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Dog sitter e giochi al Parco di Rio Ospo

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 31 luglio  2015

 

Partono i lavori di riqualificazione dell’area muggesana da 18mila metri quadrati. Entro agosto le prime novità

LA PRIMA FASE L’intervento sarà realizzato a lotti per consentire l’accesso durante l’estate A breve i chioschi bar e gli spazi per i bambini

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «È stata una lunga attesa imposta da motivi burocratici ma ora è fatta: assieme al Comune stiamo per ridonare alla cittadinanza muggesana il nuovo Parco pubblico del Rio Ospo». È grande la soddisfazione di Dario Parisini, presidente del Consorzio Interland, l’ente promotore del progetto di riqualificazione dell’ex area Fido Lido. Il Consorzio – composto da Querciambiente, Croce del Sud, Associazione Triestina Oasi Retriever e Cral Trieste Trasporti - ha dato il via ai lavori per la riqualificazione della mega area muggesana da quasi 18mila metri quadrati sita fra la foce del rio Ospo e il molo Balota. Il progetto verrà presentato ufficialmente oggi alla cittadinanza alle 18.30 all’interno del parco stesso. Attualmente il parco è protagonista di un primo stralcio di interventi di riqualificazione che stanno interessando nello specifico la recinzione di sicurezza, la realizzazione di una fontanella quale punto acqua all’ingresso del parco, i nuovi servizi igienici e un’area riservata all’attesissimo dog sitting. Ma non solo. «Realizzeremo anche un’area gioco per i bambini che si svilupperà su una superficie di circa 80 metri quadrati realizzata con una pavimentazione antitrauma, mentre nella parte est del parco, collocheremo per ora due prefabbricati in legno adibiti a chiosco-bar e a ecospace» racconta Parisini. I primissimi lavori saranno ultimati entro il mese di agosto per rendere fruibile gran parte dell’area alla cittadinanza già nella parte finale della stagione in corso. Gli interventi saranno realizzati a lotti in modo da interdire solo le zone interessate dai lavori che saranno a cura di Querciambiente, soggetto appartenente all’Interland Consorzio Società Cooperativa Sociale, ente gestore dell’area. Fondamentale poi l’attiva collaborazione con Edilmaster, la scuola edile di Trieste che avrà sul campo i propri ragazzi. «Querciambiente si sta occupando direttamente dei lavori, è vero, ma importantissimo è il corso di formazione attuato dalla scuola Edilmaster che, con l’inserimento di soggetti svantaggiati, ha previsto un Project work che offre un segno tangibile proprio all’interno del Parco pubblico del Rio Ospo» puntualizza Parisini. I lavori proseguiranno poi con altri due stralci che interesseranno di fatto la realizzazione dei camminamenti all’interno del parco, la costruzione di altre recinzioni, l’installazione di un infopoint e poi la creazione di un campo da beach volley e di un’area da gioco polivalente attrezzata per la pallavolo e il basket. La riqualificazione dell’ex area Fido Lido rientra in quel processo promosso da tempo dall’amministrazione Nesladek che ha poi visto approvare all’unanimità dal Consiglio comunale di Muggia la delibera sulla dichiarazione di pubblico interesse per interventi di rilevanza edilizio-urbanistica proposti dal gestore dell’area verde. Area che il Comune di Muggia ha in concessione sino al 31 dicembre 2018 dall’Autorità Portuale di Trieste, avvalendosi per l’attività di custodia, pulizia e manutenzione ordinaria, della collaborazione a titolo gratuito di Interland. Soddisfatto il sindaco di Muggia Nerio Nesladek: «Abbiamo mantenuto tutte le promesse, non solo restituendo alla comunità un’area che è e resterà gratuita, ma facendola crescere, nel rispetto della natura, come luogo funzionale, pubblico, libero e per tutti». Entusiasta l’assessore al Patrimonio Valentina Parapat: «È un ulteriore passo in avanti nella valorizzazione di un’area che non solo si pone come sempre più accogliente ingresso alla cittadina, ma che offre anche sempre maggiori servizi ai fruitori del parco. E lo fa seguendo da sempre due concetti chiari: coinvolgimento e confronto con la comunità». In base alle indicazioni fornite dal presidente Parisini il Parco sarà completato entro la prossima primavera con l’obiettivo di essere totalmente fruibile all’inizio della prossima stagione balneare.

 

Più di settecento firme contro i profughi

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 31 luglio  2015

 

Comitato muggesano in campo. Nesladek: «Oggi ne accogliamo zero. Non possiamo far finta di nulla»

 

MUGGIA Il probabile arrivo dei profughi a Muggia rimane uno dei temi più caldi. Da qualche giorno è stato dato annuncio sul web della costituzione di un gruppo denominato Comitato civico emergenza profughi Muggia. Il Comitato, apolitico, in pochissimi giorni ha ricevuto 747 adesioni. Tra le iniziative una petizione popolare di sensibilizzazione in merito alla costituzione di un centro di accoglienza profughi nel territorio comunale. Per il Comitato, infatti, un centro di accoglienza e identificazione ovvero una residenza di accoglienza stabile non sono gestibili in territorio muggesano anche perché potrebbero avere forti ripercussioni negative sul turismo e sul commercio muggesano. Tra le attività commerciali in cui trovare i moduli per firmare Farmacia Neri, Gelateria Jimmy, Drogheria Postogna, Bar Vela, Hosteria al corridoio, Rivenditoria tabacchi in Fonderia. A tale proposito è stata anche attivata anche la casella di posta elettronica cittadinimuggia@gmail.com. «Conoscendoci a Muggia quasi tutti e avendo ascoltato le opinioni e preoccupazioni di tanti – spiega sulla pagina facebook del gruppo Giulia Demarchi - ci siamo mossi per permettere ad ognuno di noi di far sentire la sua voce. L’unione fa la forza e come cittadini, insieme, possiamo tanto. Dobbiamo prevenire un fenomeno che farebbe a Muggia un danno irreversibile». Il sindaco di Muggia e segretario provinciale del Pd Nerio Nesladek ha affrontato la nascita del Comitato affidandosi al web con una feroce polemica: «Qui discutono cittadini seriamente preoccupati e politici che stanno facendo marchette elettorali. Ai secondi non ho nulla da dire se non “vergognatevi”!. Ai primi (numerosi) vorrei dire alcune cose. Non esiste un’emergenza profughi a Muggia, non ne ospitiamo neanche uno a differenza di Duino che ne ha una ventina, della piccola Monrupino (800 abitanti) che ne ospita una cinquantina e di Trieste che ne ha più di 600. Non c’è nessuna decisione presa, la prima vera riunione si è tenuta lunedì in Prefettura ed è stata interlocutoria». Per Nesladek «abbiamo dato il massimo dell’informazione possibile sulla stampa prendendo delle posizioni chiare. Considerando l’incertezza, a mano a mano che le notizie arriveranno saranno rese pubbliche e oggetto di confronto. Sull’hub non decide in alcun modo il sindaco ma solo l’Autorità centrale». Nesladek non ha dubbi: «Stiamo comunque fortissimamente lavorando per trovare la soluzione migliore e meno impattante sulla nostra comunità. Perché la mia coscienza di uomo, di medico e di amministratore mi impone di trovare tutte le soluzioni possibili, e tra queste le migliori, per non voltarmi dall’altra parte rispetto alla domanda di aiuto che queste persone che fuggono dalla guerra e dalla povertà ci fanno. Spero che qualcuno posti questo mio commento sulla pagina del gruppo perché non intendo alimentare le speculazioni degli sciacalli politici». (r.tos.)

 

Tra musica e happy hour due notti bianche a Muggia

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 31 luglio  2015

 

Menù particolari nei ristoranti, stand con prodotti tipici locali e note diffuse
Oggi alle 21 l’inaugurazione con una sfilata di moda in via Dante

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Due serate estive all'insegna degli acquisti e del divertimento. Cresce l'attesa per “I'M Muggia by night”, la notte bianca muggesana in programma stasera e domani. Sotto l'egida dell'Associazione Vivi Muggia i negozi aderenti rimarranno aperti dalle 21 alle 23 con l'occasione delle svendite e altre interessanti offerte promozionali in compagnia di buona musica che sarà per l'occasione dislocata in cinque punti del centro che l'associazione non ha però voluto svelare per non rovinare la sorpresa. Facendo una passeggiata tra le piazze e le calli di Muggia si potrà approfittare dell'happy hour dei bar e dei locali oppure ci si potrà fermare con calma ad assaggiare il piatto preparato ad hoc per la serata dai ristoratori aderenti. In piazza Marconi sotto ai portici del municipio ci saranno gli stand dei produttori locali di miele, olio, vino delle nostre terre. Ad aprire l'evento in via Dante oggi alle 21 un sfilata di moda che coinvolgerà i negozianti muggesani con le loro collezioni e gli splendidi modelli e modelle per colorare e fare divertire, divertendosi. Il mandracchio rimarrà aperto al traffico mentre verrà chiusa la sola via Signolo. L'evento verrà organizzato con il patrocinio del Comune e il supporto della ProLoco Muggia. Soddisfatto il presidente dell'Associazione Vivi Muggia, Denis Balbi: «Continua il percorso anche di cambiamenti di “I'M Muggia”, manifestazione che ha pensato quest'anno di coinvolgere il più ampio numero possibile di propri associati nell'evento volendo creare una Muggia by Night con negozi aperti durante i saldi ed esercenti di locali e ristoranti del centro impegnati a proporre le loro migliori idee, il tutto condito da musica». Da qui l'invito ai triestini ma non solo da parte di Balbi: «Vi aspettiamo a Muggia venerdì e sabato sera per trascorrere assieme ore liete». Felice l'assessore al Commercio del Comune di Muggia Stefano Decolle: «Abbiamo deciso di fare una vera e propria convenzione con l'associazione dei commercianti muggesani e credo proprio che siamo sulla strada giusta. Muggia offrirà a tutti un cartellone ricco di grandi iniziative, credo unico in tutta la provincia triestina. Sappiamo che i nostri concittadini apprezzano questa vivacità dei nostri commercianti, a riprova che l'associazionismo muggesano sta diventando sempre più protagonista».

