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Nasce "Made in Zindis" per vincere la solitudine
da "Il Piccolo"
giovedì 31 maggio 2018

 

di Riccardo Tosques
Associazione di promozione sociale "Made in Zindis". È questo il nome della nuova realtà nata dopo anni di progetti, riunioni, laboratori e idee, ma anche di dubbi e incertezze, all'interno dell'incubatore Microarea. Il nuovo soggetto, sorto con il supporto della cooperativa sociale La Collina, è stato costituito da un gruppo di oltre trenta abitanti di Zindis. Gli obiettivi? Portare avanti e ampliare i progetti principali costruiti in questi anni con il supporto della Microarea: orto sociale, laboratori artistico-creativi sul riciclo, ma soprattutto aiutare le persone del borgo a non sentirsi sole, sia realizzando pranzi socializzanti, in particolar modo durante le festività, sia creando occasioni per stare insieme e condividere i propri interessi. Ma l'associazione ha intenzione anche di organizzare attività di autofinanziamento. «Vogliamo fare tutto questo senza perdere di vista i nostri laboratori creativo-artigianali che vorremmo far crescere aprendo le porte a tutte quelle persone che hanno voglia di passare un paio d'ore in compagnia facendo qualche lavoretto», spiegano i soci fondatori. «La nascita di quest'associazione in seno al Programma Habitat Microarea Zindis è un importante esempio di come in Microarea le potenzialità di ciascuno trovano modo di essere valorizzate e crescere grazie al supporto delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti». La speranza è che le attività dell'associazione possano ulteriormente rafforzarsi, sempre in strettissima sinergia con la Microarea, «per il supporto alle persone più fragili e lo sviluppoe la cura del territorio e della comunità», spiega l'assessore alle Politiche sociali Luca Gandini. A "Made in Zindis" le idee non mancano, anzi sono state già strette importanti collaborazioni con altre associazioni già molto attive a Muggia e a Zindis come "Aida" e "Laura". E ora si attendono gli sviluppi del bando per il servizio civile solidale 2018 - aperto a ragazzi di 16, 17 anni - la cui scadenza è oggi alle 14. Complessivamente saranno disponibili 29 posti nell'AsuiTs per le 11 microaree. E sono previsti dei posti anche per Zindis.

 

 

A Muggia la maggioranza "blinda" Litteri
da "Il Piccolo"
mercoledì 30 maggio 2018

 

Centrosinistra compatto in aula e delega all'Ambiente confermata: bocciata la sfiducia delle opposizioni

 

 

di Riccardo Tosques
Pd, Cittadini per Muggia e lista Laura Marzi sindaco hanno espresso la loro piena fiducia sull'operato dell'assessore all'Ambiente e all'Igiene urbana di Muggia Laura Litteri in merito al nuovo servizio di raccolta dei rifiuti "porta a porta". Con i voti di tutti i consiglieri della maggioranza di centrosinistra è stata dunque respinta la mozione di sfiducia firmata e sostenuta in aula da tutte le forze di opposizione. «Abbiamo avuto modo in questi mesi di riconoscere carenze nell'avvio di questo delicato processo, a volte anche caricandoci di responsabilità su errori che non erano ascrivibili alla parte politica. Ma accanto ai mea culpa abbiamo agito, con un lavoro di squadra. Non c'è nessuno che si sia sottratto per riuscire a rispondere il più rapidamente possibile alle criticità. Ognuno di noi, anche l'assessore Litteri, ha fatto la propria parte per portare a compimento questa piccola grande rivoluzione», ha dichiarato il sindaco Marzi. Critiche le opposizioni. Andrea Mariucci (Forza Muggia-Dpm): «Nel confermare la delega a Litteri il sindaco ha avocato a sé la piena responsabilità politica dello stato in cui versa il nostro territorio». Giulio Ferluga (Lega): «Chiediamo che qualcuno si assuma le proprie responsabilità per un sistema di raccolta dei rifiuti che non funziona». Emanuele Romano (M5s): «La giunta dovrebbe prendere coscienza del fallimento del proprio operato e, per rispetto verso i cittadini, rimettere ogni mandato». Roberta Tarlao (Meio Muja): «La maggioranza minimizza i disagi dei cittadini, voltando le spalle alle richieste che giungono direttamente dai muggesani». Nicola Delconte (Fdi): «Difendendo Litteri la maggioranza dimostra di essere lontana anni luce dalla realtà in cui vive». Roberta Vlahov (Ocpm): «Net sta facendo male in tanti altri comuni della regione, Muggia non è da meno e il Comune non sta facendo nulla di concreto per aiutare i cittadini». Sostegno a Litteri dal segretario del Pd di Muggia Massimiliano Micor: «La fiducia che abbiamo confermato all'assessore competente è la fiducia che diamo a noi tutti come maggioranza e al nostro progetto politico. Non posso negare che l'inizio di questa riforma sia stato problematico e non scevro da errori, bisogna anche ammettere però che questa maggioranza ha lavorato duramente per risolvere tutte le problematiche emerse, spesso non riconducibili alla classe politica». Ma di chi è allora la colpa delle criticità? L'unico della maggioranza a fare un nome è il capogruppo del Pd Riccardo Bensi: «La parte politica si è fatta abbindolare dalla Net. Anche i tecnici comunali ci avevano assicurato che non ci sarebbero stati problemi. Chiedo scusa alla cittadinanza e allo stesso tempo appoggio una verifica a breve degli obiettivi raggiunti dagli assessori, suggerita dal sindaco, ma anche una riorganizzazione complessiva del personale degli uffici tecnici del Comune».

 

 

2 giugno, la Costituzione ai neo diciottenni
da "Il Piccolo"
mercoledì 30 maggio 2018

 

 

Anche quest'anno in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, il 2 giugno, il sindaco Laura Marzi consegnerà a tutti i neo diciottenni la Costituzione della Repubblica e gli Statuti regionale e comunale per sottolineare l'importanza e il significato di diventare maggiorenni. Un gesto importante per far capire ai ragazzi diritti e doveri dell'essere cittadini. Nel corso della cerimonia saranno consegnati, come segno di accoglienza nella comunità muggesana, anche gli attestati di cittadinanza simbolica ai bambini stranieri residenti. Le celebrazioni saranno accompagnate dal concerto della Banda Cittadina. L'invito per tutta la cittadinanza è quindi il 2 giugno alle 10.30 in piazza Marconi. In caso di maltempo, fa sapere l'amministrazione comunale, la cerimonia si svolgerà al Teatro Verdi, sempre alla stessa ora.

 

Petizioni e referendum entrano nello Statuto del Comune di Muggia
da "Il Piccolo"
martedì 29 maggio 2018

 

Per consentirlo il Consiglio ha dato il via libera all'istituzione di una Commissione per studiare le forme di partecipazione

 

di Riccardo Tosques
Integrare il nuovo Statuto comunale inserendo la regolamentazione di istituti di partecipazione democratica quali petizioni e referendum popolari. È questo il senso della delibera approvata di recente all'unanimità dal Consiglio comunale muggesano. Tutti i partiti politici presenti in aula hanno dato il via libera all'istituzione di una Commissione consiliare temporanea di studio per la redazione del regolamento sugli istituti di partecipazione. Perentorio l'assessore agli Affari generali del Comune di Muggia Stefano Decolle: «È un compito importante che, se non fatto, rende incompleto il lavoro per la stesura e l'approvazione del nuovo Statuto comunale». Nello Statuto sono contenute le varie forme di partecipazione che dovranno essere interessate da una regolamentazione volta a favorire la partecipazione popolare appunto e la tutela dei diritti civici. Petizioni, proposte di iniziativa popolare a voto consiliare, consultazioni, diritto di partecipazione. Ma anche il referendum consultivo dovranno essere al centro dell'impegno di questa Commissione. «All'approvazione dello Statuto abbiamo preso un impegno morale nel dare corso ai vari regolamenti per disciplinare le forme di partecipazione già previste dalle norme e dallo Statuto stesso. È nostra precisa volontà dare un seguito concreto a quanto iniziato», ha rimarcato Decolle. Era il 17 ottobre scorso, infatti, quando il Consiglio aveva approvato le modifiche apportate dalla "Commissione Consiliare temporanea per la revisione dello Statuto Comunale e del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale di Muggia" ai due importanti documenti dell'Ente grazie ad un proficuo lavoro collegiale durato oltre sei mesi. Nello stesso Statuto è previsto il rinvio ad un regolamento sugli istituti di partecipazione di cui, al momento, il Comune non è però dotato. Ed è in quest'ottica che, per proporre un testo da condividere in Consiglio, si è reputato opportuno affidare il compito ad una Commissione appositamente istituita. Sarà composta da soli consiglieri comunali e la sua attività è disciplinata in analogia a quanto previsto per le Commissioni consiliari permanenti dal regolamento. Vedrà la presenza di un consigliere per ogni gruppo consiliare a cui si attribuisce un numero di voti secondo il sistema ponderale in modo da garantire la migliore funzionalità e la massima partecipazione ma di contenere, al contempo, il numero dei componenti in misura adeguata. «La partecipazione alle sedute avverrà a titolo gratuito per contenere i costi degli organi istituzionali», ha aggiunto l'assessore Decolle. Lo stesso Decolle potrà partecipare alla seduta della Commissione, ma senza diritto di voto e senza rientrare nel conteggio dei componenti necessari a raggiungere il quorum strutturale. Quorum che, in ragione della possibile frequenza delle sedute, si è ritenuto nella misura di un numero di componenti che rappresenti un terzo dei voti ponderali per la validità delle sedute, così da conciliare la presenza di una adeguata rappresentanza con la semplificazione dei lavori di questa nuova Commissione. Un ultimo dato importante: saranno quattro i mesi di tempo a disposizione per presentare una proposta che disciplini le forme di partecipazione della popolazione all'attività amministrativa del Municipio.


Terrapieno Acquario è già polemica sulla ciclopedonale
da "Il Piccolo"
martedì 29 maggio 2018

 

Non è stata ancora inaugurata ma fa già discutere la nuova ciclopedonale che costeggia il terrapieno Acquario. L'area è stata pochi giorni fa teatro di un investimento di un pedone da parte di un ciclista. Nulla di grave, anche se l'incidente ha fatto sorgere dei dubbi sulla reale opportunità di creare la commistione tra pedoni e biciclette in un'area che, trovandosi a ridosso degli scogli e quindi del mare, in estate sarà evidentemente utilizzata dai bagnanti creando un possibile "ingorgo". Il primo lotto della maxiopera pubblica, dopo quasi vent'anni di attesa, è oramai verso la fase della chiusura. Entro il mese di giugno l'amministrazione Marzi conta di poter aprire ufficialmente la zona offrendo così la possibilità di usufruire di uno spazio utilizzabile tanto dai ciclisti quanto dai bagnanti o dai semplici pedoni. Archiviata di recente la polemica sulla decisione da parte del Comune di mettere a pagamento le due aree parcheggio che sorgeranno all'inizio e alla fine del terrapieno, a cercare di fare un po' di chiarezza sul futuro dell'area è intervenuto l'assessore ai Lavori pubblici nonché vicesindaco, Francesco Bussani. «Innanzitutto siamo felici che nessuno si sia fatto male nell'incidente, fermo restando che nessuno dei due avrebbe dovuto trovarsi lì. L'area, se pur solo per una mera questione burocratica dato che i lavori sul piano tecnico sono conclusi, è al momento ancora preclusa alla fruizione. Di conseguenza, entrandovi, sia il ciclista sia il pedone hanno violato un divieto». Il percorso ciclopedonale del primo lotto si estenderà su una lunghezza di quasi un chilometro con una larghezza di due metri e mezzo, «come da prescrizioni degli Enti partecipanti alla Conferenza dei servizi». Il terrapieno inoltre è dotato di sezioni di larghezza variabile dai 14 ai circa 50 metri su una superficie di quasi 30 mila metri quadri. «Viene da sé come nel secondo lotto troveranno spazio, oltre alle aree verdi, non solo aree destinate alla balneazione, ma anche spazi ludico-ricreativi e chioschi», rassicura il vicesindaco. Per ora dunque si tratta di una «lunga passeggiata con accesso al mare dove i bagnanti potranno comunque già godere della scogliera con rocce che per la loro conformità ed il posizionamento permettono e ampliano ovviamente di molto anche la capacità di fruizione balneare». Nessuna preoccupazione dunque per Bussani, anzi, tutt'altro: «Il riutilizzo di quest'area a fini turistico-balneari rappresenta un incremento importante sia del fronte mare disponibile sia, soprattutto, delle aree a disposizione dei bagnanti proprio perché in genere la fascia costiera muggesana risulta compressa tra il mare e le alture retrostanti ed occupata per buona parte dalla viabilità dell'ex provinciale, mentre Acquario, nella sua estensione, permetterà di godere di spazi ben più ampi rispetto a quanto si è ad oggi abituati». (r.t.)

 

Non ci sono notizie da "Il Piccolo" di lunedì, 28 maggio 2018.

 

A Muggia opposizione all'attacco di Litteri sul nodo differenziata
da "Il Piccolo"
domenica 27 maggio 2018

 

L'assessore sotto accusa per la gestione della raccolta rifiuti
«Via la delega all'Ambiente». Domani la mozione in Consiglio

 

Riccardo Tosques
La richiesta di revoca della delega all'Ambiente all'assessore Laura Litteri. Sarà indubitabilmente questo il piatto forte della prossima seduta del Consiglio comunale di Muggia che si riunirà domani alle 19.30. La mozione con cui si impegnerà il sindaco Laura Marzi a revocare, come previsto dall'articolo 25 dello Statuto comunale, la delega a Litteri, considerata la principale artefice del flop della raccolta differenziata dei rifiuti, è stata sottoscritta da tutti e sei i partiti di opposizione. Si sono ritrovati d'accordo dunque Forza Muggia-Lista Dipiazza, Movimento 5 Stelle, Obiettivo comune per Muggia, Lega, Meio Muja e Fratelli d'Italia, cosa in effetti non semplice vista l'eterogeneità delle forze politiche in questione. Riallacciandosi all'avvio problematico del porta a porta e all'«assenza di uno studio di fattibilità che tenga conto della conformità urbanistica del territorio e delle diverse tipologie di utenze esistenti», l'opposizione, in modo compatto, ha altresì ricordato la mancata preventiva ed adeguata campagna informativa sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, mettendo poi sul piatto della bilancia le continue segnalazioni di disservizi e disagi subiti dai cittadini e dei commercianti e la necessità di salvaguardia dell'igiene e del decoro urbano. Rievocando poi le numerose manifestazioni di protesta dei cittadini che hanno ottenuto l'appoggio anche di sindacati e associazioni, tutti i consiglieri d'opposizione fanno riferimento nell'atto a una «manifesta incapacità dell'assessore delegato del sindaco (Laura Litteri, ndr) a ricoprire l'incarico di assessore all'Ambiente». Nella mozione è stato citato l'articolo 27 dello Statuto comunale di Muggia in cui si evidenzia come il sindaco, «capo dell'amministrazione comunale e responsabile dell'amministrazione dell'ente», abbia «competenza e poteri di indirizzo, vigilanza e controllo in ordine all'attività degli assessori». Il documento è stato firmato da Stefano Norbedo, Giulia Demarchi, Andrea Mariucci (Forza Muggia-Dpm), Emanuele Romano (M5s), Roberta Vlahov (Obiettivo comune per Muggia), Giulio Ferluga (Lega), Roberta Tarlao (Meio Muja) e Nicola Delconte (FdI). Nel question time che anticiperà di fatto i punti all'ordine del giorno i rifiuti saranno ancora protagonisti con l'interrogazione presentata da Roberta Tarlao e sottoscritta da Romano e Vlahov sull'applicazione del regolamento Iuc. Nel testo l'esponente di Meio Muja chiederà all'assessore Litteri delucidazioni in merito alla concreta possibilità da parte dei commercianti e addirittura dei cittadini del centro storico di godere delle riduzioni in base sia agli «inferiori livelli di prestazione del servizio» della raccolta di rifiuti, che alla distanza attuale della piazzola ecologica spostata da via Manzoni al piazzale ex Alto Adriatico. Inoltre, nel question time, è prevista l'audizione di diverse sigle sindacali che informeranno il Consiglio comunale sulla delicatissima situazione dei lavoratori dello stabilimento di Pasta Zara. All'ordine del giorno, infine, anche la convenzione per una gestione associata del servizio di segreteria comunale tra i comuni di Trieste, Muggia, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino.


