante acquatiche oppure anche di erba collocata vicino agli specchi d'acqua. Se già di base sarebbe buona norma non dare da mangiare agli animali selvatici, soprattutto se in salute e se si è nella bella stagione, bisogna evitare di utilizzare come spuntino il pane. Perché? Perché i carboidrati non esistono in natura, senza tenere conto del fatto che pezzi grossi di cibo possono costituire un problema, soprattutto se dati in luoghi privi di acqua. Tra gli alimenti consigliati, invece, la lattuga. Altra questione importante è quella della privacy. I cigni, spesso erroneamente considerati animali domestici, sono a tutti gli effetti degli animali selvatici.

 

Contagiati dalla scabbia nella casa di riposo. Ora il caso si fa politico
da "Il Piccolo"
mercoledì, 4 settembre 2019

 

Riccardo Tosques
I quattro casi di scabbia nella casa di riposo comunale di Muggia hanno suscitati forti polemiche a livello politico. «Non è il caso di creare allarmismi, tanto meno una caccia alle streghe, ma, se fin da piccoli ci hanno insegnato che prevenire è meglio che curare, possiamo solo dire che si stanno manifestando gli effetti della mancanza di protocolli sanitari a fronte di massivi e per lo più incontrollati ingressi anche nel nostro territorio: qui il Comune c'entra poco, paghiamo anni di una politica immigratoria incosciente e sconsiderata», così Andrea Mariucci (Forza Muggia - Dpm). Preoccupata Roberta Vlahov (Obiettivo comune): «Di fronte ad un episodio del genere ora la cosa basilare ed essenziale è accertare la provenienza del contagio e attuare la giusta prevenzione attraverso una profilassi seria per evitare il ripetersi di simili episodi». Sulla stessa lunghezza d'onda una perplessa Roberta Tarlao (Meio Muja): «Immagino che il Comune cercherà di capire l'origine di questa problematica, ma soprattutto mi chiedo se gli standard attualmente in uso all'interno della casa di riposo siano fonte di garanzie per la salute per gli ospiti ma anche per gli operatori che vi lavorano».


 

Montedoro, altro store. L'overbooking è vicino
da "Il Piccolo"
mercoledì, 4 settembre 2019

 

«Ora ci restano ancora due fori commerciali vuoti, poi il centro sarà completo». Nonostante la crisi del commercio, il Montedoro Shopping Center di Muggia continua ad andare controcorrente. Il direttore Sergio Bavazzano ha annunciato infatti l'avvio dei lavori di un nuovo negozio, il 52.mo sui 54 spazi disponibili. A sbarcare a Montedoro sarà Dondi Salotto, azienda con sede a Pozzuoli del Friuli, specializzata nel settore divani e poltrone. Il foro si svilupperà su un'area di 300 metri quadrati, che andrà sostanzialmente a completare l'ultimo spazio libero del primo piano del centro. I commessi che saranno chiamati ad operare nel nuovo negozio saranno complessivamente sei. «Con l'offerta dell'arredamento casa abbiamo completato il primo piano del centro: entro metà ottobre vi sarà l'inaugurazione del nuovo negozio», racconta Bavazzano. «Non posso che fare un plauso al Montedoro Shopping Center, diventato il centro commerciale maggiormente frequentato in tutto il territorio dell'ex provincia di Trieste, centro che peraltro ha sempre sottolineato la sua appartenenza al territorio mediante una serie di importanti collaborazioni, vedi il Muja Buskers Festival», così il sindaco di Muggia Laura Marzi.

 

 

Piano di riasfaltature da oltre 120 mila euro. Cominciano i lavori
da "Il Piccolo"
martedì, 3 settembre 2019

 

Partiranno domani gli interventi di asfaltatura di via D'Annunzio e via XXV Aprile, a cui seguiranno quelli dei tratti più sdrucciolevoli di via Mameli e via Frausin. Costo totale dell'operazione? Esattamente 121 mila 961, 70 euro. Soddisfatto l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Muggia Francesco Bussani: «È un investimento importante, che va nella direzione di continuare con quel progetto di manutenzioni diffuse su tutto il territorio comunale che si sta mettendo in atto per dare risposte concrete a tutti i nostri cittadini». Nella procedura negoziata per l'individuazione della ditta affidataria dei lavori di manutenzione stradale la migliore offerta, tra le cinque pervenute, è giunta dalla ditta triestina Mari & Mazzaroli spa. Secondo la procedura, la durata complessiva dei lavori totali non dovrà superare i 25 giorni lavorativi, al netto delle interruzioni dovute a ragioni di servizio richieste dal Comune e dal verificarsi di situazioni atmosferiche avverse, anche se nella fattispecie degli interventi relativi a via D'Annunzio e via XXV Aprile si stima finiscano entro l'inizio dell'anno scolastico. «La calendarizzazione di questo intervento è volta proprio a non creare alcun tipo di disagio specie nell'ottica della riapertura delle scuole che si trovano in via D'Annunzio - spiega Bussani - in ogni caso, non riguardano la via in tutta la sua estensione, ma solo delle parti di essa e non ne precluderanno comunque il traffico. La viabilità sarà quindi garantita, pur restando il fatto che, come per ogni intervento di manutenzione stradale, ci saranno delle aree di cantiere». Nello specifico, le operazioni prevedono il rifacimento del manto stradale in via D'Annunzio (superficie complessiva 1.700 mq) e via XXV Aprile (900 mq), a cui seguiranno quelli in via Frausin (1.000 mq) e via Mameli (1.100 mq). L'intervento consisterà in varie operazioni: dal taglio dell'asfalto, alla fresatura completa del manto stradale, dall'eventuale risanamento dei sottofondi, alla stesa di tappeto bituminoso a caldo, senza dimenticare la messa a quota di griglie e chiusini (compresi quelli rinvenuti in fresatura posti sotto il manto stradale esistente) e il trattamento dei punti di giunzione con l'esistente pavimentazione per garantirne la continuità delle superfici. L'assessore Bussani esulta: «È uno sforzo che va a sommarsi a tutta quella serie di interventi che, come programmato nel piano triennale dei lavori pubblici, avranno un ampio respiro in questi prossimi anni in modo da poter dare risposte concrete a tutti intervenendo su diverse strade».