 

L’elettricità fa le bizze Black out in centro

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 30 luglio  2015

 

MUGGIA Un black-out elettrico ha interessato nella giornata di ieri una decina di utenze in centro storico. Poco prima delle 11 in via Dante 1 un forte scoppio legato a uno sbalzo di tensione ha fatto sobbalzare diversi residenti. Oltre a delle utenze domestiche sono stati coinvolti il tabacchino e la ricevitoria della zona. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area nonché i tecnici dell’Enel. In effetti è stato evidenziato un inequivocabile sbalzo di tensione tale da bruciare i cavi sotterranei siti all’interno del pozzetto vicino al numero civico 1 di via Dante. Ma non solo. Almeno quattro contatori si sono praticamente sciolti dinanzi alla scarica elettrica ricevuta: già nella giornata di ieri, poche ore dopo l’accaduto, sono stati sostituiti. Disagi si sono registrati anche in via San Giovanni e in via Signolo. In un bar, per diversi minuti, il gestore e i clienti non si sono potuti appoggiare al bancone a causa dell’elettricità presente sul bancone stesso. Rimane da capire ora la stima dei danni perpetuati alle utenze per quanto riguarda gli elettrodomestici. A tale proposito la normativa prevede che l’utente deve affidare a un professionista la perizia dei danni con tanto di modulo di risarcimento da inviare in questo caso all’Enel. «Nel caso in cui, a seguito di ripetuti sbalzi di corrente, si verifichino dei danni alle apparecchiature elettriche, la responsabilità può ricollegarsi all’attività dell’Enel e pertanto questo ente potrebbe rispondere dei danni cagionati - recita la norma -, la disciplina della responsabilità per attività pericolose dettata dall’art. 2050 c.c. è applicabile anche in ipotesi di attività di carattere squisitamente tecnico svolta da enti pubblici, quale la produzione e la fornitura di energia elettrica pertanto, allorché nello svolgimento dell’attività di gestione di una linea elettrica il gestore cagioni danno ad un terzo, è tenuto al risarcimento se non prova di aver adottato tutte le misure tecniche idonee ad evitare il danno».(ri.to.)

 

Il nido di Muggia apre le porte ai triestini

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 30 luglio  2015

 

Per la prima volta, complice il calo di iscritti, l’asilo Iacchia accoglierà i bambini non residenti

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Muggia aprirà le porte del proprio asilo nido ai triestini. Questa la storica decisione adottata dall’amministrazione Nesladek dinanzi al vertiginoso calo di iscrizioni registrato negli ultimi cinque anni da parte della struttura comunale. Le iscrizioni dovranno essere effettuate dai non residenti entro il 12 agosto. Sono i numeri a parlare chiaro della crisi che sta attraversando la struttura di via Gabriele D’Annunzio. Nell’ultimo anno scolastico il “Donata Iacchia” ha ospitato esattamente 37 bimbi. Un’inezia se paragonata alla situazione del 2010 quando erano ben 85 i bimbi che gravitavano attorno alla struttura, 55 dei quali iscritti e ben 30 in lista d’attesa. A causa della crisi economica ma anche di un certo spostamento di bambini nell’asilo di lingua italiana in Slovenia la situazione è precipitata come spiega l’assessore alle Politiche sociali: «Ci troviamo di fronte ad un numero di richieste che rispondendo ai duri tempi di crisi è andato lentamente ridimensionandosi sino ad attestarsi su una cifra ben al di sotto delle potenzialità della struttura e dell’organico a disposizione, che consta di nove educatrici e due operatori socioeducativi». Quella di Muggia pare essere comunque una situazione che si sta vivendo in quasi tutta la regione. «La crisi sembra essere una delle principali cause, avendo portato molti genitori a dover rinunciare a questo servizio o a renderlo non più necessario a causa della disoccupazione», conferma Loredana Rossi. «Resta il fatto che 37 bimbi e 9 educatori a tempo pieno è un rapporto tra bambini e personale decisamente elevato e potrebbe esserlo ancor di più considerando che per il prossimo anno educativo saranno, ad oggi, 33. È per questo che abbiamo deciso di allargare gli orizzonti ed accettare per la prima volta l’iscrizione di bambini residenti in altri comuni. Allo stato attuale pensiamo di poter tranquillamente attivare tre sezioni per una capacità complessiva di 44 bambini compreso overbooking». Spazio, dunque, a 11 bambini. Per quanto riguarda i costi i genitori non residenti a Muggia pagheranno la tariffa massima: «Ma lo sconto introdotto dalla Regione alleggerirà le spese delle famiglie, sempre sulla base dell’Isee, in modo piuttosto significativo», puntualizza Rossi. «D’altronde l’investimento del Comune verso l’asilo nido è sempre stato al massimo delle nostre possibilità economiche - conclude l’assessore -. Il Comune di Muggia spende molto di più di quanto chiesto alle famiglie dato che è a suo carico oltre il 60% del costo di ogni bambino e questo non fa che confermare la massima attenzione che questa Amministrazione rivolge costantemente ai giovani e giovanissimi». Le domande d’iscrizione dovranno essere presentate all’Ufficio Educativo Politiche Giovanili, in piazza della Repubblica 4, ultimo piano, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 11 e mercoledì dalle 14 alle 15.30.

 

Centri per i profughi, riparte la polemica

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 29 luglio  2015

 

Il Pdl muggesano: «Poca chiarezza sui siti». Il centrodestra di Sgonico: «No alla stazione di Prosecco»

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «È ora di fare chiarezza: i cittadini vogliono sapere la verità». Da Muggia a Sgonico il centrodestra fa scudo contro gli “hub” per profughi preannunciati nei rispetti territori, incalza gli amministratori per sapere dove verranno effettivamente realizzate le strutture. «Con tutto il rispetto per le istituzioni, credo non si possano annunciare per settimane ipotetiche sedi per un centro immigrati sul territorio di Muggia senza sentire il parere del Consiglio comunale e della gente - attacca il consigliere Pdl Claudio Grizon -. Finora sono emerse sulla stampa le ipotesi della base logistica di Lazzaretto e quella di un’ex caserma a Chiampore. Ora si aggiunge quella di un “centro di accoglienza diffusa vicino a Rabuiese, probabilmente nella vecchia caserma”. Presumibilmente si parla dell’ex caserma “Dolina galleria” della Finanza, sede della brigata di Rabuiese fino alla soppressione del reparto il 1° gennaio 2005 e restituita al Demanio nel 2008. Ma a Rabuiese c’è anche la struttura della Polizia di frontiera, per cui chi parla è bene sia preciso». Nella vicenda interviene anche il consigliere regionale Emiliano Edera (Cittadini): «L’ipotesi di realizzare il centro a Lazzaretto pare stia sfumando, e in effetti sarebbe la soluzione meno indicata perché l’area ha una spiccata vocazione turistica. Non a caso molti privati hanno investito nelle attività turistico-ricettive (alberghi, campeggio, ristoranti, porticciolo) e residenziali, così come ha fatto la Provincia riqualificando la strada e le piazzole a mare». Il sindaco Nerio Nesladek cerca di tranquillizzare gli animi: «Nulla è stato deciso. Tutte quelle elencate sinora sono solo ipotesi. Stiamo lavorando per scegliere la location migliore. Muggia farà la sua parte, questo è sicuro. E come ho già promesso ai miei concittadini, non appena ci sarà l'ufficialità ci confronteremo per ascoltarli e fornire loro tutte le risposte». Anche a Sgonico non mancano le contrarietà a destinare strutture ai profughi. «Siamo assolutamente contrari a usare l’ex stazione di Prosecco. Lo eravamo, e non solo noi, anche per l’ex caserma e lo rimaniamo tuttora - afferma . Piero Geremia, capogruppo in Comune per la lista di opposizione Forza Sgonico -. Siamo all’epilogo di una legge regionale sull’accoglienza diffusa che ha una concezione totalmente sbagliata: non si può scaricare il problema dei profughi ai Comuni, che tra patto di stabilità e sottofinanziamenti hanno già i loro problemi». Il forzista preannuncia una raccolta firme e un’interrogazione al sindaco Monica Hrovatin. Sindaco che, prontamente, replica alle critiche. «È facile protestare: se Geremia ha una soluzione per risolvere questa problematica che è una vera e propria emergenza umanitaria saremo lieti di ascoltarlo. Nel frattempo noi lavoriamo nel miglior modo possibile senza dimenticare i nostri concittadini, fermo restando che ad oggi nulla è ancora deciso».