Crisi Pasta Zara, via libera al concordato
da "Il Piccolo"
sabato 26 maggio 2018

 

Nominati tre commissari. Il progetto di salvataggio va presentato entro il prossimo 8 ottobre

 

La richiesta di Pasta Zara è stata accettata dal Tribunale di Treviso: sì al concordato preventivo in bianco. Un pool di tre commissari, nominati dall'organo giudiziario, è stato incaricato di preparare un piano industriale e un progetto finanziario per gestire l'esposizione verso i creditori. Esposizione che ammonta a 241 milioni, 178 dei quali nei confronti di una cordata di banche, 73 riferibili ad affidamenti ottenuti dalle ex popolari venete (Popolare di Vicenza, Veneto Banca). La proposta commissariale dovrà essere presentata entro l'8 ottobre.La notizia, filtrata da fonti sindacali, è stata diffusa ieri sera e riguarda da vicino l'assetto produttivo-occupazionale del territorio triestino, dove nello stabilimento delle Noghere lavorano circa 150 dipendenti, quasi un terzo dell'intero gruppo che opera inoltre nelle sedi di Riese Pio X e di Rovato. Va considerato che la fabbrica muggesana è in buona parte approvvigionata dal terminal cereali del porto triestino, terminal gestito dalla Grandi Molini del gruppo Costato.Pasta Zara è partecipata da due realtà pubbliche come Friulia e Simest. La finanziaria regionale Fvg è presente con una quota attorno al 10% e ha supportato, fin dall'arrivo della famiglia Bragagnolo a Muggia nei primi anni Duemila, l'insediamento industriale. Secondo quanto riportato recentemente dal "Corriere della sera", la quota di controllo, appartenente ai Bragagnolo, sia in pegno a Banof China, circostanza non smentita dalla famiglia.Una settimana fa il presidente Furio Bragagnolo, insieme all'amministratore delegato Angelo Rodolfi, aveva incontrato i sindacati, impegnandosi a versare ai lavoratori un acconto dello stipendio di maggio. Sarebbe stata smentita l'ipotesi di esuberi e sarebbe stata assicurata la continuità produttiva del gruppo alimentare, che esporta il 90%.

 

Cane senza guinzaglio assale e ferisce un uomo. Allarme bis a Muggia

da "Il Piccolo"
venerdì 25 maggio 2018


Diventa un caso sui social l'aggressione subita da un padrone che difendeva il suo "Fido" da un animale libero a Vignano

 

di Riccardo Tosques
«Chi xe sto delinquente che lassa i cani liberi per la ciclabile de Vignano, che i ne ga aggredì?». Inizia così la denuncia social di Walter Smotlak, il cittadino muggesano che su Fb lamenta appunto l'aggressione da parte di due cani - di cui un pastore tedesco - in località Vignano. «Passeggiando col mio cagnolino al guinzaglio, è corso per aggredirlo, io l'ho preso in braccio e lui mi ha fatto male al gomito, dopo di che li ho sgridati e se ne sono andati verso Rio Ospo...», prosegue stizzito, ancora in dialetto, qui parafrasato, Smotlak. I cani sotto "accusa", a quanto è dato sapere, apparterrebbero al proprietario di una casa all'inizio della valle. Ovviamente il post ha sollevato un nuovo polverone sulla questione dei cani lasciati liberi senza guinzaglio, e pure senza museruola, che spesso si vedono gironzolare nelle aree periferiche di Muggia. «È da tempo che vengono segnalati cani sciolti in giro, anche in centro. Ritengo che il buon senso dovrebbe portarci a una convivenza basata sul rispetto delle regole e della disciplina prevista. Nessuno ha nulla contro i cani, anzi. Ma non è plausibile che questi vengano lasciati liberi in mezzo alle persone o in luoghi dove potenzialmente vi siano delle persone», è il commento dell'assessore Stefano Decolle. Giova a questo punto riportare il Regolamento comunale sul Benessere degli animali. «I cani non possono essere lasciati in libertà, incustoditi, devono essere sempre accompagnati dal proprietario, o detentore. Nelle vie pubbliche è obbligatorio l'utilizzo del guinzaglio. La museruola, rigida o morbida, è obbligatoria in caso di rischio per l'incolumità di persone, di altri animali o su richiesta delle autorità competenti». Chi viola tale Regolamento rischia una sanzione amministrativa da un minimo di 100 sino a un massimo di 300 euro, se non addirittura misure di tipo penale in caso di aggressioni con lesioni gravi. Due anni or sono fece scalpore la vicenda del setter muggesano, costantemente lasciato libero dal proprio padrone, che in poco tempo azzannò a morte un coniglio in un giardino condominiale, compiendo poi diverse incursioni a San Rocco e lasciando sul campo almeno cinque gatti morti. In quel caso arrivarono diverse segnalazioni alla polizia locale. Ma nessuna denuncia ufficiale. Per quanto riguarda la vicenda dei cani liberi di Vignano, sul web quasi nessuno si è schierato in favore dei padroni dei cani che scorrazzavano per il sentiero, padroni parzialmente giustificati con la possibilità che i cani fossero scappati da una proprietà privata. Decisamente più forte, in effetti, è la presa di posizione per il rispetto delle regole. A costo anche di avvisare le forze dell'ordine, mettendo a rischio il futuro dell'animale non vigilato. Scartato ormai all'unanimità anche il classico vecchio concetto del tipo "il mio cane è il più buono del mondo». La motivazione? Semplice: «Non si può prevedere la reazione di un cane provocata da qualsiasi circostanza. Per questo esiste il guinzaglio». Una forma di rispetto verso il prossimo, ma anche di autotutela verso il proprio cane.Decolle ricorda infine ai proprietari dei cani l'obbligo di portare con sé anche una bottiglietta d'acqua, utile, con sacchetto e paletta, per la pulizia delle deiezioni canine, altro tema che continua ad essere sempre d'attualità, soprattutto adesso, con l'arrivo della bella stagione.

 

Coro e orchestra barocca a Muggia Vecchia

da "Il Piccolo"
giovedì 24 maggio 2018

 

Si chiude "Muggia in musica", la rassegna a ingresso libero organizzata da Serenade Ensemble e Comune di Muggia. Il cartellone prevede domani alle 21, nella basilica di Muggia Vecchia, l'esibizione dell'orchestra barocca Cum jubilo (Maurizio Codrich oboe barocco, Aura d'Orlando e Paola Veronese violino barocco, Cristina Verità, viola barocca, Stefan Bak, violoncello barocco e Paolo Biancuzzi clavicembalo). Poi spazio al coro Semplici note.

 

Muggia, asta bis per il bar del Teatro Verdi

da "Il Piccolo"
martedì 22 maggio 2018

 

Abbassato il canone e rivisti i requisiti. Si punta a riaprire il locale, chiuso dal 2 maggio, fra giugno e luglio

 

di Riccardo Tosques
Il Comune ci riprova. È in arrivo una nuova asta per la concessione del bar del Teatro Verdi. L'avviso è stato reso noto ieri. Un atto necessario visto che la struttura è chiusa dal 2 maggio, effetto della prima asta, andata completamente deserta. La concessione, che sarà stipulata con contratto triennale, avrà un canone annuale di novemila euro netti. Il che potrebbe rivelarsi un vero affare, tenendo conto che il bar si sviluppa su circa 150 metri quadrati, con tanto di spazi e tavolini nel giardino, cui si abbina la saletta interna. Da sempre punto di ritrovo dei muggesani il Bar Verdi aveva dovuto tenere giù le serrande nonostante l'intenzione, da parte degli attuali gestori, di proseguire il rapporto di collaborazione con il Comune, come aveva raccontato Giovanni "Gianni" Chessa, presidente della Cooperativa Torrenuvola. La mancata partecipazione della cooperativa era nata da un disguido tecnico con gli uffici comunali. Chessa infatti aveva raccontato che la selezione pubblica formulata dal Municipio aveva assunto dei criteri prettamente commerciali, cosa che aveva di conseguenza impossibilitato la Torrenuvola a partecipare vista la natura sociale della cooperativa. Da qui i febbricitanti contatti tra Chessa e Comune per cercare di trovare una soluzione, visto anche che nel mentre nessun altro soggetto aveva deciso di aderire al bando, fatto che ha comportato la chiusura del bar proprio nel momento dell'inizio della bella stagione. «Stiamo trattando comunque con il Comune per rivedere il bando. Noi comunque, come già detto al Comune, siamo interessati a proseguire il nostro lavoro e quindi diamo la nostra disponibilità a trovare una soluzione», aveva garantito Chessa. Fortunatamente, il personale rimasto senza lavoro - cinque le persone coinvolte - sono state nel frattempo impiegate in altri settori della cooperativa. Nel nuovo bando è stata confermata la durata triennale del contratto, una durata appositamente individuata dagli uffici comunali al fine di consentire alla scadenza naturale del contratto di procedere con una gara unica per l'affidamento dei servizi teatrali (per l'appunto in scadenza tra tre anni) e la concessione del relativo bar. Soddisfatto e fiducioso l'assessore al Patrimonio Stefano Decolle: «Avendo registrato dell'interesse per la gestione della struttura abbiamo creato subito un altro bando, abbassando la cifra rispetto alla prima asta. Abbiamo inoltre rivisto i parametri d'accesso, in modo tale da avere una partecipazione più allargata per i potenziali interessati. È stato invece confermato l'affidamento della struttura per tre anni. Ricordiamo che parliamo non di un mero esercizio commerciale ma di un luogo in cui primeggiano le peculiarità artistiche, culturali e sociali, che sono assolutamente da salvaguardare e anzi, valorizzare». Ora, a meno di imprevisti, la struttura potrebbe riaprire i battenti tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio.

 

 

Record di ditte per i lavori a Muggia allo stadio Zaccaria

da "Il Piccolo"
lunedì 21 maggio 2018

 

Sono state 52 le manifestazioni di interesse arrivate al Comune per la riqualificazione del manto erboso dell'impianto

 

di Riccardo Tosques
Esattamente 52 manifestazioni d'interesse per aspirare ad essere la ditta che si occuperà dei lavori di riqualificazione del manto erboso dello stadio comunale "Paolo Zaccaria". Numero di richieste record quello giunto al Comune di Muggia in vista di uno dei lavori pubblici più attesi del 2018. Lavori che però difficilmente partiranno prima di luglio, mettendo dunque a rischio la possibilità del Muglia Fortitudo di iniziare la prossima stagione agonistica in "casa" propria. L'importo a base d'asta del maxi progetto di rifacimento del terreno in erba sintetica è stato stimato in 498 mila euro (Iva esclusa) a cui andranno ad aggiungersi ulteriori 4 mila 980 euro per oneri della sicurezza, non soggetti a ribasso. La macchina comunale, dopo aver provveduto ad una prima scrematura, ha ulteriormente affinato le manifestazioni d'interesse scegliendone, tramite sorteggio, 20, che a breve riceveranno una lettera per la cosiddetta procedura negoziata tramite cui sostanzialmente dovranno presentare una offerta economica - circa una ventina di giorni il lasso di tempo previsto - per aggiudicarsi l'appalto. Sino all'inizio del marzo scorso tutto sembrava filare liscio per quanto concerne l'iter burocratico della partenza del cantiere, stimato in giugno. «Ad oggi non si riscontrano ritardi nelle tempistiche che prevedono lo svolgimento dei lavori in estate proprio per non interferire con l'attività sportiva della società e poter quindi riqualificare il manto erboso in tempo per la nuova stagione agonistica», spiegava l'assessore allo Sport Roberto Rosca. «È noto che ci siamo appoggiati alla terza e ultima deroga da parte della Figc per giocare su un campo che necessita di una nuova omologazione. Abbiamo 200 tesserati, perlopiù bambini e ragazzi, che attendono i lavori. Speriamo davvero che in estate possa partire il cantiere per chiudersi quanto prima», aveva commentato fiducioso Rodolfo Palermo, presidente del Muglia Fortitudo, la società che ha in gestione il comprensorio calcistico di Piasò. A complicare il regolare svolgimento delle pratiche da parte del Comune ci si sono messi però i rifiuti. Diversi sono i rallentamenti registrati negli uffici comunali, soprattutto per quanto riguarda il servizio Lavori pubblici, impantanati dalle problematiche legate al nuovo servizio della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta entrata a regime dal 3 aprile scorso. Impensabile, dunque, come invece auspicato tempo addietro anche dalla giunta, di poter iniziare i lavori nel mese di giugno. Più probabile, sempre se non vi saranno intoppi di sorta (vedi possibili ricorsi da parte delle ditte escluse), che il cantiere si avvierà in luglio per concludersi verosimilmente alla fine di settembre con probabile migrazione dunque dei 200 tesserati del Muglia Fortitudo verso altri campi di gioco. «Da tempo sto chiedendo udienza agli uffici che però sono alle prese con i problemi della differenziata. A questo punto, dovremo chiedere ospitalità a qualche società - ha concluso il presidente Palermo - auspicando però che non oltre i primissimi giorni di ottobre i lavori siano chiusi e la struttura possa essere pronta».

 

 

Addio al "papà" della banda di Muggia

da "Il Piccolo"
sabato 19 maggio 2018

 

Coretti, fondatore della Filarmonica di Santa Barbara, si è spento all'età di 82 anni. Marzi: «Grande perdita per tutti noi»

 

di Riccardo Tosques

È scomparso all'età di 82 anni Liliano Coretti, musicista, insegnante e padre fondatore della Filarmonica di Santa Barbara. Nato a Bosici (Muggia) il 17 novembre 1935, diplomatosi in clarinetto al conservatorio "Tartini", nello stesso periodo ha studiato direzione d'orchestra a Venezia con Franco Ferrara, composizione bandistica al conservatorio di Bologna e ha seguito i corsi di direzione orchestrale con il mitico maestro rumeno Sergiu Cilibidache. Gli anni di maggior prestigio per la sua carriera artistica come clarinettista, dal 1957 al 1962, lo hanno visto protagonista di concerti nelle sale più prestigiose e alla radio di Lugano e Zurigo, accanto al pianista Ennio Silvestri. Allo stesso periodo risalgono anche le vittorie in vari concorsi alla Rai e le collaborazioni con altre orchestre italiane a Los Angeles (con il maestro Cillerio), Santo Domingo, Teheran e Bolzano (orchestra "Haydn"). Nella località altoatesina Coretti ha anche insegnato al Conservatorio. Ma la passione bandistica trasmessagli dal nonno e dal padre ha prevalso sulla carriera di strumentista. Dal 1961 al 1980 ha diretto la banda del ricreatorio Padovan di Trieste e per nove anni la Filarmonica di Sacile. Coretti ha inoltre rifondato e diretto la banda cittadina "Giuseppe Verdi" di Trieste che nel 1966, sotto la sua direzione, a Udine ha vinto la medaglia d'oro. Ma la sua passione per la musica è stata a dir poco contagiosa soprattutto a Muggia, cittadina in cui Coretti ha ricoperto per tanti anni il ruolo di professore di musica alla scuola media Nazario Sauro. Nel 1975, su spinta di Giuseppe "Pino" Bossi, Coretti cofonda quella che diverrà la "Filarmonica di Santa Barbara". La storia narra che grazie al veloce passaparola tra i muggesani si registrarono subito molte adesioni e nel gennaio 1976 ci fu la prima esibizione seguita poco dopo dalla sfilata di carnevale di Muggia. Nel corso del 1976 nacque formalmente l'associazione "Banda giovanile di Santa Barbara" e, visto il continuo crescendo di successi ed adesioni, nel 1980 l'associazione venne trasformata nella attuale Filarmonica di Santa Barbara. Negli anni successivi la banda migliorò costantemente fino a partecipare a diversi concorsi nazionali ed internazionali sempre con egregi risultati. Coretti è rimasto a dirigere la banda sino al 2013. «Fu lui, mio professore di musica, ad introdurmi nella Filarmonica nel lontano 1985. È stato un grande educatore ed una figura musicale di spessore che rimarrà indimenticabile», commenta Daniele Scalembra, attuale direttore della Filarmonica di Santa Barbara. Addolarata Laura Marzi: «È una grande perdita, non solo per la Filarmonica - afferma il sindaco -, ma per tutti i muggesani che grazie a lui hanno conosciuto ed intrapreso un percorso musicale». Liliano Coretti lascia la moglie Ottilia, la figlia Giorgia e il nipote Federico. I funerali si svolgeranno martedì 22 maggio alle 11.40 al cimitero di Trieste in via Costalunga.