 


Scabbia nella casa di riposo: contagiati 4 ospiti
da "Il Piccolo"
martedì, 3 settembre 2019

 

Avviate cure e profilassi, compreso l'isolamento nelle stanze per 11 anziani. Oggi riunione informativa con i familiari

 

Riccardo Tosques
Scabbia nella casa di riposo di Muggia. Sono esattamente quattro i casi accertati tra gli ospiti della struttura comunale di salita Ubaldini. Immediata la rassicurazione dell'Asuits: «L'indagine epidemiologica è in atto, le persone sono state trattate e sono state programmate le attività di profilassi nei confronti dei possibili contatti». L'accertamento del contagio di scabbia risale alla mattina di venerdì scorso. La dermatologa dell'Azienda sanitaria, convocata per un ospite della casa riposo che lamentava un forte prurito, ha evidenziato come quell'infestazione della cute fosse stata provocata dall'acaro del Sarcoptes scabiei. Subito dopo sono stati accertati altri tre casi. L'ufficio prevenzione ha trattato quattro casi diagnosticati, più i compagni di stanza. Tra pochi giorni (probabilmente giovedì) le persone saranno nuovamente trattate. Per ora, dunque, i soggetti coinvolti sono isolati nelle loro rispettive stanze: sia le quattro persone contagiate, che gli altri sette ospiti loro compagni di stanza. Oggi alle 12 si svolgerà una riunione informativa con i famigliari di tutti i 64 ospiti della struttura. Giovedì verrà infatti effettuato un trattamento preventivo anche per gli ospiti che sulla carta non sono entrati in contatto con le 11 persone attualmente isolate. Nel trattamento verranno coinvolti gli operatori che lavorano nella casa di riposo. Sarà invece da valutare se avviare la profilassi anche nei confronti dei famigliari che ritengono di essere stati contagiati perché recentemente in contatto con le quattro persone a cui è stato diagnosticata l'infestazione della cute. «Ci siamo subito attivati per affrontare la situazione che a memoria risulta essere una novità per la struttura di Muggia. Da prassi la nostra struttura esegue un trattamento con la permetrina nei confronti del vestiario degli ospiti in pianta stabile che giungono per la prima volta in casa di riposo. Ora valuteremo se aumentare questi trattamenti» ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Muggia Luca Gandini. La scabbia è un'infestazione della cute provocata dall'acaro del Sarcoptes scabiei e può essere molto fastidiosa, ma sempre curabile: alla fine di un trattamento svolto correttamente, la persona non è più contagiosa ed è completamente guarita.

 

Lavori sulle fognature in via Battisti a Muggia. Viabilità modificata
da "Il Piccolo"
lunedì, 2 settembre 2019

 

Riccardo Tosques
Lavori sulla rete fognaria in partenza lungo via Cesare Battisti a Muggia. Il Comune rivierasco ha annunciato che la società AcegasApsAmga dovrà intervenire con lavori urgenti di scavo in carreggiata sulla rete fognaria. La larghezza della carreggiata stessa e la tipologia dei lavori permetteranno il transito dei veicoli in un senso, motivo per il quale verranno adottati dei provvedimenti provvisori di modifica della viabilità. Per regolamentare il traffico sono state previste diverse disposizioni, in vigore dalle 8 di oggi e fino a venerdì 6. Innanzitutto verrà istituito il divieto di transito all'altezza del numero civico 7 di via Battisti, per i soli veicoli in entrata a Muggia, provenienti da via di Trieste con direzione via Battisti. Sempre all'altezza del numero 7 sarà poi istituito un restringimento della carreggiata e vi sarà l'obbligo di svolta a sinistra su via di Santa Barbara, per i veicoli che provengono da via di Trieste e sono diretti in via Battisti, eccetto i frontisti che potranno transitare fino al civico 13. Infine, con deroga sempre per i frontisti, vi sarà la deviazione dei veicoli, provenienti da via di Trieste e con direzione via Battisti, sul cavalcavia di Santa Barbara. Il nuovo cantiere ha destato le perplessità di alcuni cittadini che hanno fatto notare come l'arteria fosse stata recentemente fresata e asfaltata dalla società Adriastrade srl per conto di Fvg Strade, proprietaria dei tratti di strada interessati dai lavori nonché committente degli stessi. Pronta la replica del Comune di Muggia: «L'intervento di prossima realizzazione consta di "lavori urgenti sulla rete fognaria" e localizzati "all'altezza del civico 7 di via Battisti", unico punto delimitato in cui verrà effettuato uno scavo in carreggiata per risolvere la problematica emersa, non compromettendo quindi la completezza del lavoro di asfaltatura effettuato. Questo intervento e il precedente non sono realizzati dal Comune di Muggia, bensì da realtà con proprie autonomie gestionali e organizzative».

 

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