 

Parco del Rio Ospo, domani la presentazione

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 29 luglio  2015

 

Si svolgerà domani, alle 18.30, all’interno del parco pubblico Rio Ospo, l’incontro in cui verrà presentato il progetto di riqualificazione del Parco del Rio Ospo. Attualmente l’area è già interessata dal primo stralcio di interventi di riqualificazione, quelli più urgenti, che si stanno realizzando a lotti in modo da dover interdire al pubblico solo le zone in cui vengono effettuati i lavori. Il piano dei lavori che interessano l’ex area Fido Lido verrà presentato tra gli altri dal sindaco di Muggia Nerio Nesladek e da Dario Dario Parisini, presidente del Consorzio Interland, l’ente che ha promosso il progetto di riqualificazione dell’area. Il consorzio, composto da associazioni e cooperative - Querciambiente, Croce del Sud, Associazione triestina Oasi Retriever e Cral Trieste Trasporti - ha operato sempre in stretta sinergia con l’amministrazione comunale retta dal sindaco Nesladek. (r.tos.)

 

 

Un capriolo “intrappolato” nel camping viene liberato

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 29 luglio  2015

 

MUGGIA Forse aveva fame. E cercava qualcosa da mangiare. Forse si è perso. Chissà. Di sicuro un capriolo è entrato nelle scorse ore nel campeggio di San Bartolomeo, quello che si trova a poca distanza dall’ex confine con la Slovenia, ma poi è rimasto intrappolato tra roulotte e tende. E non ci ha visto più. Si è innervosito. Ha tentato invano di guadagnare nuovamente la via d’uscita ma non ce l’ha fatta. Risultato: è scattato l’allarme. E la Polizia ambientale della Provincia di Trieste, assieme ai Vigili del fuoco, è entrata immediatamente in azione con l’obiettivo di salvare il capriolo in difficoltà che stava “scorazzando” sempre più impaurito e agitato dentro il campeggio muggesano. Le guardie hanno così catturato l’animale verificando prima di tutto le condizioni di salute in cui si trovava. Subito dopo aver appurato che non era ferito, non necessitava di cure particolari, ma era soltanto spaventato dal fatto di trovarsi in trappola dentro il campeggio, gli agenti della Polizia ambientale hanno rimesso in libertà il capriolo.

 

 

 

Dance Factor: è sfida a colpi di passi

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 29 luglio  2015

 

Latino-americani, country, tip tap: stasera a Muggia la gara tra cento ballerini

 

Un concorso a colpi di agilità, coordinazione e bravura, in coreografie singole, di gruppo o in coppia. Questa sera alle 21, in piazza Marconi a Muggia, torna Dance Factor, la competizione che vedrà in scena un centinaio di ballerini di tutta la regione, pronti a darsi battaglia davanti a pubblico e giuria. La formula dello show, ideata da Vivian Penso dell’Emporio Danza, è la stessa della prima edizione, promossa sempre a Muggia la scorsa estate, con i partecipanti divisi in due squadre che si affronteranno in diverse discipline. Il primo esperimento aveva raccolto un grande successo da parte del gruppo e tanto entusiasmo dimostrato da tutti gli iscritti, dai bambini più giovani per salire poi con l'età e spesso con il livello di tecnica dimostrato dal vivo. Si alterneranno quindi esibizioni di balli latino americani, danza del ventre, tango argentino, sincro latin duo, country, street dance, coreographic dance, flamenco, tip tap, zumba, balli caraibici e tanti, tantissimi numeri di improvvisazione. Le scuole presenti saranno - oltre all’Empoio Danza - Alister Dance Allstar, Ily dance studio, Wild Turkey country Group, Il Tempio della Luna, Toc toc, Time for tango e Viento flamenco. Tra i partecipanti molti campioni che hanno ben figurato, nei rispettivi settori, in campo provinciale, regionale e nazionale. A valutare tutte le performance ci penserà una giuria, chiamata a esprimersi di volta in volta con i voti visibili a tutti. E a scandire il concorso e i vari momenti musicali e dance ecco il maxi schermo, dove sarà annunciato lo stile previsto e la squadra chiamata a presentarsi per prima. Quindi, uno dopo l’altro sul palco saliranno tutti gli iscritti e tutte le scuole che hanno aderito, sostenute da un pubblico dove figurano anche, come sempre, moltissimi amici e appassionati di ballo. A conclusione delle esibizioni sarà premiata la squadra vincitrice, che avrà collezionato il numero più alto di voti, ma un riconoscimento verrà dato anche al ballerino o alla ballerina che avrà il Dance Factor, anche in questo caso su giudizio insindacabile della giuria. La serata sarà presentata da Mr Rocco, è organizzata dall’agenzia Be Nice e rientra nell’ampio calendario di appuntamenti estivi gratuiti promossi nell’ambito della rassegna “Muggia, un’estate di stelle”. Ah, un’ultima cosa: la partecipazione a questa serata nel segno della danza è assolutamente gratuita. Come sempre.

 

 

L’ex stazione di Prosecco nuova “casa” dei profughi

 

da “Il Piccolo”

martedì, 28 luglio  2015

 

Il vertice in Prefettura ipotizza lo spostamento a Sgonico del centro provinciale
Quello destinato all’accoglienza diffusa potrebbe essere allestito a Rabuiese

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Il centro provinciale di accoglienza per i profughi potrebbe essere dirottato da Muggia a Sgonico. Nella cittadina istroveneta, invece, vicino al valico di Rabuiese, potrebbe sorgere il centro per l’accoglienza diffusa, scongiurando l’impiego di Lazzaretto. La situazione è assolutamente magmatica e non definita, ma sono questi alcuni degli orientamenti emersi ieri mattina durante il tavolo di coordinamento sui flussi migratori relativo alla Provincia giuliana organizzato al palazzo della Prefettura di Trieste. Al delicato incontro hanno presenziato il prefetto di Trieste Francesca Adelaide Garufi, l’assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti e i rappresentanti della Provincia e dei Comuni dell’area triestina. La vecchia stazione di Prosecco. Questa la soluzione presa in considerazione per la realizzazione dell’hub provinciale triestino che andrebbe a sostituire di fatto la sede muggesana di Lazzaretto. La struttura, sita nel comune di Sgonico ma di proprietà del Demanio, sicuramente necessiterebbe di un intervento di riqualificazione interna ed esterna, ma anche di un potenziamento dell’illuminazione pubblica. «Quella della stazione di Prosecco è solo un’ipotesi – spiega il sindaco di Sgonico Monica Hrovatin – come ce ne sono tante altre. Ora porterò all’attenzione della mia giunta l’argomento trattato in Prefettura. Comunque confermo che nulla è stato ancora deciso, anche se sicuramente noi siamo pronti a fare la nostra parte». Il prefetto Francesca Adelaide Garufi, al termine dell’incontro, conferma «la disponibilità del Comune di Muggia per quanto concerne l’ipotesi di ampliare la rete di accoglienza diffusa. Ma in parallelo sono emerse nuove possibili ipotesi relativamente alla struttura “hub” per la prima accoglienza dei migranti». Garufi aggiunge che «serviranno un paio di settimane per i sopralluoghi tecnici. Successivamente aggiorneremo il tavolo e prenderemo una decisione che sia la più accoglibile per la collettività». A conti fatti, dunque, se parrebbe scongiurata la realizzazione dell’hub inizialmente annunciato a Lazzaretto, Muggia sembra destinata a ospitare un centro di accoglienza diffusa vicino a Rabuiese, probabilmente nella vecchia caserma. «L’accoglienza diffusa - spiega il sindaco Nerio Nesladek - è uno strumento di accoglienza per persone che hanno già superato i controlli necessari e previsti e che sono in attesa di essere distribuiti in altri luoghi, regioni o Stati che siano. È una pratica di solidarietà su base volontaria verso persone già riconosciute, una pratica già abbracciata da tantissimi comuni in tutta la regione e in tutta Italia». Nesladek evidenzia come in Prefettura «si sia trovata un’apertura al dialogo e al confronto, lo stesso che offriremo ai nostri cittadini con cui vaglieremo i dati ufficiali non appena li avremo in nostro possesso». Ma la posizione del sindaco non convince il centrodestra muggesano che giorni fa ha sottoscritto una mozione urgente fondata sulla richiesta di adiniego all’accoglienza in strutture pubbliche e creazione di un fondo per i rimpatri degli immigrati». È questo uno dei passaggi chiave del testo sottoscritto dagli otto consiglieri dell'opposizione muggesana di Pdl, Fdi-An, Un’Altra Muggia e dell’indipendente ex Lega Claudio Di Toro. Protesta a gran voce anche la Lega: «Per colpa della sinistra il Friuli Venezia Giulia sta diventando un enorme centro di accoglienza» afferma il candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti. E aggiunge: «Non si può sacrificare il benessere dei cittadini sull’altare di una linea di partito, quella del Pd, tesa esclusivamente a spalancare le porte all’invasione». Ottimista invece l’assessore regionale Gianni Torrenti: «Il progetto rimane quello di coinvolgere il maggior numero possibile di comunità. C’è bisogno di incrementare l’accoglienza, in particolare in quelle aree finora meno toccate dal fenomeno. Ma stiamo riscontrando un cambio di mentalità da parte di molti sindaci che, messi di fronte alle esigenze di solidarietà dei loro colleghi, stanno valutando delle soluzioni».