 

A Muggia il festival delle bande del Carso triestino e sloveno

da "Il Piccolo"
sabato 19 maggio 2018

 

Farà tappa stasera a Muggia la XXIV edizione della rassegna, a ingresso libero, dei complessi bandistici del Carso triestino e sloveno organizzata dall'Unione dei circoli culturali sloveni e il Fondo pubblico per le attività culturali della Slovenia. Alle 20.30, il teatro Verdi ospiterà il concerto inaugurale in collaborazione con l'Associazione degli sloveni del Comune di Muggia Kiljan Ferluga e con l'amministrazione muggesana. Sul palco saliranno tre formazioni: l'orchestra a fiati Breg di San Dorligo della Valle, diretta da Edvin Krizmancic, l'orchestra Brkinska godba 2000 di Erpelle, composta da giovanissimi musicisti e diretta da Tomaz Skamperle, e l'associazione bandistica Aurisina diretta da Sergio Gratton. Nel corso del festival, che prevede tre date (a Muggia, Ilirska Bistrica domani alle 18 al centro culturale Dom na vidmu, e al teatro comunale di Monfalcone domenica prossima sempre alle 18), si esibiranno tra le altre anche la banda musicale Viktor Parma di Trebiciano diretta da Daniel Grizonic, l'orchestra a fiati Ricmanje di San Giuseppe della Chiusa (con direttore Aljosa Tavcar) e l'associazione bandistica Prosek di Prosecco sotto la bacchetta di Ivo Basic. «Nato come un incontro tra amici (all'inizio eravamo sei bande che provavano a realizzare una rassegna) pian piano il festival si è ampliato - ricorda uno dei fondatori, Marko Rupel - e, alla vigilia dei 25 anni, oggi coinvolge un vastissimo territorio fino a Postumia e Ilirska Bistrica proponendosi come una rassegna importante con ben 12 complessi bandistici». L'orchestra a fiati Breg, fondata nel 1895, attualmente è composta da 30 musicisti e nella passata stagione ha preso parte a due importanti rassegne internazionali a Loce e a Smarje pri Jelsah in Slovenia. L'orchestra a fiati giovanile di Erpelle, nata nel 2000, conta ben 55 elementi. La società bandistica Aurisina, 120 anni di storia, si è costituita nel 1897 con il nome di Franz Josef Musik. (g.t.)

 

 

 

Terrapieno Acquario i nuovi parcheggi saranno a pagamento
da "Il Piccolo"
venerdì 18 maggio 2018

 

Il Comune di Muggia: «Così si evita la sosta dei camper»
Opposizione all'attacco: «Prima vanno garantiti i servizi»


di Riccardo Tosques
Amara sorpresa per i bagnanti muggesani: i nuovi parcheggi di Acquario saranno a pagamento. Durante l'ultima riunione del Consiglio comunale l'amministrazione Marzi ha annunciato la scelta di mettere gli stalli blu ai quasi cento posti auto che verranno creati all'inizio e alla fine del terrapieno. «Un intervento necessario per evitare soste permanenti da parte dei camper», la motivazione addotta dall'assessore al Turismo Stefano Decolle. Cinquanta centesimi per la prima mezz'ora (e successivi frazionamenti di mezz'ora), 5 euro per la sosta giornaliera: queste le tariffe previste per le aree parcheggio che a brevissimo saranno aperte al pubblico. La sosta a pagamento sarà istituita esclusivamente nel periodo estivo, dal primo maggio al 30 settembre, con orario 8-20 per i non residenti e dalle 10 alle 20 per i residenti.La decisione di istituire i parchimetri ha sollevato diverse polemiche tra l'opposizione. «La precedente amministrazione Nesladek aveva sostenuto in passato lo slogan "riprendiamoci la costa", sì, ma a pagamento, grazie all'amministrazione Marzi», commenta con sarcasmo Roberta Vlahov (Ocpm). «Prima di chiedere dei soldi bisognerebbe garantire l'offerta di alcuni servizi, come un bus-navetta o degli stalli per le bici. Inoltre bisognerebbe tutelare appieno i residenti», il parere di Emanuele Romano (M5S). Nicole Delconte conferma: «Non c'è ancora alcun servizio, né un disegno chiaro sul futuro dell'area, ma intanto si pensa già a fare cassa».La delibera è passata con i voti della maggioranza. Sulla questione Decolle è stato irremovibile: «Il terrapieno Acquario è sito in un'area in cui il traffico di veicoli è particolarmente elevato nel periodo estivo, anche e soprattutto alla luce del fatto che è una zona ad alta densità di balneazione. Di conseguenza, la presenza di due aree di parcheggio funge da importante risposta. Di contro, non si può sottovalutare il fatto che le aree possano venir utilizzate come zone di sosta permanente da veicoli e camper e si sono resi pertanto necessari degli interventi preventivi per garantire un'effettiva rotazione». Da qui la decisione più impopolare: «Dopo le opportune verifiche si è convenuto che l'attivazione della sosta a pagamento». Un sistema che, secondo l'amministrazione Marzi, ha avuto riscontro positivo nelle aree in cui è stato introdotto, sia in materia di disciplina della sosta sia per quanto concerne i proventi economici, «poiché, essendo un servizio pubblico locale, non solo è erogato in favore della collettività, ma proprio alla stessa, in termini di servizi, restituisce quanto percepito». Ma quando sarà realmente pronta l'area di Acquario? «Oramai è una questione solo burocratica. Se tutto va bene si parla di poche settimane», spiega Decolle.Intanto l'assessore in quota Pd ha annunciato che dal primo giugno la titolarità della strada provinciale di Lazzaretto passerà nelle mani del Comune. «Sarà un passaggio fondamentale per poter prendere decisioni e dare un futuro strategico all'area. So che all'opposizione realizzare quello che era considerato solo un slogan elettorale può dar fastidio - conclude Decolle -, ma auspico che ci sia maturità tra tutti i consiglieri. Siamo di fronte a un lavoro da quasi 6,5 milioni di euro che verrà ultimato dalla prossima amministrazione comunale, ossia dopo il 2021».

 


Rifiuti abbandonati a Muggia: scattano i controlli dei vigili
da "Il Piccolo"
venerdì 18 maggio 2018

 

I sacchetti con i rifiuti differenziati impropriamente non verranno più ritirati. Questa la decisione del Comune di Muggia in seguito all'"indisciplina" da parte di troppi cittadini muggesani. «I volumi eccessivi conferiti nei contenitori, soprattutto dell'indifferenziata, sono ancora dovuti ad una scarsa differenziazione», ha lamentato l'assessore all'Igiene urbana Laura Litteri durante l'ultima riunione del Consiglio comunale. E a breve entreranno in azione anche gli agenti della Polizia Locale.L'occasione per tornare a discutere di rifiuti è stata fornita da Roberta Tarlao (Meio Muja) che ha presentato un'interrogazione - sottoscritta anche da Roberta Vlahov (Ocpm) ed Emanuele Romano (M5S) - chiedendo quali siano le strategie che il sindaco di Muggia Laura Marzi intenda affrontare per risolvere il problema dei rifiuti abbandonati all'esterno dei cassonetti. Una problematica dettata dal fatto che «la capienza degli stessi in molte zone - stigmatizza Tarlao - non soddisfa le quantità di rifiuti conferiti». Da qui il quesito sulle intenzioni del Comune per una possibile implementazione dei bidoni o un aumento dei ritiri dei rifiuti. La risposta è stata fornita dall'assessore Litteri. Il Comune ha deciso di aumentare il numero di bidoni o le dimensioni degli stessi «ove effettivamente si verifica un sottodimensionamento dei volumi».L'amministrazione Marzi ha però lamentato come in taluni casi i volumi eccessivi conferiti nei contenitori siano dovuti a una errata differenziazione dei rifiuti stessi. «Su tali situazioni si sta intervenendo con avvisi e contatti diretti con gli utenti: si è ritenuto di aspettare ancora un breve periodo prima di iniziare con la segnalazione all'utenza del rifiuto non conforme (il famigerato bollino rosso, ndr), con il conseguente mancato ritiro», puntualizza Litteri.Ma le novità non sono finite. In seguito all'abbandono di sacchi nel territorio, in particolare vicino alle due isole del centro storico, l'assessore ha annunciato che a breve inizierà il controllo da parte del personale di Net, con tanto di pettorina di riconoscimento, accompagnato dal personale della Polizia locale. «Tale intervento, unitamente alla videosorveglianza (una delle due isole è già dotata di telecamera, la seconda ne sarà munita a breve, ndr), consentirà di eliminare il problema degli abbandoni» precisa Litteri.Interessante infine la reale motivazione per cui è stata smantellata l'area di via Manzoni, sita dietro al futuro Infopoint di Caliterna, utilizzata come zona ad hoc per i rifiuti dei commercianti del centro storico. L'area, in concessione al Comune da parte dell'Autorità portuale, è stata smantellata dopo l'intervento della Capitaneria di Porto, «poiché la collocazione di cassonetti per la raccolta dei rifiuti - ha ammesso Litteri - non rientra negli scopi per i quali è stata rilasciata la suddetta licenza di concessione». Da qui la dismissione in fretta e furia dell'area e lo spostamento tra piazzale Caliterna e il tanto contestato piazzale ex Alto Adriatico.(r.t.)


La Cgil plaude alla gestione della crisi: «Si può sperare»
da "Il Piccolo"
venerdì 18 maggio 2018


«La Flai Cgil di Trieste evidenzia che, sulla delicata situazione di Pasta Zara, i passi fatti fino a questo momento segnano la strada giusta per dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori». Questo il commento del segretario provinciale della sigla sindacale, Massimo Marega, all'indomani dell'incontro con il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. «L'immediata mobilitazione del sindacato e la tempestiva assemblea con i lavoratori, l'incontro sindacale con la proprietà sul concordato preventivo e il risultato portato a casa nel positivo incontro con la Regione - aggiunge - circa gli anticipi degli stipendi e il futuro del sito produttivo, lasciano ben sperare circa il prosieguo. Per questo motivo - conclude - ha provveduto a inoltrare richiesta di incontro urgente al Consiglio comunale di Muggia, per informare del percorso fatto e per chiedere al Comune stesso l'assunzione della quota di responsabilità che quel livello istituzionale può garantire, per attivare gli strumenti a supporto della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori residenti a Muggia». (u.s.)

 


Pasta Zara anticipa ai 500 dipendenti un terzo della paga
da "Il Piccolo"
venerdì 18 maggio 2018

 

Decisione assunta dall'azienda della famiglia Bragagnolo in attesa del verdetto dei giudici sulla richiesta di concordato

 

di Andrea Depolo
Pasta Zara anticiperà un terzo dello stipendio di maggio ai suoi dipendenti, così da superare le difficoltà per la mancata erogazione di quello di aprile bloccato dalla richiesta di concordato. Sono giorni cruciali per l'azienda della famiglia Bragagnolo, che attende - è questione di giorni, se non di ore - il pronunciamento del Tribunale di Treviso sulla richiesta di concordato in bianco. Oggi, intanto, assemblea tra l'azienda e le forze sociali nello stabilimento di Riese X, seguita con grande attenzione anche dai lavoratori della fabbrica di Muggia.La giornata di ieri ha portato in dote due buone notizie per i circa 500 lavoratori del gruppo. La prima è la promessa dell'azienda di anticipare parte della retribuzione di maggio, visto che quella di aprile non è stata erogata. Entro oggi sarà accreditato un bonifico con un terzo delle competenze, scelta presa dalla famiglia Bragagnolo dopo le richieste di diversi lavoratori di Treviso e Muggia. Dal Fvg, in queste ore, è arrivata la presa di posizione del governatore Massimiliano Fedriga, che si è dichiarato favorevole all'individuazione di uno strumento tecnico per erogare gli stipendi di aprile. La questione è meramente tecnica: finché non arriva l'ammissione alla procedura di concordato i movimenti dell'azienda sono congelati, la Regione studierà le possibilità a sua disposizione. Nella vicenda è direttamente coinvolta anche Friulia, che è nel capitale sociale di Pasta Zara e ne detiene circa l'11,25% delle quote.Sull'ammissione al concordato sono ore di apprensione per lavoratori e forze sociali. Si era parlato di una decina di giorni per avere il primo riscontro del Tribunale (che almeno in prima battuta dovrebbe essere positivo, trattandosi di concordato in bianco). La richiesta è del 3 maggio, si è andati oltre il previsto: «Pare che il giudice competente a prendere una decisione sia ammalato, il ritardo è dovuto soltanto a questo» spiega Michele Gervasutti della Uil, «dall'incontro di oggi ci attendiamo di ricevere notizie anche su questo. Intanto registriamo la disponibilità dell'azienda ad anticipare gli stipendi di maggio: alcuni lavoratori ci hanno riferito di avere grosse difficoltà ad andare avanti». All'incontro di oggi sarà oggi anche Sara Pasqualin, Cgil: «C'è sicuramente apprensione per il ritardo del Tribunale, ma la risposta ormai arriverà in tempi brevi».

 


Meticci o di razza, tutti in sfilata
da "Il Piccolo"
venerdì 18 maggio 2018

 

Al centro commerciale Montedoro lo show per i quattrozampe


Meticci o di razza, non importa. L'importante è la voglia di divertirsi, di mettersi in gioco e di conoscere altri amici a quattrozampe. Domani, allo Shopping Center Montedoro di Muggia a partire dalle 14, il centro commerciale ospiterà il Montedoro Dog Show, la sfilata cinofila amatoriale organizzata dall'Astol Models, che si appresta a tornare a Muggia dopo che l'anno scorso lo show registrò la presenza di quasi 150 cani con relativi padroni.Al piano superiore del centro commerciale, sede della sfilata amatoriale (per l'iscrizione, che avverrà prima della gara, non sarà necessario il pedigree), saranno tanti i premi in palio. Al primo classificato verrà consegnata un televisore da 40 pollici, al secondo arrivato un hoverboard, mentre il 3° premio sarà una macchina da caffè. Vari premi verranno poi consegnati ai primi tre meticci, al raduno Chihuahua, ai cani più belli nel best in show finale e ai 17 vincitori delle varie categorie. Previsto inoltre in omaggio un chilo di crocchette per ciascun cane partecipante. Soddisfatto il direttore del centro commerciale muggesano, Sergio Bavazzano: «È un evento che l'anno scorso aveva riscosso particolare successo, vista la possibilità di far sfilare cani anche non di razza. Ci sarà un'unica componente fondamentale per partecipare: divertirsi». Le iscrizioni si terranno nella galleria centrale del Montedoro Shopping Center e inizieranno alle 14 per concludersi alle 16.30. Subito dopo prenderà il via la sfilata vera e propria. Potranno partecipare tutti i cani con almeno 4 mesi d'età. Sarà necessario portare con sé il libretto sanitario del quattrozampe.Riccardo Tosques

 