 

Forza Nuova sfida Nesladek e i comunisti con un gazebo

 

da “Il Piccolo”

martedì, 28 luglio  2015

 

TRIESTE Forza Nuova non molla la presa. E, dopo il comizio in piazza Marconi per dire no al centro di accoglienza dei richiedenti asilo a Lazzaretto o altrove nella cittadina, ritorna a Muggia. Stavolta con un gazebo. Nel giorno in cui si tiene l’ennesima riunione in prefettura di Trieste sull’emergenza profughi, con il Comune di Muggia che conferma la disponibilità ad implementare la rete di accoglienza diffusa dei migranti, Forza Nuova scende in campo con il dirigente provinciale Almerigo Esposito. «A seguito delle frasi fuorvianti di Maurizio Coslovich (Prc) in merito alla “scarsa adesione” dei cittadini muggesani al presidio forzanuovista della settimana passata nonché di quelle del sindaco Nerio Nesladek (Pd) che ha definito la nostra protesta “estrema e isolata” - annuncia Esposito - Forza Nuova tornerà a Muggia con un gazebo per ribadire la sua vicinanza alla popolazione e per raccogliere le firme contro l’istituzione di un centro hub, da presentare al prefetto». Non basta. «Evidenziamo nuovamente di aver ricevuto la più totale solidarietà da parte della cittadina rivierasca per il nostro impegno confermato in questi giorni dal grande sostegno dei muggesani che - afferma il dirigente forzanuovista - si congratulano e si riconoscono in quella che per noi è una “battaglia di dovere”, una lotta senza doppi fini per preservare la bellezza e la dignità di Muggia, che amiamo e che non vogliamo veder ridotta alla stregua di una qualsiasi degradata periferia urbana, distrutta dall’immigrazione e da interessi poco chiari che nulla hanno a che vedere con il bene della popolazione». Non manca nemmeno un polemico invito a Nesladek che, in occasione del comizio, era sceso in piazza a “controllare” la situazione: «Ci auguriamo che in seguito il primo cittadino porti un maggiore rispetto verso le forze politiche non conformi al suo modello ideologico. Al contrario - conclude il dirigente provinciale - siamo sempre pronti a discutere pubblicamente con lui le nostre ragioni».

 

Proteste a Muggia contro il circo Orfei

 

da “Il Piccolo”

martedì, 28 luglio  2015

 

Oggi e domani l’offensiva degli animalisti. Il Comune è stato obbligato a concedere l’autorizzazione

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Un grandioso spettacolo con atmosfere d’avanguardia come quelle del Cirque du Soleil, a tratti un po’ retrò come il Circo dei Sogni dal sapore felliniano, e una fantastica arca di Noè con gli animali più rari, belli e pericolosi del mondo». Il circo di Nando Orfei, in questi giorni a Muggia anche con un’esposizione faunistica, presenta il suo biglietto da visita. E finisce nel mirino degli ambientalisti che promuoveranno una protesta pacifica oggi e domani, a partire dalle 20.30, davanti al piazzale ex Alto Adriatico dove ha sede il tendone. A guidare la contestazione l’associazione culturale triestina Naica (Natura animali individui cultura arte) con l’appoggio dalla Lega Anti Vivisezione di Trieste. «Vogliamo dire un secco no allo sfruttamento degli animali nei circhi, ma soprattutto vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica: finché ci saranno persone che vanno a vedere gli spettacoli degli animali, gli sfruttatori proseguiranno nel loro lavoro» spiega la presidente di Naica Patrizia Coga Asefrid. La Lav, sull’uso di animali nei circhi, afferma invece che «la detenzione, l’addestramento e l’esibizione in spettacoli comporti sofferenze e maltrattamento agli animali» e che «la vita degli animali nel circo sia incompatibile con le loro caratteristiche etologiche. È invece apprezzabile e fonte di divertimento condivisibile da tutti la visione dell’espressione delle abilità umane negli spettacoli del circo, attività volontaria e non coatta». La vicenda non lascia insensibile l’amministrazione comunale di Muggia che, schierandosi contro l’uso degli animali nei circhi, aveva deciso già in precedenza di negare al circo la concessione del piazzale ex Alto Adriatico. Ma tale decisione è stata resa vana da una legge del 1968 che sancisce ufficialmente “il valore educativo, culturale e sociale del circo”, tanto che sulla base di questo presupposto, vengono stanziati finanziamenti pubblici statali, percepiti a tutt’oggi dai circensi. «Ogni animale ha diritto di vivere la propria vita nel modo più naturale possibile, di non dover essere detenuto, di non essere sfruttato, di non doversi comportare in maniera innaturale per il divertimento umano – tuona il sindaco Nerio Nesladek -. Il circo è indiscutibilmente un’arte che va difesa, ma non è pensabile il maltrattamento degli animali né la possibilità che anche involontariamente accada. Per questo sarebbe semplicemente preferibile favorire altre forme circensi». Nonostante la chiara volontà dell’amministrazione Nesladek, però, il circo a Muggia c’è. E deve poterci stare. La legge 337 del 18 marzo 1968 tutela i circhi, così come la successiva legge 163 del 1985 che attribuisce al circo una quota percentuale fissa del Fondo unico per lo spettacolo. «La nostra sarà una protesta civile ma ferma – conclude la presidente della Naica – i genitori devono capire che portando i propri bimbi a questi spettacoli lo sfruttamento degli animali non terminerà mai».

 

lunedì, 27 luglio 2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

 

Il cadavere di Muggia rimane “senza casa”

 

da “Il Piccolo”

domenica, 26 luglio  2015

 

Nessuno ha ancora reclamato il corpo mummificato della donna. Il rebus dei mancati solleciti per le bollette non pagate

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Nessuno ha ancora ufficialmente reclamato il corpo di Maria Grazia Sasso. Prosegue la triste vicenda della donna muggesana ritrovata morta nella propria abitazione di via Dante Alighieri, 36 dopo sette lunghi anni di attesa. Nonostante l’eco della notizia, a Muggia nessun parente si è presentato al Commissariato di Polizia, un comportamento dettato da motivi non ancora chiari dato che sono almeno tre i parenti viventi. Oltre alla 97enne muggesana Giuseppina Sasso vedova Frausin, zia di Maria Grazia, che aveva ammesso di pensare che la Sasso fosse tornata in Nizza, sono emersi altre due persone legate alla donna: una pronipote che risiede in Svizzera e il fratellastro Flavio Braulin, classe 1931, che risiede a Trieste. Braulin, cercato più volte al telefono cellulare nella giornata di ieri, non ha mai risposto. A questo punto tale comportamento da parte dei parenti potrebbe essere dettato dal disinteresse di ottenere l'eredità della Sasso e dal timore di possibili complicanze legate ai debiti (di sicuro, in ballo, ci sono gli oltre 20mila euro nella causa persa contro l’artigiano Tecchiati). Nel caso quindi in cui nessuno dovesse presentarsi agli organi competenti, la soluzione per risolvere questa incredibile vicenda spetterebbe all’Ufficio del registro successioni del Comune di Muggia. Come oramai noto i resti di Maria Grazia Sasso sono stati trovati solamente grazie a un accesso forzoso della Polizia di Stato dovuto al pignoramento dell’immobile in seguito a un mancato versamento di oltre 22mila euro per una causa persa al Tribunale di Trieste. Ma rimane dunque ancora aperto un quesito. Come è possibile che il Comune di Muggia non abbia notato che questa persona non stesse pagando da almeno 7 anni le tasse e le bollette? Pare davvero paradossale che al silenzio da parte di Maria Grazia Sasso, morta in casa, sia arrivato un altrettanto assordante silenzio da parte di chi è preposto a verificare il pagamento delle varie Tari, Tasi e Imu. Soprattutto in un’epoca in cui la tecnologia dovrebbe aiutare ad individuare eventuali persone morose. A tale quesito, la risposta pare che sia molto semplice: il debito contratto dalla Sasso non era così alto da fare scattare la trafila dell’iter per il pignoramento giudiziale. Infine ieri è emerso che il Comune tramite il proprio Servizio sociale seguiva la donna, come ha spiegato l’assessore Loredana Rossi: «Nel 2005 Maria Grazia Sasso era in carico al centro di salute mentale di Domio non per motivi gravi. Anzi. Era una donna molto dinamica che aveva chiesto aiuto per gestire diverse proprietà a Nizza che voleva vendere. Sappiamo che nel 2006 si recava spesso in Francia. A un certo punto nessuno l’ha più vista. I Servizi sociali del Comune di Muggia hanno diverse annotazioni di telefonate e di controlli andati a vuoto. Non essendoci gli estremi per buttare giù la porta tutti si erano convinti che fosse davvero tornata in Francia. L’averla ritrovata dopo sette anni nella stessa abitazione è stata davvero una brutta sorpresa per tutti».