I fondali del Molo "T" liberati dalle bombe. L’area torna accessibile

da "Il Piccolo"
giovedì 17 maggio 2018


di Riccardo Tosques

Molo "T" è nuovamente accessibile ai bagnanti. Dopo due settimane di stop è arrivato il via libera. La Capitaneria di Porto ha infatti recuperato i residuati bellici rinvenuti a fine aprile vicino al molo stesso. Non due, come era stato comunicato inizialmente, bensì tre, tutti privi di carica, sono stati recuperati e portati via dai sommozzatori nelle vicinanze del pilone centrale a mare, evitando così il possibile brillamento. La vicenda, che aveva tenuto col fiato sospeso i bagnanti della cittadina, angustiati dall'idea di non poter recarsi al molo vista l'imminente bella stagione, aveva avuto inizio a fine aprile, quando un sub, intento ad esplorare i fondali marini della zona, si era imbattuto in due oggetti adiacenti al pilone portante del Molo "T". Prontamente era stata avvisata la Tenenza dei carabinieri di Muggia, che a sua volta aveva avvisato la Capitaneria e il Comune di Muggia. Vista la pericolosità della presenza del materiale bellico, potenzialmente ancora inesploso, i carabinieri avevano provveduto immediatamente al transennamento dell'area con l'apposito nastro biancorosso e con l'apposizione del cartello che indicava l'assoluto divieto d'accesso al Molo "T" e il divieto di balneazione per motivi di sicurezza. Il Comune di Muggia, da parte sua, si era subito adoperato per redigere un'ordinanza comunale nella quale confermare il divieto di accesso al molo. «Considerato che il molo è frequentato dai bagnanti e che tali oggetti potrebbero rappresentare pericolo per la pubblica incolumità, il Comune ha ritenuto di adottare provvedimenti al fine di vietare l'utilizzo del molo stesso, fino alla bonifica del sito», aveva commentato il sindaco di Muggia Laura Marzi. Uno stop improvviso e sicuramente poco gradito visto anche che due settimane fa le condizioni meteo, estremamente favorevoli, avevano indotto già diversi bagnanti a recarsi sulla costiera muggesana approfittando del caldo. Tra le location prescelte, naturalmente, anche il Molo "T". Ieri la comunicazione tanto attesa: l'area è nuovamente accessibile. La Capitaneria ha infatti rinvenuto e portato via tre residuati bellici, tutti privi di carica e quindi sostanzialmente innocui. Il materiale, come preannunciato, risale alla Prima guerra mondiale e potrebbe far parte del gran numero di bombe lanciate dagli aviatori italiani contro Muggia, località sul mare molto attiva grazie alla presenza della cantieristica navale dell'Impero austroungarico, nel marzo del 1917, quando i militari del Regno d'Italia sferrarono numerosi attacchi aerei su tutto il Litorale austriaco, nello specifico dal tratto da Barcola sino a Pirano. Tra le diverse località muggesane colpite vi fu anche San Rocco. Da subito l'assessore alla Promozione della città Stefano Decolle aveva messo in collegamento il ritrovamento dei residuati bellici in una zona un tempo caratterizzata da cantieri navali, che evidentemente, in tempo di guerra, potevano essere considerati possibili obiettivi sensibili. «L'attenzione non è mai troppa in questi casi. E visto che è possibile incappare in queste "sorprese" - così Decolle - raccomando vivamente di segnalare subito eventuali rinvenimenti. Ovviamente sono contento che in tempi relativamente brevi la questione del Molo "T" sia stata risolta».

 

 

Muggia capitale del "fai da te" per un giorno
da "Il Piccolo"
giovedì 17 maggio 2018

 

Muggia dà l'appuntamento ai più originali "artisti" del "fai da te". Sabato 26 maggio, dalle 15 alle 20, nell'area esterna del Bricocenter di Muggia, si svolgerà il primo "Aperibrico", l'happening che, per l'appunto, riunirà i più originali artisti del "fai da te" provenienti da Trieste. Più di 15 espositori, si legge in un comuicato di presentazione, «esibiranno il loro talento fra sculture e papillons di legno, stampe 3D e affreschi digitali, creazioni di cuoio e cartapesta, decorazioni e incisioni con torchio in ghisa, street art e pupazzi artigianali, fairy garden, kokedama giapponesi e mosaici». Il tutto circondato «dalla natura fra odori prelibati, prodotti dai maestri del barbecue e del caffè, un originalissimo dj set di musica elettronica e gli aperitivi del buffet». La partecipazione alla "prima", cui seguiranno altre quattro date (23 giugno, 21 luglio, 4 agosto e 1 settembre), è libera. L'obiettivo di Bricocenter, recita la nota, «è offrire uno spazio creativo e unico a tutti i talenti nascosti e non che, grazie alle loro intuizioni, renderanno stupefacenti le cose all'apparenza più semplici». Info www.ono.it.

 

Muggia scende in campo per Pasta Zara

da "Il Piccolo"
mercoledì 16 maggio 2018

 

Approvata all'unanimità una risoluzione per chiedere un incontro urgente con i vertici dell'azienda

 

di Riccardo Tosques
Fissare urgentemente un incontro con i vertici di Pasta Zara per capire qual è il futuro dell'azienda e soprattutto quello dei 176 lavoratori impiegati nello stabilimento muggesano. Il Consiglio comunale rivierasco ha votato all'unanimità la risoluzione presentata dal consigliere Roberta Vlahov durante l'ultima riunione dell'assemblea. La capogruppo di Obiettivo comune per Muggia ha invitato l'amministrazione comunale ad assumere l'impegno «a prendere quanto prima contatto con i vertici della società al fine di capire, prima che la situazione possa divenire di emergenza, quali siano le strade da seguire e le soluzioni che si intendano intraprendere per la continuazione dell'attività lavorativa, rassicurando gli occupati sul proprio futuro». L'azienda, non avendo potuto far fronte al pagamento di un prestito in scadenza lo scorso 31 marzo, ha presentato domanda di concordato al Tribunale, aprendo di fatto uno stato di crisi. Già lo scorso anno, Pasta Zara non aveva versato ai dipendenti i contributi previdenziali che ora dovrebbero essere addirittura rateizzati. Di fatto la società ha chiuso l'esercizio 2017 con una perdita pari a 25,7 milioni di euro, che ha portato a un crollo del patrimonio e a un debito finanziario di 200 milioni di euro.Nello stabilimento di strada delle Saline sono 176 i lavoratori impiegati. Molti dei quali cittadini muggesani. «Una volta palesatasi la vicenda di Pasta Zara, prima quindi che fosse depositata la risoluzione della consigliere Vlahov, peraltro condivisa da tutti e votata all'unanimità, avevo richiesto un incontro al presidente Furio Bragagnolo per avere rassicurazioni sulla situazione di quello che è uno dei più importanti insediamenti industriali del territorio e sulla posizione dei 176 dipendenti che vi lavorano» racconta il sindaco di Muggia Laura Marzi. Richiesta di incontro a cui non è mai seguita una replica da parte dell'azienda. «Confido che avverrà a breve, comprendendo bene che gli impegni della direzione in questo momento cosi delicato siano molti e di una certa rilevanza, ma, non risultandomi al momento calendarizzati incontri con i dipendenti della sede muggesana, non posso che vivere con ancora maggiore apprensione questa attesa» ha aggiunto preoccupata Marzi. Il documento è stato votato trasversalmente da tutte le forze politiche presenti in Municipio. Durante la riunione Vlahov ha rimarcato la situazione di apparente stasi da parte dei sindacati: «Ad oggi negli stabilimenti di Riese Pio X (Treviso) e Roato (Brescia) sono già state indette due assemblee sindacali. A Muggia tutto tace. Se aggiungiamo che la paga di aprile non è stata ancora versata, direi che la situazione è più che allarmante».

 

 


Infopoint di Muggia, sette giorni per il gestore

da "Il Piccolo"
martedì 15 maggio 2018

 

In palio la regia della promozione turistica. Domande da inviare al Gal Carso entro le 9.30 del 21 maggio

 

di Riccardo Tosques
AAA fornitore con competenze turistiche cercasi. Questo il nuovo passo avanti del Gal Carso, ente con cui il Comune di Muggia ha recentemente stipulato una convenzione per la promozione turistica della cittadina, per gestire il futuro infopoint di piazzale Caliterna. L'importo a base d'asta per il lavoro di un anno e per l'affidamento della fornitura iniziale sarà di 10 mila 880 euro (iva compresa). «Il Gal intende sostenere i privati con due iniziative utili all'evoluzione del sistema del turismo a Muggia e degli operatori di tutto il territorio. La prima è organizzando un percorso di evoluzione del tessuto muggesano nello sviluppo dell'identità di Muggia e delle sue aziende turistiche, dello spirito imprenditoriale nonché della capacità di cooperazione tra i privati nel sistema turistico locale. La seconda è assistendo lo sviluppo e la promozione di prototipi di servizi e prodotti turistici, generati dai privati di Muggia e del resto del territorio di competenza Gal», racconta David Pizziga, presidente del Gruppo di azione locale. In base al bando il fornitore dovrà offrire una serie di garanzie tra cui un ruolo di raccordo costante tra le esigenze dei privati operanti nel turismo a Muggia e gli enti pubblici o con mandato pubblico (Comune di Muggia, Gal, PromoTurismoFvg, siti e piattaforme di promozione turistica). E finalmente è arrivata anche la notizia del mese di apertura della struttura di Caliterna visto che tra le attività da svolgere è prevista l'organizzazione e la promozione di un evento di inaugurazione dell'infopoint turistico di Muggia a giugno. Come già anticipato dall'assessore comunale al Turismo Stefano Decolle, l'ente gestore dell'infopoint dovrà coordinare e promuovere almeno cinque prototipi di prodotto basati su esperienze attive (sportive, rurali, enogastronomiche, culturali) a Muggia, Istria, Carso e Trieste, sia proposti dagli operatori muggesani che da altri operatori turistici o dal Gal stesso. Tra questi la vendita di prodotti enogastronomici locali ma soprattutto il noleggio di biciclette (anche elettriche). Tra i compiti del futuro gestore anche l'organizzazione e promozione di un evento speciale intitolato provvisoriamente "Istria Food Matching" dedicato all'incontro tra operatori agroalimentari (agricoltori, torrefazioni, ecc.) ed esercenti commerciali nonché il supporto a un'analisi approfondita di mercato del turismo a Muggia, con la realizzazione di questionari e interviste a operatori di Muggia, analisi dei dati, report di sintesi ed infine il coordinamento dei materiali promozionali da produrre per promuovere i prodotti turistici nell'ambito dell'evento "BuyFvg 2018". Le manifestazioni d'interesse dovranno pervenire entro le 9.30 di lunedì 21 maggio tramite pec (galcarso@pec.it) col titolo dell'email "Collaboratore sviluppo prodotti turistici" o consegna a mano agli uffici del Gal di piazza Vittorio Veneto a Trieste.©

 

L'addio di Muggia all'ex Pci Apostoli

da "Il Piccolo"
lunedì 14 maggio 2018


Il Consiglio comunale di Muggia ricorda la memoria di Diego Apostoli. Lo farà questa sera in municipio, con un momento di raccoglimento in apertura di seduta, alle 19. L'ex presidente dell'aula è deceduto mercoledì scorso dopo una lunga malattia. Aveva 65 anni. Apostoli ha un lungo trascorso politico e da amministratore. Ha cominciato a muovere i primi passi da giovanissimo, facendosi notare per il proprio impegno e guadagnando così il ruolo di Segretario organizzativo della sezione muggesana del PCI. Impegno che caratterizzò tutta la sua vita, sia sul piano politico quanto su quello sociale, come viene fatto notare in municipio dai colleghi e dagli amici che ci hanno lavorato a fianco.Nominato assessore già con la giunta Millo, il 10 luglio del 1975, Apostoli ha ricoperto la medesima carica anche cinque anni dopo, a fianco di Bordon, insieme al quale si è occupato dell'organizzazione del tanto amato Teatro Ragazzi. Entrato a far parte di Rifondazione Comunista, di cui è stato anche Segretario politico per la sezione muggesana, Apostoli successivamente ha abbracciato Sel, tra le cui fila si è poi candidato nella campagna elettorale che ha portato al secondo mandato Nerio Nesladek. Sindaco con il quale, nel primo mandato (nel periodo tra il 2006 e il 2011), Apostoli ha svolto l'incarico di presidente del Consiglio comunale. Una figura, va precisato, prevista a quei tempi dallo Statuto, ma introdotta dal precedente sindaco Lorenzo Gasperini e quindi ereditata come ruolo istituzionale per il quale Apostoli ha rifiutato qualsiasi riconoscimento economico, devolvendo tutto lo spettante alla Casa di Riposo muggesana.Il sindaco di Muggia Laura Marzi ha voluto rivolgere il proprio personale cordoglio al collega e amico: «La scomparsa di Diego - ha osservato - lascia un profondo vuoto, che sento come sindaco, per quello che è stato il suo grande impegno da cittadino profondamente legato alla sua città per la quale ha dato molto, nelle istituzioni e nella politica», le parole della prima cittadina. «Ma - ha aggiunto ancora Marzi - che io sento soprattutto dal punto di vista personale, essendo stato un grande amico con il quale ho condiviso un lungo percorso della mia vita».(g.s.)

 


Il centrodestra attacca Marzi sul caos rifiuti «Si dimetta e rivotiamo»
da "Il Piccolo"
domenica 13 maggio 2018

 

Sempre più feroci le polemiche sulla gestione della differenziata
Il sindaco replica: «Imporremo alle ditte il rispetto degli impegni»


di Riccardo Tosques
Inviare una diffida alla Net per l'inadempimento delle clausole contrattuali. È questa la severa richiesta avanzata da tre consiglieri del centrodestra - Andrea Mariucci (Forza Muggia), Giulio Ferluga (Lega) e Nicola Delconte (Fdi) - che rimarcano la situazione insostenibile della raccolta differenziata dei rifiuti a Muggia. E intanto, mentre la consigliera Giulia Demarchi trova un cavillo che permetterebbe ai commercianti di non pagare la Tari, il Comitato Muggia Sos Porta a porta decide di smarcarsi ufficialmente dalle recenti "avances" della stessa consigliera forzista: «No alle strumentalizzazioni, siamo apartitici». Ma andiamo con ordine. «È stata inoltrata dal Comune alla Net una diffida per l'adempimento delle clausole contrattuali che non si stanno rispettando? Non vorremmo che il Comune si dimenticasse di esercitare il suo ruolo di controllo nei confronti del servizio». Così i consiglieri Mariucci, Ferluga e Delconte tornano a chiedere conto della desolante situazione della raccolta dei rifiuti muggesani. Ma non solo. «Abbiamo chiesto più volte in Consiglio che il sindaco Marzi ritiri la delega all'assessore Litteri, per manifesta incapacità. La responsabilità politica di quello che sta succedendo - per i tre consiglieri - ora passa nelle mani del sindaco e della sua maggioranza. Non ci sono più scuse. Invochiamo le dimissioni del primo cittadino e che si torni al voto». Chiamata in causa il sindaco Laura Marzi replica sugli oggettivi problemi che stanno affliggendo da oltre un mese Muggia e i muggesani: «Sto seguendo in modo costante e quotidiano la situazione, senza limiti orari nelle mie giornate, rispondendo a chiunque mi chiami, mi scriva o mi contatti anche sui canali social, proprio perché voglio continuare ad avere il polso preciso di quanto accade. Con fermezza e costanza monitoriamo, ora dopo ora, riunione dopo riunione, sopralluogo dopo sopralluogo, l'operato di Net e Sager. Le nostre richieste sono perentorie nel far rispettare tutti gli accordi presi. Non possiamo accettare che queste siano le tempistiche di raccolta (dei rifiuti, ndr) del nostro centro storico». Intanto, come detto, anche Giulia Demarchi, esponente in Consiglio comunale di Forza Muggia - Dpm, anche «a seguito degli incontri e delle manifestazioni con il Comitato Sos Porta a Porta», evidenzia come «in base al Regolamento di nettezza urbana gli esercenti non sono tenuti al pagamento della Tari essendo il sito di piazzale ex Alto Adriatico distante oltre i 300 metri dalle loro attività». Una brutta grana dunque per il Comune, e un probabile motivo per una nuova protesta da parte dei commercianti rivieraschi. L'ammiccamento al Comitato non viene ben preso, però, dal Comitato stesso, che sconfessa Demarchi: «Sos Porta a porta non ha mai acconsentito di vedere citato il proprio nome in qualsiasi contesto riguardante un partito politico essendo la nostra natura apartitica. Siamo e vogliamo rimanere la voce dei cittadini, senza strumentalizzazioni da parte di nessuno». Il Comitato comunica infine che a breve inizierà la fase conclusiva della raccolta dei moduli per la sintesi tutte le preoccupazioni di tipo igienico-ambientale e di tutti i disservizi segnalati dai cittadini di Muggia.