 

Quel sogno di una nuova vita: «Voleva trasferirsi o farsi suora»

 

da “Il Piccolo”

domenica, 26 luglio  2015

 

parla l’ex compagna di scuola

 

MUGGIA «Poco prima di morire Maria Grazia Sasso sentiva l’esigenza di cambiare vita. Parlava di trasferirsi all’estero o addirittura di farsi suora». Emergono nuove notizie su quella che a Muggia è stata già ribattezzata la “donna fantasma”. A fornire delle informazioni sulla muggesana nata nella cittadina istroveneta il 24 giugno 1946 è una conoscente residente a Fiumicello, ex compagna di scuola della Sasso, che ha preferito però mantenere l’anonimato. «Io l’ho conosciuta a Trieste quando andavamo a scuola assieme all’allora istituto tecnico femminile “Grazia Deledda”. Eravamo nella stessa classe. Facemmo due anni insieme e ricordo che all’epoca Maria Grazia abitava con la madre in piazza Perugino. Ricordo che era una ragazzina molto intelligente. Poi ci siamo continuate a sentire negli anni». Maria Grazia Sasso si trasferiva continuamente di abitazione, da una città all’altra. Da Muggia si era spostata a Trieste, poi quando si era sposata con Giuliano Gerometta si era trasferita a Marina Julia. «Confermo che amava molto i cavalli e infatti ne aveva diversi in località Primero, a Grado, di fronte all’attuale campeggio, ma anche a Marina Julia. Erano dei veri e propri maneggi». Negli spostamenti frequenti della Sasso ci sono altre tappe regionali e non: Gradisca d’Isonzo, quattro anni in Messico dove il marito aveva conseguito un contratto di lavoro, prima di tornare nuovamente in Italia, ma a Fiumicello, dopo aver venduto la casa di Marina Julia. A Fiumicello, peraltro, Maria Grazia si era dedicata all’allevamento di cani pitbull conseguendo anche una discreta nomea a livello regionale. Successivamente la donna si è spostata a Nizza. Una giramondo, insomma, evidentemente benestante - viste le diverse proprietà immobili possedute - grazie, pare, al ben remunerato lavoro del marito, un ingegnere navale. La vita di Maria Grazia Sasso si è ricollegata alla natia Muggia quando, una volta separatasi dal marito trasferitosi definitivamente in Messico, ha deciso di andare a vivere con la vecchia zia Emma Donini vedova Vallon in via Dante Alighieri, 36, sede peraltro in passato di una latteria gestita dalla stessa Donini Vallon, nonché lo stesso edificio dove Maria Grazia è stata rinvenuta oramai mummificata circa 7-8 anni dopo la sua morte per un probabile arresto cardiaco. «Dopo non averla più sentita per un po’ l’avevo cercata tante volte al telefono, credo fosse il 2006. Ma non mi rispondeva mai nessuno. L’ultima volta che l’ho vista era al funerale della zia Emma, in cui vidi anche per l’ultima volta il fratellastro Flavio Braulin. Mi dispiaceva molto, ma ero sicura che se ne fosse andata via da Muggia. Era una persona che aveva necessità di spostarsi, di evadere. Nelle ultime conversazioni mi diceva che voleva trasferirsi all’estero, ritornare a Nizza, dove pare avesse ancora una casa. Ma mi aveva raccontato anche che stava ipotizzando di farsi suora... Quando ho letto il giornale e ho visto che fine ha fatto ho provato davvero un grande dispiacere». Ma come è possibile che nessun parente si sia mai accorto che Maria Grazia Sasso fosse morta nella propria casa? L’amica di Fiumicello racconta dei due parenti: «Dell’ex marito so poco o nulla. So che ha avuto un incidente tantissimi anni fa mentre stava lavorando su una nave e che dovrebbe vivere in Messico. Mi risulta invece che sia ancora vivo il fratellastro Flavio, il quale dovrebbe risiedere a Trieste». (r.t.)

 

 “Un’estate di stelle” prosegue con lo show della Sip Band

 

da “Il Piccolo”

domenica, 26 luglio  2015

 

Prosegue il calendario di “Muggia, un’estate di stelle”, che ogni settimana, da giovedì a domenica, propone intrattenimenti musicali, spettacoli, cabaret e altri show gratuiti in piazza Marconi, sempre dalle 21. Tutti gli eventi sono organizzati dal Comune di Muggia con la Pro Loco, l’agenzia Be Nice, e il sostegno dei locali di piazza Marconi. Questa sera appuntamento con la Sip Band, formazione molto amata in città contraddistinta da un repertorio evergreen, sempre di grande successo, tutto da ballare e cantare, con tante hit conosciute e apprezzate. La nota show band triestina di dieci elementi propone uno spettacolo unico per qualità musicale e scenografica: una miscela esplosiva di musica soul, funky e rhythm’n blues, rock, hit mondiali amate dal pubblico di tutte le età, da James Brown e Stevie Wonder ad Aretha Franklin, fino alla musica disco anni Settanta. Il calendario completo della manifestazione è pubblicato su Facebook, alla pagina “Muggia, un’estate di stelle”.

 

Il cadavere scoperto solo per un debito

 

da “Il Piccolo”

sabato, 25 luglio  2015

 

Il corpo mummificato della muggesana trovato dopo sette anni “grazie” al pignoramento della casa ottenuto da un artigiano

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Il corpo mummificato di Maria Grazia Sasso è stato casualmente ritrovato per un mancato versamento di oltre 22mila euro in seguito a una causa persa al Tribunale di Trieste. Questo il motivo per cui tre giorni fa il personale del commissariato locale della Polizia di stato, accompagnato da un fabbro, è entrato in via Dante Alighieri 36 con l’obiettivo di cambiare la serratura al palazzo di proprietà della muggesana. Un tassello che rende la vicenda ancora più paradossale e inquietante: se non ci fosse stata questa grana giudiziaria, peraltro iniziata pare nel lontano 2006, quanto tempo sarebbe ancora dovuto passare prima di ritrovare lo scheletro della Sasso? C’è ancora molto sgomento tra le calli muggesane per l’incredibile ritrovamento di Maria Grazia Sasso, rivenuta mummificata dopo almeno sette anni di permanenza solitaria, nella sua casa in seguito a un arresto cardiaco. In molti a Muggia si stanno ancora chiedendo come mai in tutti questi anni nessun parente o amico si fosse mai interessato a lei. Ma in molti si chiedono anche come sia stato possibile che nessuno in Comune abbia mai chiesto di versare i pagamenti evidentemente non versati da così tanti anni. E in effetti è stato proprio un pagamento mancato la scintilla che ha generato il suo incredibile ritrovamento. La scoperta dello scheletro della donna è stato possibile grazie all’accesso forzoso della casa di via Dante 36 motivato dal pignoramento del bene immobile di quattro piani, decretato nell’ottobre del 2014, epilogo di una causa intentata da Lorenzo Tecchiani, titolare dell’omonima ditta artigiana operante in via Flavia di Aquilinia 87 che vantava un credito inizialmente stimato in circa 40 mila euro per dei lavori di ristrutturazione del palazzo. «Sono rimasto sbigottito quando ho letto sul Piccolo la notizia del ritrovamento di Maria Grazia Sasso: tutto mi sarei potuto aspettare tranne questo», ha commentato ieri basito Tecchiani. «Ora dovrò parlare con il mio avvocato per capire cosa fare», ha aggiunto l’artigiano. Dinanzi alla richiesta del Tecchiani, Maria Grazia Sasso, proprietaria dell’abitazione ereditata nel marzo del 2005 da Emma Donini vedova Vallon (non a caso proprio i due cognomi riportati oggi, a ben dieci anni di distanza, sul campanello esterno), aveva però promosso un ricorso dinanzi alla richiesta di risarcimento di Tecchiani, lamentando «carenze e vizi nell’esecuzione dei lavori». Il Tribunale di Trieste, in seguito alle perizie dei tecnici, aveva ridotto la cifra iniziale condannando la Sasso nel dicembre 2011 ad un versamento pari a poco oltre 22 mila euro. Nello specifico «il diritto di ipoteca giudiziale a favore di Lorenzo Tecchiati era sino alla concorrenza dell’importo di 22.200 euro di cui 17.787 euro di capitale, 2mila 262,20 euro per interessi maturati e 2150,40 per spese successive». Maria Grazia Sasso, dunque, è stata trovata solamente perché «debitore esecutato» all’interno di una causa persa. Ora resta però da capire un dettaglio non poco importante: a quando risale la scomparsa di Maria Grazia Sasso? Sicuramente la donna non ha pagato, come avrebbe dovuto in base alla sentenza del Tribunale, la quota dovuta all’artigiano Lorenzo Tecchiani, ma per un semplicemente motivo: perché, secondo il primo parere del medico legale, nel dicembre del 2011 la Sasso era già morta. Dagli atti raccolti ieri risulta che la causa civile di primo grido risale al 2009, ma all’epoca Sasso non si era mai presentata in Tribunale. Infine è emerso che nel 2007 Maria Grazia Sasso era ancora viva essendosi recato nella sua casa il geometra Giancarlo Vellani, incaricato dal giudice di fare una perizia dei lavori di ristrutturazione eseguiti da Tecchiani. La morte potrebbe dunque essere sopraggiunta tra i primi o gli ultimi mesi del 2008 (la donna è stata ritrovata con addosso degli indumenti invernali), a conferma della “forbice” proposta dal medico legale: per sette anni Maria Grazia Sasso, colta da un malore mentre era in casa, ha atteso che qualcuno bussasse alla sua porta.

 

 

La zia di 97 anni: «La credevo a Nizza»

da “Il Piccolo”

sabato, 25 luglio  2015

 

MUGGIA «Pensavo fosse andata a Nizza: sono sconvolta». Giuseppina Sasso Frausin, la zia novantasettenne di Maria Grazia Sasso, è tuttora sbigottita e incredula dinanzi la notizia del ritrovamento del corpo mummificato della nipote ritrovato nella abitazione di via Dante Alighieri. Giuseppina Sasso Frausin risiede in via San Giovanni, non lontano dall’edificio in cui da lunghi anni era oramai morta la nipote. «L’ultima volta che l’ho vista era una decina di anni fa in chiesa. Ero convinto fosse andata in Francia come spesso mi diceva. Quando passavo davanti alla casa di via Dante spesso mi dicevo che era un peccato lasciare così in abbandono la casa: mai avrei pensato che il suo corpo giaceva proprio dentro quell’edificio», racconta Sasso Frausin. La zia ricorda ancora: «Era sposata, non so però se aveva figli. Non eravamo tanto in contatto, però ero convinta che avesse rapporti con il fratellastro che abita a Trieste. Di carattere era un po’ freddina e introversa. Mi spiace tanto abbia fatto questa fine». La zia dunque era convinta che Maria Grazia Sasso fosse tornata in Francia, a Nizza appunto, dove pare avesse «una villa con cavalli», come confessato da Sasso anni or sono alla commerciante muggesana Martina Colombin. Ma chi era Maria Grazia Sasso? A Muggia sono in pochissimi a ricordarla. Eppure è emerso che era nata proprio nella cittadina istroveneta il 24 giugno 1946 e – come spiega la zia - era coniugata. Oggi quindi Sasso avrebbe 69 anni: a conti fatti è scomparsa poco più che 60enne, quasi sicuramente nel 2008, quindi a 62 anni. L’identikit parla di una donna non tanto alta, piuttosto robusta, capelli lunghi grigi, che indossava grandi occhiali colore azzurro-grigi ed era solita girare con il carrello della spesa. «Mi era sempre parsa una donna normale. Anche quando ero andato a fare i lavori in casa sua nel 2005 non avevo notato niente di strano in lei», ricorda l’artigiano Lorenzo Tecchiani. Sulla vicenda Muggia si divide. C’è chi parla di mancanza di senso di comunità, c’è chi dice che evidentemente il carattere introverso della donna ha fatto sì che nessuno, in tutta Muggia, abbia mai chiesto che fine avesse fatto. (tosq.)

 

Filarmonica di Santa Barbara, festa in piazza

 

da “Il Piccolo”

sabato, 25 luglio  2015

 

La banda della Lampo festeggia i quarant’anni con due eventi musicali. Stasera primo appuntamento

 

MUGGIA Quarantennale all’insegna della musica per la Filarmonica di Santa Barbara. L’associazione muggesana ha tagliato l’importante traguardo di attività che verrà celebrato oggi e domani con due appuntamenti musicali sia a Muggia che a Trieste. Storia La Filarmonica di Santa Barbara nasce nel 1975 dall’esigenza della Compagnia carnevalesca Lampo di dotarsi di una propria banda musicale per il Carnevale di Muggia. Nasce allo stesso tempo anche una propria scuola di musica. Tra i fautori spicca il nome di Giuseppe Bossi: fu lui a coinvolgere in questa avventura il maestro Liliano Coretti che si dedicò subito alacremente alla formazione musicale dei futuri bandisti. Grazie al veloce passaparola tra i muggesani ci furono subito molte adesioni e nel gennaio 1976 ci fu la prima esibizione seguita poco dopo dalla sfilata di carnevale di Muggia. Nel 1980 l'associazione viene trasformata nella attuale Filarmonica di Santa Barbara con deposito dello statuto ed elezione del consiglio direttivo. La banda ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali. Concerti Il primo appuntamento musicale si svolgerà oggi in piazza Marconi a Muggia alle 19.30 con l’aperitivo musicale itinerante con la Paddy’s Street Band diretta da Nicolas Pringault. Alle 21 sempre in piazza Marconi spazio alla banda municipal di Brihuega diretta dalla maestra Raquel Sanchez Pardo seguita da un duetto muggesano-spagnolo con la presenza del maestro Roberto Santagati e gran finale a tre. Lo spettacolo verrà replicato domani alle 21 in piazza Cavana. «Tutto questo è reso possibile dal grande lavoro quotidiano che la Filarmonica da sempre svolge sul territorio e alle relazioni che porta avanti con altre realtà musicali europee», spiega il responsabile comunicazione Andrea Mariucci. L’obiettivo della Filarmonica è quello di condividere «tutti assieme, senza esclusioni e senza barriere di alcun genere, favorendo una vera unione di genti di lingua e di tradizioni diverse grazie al linguaggio senza confini della musica». Brihuega Oltre che per ascoltare buona musica, l’appuntamento sarà occasione di dialogo e confronto tra le amministrazioni locali e la delegazione dell’amministrazione spagnola di Brihuega che visiterà il territorio con l’intento di portare il livello della collaborazione dal solo piano musicale a quello culturale e turistico. (ri.to.)

 

Trovata morta in casa dopo sette anni

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 24 luglio  2015

 

Il cadavere mummificato di una donna scoperto casualmente in un appartamento nel centro storico di Muggia

 

«Siamo costernati da questo inaccettabile dramma figlio della solitudine – ha commentato il sindaco Nerio Nesladek - e lo siamo ancor di più perché mai ci saremmo aspettati che potesse accadere nella nostra città. Tragedie di questo tipo sono fortunatamente estremamente rare, ma si pensa sempre siano eventi “lontani” dal proprio quotidiano. Nel caso di Muggia, poi, ci sorprendono a maggior ragione poiché la città può vantare senza alcun dubbio una stretta rete di relazioni e di rapporti di vicinato e di amicizia che rendono impensabile possa avvenire qualsiasi cosa senza che la comunità ne sia in qualche modo prima o dopo coinvolta. Figurarsi la scomparsa di una concittadina, in solitudine, e in pieno centro storico».di Riccardo Tosques

 