 

Non ci sono notizie da "Il Piccolo" di sabato, 12 maggio 2018.

 

I "segni" dell'uomo sul Castellier

da "Il Piccolo"
venerdì 11 maggio 2018

 

Alle 18, alla sala convegni Millo di Muggia, dopo i saluti istituzionali del sindaco Laura Marzi, verrà presentato il volume "Da Elleri a Santa Barbara, i segni della continuità insediativa sul Monte Castellier a Muggia, in provincia di Trieste", pubblicazione a cura di Anna Artico per i tipi di Eut-Edizioni Università di Trieste. A introdurre il volume saranno tre docenti dell'Università: Cristina Benussi, delegata del rettore per la Ricerca e il rapporto con il territorio e le iniziative culturali di ateneo; Ilaria Garofolo, direttrice del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, e Stefano Furlani, coordinatore del Centro interdipartimentale per la scienza e la tecnologia applicate ai beni culturali. Il Monte Castellier, oltre alle spettacolari vedute che offre, costituisce un'esperienza di notevole valore conoscitivo storico-ambientale, un concentrato di antropologia fisica e culturale, che aiuta a scoprire e a riflettere sulle peculiarità degli insediamenti umani, nella loro evoluzione storica, in relazione all'ambiente nel quale si insediano.

 

 

Da Verona a Muggia per pedalare "slow"

da "Il Piccolo"
giovedì 10 maggio 2018

 

di Riccardo Tosques
Sono stati 24 liceali di Verona ad inaugurare la stagione muggesana del cicloturismo studentesco. Il viaggio transfrontaliero è iniziato con foto di rito in piazza Marconi ed è proseguito lungo la ciclovia della ex ferrovia istriana. Destinazione? Parenzo. Accompagnati dai propri insegnanti e dall'associazione Viaggiare Slow, il team di studenti ha già coperto la prima tappa del viaggio giungendo a Portorose. Provenienti dal liceo scientifico Girolamo Fracastoro, uno degli istituti più grandi di tutta la provincia scaligera, i ragazzi fanno parte della prima scolaresca non muggesana a vivere le emozioni di una gita slow lungo il tracciato della Parenzana partendo da Muggia. A precederli era stata, l'anno scorso, solo la terza B con seconda lingua di insegnamento sloveno della scuola media muggesana Nazario Sauro. Entusiasta il presidente dell'associazione Viaggiare Slow Fabrizio Masi, che racconta la crescita del cicloturismo studentesco: «Abbiamo diverse richieste, e a dire il vero non potremo purtroppo soddisfarle tutte perché molte sono concomitanti, essendo questi i mesi adatti a questo tipo di escursione. Siamo felici comunque che sia sempre più compreso e condiviso un messaggio importante che viene trasmesso ai ragazzi: quello della sostenibilità del viaggio e del basso impatto che ha la bicicletta nel rapporto con l'ambiente».Turismo sostenibile, sì, ma non solo. «L'esperienza, oltre a trasferire ai ragazzi un senso di responsabilità verso il proprio mezzo e maggiore autonomia nella sua conduzione, intende accrescere le relazioni tra coetanei in un contesto extra scolastico e sportivo in modo sano e consapevole, utile nel contribuire alla crescita e allo sviluppo dei futuri interpreti della nostra società», aggiunge Masi. La professoressa del liceo Fracastoro Pia Iuticone conferma: «Abbiamo sposato subito questo progetto perché crediamo nella promozione della mobilità sostenibile e vogliamo offrire ai nostri ragazzi un'esperienza che, oltre ad essere indubbiamente un'opportunità educativa e formativa, insegni loro il valore del viaggio quale reale meta».Raggiante il sindaco muggesano Laura Marzi: «Sono felice che anche scolaresche non muggesane colgano sempre più l'unicità di un progetto che trova nella nostra città il punto di partenza di un viaggio che sarà senz'altro indimenticabile. La bici è un mezzo rispettoso dell'ambiente, che migliora la salute delle persone ed è senza dubbio più coinvolgente per i ragazzi e questa è una didattica informale, nella quale le distanze fra studenti e insegnanti si accorciano ed ogni cosa diviene possibile materia di approfondimento durante il viaggio. È un'iniziativa originale non solo per promuovere e favorire una nuova forma di turismo scolastico in bicicletta, ma anche per favorire la conoscenza del nostro territorio e di quello che ci circonda attraverso un'interazione diretta».

 

 

Pasta Zara, il sindacato: «La Regione apra un tavolo»
da "Il Piccolo"
mercoledì 9 maggio 2018

 

Preoccupazione a Muggia dopo la richiesta di concordato

 

di Micol Brusaferro
Giorni cruciali per il salvataggio di Pasta Zara, dopo l'annuncio del concordato e il blocco dello stipendio di aprile per i lavoratori. Ieri il presidente Furio Bragagnolo ha incontrato i dipendenti dello stabilimento veneto di Riese Pio X spiegando nei dettagli cosa succederà d'ora in avanti. Dalla paga di aprile, congelata a causa delle procedure di concordato, fino alla ricerca di nuovi fondi e investitori per garantire nuova liquidità. Anche a Muggia si attende nei prossimi giorni una comunicazione in merito. «Speriamo di incontrare Bragagnolo entro la fine della settimana - annuncia Marco Savi della Flai Cgil . Nel frattempo giovedì abbiamo convocato un'assemblea sindacale generale per fare il punto sulla situazione. Ora chiediamo alla Regione l'apertura di un tavolo che coinvolga i sindacati dei tre stabilimenti e i vertici dell'azienda. La preoccupazione dei lavoratori continua ed è grande, riceviamo telefonate senza sosta di chi ha paura di rimanere a casa, visto il rapido evolversi della problematica in poco tempo, puntiamo a fornire loro il massimo supporto». Tra i primi obiettivi da raggiungere per Flai Cgil un anticipo da versare ai lavoratori nei prossimi giorni. «Il 15 maggio - proseguono i sindacati - il personale non riceverà lo stipendio, sappiamo che l'azienda dovrebbe reperire nuova liquidità in tempi brevi quindi la speranza è che sia garantito almeno un anticipo sulla paga, che poi magari verrà erogata interamente più avanti». Sospeso anche il premio di produzione, come riferito nei giorni scorsi sempre dai sindacati, che già avevano raccolto i timori dei lavoratori a Trieste. Tra i dipendenti, molti dei quali muggesani, c'è la speranza che questa complessa situazione si sblocchi».

 

 

 

 

Mandracchio "invaso" da colori e profumi
da "Il Piccolo"
mercoledì 9 maggio 2018

 

Grande successo per "Infioriamo il porticciolo", iniziativa che punta a ravvivare il centro di Muggia

 

Margherite, lisette, portulache. Ma anche basilico, salvia e menta piperita. Colorata, profumata e allegra: questa la nuova veste del mandracchio muggesano grazie alla "Infioriamo il porticciolo", evento promosso da associazioni e aziende rivierasche in collaborazione con Gal Carso e Comune di Muggia. Giovedì alle 19.30 si svolgerà il brindisi inaugurale dell'iniziativa nata dall'idea della commerciante Elena Furlani: «Stiamo ottenendo un ottimo successo nonostante la poca pubblicità, direi che l'obiettivo di ravvivare una delle zone più belle di Muggia è stato già centrato».Da qualche giorno diversi muggesani si sono rimboccati le mani e, armati di sacchi di terra, vasi e palette, hanno iniziato a decorare con motivi floreali il centro rivierasco. A prendere parte alla divertente iniziativa sono state anche alcune compagnie del Carnevale. Ad esempio Lampo, Ongia e Mandrioi hanno posizionato le loro verdi creazioni. Così hanno fatto anche i Persemprefioi e la sempre operosa associazione MujaVeg, come racconta il responsabile Cristian Bacci: «Abbiamo voluto personalizzare il nostro vaso creando un mini orto sinergico con pomodori, basilico, salvia, menta piperita, assieme a tageti colorati che attirino gli insetti impollinatori. L'intento è dimostrare che la produzione di cibo vegetale è bella, profumata e colorata, e potrebbe esser riprodotta in qualunque spazio comune, promuovendo la socialità e la condivisione fra gli abitanti delle città».Gli sgargianti colori e i profumi provenienti dal porticciolo hanno davvero fatto centro come fa sapere il presidente del Gal Carso, David Pizziga: «Il compito generale del Gal è quello di far emergere dal basso lo sviluppo economico, sostenendo il protagonismo delle aziende. Nel caso di Muggia e di "Infioriamo il porticciolo", dobbiamo ringraziare il Comune che ci ha dato un mandato specifico per lo sviluppo del turismo, ma anche le aziende e i tanti cittadini di Muggia che stanno partecipando coi loro fiori. Siamo d'accordo coi privati: se ci prendiamo cura della nostra immagine, avremo risultati sempre più soddisfacenti in cassa e nei sorrisi dei turisti che arrivano da noi».Soddisfatto l'assessore alla Promozione di Muggia Stefano Decolle: «Mi preme davvero ringraziare tutti coloro che hanno aderito e stanno continuando a partecipare a questo primo progetto realizzato dalla collaborazione con il Gal Carso e soprattutto Elena Furlani, importante motore di questa iniziativa che dimostra come la collaborazione e la buona volontà possano dare degli splendidi risultati».La manifestazione non si concluderà solo con i fiori in bella evidenza a rivitalizzare questa parte di Muggia. Una giuria, infatti, premierà sia la fioriera più bella, sia chi è preso maggiormente la briga di tenere i fiori vivi e ben gestiti nel corso dell'anno sino al mese di ottobre. (r.t.)

 

Salvataggio di Pasta Zara Fedriga chiama Friulia

da "Il Piccolo"
martedì 8 maggio 2018

 

Il dossier sul tavolo del presidente della Regione. In campo anche Veneto Sviluppo. La doppia opzione dell'aumento di capitale e della rinegoziazione dei debiti

 

di Andrea De Polo
Due opzioni sul tavolo di Pasta Zara dopo la richiesta di concordato preventivo in bianco: un aumento di capitale e la rinegoziazione dei debiti bancari. Due Regioni - Veneto e Friuli-Venezia Giulia - giocano un ruolo centrale. Veneto Sviluppo (che non è nel capitale di Pasta Zara, ma sta seguendo con attenzione la vicenda) ha incontrato nelle scorse settimane la famiglia Bragagnolo e ora medierà con Sga, la società del ministero dell'Economia che ha acquisito i crediti deteriorati delle ex Popolari, per una rinegoziazione del credito vantato nei confronti della società di Riese Pio X. In Friuli Pasta Zara (ha uno stabilimento a Muggia, Trieste) è la prima sfida del nuovo governatore Massimiliano Fedriga, che incontrerà il presidente di Friulia Pietro Del Fabbro (che detiene circa l'11,25 per cento di Pasta Zara).L'attenzione dedicata alla vicenda da parte delle istituzioni è altissima. Veneto Sviluppo, finanziaria della Regione Veneto, ha il ruolo di mediatore: «I vertici di Pasta Zara erano già venuti a parlare con noi, la riteniamo una partita fondamentale per il nostro territorio» spiega Fabrizio Spagna, presidente di Veneto Sviluppo, «nei prossimi giorni ci incontreremo con Sga: Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono i principali creditori e possono indicare una strada. La nostra mediazione è importante proprio per far capire che Pasta Zara è un asset fondamentale. Deve essere supportata all'interno di una strettissima logica di mercato. Tutti devono fare la propria parte. Noi se potremo dare un aiuto lo daremo, difficile capire come, in questa fase». Bassa la possibilità che Veneto Sviluppo entri direttamente nel capitale di Pasta Zara affiancandosi a Friulia e Simest. Nei prossimi giorni incontrerà invece Sga, che ha sul piatto due opzioni: incentivare il taglio del credito bancario con la trasformazione dello stesso in strumenti partecipativi (operazione di equity), quindi con l'ingresso diretto nel capitale, oppure apportare direttamente nuova finanza. Difficile prevedere oggi che piega prenderà la vicenda, ma di certo sarà profuso ogni sforzo per garantire la continuità aziendale: «È considerato un dossier imprescindibile» sottolinea Spagna.Friulia, la finanziaria costituita dalla Regione Friuli-Venezia Giulia presieduta da Pietro Del Fabbro, è nel capitale di Pasta Zara. La richiesta di concordato ha avuto l'effetto di un terremoto, perciò si sono mosse le altissime diplomazie: di fatto è la prima, delicatissima questione industriale sul tavolo del neo governatore Massimiliano Fedriga. Che infatti ieri è intervenuto garantendo «il massimo impegno della Regione per comprendere le ragioni della crisi finanziaria dell'azienda e individuare le possibili soluzioni». Sulla questione - ha comunicato ancora la Regione - è pronto un dossier predisposto dalla direzione centrale delle attività produttive. Fedriga incontrerà Del Fabbro «per fare il punto sulla partecipazione della finanziaria al capitale sociale dello storico marchio alimentare. Saranno approfonditi tutti i dettagli e individuate le più opportune strategie a sostegno di Pasta Zara».Anche il governatore del Veneto Luca Zaia è intervenuto sulla vicenda: «Stiamo parlando di una famiglia storica, da generazioni alla guida dell'azienda. Tifo perché il problema si risolva, e siamo a disposizione con la finanziaria regionale. Sappiamo che è un'azienda sana seppur con una forte situazione debitoria. Non so fino a che punto abbia pesato l'esposizione con Veneto Banca e Popolare di Vicenza, ma so che senza il crac delle due banche non ci sarebbe il concordato di Pasta Zara».La posizione di Simest. L'eco della crisi arriva fino a Roma, dove ha sede Simest, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti a sua volta nel capitale dell'azienda di Riese. «Pasta Zara è un'azienda che va molto bene sul piano industriale, Simest continuerà a sostenerla ma non è prevista l'adesione a un eventuale aumento di capitale», che qualora si verificasse riguarderebbe, quindi, soltanto Friulia. Per le prossime mosse bisognerà attendere il piano industriale a valle del concordato.

 

Timori a Muggia: paghe congelate in aprile

da "Il Piccolo"
martedì 8 maggio 2018

 

Davanti ai cancelli dello stabilimento la preoccupazione dei sindacati: «Molte famiglie in ansia»

 

di Micol Brusaferro
C'è tensione ma soprattutto preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento di Muggia, così come per i sindacalisti, che ieri si sono trovati fuori dalla sede triestina per incontrare i dipendenti. Da entrambi i fronti si lamenta soprattutto la mancata comunicazione di quanto sta accadendo, un comportamento che ha contribuito ad aumentare la sensazione di sgomento da parte tra chi ogni giorno è impegnato negli uffici o nella parte produttiva di Pasta Zara. Molti vivono proprio nella vicina Muggia, alcune sono coppie, con la conseguenza che famiglie intere resteranno al momento senza lo stipendio di aprile, dopo l'avviso di ieri, che annunciava la sospensione della paga. Ieri fuori dallo stabilimento di Muggia, è arrivata una delegazione della Flai-Cgil. «Il problema - spiegano i sindacalisti Christian Renier e Massimo Marega - è che l'azienda non ha fornito nei mesi scorsi e anche negli ultimi giorni informazioni precise, nonostante le nostre ripetute richieste. Speriamo che ora spieghino come stanno le cose realmente, vista la situazione. Molti lavoratori hanno appreso dal Piccolo o dal web del concordato. Sapevamo da mesi della tensione finanziaria in atto, ma mai fino ad oggi ci era stato preventivato ciò che sta succedendo. Noi per primi siamo rimasti stupiti, negativamente. Sappiamo che c'è una difficoltà sull'erogazione degli ultimi stipendi e non è stato versato ancora l'ultimo premio di produzione. Temiamo che l'azienda voglia dialogare con il personale escludendo i sindacati e questo potrebbe rivelarsi controproducente. Pasta Zara è una realtà che è in attivo, le commesse ci sono e dai dati che ci erano stati forniti, nell'ultimo anno si è registrato anche un leggero incremento delle vendite. Va quindi verificato come intendono procedere, per tutelare in primis chi lavora. Qui a Muggia - proseguono - è in ballo la vita di decine di famiglie, servono certezze per i prossimi mesi».Fuori dai cancelli dell'area di Pasta Zara pochi si fermano, molti non vogliono commentare la situazione, altri invece, lontano dalla sede di lavoro, confermano l'agitazione. Anche in questo caso, come per i sindacati, viene evidenziata la mancanza di informazioni esaustive. «Nelle ultime settimane non c'è stata una comunicazione chiara - spiega un dipendente - sapevamo sì che qualche mese fa c'era stato un momento di difficoltà, ma non credevamo fossero anche a rischio gli stipendi. Il premio produzione non è ancora arrivato, non so cosa pensare». Altri invece sono più cauti e ottimisti, e sottolineano come la speranza sia quella di una crisi passeggera. «Il primo pensiero di tanti colleghi è lo stesso - dice un altro dipendente - se perdo il lavoro che succede? Ma per ora ci è stato riferito che lo stipendio di aprile è sospeso, non annullato, questo ci fa pensare che prima o poi arriverà. Penso sia presto per giungere a conclusioni sulla situazione generale, aspettiamo fiduciosi. Certo è - aggiunge - che le voci dei mesi scorsi non impensierivano troppo, perché tutto andava avanti come al solito. Quando una paga viene bloccata di sicuro si percepisce che qualcosa non va». «Non servono - sottolinea un altro troppi allarmismi - speriamo ci sia a breve un segnale positivo».

 

All'asta per la gestione non partecipa nessuno. Chiuso il bar del Verdi

da "Il Piccolo"
martedì 8 maggio 2018

 

Giù le serrande del locale collegato al teatro comunale di Muggia Deserta la gara per la nuova concessione. Presto un altro bando.

 

di Riccardo Tosques
Serrande calate a tempo indeterminato. Amara sorpresa per i clienti del bar del Teatro comunale Giuseppe Verdi di Muggia. La struttura di proprietà del Comune, al piano terra dell'immobile di via San Giovanni 2, ha chiuso infatti i battenti dopo gli appuntamenti in calendario per la Festa del Lavoro del Primo maggio. Motivo? La recentissima selezione pubblica, volta all'individuazione di un nuovo gestore, è andata completamente deserta. Il gestore uscente rassicura, ma con riserva: «Siamo interessati a proseguire il rapporto, ma il Comune deve rivedere il bando di gara».Circa 150 metri quadrati, ampio giardino, saletta interna. Queste le credenziali del bar dello storico Teatro Verdi di Muggia, sede in ogni stagione di molti eventi musicali, culturali e teatrali, uno dei punti di ritrovo più gettonati dai muggesani. L'esaurimento del contratto di locazione con la realtà che lo gestiva, in scadenza il 30 aprile, aveva innescato l'intervento dell'Ufficio Valorizzazioni immobiliari, Contratti e Provveditorato del Comune di Muggia. Obbiettivo: rilanciare la nuova procedura per la scelta del concessionario, con un lasso di tempo triennale. «Una durata appositamente individuata al fine di consentire, alla scadenza naturale del contratto, di procedere con una gara unica per l'affidamento dei servizi teatrali unitamente alla concessione del bar», era stato specificato dal Municipio.La proposta dell'Ufficio comunale era stata prontamente accolta dalla giunta Marzi il 21 marzo, considerato anche il valore strategico dell'esercizio commerciale, che, oltre ad essere connesso al teatro, risulta anche strettamente funzionale all'attività dello stesso, garantendo al pubblico la presenza di un opportuno punto di ristoro. Successivamente era stata stilata la determinazione dirigenziale in cui era stata indetta un'apposita selezione pubblica volta appunto all'individuazione di un nuovo gestore del bar. Da qui però l'esito, inatteso: alla procedura non è pervenuta nemmeno un'offerta. Vista l'imminente ricorrenza del Primo maggio, il Comune ha prorogato la concessione per la Festa del Lavoro, una concessione intesa «alle medesime condizioni ad esclusione del canone visto l'importo irrisorio». Ora però, proprio a ridosso della bella stagione, l'immobile comunale è chiuso al pubblico. Giovanni "Gianni" Chessa, presidente della Cooperativa Torrenuvola che aveva in gestione la struttura, racconta del «disguido» avvenuto: «La selezione pubblica aveva dei criteri "commerciali" che ci ha visti impossibilitati a partecipare considerata la natura "sociale" della nostra cooperativa. Stiamo trattando comunque con il Comune per rivedere il bando. Credo che in un paio di mesi ci sarà un nuova selezione. Noi comunque, come già detto al Comune, siamo interessati a proseguire il nostro lavoro e quindi diamo la nostra disponibilità a trovare una soluzione».Per quanto riguarda invece il personale rimasto senza lavoro, Chessa ha assicurato che «attualmente le cinque persone che operavano al bar Verdi sono state già impiegate in altri settori». E sulla vicenda interviene l'assessore al Patrimonio Stefano Decolle: «Ringrazio la Cooperativa Torrenuvola per il lavoro di questi anni, nei quali abbiamo tutti potuto apprezzare la preziosa disponibilità ed il grande impegno in quello che è un importante luogo storico di Muggia. Siamo indubbiamente consapevoli delle potenzialità che ha un affidamento di lunga durata di quel luogo e, alla luce del fatto che il primo bando triennale è andato deserto, stiamo riconsiderando le finalità di un esercizio commerciale che, non da meno, ha però anche delle imprescindibili peculiarità artistiche, culturali e sociali che vogliamo continuare a salvaguardare e a far crescere».

 

Sito comunale precluso a chi ha disabilità visive Polemica bis M5s-giunta
da "Il Piccolo"
martedì 8 maggio 2018

 

Che fine ha fatto l'impegno del sindaco di Muggia Laura Marzi per adeguare i documenti online per i disabili? La domanda, presentata in Consiglio comunale da M5s, Obbiettivo comune per Muggia e Meio Muja ancora il 28 luglio del 2016 attraverso una specifica mozione, reclamava espressamente che l'amministrazione comunale si adeguasse alle normative vigenti in tema di trasparenza sulla documentazione prodotta dal Comune. Il problema, tecnicamente, nasceva dal fatto che, anche a seguito di alcune segnalazioni, era stata verificata l'impossibilità di accedere alle informazioni di alcuni documenti pubblicati sul sito internet del Comune di Muggia, in quanto inserite sotto forma di scansioni e non di testo.«Chi ha disabilità visive converte il testo in audio avvalendosi di software che purtroppo non funzionano con le immagini», ricorda a tutt'oggi il capogruppo del Movimento 5 Stelle muggesano Emanuele Romano. Marzi aveva replicato evidenziando che, «consci del fatto che vi siano degli obblighi da parte dell'amministrazione che prevede di rendere accessibili ai disabili le documentazioni pubbliche, stiamo valutando con Insiel, da cui dipendono le modifiche sul nostro sito, quali saranno le procedure per poter effettuare simili modifiche e ottemperare ai nostri obblighi».La mozione, presentata in Consiglio comunale, era stata fatta propria dallo stesso sindaco. Dopo quasi due anni, però, la situazione è rimasta invariata. I contenuti del Regolamento di polizia locale, ad esempio, così come la maggior parte degli atti di Consiglio comunale e giunta, restano in effetti scansioni di documenti cartacei, illeggibili quindi da chi ha disabilità visive.Romano non si limita a rimarcare tale situazione ma va oltre: «Un documento di dimensione pesante comporta anche un costo di archiviazione e di traffico in rete, che sono i cittadini a pagare, oltre a creare disagi per gli stessi uffici del Municipio. Personalmente invio spesso sia il documento originale sia una copia scannerizzata con la firma, per evitare che gli uffici stessi siano costretti a ridigitare il testo con possibilità di errori e perdita di ore di lavoro».L'esponente dell'opposizione rimane quindi fortemente critico: "Siamo nel ventunesimo secolo e pare sia impossibile avere una gestione digitale dei documenti. In realtà è una precisa volontà politica quella di tenere i documenti in questa forma. Lascio ai cittadini immaginare i motivi». Pronta la replica del sindaco Laura Marzi: «Il problema è ben presente, e gli uffici stanno lavorando con la società incaricata a seguire per conto nostro i servizi informatici per digitalizzare e rendere più accessibili i documenti, così come ci eravamo impegnati a fare in Consiglio comunale all'atto della presentazione della mozione da parte del consigliere Romano». (ri.to.)

 

Pasta Zara, nuovi soci e aumento di capitale nel piano anti-crisi
da "Il Piccolo"
lunedì 7 maggio 2018

 

Le ipotesi per il risanamento finanziario dopo la richiesta di concordato preventivo. Il ruolo di Friulia e Simest

 

Pasta Zara alla ricerca di nuovi fondi pronti a entrare nel capitale sociale (anche se la maggioranza resterà ben salda nelle mani della famiglia Bragagnolo) per superare l'attuale crisi che ha portato l'azienda di Riese Pio X alla richiesta di concordato. È quanto il presidente, Furio Bragagnolo, ha comunicato ai lavoratori e alle forze sociali nel corso dell'ultimo incontro, quando le notizie circa le difficoltà finanziarie dell'azienda avevano già iniziato a circolare fra i dipendenti. Un'altra ipotesi è quella che vedrebbe le finanziarie regionali e nazionali attualmente nel capitale di Pasta Zara (Friulia e Simest) sottoscrivere un aumento di capitale per far fronte alla situazione di emergenza. I prossimi giorni saranno decisivi. La crisi è deflagrata con la comunicazione dello scorso 3 maggio dell'azienda, firmata dal presidente, in cui si rende nota l'impossibilità di saldare la cedola di un bond scaduta il 31 marzo, parte di un prestito quinquennale di cinque milioni di euro. La famiglia Bragagnolo sceglie di non commentare, le forze sociali raccontano comunque di una proprietà che non ha mai nascosto ai dipendenti la situazione di difficoltà e che finora ha regolarmente saldato le competenze. «L'azienda ci ha comunicato di stare cercando nuovi soci, o fondi finanziari in grado di entrare e contribuire alla disponibilità finanziaria del gruppo» spiega Sara Pasqualin, segretaria generale Flai Cgil, «in un certo senso sono "sul mercato", pur con la volontà di mantenere la maggioranza in famiglia. Il buco finanziario è notevole, ed è venuto a galla a causa dell'agitazione dei fornitori. L'azienda ha un buon fatturato, produce e vende, ha un buon portafoglio clienti, è entrata nel tunnel della crisi soprattutto per colpa delle banche. Siamo in attesa di novità, non ci attendiamo esuberi». L'azienda infatti continua a lavorare sette giorni su sette per evadere gli ordini che finiscono in ogni parte del mondo. Dei circa 500 dipendenti del gruppo, 160 sono a Riese e 170 a Muggia. «Con Bragagnolo ci stiamo confrontando» spiega il sindaco di Riese Matteo Guidolin, «almeno un centinaio di quei lavoratori vivono nel nostro comune, anche per questo ci sentiamo vicini a un marchio che ha segnato la storia del territorio. Io rimango ottimista: credo nelle prossime mosse della proprietà e del cda. Stanno lavorando a un piano di riassetto finanziario, non mi sorprenderebbe nelle prossime settimane un ingresso di nuovi soci o un'iniezione di capitale fresco».

 

Pasta Zara chiede il concordato preventivo
da "Il Piccolo"
domenica 6 maggio 2018

 

In crisi finanziaria il gruppo con stabilimento a Muggia dove conta 170 dipendenti. Nel 2017 ha accusato perdite per 25,7 milioni

 

di Andrea De Polo
Pasta Zara, storico marchio alimentare guidato da oltre un secolo dalla famiglia Bragagnolo con stabilimento a Muggia e quartier generale a Treviso, ha presentato richiesta di concordato. È il momento più delicato di una crisi iniziata negli anni scorsi e coincisa, inevitabilmente, con il terremoto delle ex popolari venete, culminata con la comunicazione agli obbligazionisti, pochi giorni fa, del mancato pagamento della cedola di un bond in scadenza il 31 marzo scorso. La procedura in questi casi prevede che il Tribunale si esprima sull'ammissibilità al concordato che garantirebbe la continuità aziendale. Un'altra grana preoccupa i dipendenti: nel corso del 2017 l'azienda non ha versato i contributi previdenziali, e ora sta programmando, anche per questi, una rateizzazione. Da Riese Pio X, sede della società, nessun commento, ma è palpabile il rammarico per una situazione determinata, anche, dai crolli delle due banche venete. È però la cedola di un bond denominato Amort Call, pagato su base semestrale, la miccia che ha innescato l'ultima crisi. A marzo del 2015 Pasta Zara aveva deciso di procedere con l'emissione di un prestito denominato "Pasta Zara 2015-2020" per un valore nominale di cinque milioni di euro. Cifra indispensabile per sostenere le spese correnti dell'azienda e per gettare le basi di futuri investimenti. Nel 2016 infatti l'azienda di Riese aveva continuato a mostrare una certa dinamicità sul mercato, tanto che a marzo aveva acquistato una partecipazione pari al 29,75 per cento del capitale sociale di "Ghigi 1870 Spa", altro notissimo pastificio con sede a San Clemente di Romagna (Rimini). Il prestito di cinque milioni era costituito da cinquanta titoli obbligazionari ciascuno del valore unitario di centomila euro. L'obbligazione denominata "Amort Call" prevede quindi cedole il cui importo, pagato su base semestrale, è pari al 6,5 per cento del valore nominale del prestito: grosso modo, 325 mila euro l'anno.Lo scorso 14 dicembre, Pasta Zara aveva convocato in seduto plenaria il ceto creditorio per sottoporre una nuova manovra finanziaria e chiedere un accordo di sospensione del rimborso (tecnicamente lo "standstill") fino al 31 marzo 2018, richiesta sulla quale gli obbligazionisti si erano però astenuti. Pochi giorni fa, quindi, la comunicazione firmata dal presidente Furio Bragagnolo in cui si rende pubblico il «mancato pagamento della cedola dovuta al 31 marzo», il tutto inquadrato all'interno «dell'attuale situazione di tensione finanziaria e della conseguente riduzione degli affidamenti bancari». Bragagnolo era uno dei debitori "eccellenti" delle due popolari, e suo malgrado uno dei più esposti nel momento in cui Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono state investite dal terremoto finanziario. Un "falò" di svariati miliardi di euro che ha mandato in fumo anche buona parte del valore azionario del pacchetto di Bragagnolo. Una situazione di grave tensione finanziaria che ora ha portato la società a chiudere il 2017 con una perdita di 25,7 milioni di euro, dovuta in buona parte alla svalutazione di partecipazioni in Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza per circa 9 milioni di euro, a fronte di un patrimonio netto crollato a 77,31 milioni e di un debito finanziario netto di poco meno di 200 milioni. Anche il fatturato, negli ultimi esercizi, aveva mostrato una flessione evidente: dai 282 milioni di euro del 2015 ai 239 milioni del 2016, ricavi che hanno consentito comunque a Pasta Zara di collocarsi ai primissimi posti della graduatoria delle aziende trevigiane per dimensioni (è venticinquesima secondo i bilanci 2016). Il 26 febbraio scorso il consiglio di amministrazione della società ha approvato la situazione economico-patrimoniale al 20 dicembre del 2017, completa di una nota integrativa e della relazione del revisore legale dei conti al fine di programmare una rateizzazione dei contributi previdenziali non versati nell'anno 2017.Saranno quindi settimane di forte preoccupazione per i circa 500 dipendenti del gruppo, con lo stabilimento Muggia (Trieste) con 170 addetti, cui si affiancano i siti di produzione di Riese Pio X, nella Marca, e a Rovato, in provincia di Brescia, in cui opera il resto del personale. Le linee di produzione sono attive 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Pasta Zara è un marchio assai apprezzato che vende i suoi prodotti in oltre cento Paesi nel mondo, grazie anche alle società satellite Pasta Zara Usa e Pasta Zara Medio Oriente. Un patrimonio che nessuno, istituzioni comprese, vuole vedere dissolversi.