wMUGGIA Un cadavere mummificato da almeno sette anni in una casa in pieno centro storico a Muggia. È un macabro rinvenimento da record quello che è stato effettuato casualmente nell’immobile di via Dante Alighieri 36 da parte del personale del Commissariato locale. La scoperta casuale Intervenuti per procedere ad un accesso forzoso, come disposto dal Tribunale di Trieste, i poliziotti si sono imbattuti nei resti di una donna, in tenuta invernale, ormai ridotta ad uno scheletro. Sul posto è successivamente intervenuta la Polizia scientifica insieme al medico legale che ha stimato il decesso tra il 2006 ed il 2008, decesso avvenuto «verosimilmente per un’insufficienza cardiocircolatoria terminale», come ha spiegato la Questura di Trieste. Nessun segno di violenza. La salma è stata comunque messa a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Lo sconcerto tra le calli Per ore tra le calli muggesane è rimbombata la notizia dell’incredibile scoperta senza che nessuno riuscisse però dare un nome alla donna ritrovata mummificata. Nessuno era a conoscenza di chi abitasse in quel palazzo di quattro piani con le facciate di color verde. L’identificazione Dopo varie ricerche, a dare un’identità al cadavere è stata una commerciante muggesana, Martina Colombin, titolare del negozio “L’angolo dei sogni”: «In quella casa viveva da sola Maria Grazia Sasso. Era una cliente del nostro negozio quando ancora stavamo in corso Puccini. Ricordo che abbiamo aperto nel 2004. Poi, dopo qualche tempo, non abbiamo più avuto notizie di lei». Il ritratto della donna Colombin traccia un profilo della donna: «All’epoca avrà avuto una settantina d’anni circa. Non tanto alta, piuttosto robusta, capelli lunghi grigi e grandi occhiali colore azzurro-grigi. Era una persona molto riservata. Le piaceva chiacchierare con me, ma quando in negozio arrivavano altre persone, era solita salutare e andarsene via. Spesso mi parlava di una villa con cavalli in Francia. Quando non l’abbiamo più vista, ho pensato che si fosse trasferita altrove». Il ricordo Anche la commerciante muggesana Barbara Tonel ricorda la Sasso: «Era una persona gentilissima, anche con me parlava un po’ di più. A volte le abbiamo portato la spesa in casa. Spiace molto sapere che ha fatto una simile fine». In effetti, una volta appurato il numero degli anni che sono trascorsi dalla morte della donna, viene da chiedersi come sia possibile che nessun amico o parente si sia mai interessato negli ultimi sette anni a Maria Grazia. La richiesta del Tribunale Il ritrovamento della donna mummificata è stato possibile in seguito a una richiesta da parte del Tribunale del capoluogo, che ha richiesto di procedere ad un accesso forzoso dell’abitazione, una procedura che di norma viene attivata dal giudice su un immobile pignorato. «Quando tanti anni fa andai a trovare Maria Grazia in casa, ricordo che mi disse che il palazzo era di sua proprietà», ricorda ancora la commerciante Colombin. Il mistero della proprietà Da altre fonti è emerso che la casa, invece, era stata messa in affitto e che i proprietari del palazzo abitano tutt’oggi a Milano: in questo caso però parrebbe clamoroso il fatto che in tutto questo lasso di tempo i proprietari non si siano manifestati quanto meno per reclamare il compenso dell’affitto. A ogni modo sul campanello esterno dell’abitazione sono indicati altri nomi: nello specifico quelli di Danilo e Emma Vallon, e più sotto, è tracciato con il pennarello il cognome Donini. Lo sconcerto In attesa di fare chiarezza su questo aspetto della vicenda, rimane il fatto che a Muggia, in un comune dove tutti conoscono tutti e tutti sanno di tutti, una donna ha dovuto attendere sette anni prima di essere trovata morta nella propria casa. Praticamente per caso.

 

Forza Nuova accusa Coslovich per le «bugie» sul comizio

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 24 luglio  2015

 

MUGGIA A Maurizio Coslovich, che ha etichettato la manifestazione di Forza Nuova a Muggia contro il centro d’accoglienza come un appuntamento «senza pubblico, dove i manifestanti se la cantavano e suonavano da soli», ribatte il segretario regionale di Forza Nuova Simone Mestroni. «Mentire sapendo di farlo è il denominatore comune di tutti i partiti, figuriamoci se non lo fa Rifondazione comunista nei nostri confronti - dice Mestroni -. Coslovich con disonestà ha voluto far credere ai cittadini che la nostra manifestazione sia stata un urlo nel deserto. Abbiamo invece parlato davanti a persone che ci hanno applaudito e a fine comizio molti sono venuti a chiedere informazioni e a stringerci la mano. Falsissima infine - conclude Mestroni - l’affermazione che Forza Nuova se la sia presa con gli immigrati, perché il nostro attacco è stato indirizzato verso il sistema liberal-capitalista che deruba e sfrutta risorse naturali e umane, causando di fatto il frutto avvelenato di un’immigrazione che non vorrebbero attuare i migranti, e non vogliamo ricevere noi europei».

 

 

Nuova sede per la Protezione Civile a Muggia

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 23 luglio  2015

 

Sì al progetto preliminare che si avvale di un contributo regionale di 160 mila euro. Sorgerà a Vignano

 

di Riccardo Tosques Passo avanti per la nuova sede della Protezione Civile del Comune di Muggia. L'amministrazione Nesladek ha approvato il progetto preliminare grazie al finanziamento giunto dalla Regione pari a 160 mila euro. Una cifra inferiore rispetto ai 230 mila euro previsti inizialmente. Fiducioso l'assessore ai Lavori pubblici Marco Finocchiaro: «Contiamo di ricevere ulteriori contributi che ci consentano di ampliare la sede per fare diventare questo importante presidio un punto di eccellenza del opera dei volontari». La nuova struttura sorgerà a Vignano, nell'area di cantiere utilizzata dall’impresa che ha realizzato il centro commerciale Montedoro, zona che si colloca in posizione ottimale dal punto di vista viario, risultando ben servita dalle infrastrutture della Lacotisce–Rabuiese, e che verrà ceduta gratuitamente al Comune sulla base di una convenzione urbanistica. Rispetto alla precedente ubicazione della sede posta a a monte della Sp 14, vicino al molo Balota, in un'area limitata senza possibilità di ampliamenti, la nuova localizzazione risulta utile anche in un'ottica di collaborazione transfrontaliera, baricentrica rispetto al Comune di San Dorligo e quello di Trieste. La nuova ubicazione potrà contare inoltre su possibili ampliamenti della struttura vera e propria anche in termini di tettoie o spiazzi esterni e che, in caso di eventuali emergenze o calamità, potrà avvalersi degli ampi piazzali dell'area camper prevista nell’area limitrofa. Il progetto contribuirà a concentrare in un’unica sede l’attività del personale della squadra comunale che attualmente ha in forza ben 31 volontari che all'occorrenza interagiscono con la Polizia Locale. L’opera, già presente nel programma triennale delle opere pubbliche era stata inserita nel programma 2015 per un importo di 230mila euro, ma da un paio di anni aveva purtroppo dovuto pagare lo scotto del patto di stabilità interno che ne aveva impedito l’avvio dei lavori. Sempre a febbraio, però, in occasione dell’Open Day organizzato dalla squadra, si era colta l’occasione per illustrare il progetto che ora inizia finalmente a prendere forma. «Purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con finanziamenti ristretti e, di conseguenza, scegliere un'area degradata, ma già urbanizzata ci consente di ottenere notevoli economie senza consumare ulteriore territorio», commenta Finocchiaro. Il progetto peraltro è stato sbloccato dalla Giunta nonostante i recenti problemi legati al Prgc: «Allo stato attuale l'opera purtroppo non possiede la compatibilità urbanistica a causa della mancata approvazione del Piano Regolatore nel mese scorso, ma il progetto andrà avanti comunque poiché la Giunta approverà il parere di esclusione dalle procedure di verifica di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica della Variante non sostanziale al Prgc, un atto propedeutico all'approvazione in Consiglio Comunale».

 

 

 

A Muggia lo show calcistico di Maxino e Furian

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 23 luglio  2015

 

 

Domani in piazza Marconi serata country, sabato la Filarmonica di Santa Barbara in concerto

 

Prosegue il calendario di “Muggia, un’estate di stelle”, che ogni settimana - da giovedì a domenica - propone intrattenimenti musicali, spettacoli, cabaret e altri show gratuiti in piazza Marconi, sempre dalle 21. Tutti gli eventi sono organizzati dal Comune di Muggia con la Pro Loco e l’agenzia Be Nice, con il sostegno dei locali di piazza Marconi. Questa sera appuntamento con il cabaret, con Maxino, Flavio Furian e Raffaele Prestinenzi e il loro “Sbregabalon Channel”. «È una sorta di rappresentazione teatrale della tv “farlocca” del futuro - spiega Maxino - dove tre artisti squattrinati cercano un modo per far soldi facili e mettono su un baraccone, caotico, inserendo un po’ tutto quello che sanno fare all’interno del palinsesto, che diviene così una parodia dell’attuale programmazione televisiva. Si spazierà quindi dal talent show ai programmi d’arte, dai trailer dei film alla lirica, messaggi sociali e sponsor inquietanti. Il tutto sarà condito dall’ironia che normalmente contraddistingue i nostri spettacoli. Da quest’anno - aggiunge - al nostro duo si è aggiunto anche Raffaele Prestinenzi, conosciuto soprattutto come cantante e autore “serio”, ma che in questa veste precipiterà negli abissi della nostra irriverenza, adeguandosi senza grossi problemi al delirio di “Sbregabalon Channel” di cui è coautore. Non mancheranno poi le imitazioni di Flavio Furian tra le quali l’inedito Sgarbi, e le canzoni che porto in scena, con la nuova “Me porto con mi”». Lo spettacolo, già andato in scena al Miela, verrà riadattato per piazza Marconi con alcune gag in più e con la collaborazione di due ospiti muggesani, Dino Bronzi e Ileana Pipitone. Domani invece atmosfere, musiche e balli country con i New America country band che suoneranno dal vivo, mentre il Wild Turkey country group eseguirà coreografie sul palco. Sarà poi il turno di dj Wolf in consolle e ancora tanto movimento con i ballerini. Per chi desidera imparare a muovere i primi passi, ci sarà anche una lezione sul posto, sempre gratuita, a cura della maestra Laura, mentre chi è già appassionato della disciplina potrà scatenarsi con i tanti brani proposti, tutti rigorosamente a tema country. Sabato si cambia registro e sul palco salirà la Filarmonica di Santa Barbara, con tanta musica e una banda ospite, grazie al gemellaggio con Brihuega. Domenica sera, invece, andrà in scena il concerto della Sip Band, formazione molto amata in città, contraddistinta da un repertorio evergreen. Il calendario completo della manifestazione è pubblicato su Facebook, alla pagina “Muggia, un’estate di stelle”.