 

"Porta a porta", esercenti in piazza
da "Il Piccolo"
domenica 6 maggio 2018

 

Protesta contro le nuove modalità di raccolta dei rifiuti a Muggia. Il sindaco Marzi promette migliorie

 

di Riccardo Tosques
«Ogni tanto fatelo un passo indietro, che di umiltà non è mai morto nessuno». Accanto alla scritta su un cartello, quattro grandi immagini di ammassi di sacchi di spazzatura sparsi per Muggia. Forse è questo il messaggio più incisivo, comparso sulle vetrine di un negozio muggesano, della protesta degli esercenti pubblici rivieraschi, riunitisi ieri mattina in piazza Marconi, dopo la decisione del Comune di chiudere la piazzola di via Manzoni e trasferire nel piazzale ex Alto Adriatico i contenitori per la plastica e per la carta. «Tramite la mia attività produco molti rifiuti di carta e cartone e non ho un magazzino. La raccolta viene svolta una sola volta alla settimana, quindi in negozio sono sommerso. Ora il Comune ha pensato di risolvere il problema creando un punto di raccolta lontano dal centro? Mi pare veramente assurdo», racconta Riccardo Cecchini, titolare della cartoleria di piazza Marconi. Manuela Bonin, dell'Antico caffè Marconi, rincara la dose: «In base al regolamento Usl non possiamo stoccare i rifiuti nei magazzini dove vengono conservati cibi e bevande. Mi chiedo come il Comune possa pensare che i commercianti facciano quasi 2 chilometri fino all'Alto Adriatico. Servono un luogo vicino al centro e una raccolta che venga effettuata ogni giorno. Se posizioniamo la spazzatura alla sera, alla mattina presto non dobbiamo più trovare niente davanti ai nostri esercizi. È una questione di decoro e di igiene». Andreina Camozzi, del ristorante La Bussola 2012, non ha dubbi: «Stando a quello che dicono sindaco e assessore, ossia che tutto sta andando per il verso giusto, mi viene da dire che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Questo sistema sta creando disservizi e un danno di immagine alla cittadina. Come si può fare la raccolta alle 2 del pomeriggio vicino ai tavolini dove la gente sta pranzando? Io pago 2 mila euro all'anno di tasse sui rifiuti. E ora i rifiuti dovrei portarmeli in automobile. Ma vi pare un "porta a porta" questo?». Alle polemiche ha replicato il sindaco Laura Marzi: «Soluzioni più vicine al centro erano state trovate, con l'area di Caliterna, ma la stessa, usata in maniera impropria da alcuni, ha dovuto essere chiusa. La soluzione dell'Alto Adriatico è stata scelta per far fronte ad un'urgenza». Marzi non nega le difficoltà: «I pubblici esercizi indubbiamente hanno oggettive difficoltà a stoccare nei propri locali i rifiuti, se non contravvenendo a precise norme di igiene». Da qui la novità: «L'asporto quotidiano dei rifiuti è quello che effettivamente avverrà nei prossimi giorni, per la frazione secco residuo, che è quella che abbiamo constatato essere prodotta in maggiori quantità, per la quale abbiamo predisposto i cassonetti con chiave in Caliterna». Marzi infine ha evidenziato di aver «già fatto presente (alla Net, ndr) che è precisamente previsto che il centro storico venga svuotato dai rifiuti entro le 9.30 e che non è più assolutamente tollerabile il ritrovarsi con accumuli di rifiuti fino all'ora di pranzo».


Spazzatura davanti all'ingresso del Comune
da "Il Piccolo"
sabato 5 maggio 2018

 

Eclatante gesto di protesta a Muggia contro l'introduzione del "porta a porta". La scoperta di primo mattino. Indaga la polizia

 

di Riccardo Tosques
Sette sacchi pieni di spazzatura lasciati davanti all'ingresso del Municipio. Amara sorpresa, ieri mattina, per il sindaco Laura Marzi e la sua amministrazione, che hanno visto recapitarsi in casa un inatteso dono: sette sacchi colorati, per l'appunto, contenenti rifiuti vari. Un gesto simbolico che inasprisce ancora di più il clima attorno al nuovo servizio di raccolta differenziata integrale "porta a porta". Dopo l'iniziale stupore, sul posto è stata chiamata la polizia di Stato - l'abbandono di rifiuti può essere punito con una sanzione amministrativa - per i rilievi del caso. Successivamente, un camioncino del Comune ha recuperato i sacchi liberando l'entrata dell'edificio di piazza Marconi. «Sono singole manifestazioni polemiche, e di maleducata protesta, che nulla hanno a che vedere con l'approccio proficuo della maggior parte della cittadinanza che, anche nel lamentare talune criticità ancora esistenti, lo fa in modo corretto e collaborativo», ha fatto sapere subito Marzi. Le autorità competenti visioneranno comunque i filmati registrati dalle videocamere di sorveglianza presenti nell'area per individuare il protagonista, o i protagonisti, dell'eclatante gesto. Il web Ma qual è stata la reazione dei muggesani? Dal web sono arrivati quasi esclusivamente plausi per quanto accaduto. «Finalmente, ecco dove portarli, se mi aveste avvisato li avrei portati anch'io». «Forse così si sveglieranno». «Bravissimi a chi ha avuto il coraggio, ben fatta, ci sarebbe voluto un camion». «Non è bello, ma giusto così». Queste le frasi più significative di appoggio al gesto di protesta. Ovviamente c'è anche chi ha ironizzato: «Secondo me i sacchetti sono di colore sbagliato». Eloquente comunque il fatto che i commenti più apprezzati siano stati del tenore dell'«oh, finalmente, bravi, ecco il posto giusto per le scovazze» e, ancora, dell'«e cusì dovesimo far tuti».La politica Naturalmente non sono mancati i commenti politici. Dai banchi dell'opposizione Roberta Tarlao, capogruppo di Meio Muja, ritiene che «la situazione sta sfuggendo di mano, con pesanti conseguenze per decoro, salute e igiene pubblica, anche se i cittadini maleducati sono i più grandi alleati di un'amministrazione incompetente. Servono tariffe puntuali per i virtuosi e sacchetti non anonimi». Dalla maggioranza, invece, Riccardo Bensi, capogruppo del Pd, stigmatizza l'accaduto: «Siamo di fronte ad un grave gesto provocatorio e strumentale. Stiamo risolvendo i problemi esistenti, problemi che sono comprensibili essendo ancora il servizio in fase di rodaggio. La giunta e i consiglieri di maggioranza sono in stretto contatto con i cittadini, questa è la cosa importante».I commercianti Sempre ieri il Comune ha confermato le nuove misure per i commercianti dopo lo smantellamento, avvenuto giovedì, dell'area rifiuti di via Manzoni, imposto dalla Capitaneria a causa dei forti odori provenienti da dietro il futuro Infopoint. Tre le aree dedicate ai commercianti muggesani. Una in piazzale ex Alto Adriatico, per il conferimento di plastica, carta e cartone, e un'altra in piazzale Caliterna, con apertura a chiave e raccolta per cinque giorni a settimana (no al martedì né alla domenica), per il secco residuo. Infine tra via Roma 22 e piazzale Caliterna sono state allestite le isole ecologiche per rifiuti organici, vetro e "barattolame", per le quali rimarrà il conferimento quotidiano. Questa, dunque, la soluzione adottata dall'amministrazione Marzi, «che va ad integrare e non a sostituire il sistema di raccolta porta a porta», servizio «che si continuerà a garantire secondo il consueto calendario e che in tutto il territorio sta dando risultati davvero buoni già da questo primo periodo». Il raduno Non è finita qui, però, perché per oggi alle 10, sempre in piazza Marconi, si annuncia una nuova protesta promossa da una serie di commercianti che porteranno con sé le loro immondizie. E il Comitato Muggia Sos "porta a porta" invita i cittadini ad aggregarsi.

 

Cane azzanna il carabiniere. Arrestata la proprietaria

da "Il Piccolo"
venerdì 4 maggio 2018

 

La donna prima non ha fermato l'auto all'alt dei militari e una volta ripresa ha inveito contro di loro scatenando la reazione di uno dei due suoi animali

 

di Benedetta Moro
Una 43enne triestina, K.K., residente a San Dorligo della Valle, è stata arrestata in flagrante nella notte tra martedì e mercoledì dai carabinieri di Muggia. La donna, fermata mentre era alla guida di un'auto, si è prima rifiutata di fornire le proprie generalità, tentando più volte di scappare, poi uno dei due cani che erano a bordo si è scaraventato contro gli stessi militari dell'Arma. La 43enne, formalmente incensurata ma già nota all'autorità giudiziaria per analoghi episodi oggetto ancora di indagini, difesa dall'avvocato Mariapia Maier, è stata sottoposta subito ai domiciliari e ieri, dopo una serie di momenti concitati all'interno del Tribunale in occasione della convalida dell'arresto, è stata portata in una casa di cura. La donna infatti, stando a quanto si è appreso, soffrirebbe di disturbi psichici. Tre le ipotesi di reato a suo carico: resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e lesioni per omesso controllo dei cani. Il fatto è avvenuto durante le normali attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri. Hanno fermato un'auto con a bordo due persone. K.K., che conduceva il mezzo, noncurante dell'alt intimato dalla pattuglia, ha proseguito la sua marcia, costringendo i militari a un inseguimento che si è concluso qualche centinaio di metri dopo. La donna, alla richiesta di esibire i documenti d'identità e di circolazione, ha opposto un secco rifiuto, ripartendo velocemente nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Raggiunta nuovamente dalla pattuglia, è stata invitata a scendere dalla vettura. A quel punto ha inveito contro i militari, cosa che ha richiamato l'attenzione dei suoi due cani di grossa taglia, due pastori australiani, che sedevano sul sedile posteriore del veicolo. Uno dei due animali è saltato fuori dall'automobile e ha azzannato alla gamba e al torace uno dei due carabinieri, che ha dovuto poi sottoporsi alle medicazioni e alle profilassi del caso al Pronto soccorso. Cinque i giorni di prognosi. I due animali tuttavia non sono stati aizzati dalla padrona, come precisano dal Comando provinciale dell'Arma, ma probabilmente uno dei due ha percepito l'agitazione della padrona, che si sentiva in difficoltà, e ha reagito. Per fortuna l'agente, essendo notte, indossava anche un giubbotto e dunque il morso, pur avendo perforato il tessuto, è risultato meno violento di quanto sarebbe potuto essere in un'altra circostanza. La donna, nel frattempo, ne ha approfittato per darsi nuovamente alla fuga, stavolta a piedi, ma è stata raggiunta dall'altro carabiniere dopo pochi metri e tratta in arresto. Ieri mattina, sottoposta ai domiciliari, avrebbe dovuto presentarsi in Tribunale per l'udienza di convalida d'arresto, come richiesto dal pm Chiara Degrassi. Non palesandosi, il gip Giorgio Nicoli ha disposto alcune ricerche. Solo nel pomeriggio la donna sarebbe stata trovata a Cattinara. Avrebbe detto infatti di essersi recata all'ospedale nella notte tra mercoledì e ieri perché avrebbe subito delle violenze. Una volta raggiunto il palazzo di giustizia comunque, dopo diversi rifiuti di partecipare all'udienza, le è stata confermata la misura cautelare in una struttura di cura. Nell'iter potrebbe essere considerata la necessità del Tso, il Trattamento sanitario obbligatorio. Già in precedenza infatti sarebbe stata ricoverata nel centro di Domio. I due pastori - per cui in tanti sui social, appresa la notizia, sembravano molto più in apprensione rispetto alle condizioni del carabiniere - si trovano ora al canile di via Orsera e rimarranno sotto osservazione per dieci giorni per verificare la loro potenziale aggressività, se hanno malattie particolari e se sono stati vaccinati. I carabinieri, d'intesa con la Procura, hanno deciso di non procedere con il sequestro degli animali. Sarà l'autorità sanitaria a decretare se restituirli alla proprietaria.

 

Addio a Santina la "nonna" di Muggia se ne va a 105 anni

da "Il Piccolo"
venerdì 4 maggio 2018


Nata nel settembre del 1912, era ospite della Casa di Riposo. Una lunga storia iniziata a Capodistria sotto l'Impero

 

di Riccardo Tosques
È scomparsa la donna più anziana di Muggia. Santina Oleni, nata il 27 settembre 1912, una delle ospiti più amate della Casa di riposo di salita Ubaldini, non solo per la sua veneranda età, ma anche per la sua grande verve, era divenuta una vera e propria mascotte della cittadina grazie anche alla sua storia personale iniziata durante l'Impero Austroungarico a San Tomà, comune di Capodistria. Se ne va a 105 anni.Nata da genitori contadini, Santina era l'ultima di sei fratelli, uno dei quali (il maggiore) morto durante la Prima guerra mondiale in difesa dell'Austria. Terminate le scuole elementari Oleni si era dedicata inizialmente al lavoro da contadina prima di trovare un impiego nella fabbrica di sardine "Arrigoni" di Isola. «Ogni mattina, per due anni, prendevo la bicicletta e da San Tomà pedalavo fino ad Isola, facendo andata e ritorno. Ogni giorno», raccontò una volta durante un incontro con gli studenti muggesani. Santina raccontava anche di come, data oramai per morta dopo una visita all'ospedale Maggiore di Trieste, all'età di due anni venne portata da uno "stregone" vicino Buie, il quale, dopo aver portato la bambina ai piedi di un vecchio nogher (l'albero di noci) iniziò a strofinare Santina sotto le radici di questo albero enorme: al termine del rito Santina guarirà completamente. Muggia entra nella sua vita nel 1936 quando sposa Francesco Viola, lavoratore del cantiere navale Felszegy: il trasferimento avviene due anni dopo. Santina diventa madre di Marcello, nato nel 1940 e Giuliano, venuto alla luce cinque anni dopo. Nel 1948 Santina si ammala gravemente e le viene tolto un rene. Dopo una lunga convalescenza si riprende, ma la gioia dura poco perché inizia un altro calvario: la malattia del marito, che lei assiste con amore per molti anni. Rimane vedova a 61 anni. Oleni sopravvive nel 2009 all'esplosione di una stufa a legno nel suo appartamento di viale XXV Aprile: l'allora 97enne si salva per miracolo. Pochi mesi dopo viene colpita da un infarto, entra in coma ma ne esce bene anche lì. Nel novembre del 2011 entra nella casa di riposo di salita Ubaldini. Santina lascia i figli Marcello e Giuliano, i nipoti Orietta, Diego, Alessandro, e il bisnipote Alessio. Molto schietta e determinata Santina, grandissima appassionata di giardinaggio, aveva sempre partecipato a tutti gli incontri del progetto comunale "Orti e giardini" tramandando così ai giovani muggesani la propria esperienza e le conoscenze acquisite in tanti anni di vita. A ogni fine lavoro, la frase classica che l'aveva resa una piccola celebrità in Casa di Riposo, una frase che era ormai diventata un piccolo cult: «Adesso gavemo lavorà... ma quando se fa merenda? ». Santina Oleni verrà salutata per l'ultima volta domani alle 11 al cimitero di Trieste. Poi verrà traslata al cimitero di Muggia accanto all'amato marito Francesco.

 


La Tari si fa 'Low cost' per negozi, locali, studi gestiti da under 35

da "Il Piccolo"
venerdì 4 maggio 2018

 

Esenzione totale della Tari per l'anno 2018 e riduzione del 50% per il 2019. È questa l'agevolazione fiscale introdotta a Muggia dall'amministrazione comunale per esercizi commerciali, pubblici esercizi e attività professionali di cui sono responsabili soggetti di età non superiore a 35 anni. Una sola la condizione prevista per l'attivazione del bonus Under 35: che l'attività venga avviata nel corso dell'anno 2018 in unità immobiliari all'interno del centro storico, come individuato nel vigente Piano regolatore generale del Comune di Muggia. «La possibilità di avvalersi di questa esenzione non ha un'esclusività muggesana e potrebbe pertanto rappresentare un'attrattiva anche per chi viene da fuori - racconta l'assessore al Commercio di Muggia Francesco Bussani - senza sottovalutare il fatto che offre un valore aggiunto alla scelta di chi volesse mettersi in gioco: il fatto di poter avere un'esenzione totale per un anno, e una riduzione della metà della Tari sul secondo, potrebbe essere d'aiuto a coloro che, specie all'inizio, sono bloccati da tutti gli obblighi che scendere in campo porta inevitabilmente con sé e penso quindi ai nostri giovani, ma anche a gruppi di mamme che potrebbero magari unirsi per aprire un'attività». Per il secondo anno consecutivo, quindi, la giunta Marzi, «ritenendo di strategica importanza il sostegno del tessuto economico cittadino e la valorizzazione del centro storico», protagonista purtroppo di numerose chiusure di negozi, imprese e studi, si sta impegnando per favorire l'apertura di nuove attività imprenditoriali anche attraverso la realizzazione di forme di agevolazione fiscale. «Siamo convinti dell'importanza che riveste il rivitalizzare il centro storico non solo per il cuore di Muggia, ma per tutta la città ed i suoi cittadini, anche sul piano sociale e turistico», conferma Bussani che ricorda infine che per il 2018 è stata mantenuta un'altra delle promesse elettorali della coalizione del sindaco Laura Marzi, visto che nel programma elettorale era stato esplicitamente scritto che «per la riqualificazione del centro storico di Muggia sarà inoltre previsto un sistema di detassazione e di rimborsi delle tasse comunali per favorire il ritorno delle piccole botteghe».Intanto il Comune sta continuando a prendere le misure sulla nuova raccolta differenziata dei rifiuti. L'ultima novità riguarda i pannoloni e i pannolini. Dal Municipio è stato comunicato che gli utenti che utilizzano dispositivi sanitari per l'incontinenza e le famiglie con bambini dagli zero ai tre anni potranno usufruire di una seconda giornata di asporto settimanale dedicata e che, «se necessario», gli utenti potranno inoltre richiedere un bidone aggiuntivo da destinare a questa raccolta. La richiesta potrà essere inoltrata via mail all'Ufficio Sviluppo energetico ed Ecologia ambientale, all'indirizzo silvio.lettich@comunedimuggia.ts.it indicando nell'oggetto "Richiesta secondo giro secco". (ri. to.)

 


I soldati dell'Armata rossa alla sala Negrisin

da "Il Piccolo"
venerdì 4 maggio 2018

 

La sezione di Muggia dell'Anpi presenta il libro di Marina Rossi "Soldati dell'Armata rossa al confine orientale 1941-1945" alle 18, nella Sala comunale d'arte Negrisin di piazza Marconi, a Muggia. Ingresso libero. L'autrice delinea un efficace quadro di sintesi che offre inedite chiavi di lettura su temi quali il collaborazionismo e la propaganda nazista nei territori occupati.

 


Bacci e Rajnar, doppia personale

da "Il Piccolo"
venerdì 4 maggio 2018

 

Alle 18.30 s'inaugura a Muggia, alla Juliet Room (via Battisti 19/A), una doppia personale con le opere di Elisabetta Bacci e Mirko Rajnar. Motivi, situazioni, temi, all'apparenza diversi, si dispiegano in un unico progetto espositivo, quasi in una sorta di contrappunto, confronto e dialogo. E, sebbene la declinazione delle singole opere conduca a una apparente diversità, l'impeto conduttore, per ambedue questi artisti è il medesimo: l'impeto che li unisce è il ragionare sulla luce, attorno alla luce, con la luce. Un modo questo, per dire che il colore, è il vero e proprio assillo del loro pensiero e il loro profondo punto di comunione. Il colore in tutte le sue declinazioni cromatiche e nella disposizione alternata nel caso della Bacci e nell'intera possibilità del suo azzeramento nel caso di Rajnar. La mostra, sarà visitabile sino a venerdì 8 giugno. Orari: ogni venerdì dalle 17 alle 19.30, o su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: rolan.marino@libero.it.

 

 

Bombe in mare, off-limits il Molo "T"
da "Il Piccolo"
giovedì 3 maggio 2018

 

A Muggia rinvenuti due residuati bellici sotto un pilone: area interdetta al pubblico e balneazione vietata fino alla bonifica

 

di Riccardo Tosques
Due ordigni bellici della Prima guerra mondiale potrebbero rovinare l'estate di parecchi bagnanti muggesani. I residuati sono stati infatti rinvenuti vicino al cosiddetto Molo "T", classica meta balneare in strada per Lazzaretto, sulla riviera di Muggia. L'area è stata subito interdetta al pubblico. L'assessore alla Promozione Stefano Decolle ha invitato la cittadinanza e non solo alla «massima prudenza: mantenete la dovuta distanza di sicurezza». La vicenda, emersa pubblicamente ieri, trae origine dalla segnalazione che sarebbe arrivata la scorsa settimana da un sub, che mentre stava esplorando i fondali muggesani si è accorto di almeno due (potrebbero però essere di più) oggetti adiacenti al pilone centrale a mare della struttura. Del ritrovamento è stata informata subito la tenenza dei Carabinieri di Muggia che a sua volta ha avvisato il Comune. L'area è stata transennata ed è stato apposto il nastro bianco-rosso con tanto di inequivocabile cartello: «È assolutamente vietato l'accesso al molo "T" e la balneazione nei pressi dello stesso per motivi di sicurezza». Accanto al cartello è stata affissa anche l'ordinanza comunale con il divieto di accesso al molo. «Considerato che il molo è frequentato dai bagnanti e che tali oggetti potrebbero rappresentare pericolo per la pubblica incolumità, il Comune ha ritenuto di adottare provvedimenti al fine di vietare l'utilizzo del molo stesso, fino alla bonifica del sito», ha spiegato il sindaco Laura Marzi.Ieri dal Municipio è stato confermato che sono stati attivati tutti i protocolli previsti e sono state dunque avvisate Capitaneria di porto e Prefettura: «Appena ci saranno notizie sull'iter di verifica, ne sarà data relativa informazione», ha aggiunto il Comune muggesano.«Il ritrovamento di presunti residuati bellici in una zona un tempo prossima ai Cantieri navali, che in tempo di guerra potevano essere comprensibilmente considerati possibili obiettivi sensibili, non sembra essere impossibile» ha commentato ancora l'assessore Decolle.Secondo indiscrezioni, gli ordigni dovrebbero risalire al Primo conflitto mondiale. Facendo un balzo nel passato di oltre 100 anni, le cronache dell'allora quotidiano l'Osservatorio Triestino narrano di un cospicuo numero di bombe lanciate dagli aviatori italiani contro Muggia - facente parte dell'Impero Austroungarico - nel 1917. In particolar modo nella notte tra il 10 e l'11 marzo di 101 anni fa vennero sferrati diversi attacchi aerei su tutta la costa dell'Österreichisches Küstenland, il Litorale austriaco, da Barcola a Pirano. Questo l'elenco degli ordigni italiani lanciati in quelle terribili ore: Monte Castellier (una bomba), vicino alla stazione di Muggia (una bomba), Isola - Punta Grossa - Lazzaretto - San Rocco - Molo V (8 bombe, senza danni), Muggia Vecchia - San Sabba (2 bombe, senza danni), Ospizio marino (demolite cucina e veranda), due bombe in un campo, Monte Castellier (4 bombe), Pirano e Strugnano (3 bombe, senza danni), fortino Kressich a Barcola (4 bombe, una casa danneggiata, due donne ferite), San Bartolomeo e San Rocco (3 bombe, senza danni). Inoltre furono trovate inesplose, a Muggia e dintorni, altre 19 bombe di cui 16 incendiarie. Verosimilmente i due ordigni rinvenuti sono giunti sino al pilone del Molo "T", a soli due metri di profondità, tramite il moto ondoso. «Proprio in quest'ottica è importante e opportuno che sia attuata una verifica il più puntuale possibile, motivo per cui raccomando la massima prudenza e di mantenersi a una distanza di sicurezza dalla zona di interdizione secondo quanto disposto dall'ordinanza». Sulle tempistiche di bonifica dell'area, invece, per ora non vi è alcuna ipotesi. Insomma non sicuramente una lieta notizia per i frequentatori estivi dell'area.

 

Infopoint in ritardo, Comune sotto attacco
da "Il Piccolo"
giovedì 3 maggio 2018

 

L'opposizione punta il dito contro la mancata attivazione del punto turistico in occasione del ponte

 

«Abbiamo perso l'infopoint per Carnevale, Pasqua, per il ponte del 25 aprile e il primo maggio: questa amministrazione è sempre in ritardo». Roberta Tarlao, capogruppo consiliare di Meio Muja, storce il naso: da oltre un anno il territorio di Muggia è privo di un servizio di infopoint. Era infatti il 14 aprile del 2017 quando il Comune decise di chiudere il rapporto di collaborazione con la Pro Loco, costretta a liberare i locali di piazzale Caliterna dopo avervi operato dal 2014. «La convenzione in essere sta per scadere e da parte della Pro Loco non abbiamo saputo nulla delle loro intenzioni riguardo l'utilizzo della palazzina», si era giustificato allora l'assessore al Turismo Stefano Decolle.Una decisione che tuttora fa discutere come spiega il capogruppo consiliare di Obiettivo comune per Muggia Roberta Vlahov: «Mentre in regione le Pro Loco stanno guadagnando sempre più fiducia per operare nel settore turistico, grazie anche al forte appoggio dato da PromoTurismo Fvg, a Muggia si va contro corrente, anzi l'amministrazione comunale va per conto proprio».La mossa di esautorare l'associazione presieduta da Andrea Spagnoletto rientrava in realtà in un progetto completamente opposto, ossia quello di investire sul professionismo del turismo. È notizia di pochi giorni fa che il Comune ha sottoscritto una convenzione con il Gal, il Gruppo di azione locale a cui, in tre anni, verranno complessivamente erogati 91.540 euro, di cui 41.655 per il personale. Per quanto riguarda invece gli orari di apertura, questi dovranno essere ancora concordati con l'amministrazione comunale, anche se il Gal ha già proposto nel proprio progetto una copertura di sei giorni su sette (escluso il mercoledì) con orario 9-12 e 17-20.Fortemente critica Roberta Tarlao: «Oltre a essere senza un ufficio turistico a Muggia manca una chiara linea politica sul turismo. In quasi dieci anni di mandato dell'assessore Decolle si sono viste tante idee e una più confusa dell'altra. Vedremo se il Gal sarà la risposta giusta».Non sono tardate ad arrivare le risposte da parte dell'amministrazione comunale. Decolle ha replicato direttamente alla Tarlao: «Cara consigliera Tarlao, le ho risposto più e più volte, in tutte le sedi, su questo tema in particolare. Che lei non condivida mai nulla di quanto realizzo è cosa ormai nota a tutti e della quale mi son fatto serenamente una ragione». Alle parole della Vlahov ha invece replicato l'assessore all'Associazionismo Roberto Rosca: «Da quando ricopro questo incarico mi sono subito interessato dello stato di salute di tutte le associazioni di Muggia, compresa la Pro Loco, con il direttivo della quale spero di riuscire ad avere quanto prima un incontro anche per capire quali sono, se ci sono, le progettualità di quest'associazione che ha visto tanti volontari spendersi con amore in passato per la nostra città».(r.t.)

 

Non ci sono notizie da "Il Piccolo" di mercoledì, 2 maggio 2018.

 

Da giovedì si può ritirare il kit per la raccolta rifiuti "porta a porta"
da "Il Piccolo"
martedì 1 maggio 2018

 

Il Comune di Muggia (nella foto qui a sinistra il sindaco Laura Marzi) ricorda ai cittadini che vivono all'interno del perimetro del territorio municipale che, a partire da giovedì 3 maggio e sino al 28 giugno, tutti i martedì e i giovedì (salvo festivi) con orario compreso fra le 9.30 e le 11, nei magazzini comunali di via di Trieste 8 sarà possibile, per ciascun richiedente, ritirare il kit per la raccolta differenziata dei rifiuti "porta a porta". Il materiale in questione è composto da un bidoncino verde per il vetro, uno marrone per l'umido oltre a 50 sacchi gialli, 50 sacchi blu e 50 sacchi neri. Il centro di raccolta di Vignano resterà chiuso nella giornata di oggi, in occasione della festività del Primo maggio. Il Municipio ricorda inoltre ai muggesani come per qualsiasi dubbio sulla differenziata rimanga operativa la doppia possibilità di rivolgersi all'Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del Comune in piazza della Repubblica oppure di chiamare il numero verde della società Net all'800520406.


La rossa Muggia alla Lega «Elettori disaffezionati»
da "Il Piccolo"
martedì 1 maggio 2018

 

Tiepida soddisfazione per il Pd, che tiene e non peggiora il risultato delle politiche
Marzi: «In molti a sinistra sono stati a casa perché non rappresentati»

 

di Gianluca Modolo
La "bora verde" che ha spazzato la Regione, soffia anche, seppur con alterne fortune, nei comuni della provincia di Trieste. Lega primo partito a Duino Aurisina (con il 26,02%) e a Muggia (35,53%). A San Dorligo della Valle e a Sgonico lo scettro va invece al Partito democratico (24,88% e 36,98%). A Monrupino leghisti al terzo posto: qui Slovenska Skupnost raccoglie il 37,13%.«Muggia non si distacca dal risultato globale della Regione», commenta il sindaco Laura Marzi. «Era prevedibile che Fedriga raccogliesse così tanti voti, anche se il risultato finale è un po' superiore rispetto a quelle che erano le aspettative della vigilia». Soddisfazione, seppur tiepida, per il Pd, che raccoglie il 19,65%: 698 voti in meno della Lega. «Il centrosinistra tiene sul risultato delle politiche: per fortuna non è peggiorato rispetto alla débâcle del 4 marzo», continua il primo cittadino, eletta due anni fa - prima donna alla guida del comune - proprio nelle fila del centrosinistra, sostenuta da Pd, Sel e dalla lista civica Cittadini per Muggia. «In ogni caso posso dire di essere soddisfatta perché in Regione il centrosinistra tiene e, anzi, leggermente migliora rispetto alla consultazione di due mesi fa».Terza, nel comune rivierasco, si piazza Forza Italia (13,01%), dove la giovane consigliera comunale Giulia Demarchi, veterinaria, fa il pieno di preferenze (153).Al di sotto rispetto al dato globale in Regione, il risultato del Movimento Cinque Stelle a Muggia, che non supera la doppia cifra (8,78%). «Certamente tra gli elettori dei Cinque stelle ha pesato la delusione rispetto a quello che sta succedendo a livello nazionale», continua il sindaco Marzi. «Pensavano di governare subito e invece a quasi due mesi dal voto siamo lontani dalla concretizzazione di un governo. Tutto ciò "allunga il brodo" e forse è anche per questo che sono stati puniti». Tra i comuni della provincia di Trieste, Muggia è maglia nera per l'affluenza: 46,37%. Leggermente meglio San Dorligo della Valle (47,30%) e Monrupino (49,88%), mentre a Duino e Sgonico, seppur di poco, si supera la soglia del 50% (51,57% e 51,40%). «Sono sconfortata da questa assenza dal voto dei miei concittadini», prosegue Marzi. «Un'affluenza bassissima, complice sicuramente il ponte del primo maggio. Andare a votare in questa data è stata una scelta sbagliata, che non ha pagato. Credo fortemente in quello che è un diritto democratico e mi ero illusa che contasse di più la coscienza civica rispetto al bel tempo e alle gite fuori porta, ma evidentemente non è stato così».Una bassa affluenza che non ha a che fare solo con il ponte del primo maggio, ma anche con la disaffezione alla politica di molti cittadini, soprattutto a sinistra. «L'assenza dal voto è anche per scelta - spiega Marzi -. Soprattutto nel nostro campo dove gli elettori della sinistra più radicale hanno deciso di non partecipare perché non si sentivano rappresentati». Capitolo preferenze. Russo (Pd) e Demarchi (Fi) sbancano Muggia (177 e 153). A Duino non c'è battaglia con il candidato di Slovenska Skupnost Igor Gabrovec che stacca tutti con 352 preferenze (seguono Stefano Ukmar, Pd, con 118; Piero Tononi, Fi, 113; l'ex sindaco Giorgio Ret, Ar, con 120). A San Dorligo della Valle Ukmar e Gabrovec si impongono (rispettivamente 160 e 131 preferenze). Stesso discorso anche a Sgonico (129 per il dem e 73 per il candidato della minoranza slovena). A Monrupino, invece, ad affiancare il candidato del Pd nella gara tra i più votati è l'altro candidato di Slovenska Skupnost (primo partito nel comune), il sindaco Marko Pisani, con 56 preferenze.