 

Forza Nuova “attira” solo i comunisti

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 22 luglio  2015

 

Una ventina di militanti per il comizio in piazza Marconi contro il centro per i profughi. A “vigilare” un gruppo di antifascisti

 

di Giovanni Tomasin wMUGGIA Le forze dell’ordine si dispongono dietro al duomo. Sedute su una panca di pietra, una coppia di suorine provate dal caldo le osserva incuriosita. Dall’altro lato della piazza un manipolo di militanti di Forza Nuova sorseggia caffè. Si sono radunati per tenere un comizio contro il centro di accoglienza per profughi (renzianamente ribattezzato “hub”) che la Regione intende realizzare nella cittadina affacciata sul Golfo. Un giovanotto con in mano un megafono marchiato con la celtica si avvicina agli agenti della Digos, scambia qualche parola, dopodiché i militanti si trasferiscono sotto alla loggia del municipio. Dai bar della piazza gli avventori occhieggiano un po’ perplessi i robusti ragazzoni che si salutano stringendo gli avambracci e alzando il braccio. Sono un po’ più di una ventina. Il palco della Pro Loco Muggia è ingombrante ma si ovvia al problema appendendoci uno striscione con scritto “Lavoro e casa agli italiani”. L’altro striscione, quello più grande, è criptico: “Prima i profughi italiani”. Un’anziana passa e interpella il cronista: «Scusi, ma chi xe ’sti qua? Cossa vol dir quela scritta?». Giriamo la domanda al coordinatore triestino dei forzanovisti, Denis Conte: «I profughi italiani sono i cittadini che non arrivano a fine mese, gli sfrattati, gli anziani che non possono pagare l’affitto». Il coordinatore regionale Simone Mestroni precisa che il termine «profugo» è stato adottato dopo che Fn ha imbastito una sorta di tendopoli per italiani vicino a Udine. Oltre ai neofascisti e a un bel po’ di poliziotti e carabinieri, la piazza conta i clienti dei bar, impegnati a combattere il caldo serale con gli spritz, e un gruppo di antifascisti muggesani. Non avendo il permesso di organizzare un controcomizio, hanno scelto di essere presenti silenziosamente, indirizzando sguardi truci agli avversari politici. Nelle calli retrostanti il gruppo anarchico triestino Germinal distribuisce volantini e mostra un piccolo striscione con su scritto “Solidarietà ai migranti”. Parte il comizio. «Dicevano che sarebbero arrivati i fascisti ma non siamo qui a fare scorribande - urla Conte nel megafono -. Ribadiamo il sacro diritto del nostro popolo di dire “no” al centro di accoglienza». Dopodiché dipinge un quadro a tinte fosche di un’immigrazione in salsa Isis, dicendo che gli anziani «non devono rischiare di trovarsi la casa occupata da un immigrato», le donne «non devono essere molestate» e i ragazzi devono «poter andare in discoteca senza essere picchiati da kosovari o magrebini». Dopo di lui prende la parola il militante Almerigo Esposito, chiedendo alla piazza dei muggesani se vogliono il centro per immigrati. Dalle file dei forzanovisti qualcuno borbotta un «no!». Dal capannello antifascista un giovane con la maglia del Che Guevara urla «viva il comunismo!». Gli avventori dei bar voltano il capo di qua e di là. Passa di lì il volontario di un’associazione solidale che racconta: «Ero a far lezione di nuoto a un gruppo di afghani proprio qua dietro. Ho suggerito ai ragazzi di defilarsi, non si sa mai». Nel frattempo ha preso la parola Mestroni, che si lancia in un’appassionata dissertazione sul perché la sinistra sia più filocapitalista del loro movimento «nazionalista... Nazionalpopolare!». Finiti i discorsi, vola qualche slogan, si ripiegano gli striscioni, l’adunata si scioglie. Poco distante, Maurizio Coslovich del Prc muggesano commenta: «Hanno avuto quel che si meritavano: nessuno. Questi, non li chiamo nemmeno fascisti, son venuti da fuori per istigare. Non c’era neanche da lasciarglielo fare». Il segretario di sezione Carlo Bosich aggiunge: «Muggia è medaglia d’argento della Resistenza. Triste vedere quattro individui che parlano e si applaudono da soli». Recita invece il volantino degli anarchici: «La paura e l’ignoranza vengono sempre più scagliate contro le persone più deboli: dai migranti agli indigenti, dai disabili agli emarginati. Così si spinge verso la guerra fra poveri che fa il gioco dei ricchi, dei padroni, dei burocrati». Alla fine il sindaco di Muggia Nerio Nesladek si aggira per la piazza: «Ho sentito tante sciocchezze e inesattezze. Oggi è stata la prova che la protesta estrema è isolata: non si può strumentalizzare un problema, che c’è ma che va gestito con coscienza. Affidandosi a chi opera sul territorio e non calando soluzioni dall’alto». Pian piano i militanti si rinfrancano davanti a una birra, poi si ritirano. Scompaiono anche le forze dell’ordine. In uno dei bar inizia una festa di compleanno facendo calare il sipario sul comizio neofascista nel cuore di Muggia.

 

Undici anni fa l’addio a Marianna

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 22 luglio  2015

 

Ricordata la giovane vittima di un incidente sul lavoro a Pasta Zara

 

MUGGIA Davanti ai cancelli della fabbrica “Pasta Zara” in strada delle Saline 29 a Muggia, ieri mattina alle 10.30, si è tenuta la commemorazione della lavoratrice Marianna Di Domenico, morta in un incidente sul lavoro avvenuto il 21 luglio del 2004 all’interno dello stabilimento. Marianna Di Domenico aveva solamente 26 anni. Alla sfortunata giovane è stata intitolata, alla fine dell’aprile scorso, una via laterale alla stessa strada delle Saline.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I comunisti sfidano Forza Nuova in piazza

 

da “Il Piccolo”

martedì, 21 luglio  2015

 

SCONTRO SULL’IMMIGRAZIONE

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA I richiedenti asilo politico a Muggia non sono ancora arrivati, ma la loro futura presenza a Lazzaretto continua a scaldare gli animi politici in questa già torrida estate. Oggi alle 18.30 in piazza Marconi si svolgerà il presidio di Forza Nuova per dire no all’hub per gli immigrati. Una manifestazione che ha destato in queste ultime ore la preoccupazione delle forze di Polizia. «Ho ricevuto una chiamata dalla Digos di Trieste che mi ha chiesto cosa faremo: semplice, da privati cittadini i comunisti muggesani andranno in piazza Marconi per capire chi sono questi personaggi» spiega il capogruppo consigliare della Fds Maurizio Coslovich. Dallo stesso movimento politico che riunisce Rifondazione e Pdci, gli esponenti Peter Behrens e Paolo Iacchia esprimono «profonda preoccupazione per le manifestazioni di Forza Nuova e Casa Pound (svoltasi sabato scorso, ndr) che stanno avvenendo a Muggia, segnali di un non scomparso senso comune fascista e razzista della nostra società». Per la Fds «la crisi che ci attanaglia non è colpa dei migranti e dei richiedenti asilo ma dall’ingordigia di profitto di capitalisti italianissimi e non solo, che vogliono tagliare paghe e lavoratori, per ottenere maggiori profitti dai pochi che rimangono, sempre più precari e minacciati, sui luoghi di lavoro». Da Sel la coordinatrice provinciale Sabrina Morena «condanna fermamente l’iniziativa di Forza Nuova contro il centro di accoglienza di Lazzaretto in quanto i richiedenti asilo vanno accolti in base alla convenzione di Ginevra e in base alla Carta dei diritti fondamentali della Ue, nonché in base ai fondamentali principi di umanità che animano da sempre la nostra cultura. Ci auguriamo che le autorità preposte all’ordine pubblico vigilino su questo tipo di proteste che incitano all’odio razziale e per questo possono essere perseguite». Toni diametralmente opposti dal centrodestra. Dopo un incontro con i residenti di Lazzaretto la parlamentare di Forza Italia Sandra Savino ha evidenziato che cercherà «un incontro urgente con il ministro Alfano al quale avevo già presentato un’interrogazione sull’invio di richiedenti asilo a Muggia nell’ex caserma di Lazzaretto: la situazione che un gruppo di residenti mi ha presentato è oggettivamente e potenzialmente insostenibile». Sotto accusa il sito scelto che «si affaccia con le finestre sulla piscina di un albergo»: «Intorno ci sono molte case senza neanche il cancello alla porta. Per non parlare delle altre attività di ristorazione che vedrebbero compromessi anni di investimenti e sacrifici». La Lega Nord, con il segretario provinciale Pierpaolo Roberti, approva infine l’iniziativa odierna di Forza Nuova: «Sono i cittadini a chiederci di intervenire e noi, come altri movimenti politici che ascoltano la gente, diciamo no al centro di raccolta dei clandestini, a Muggia e in qualsiasi altro luogo della nostra provincia».

 

L’albero dei bambini “ucciso” dai vandali

 

da “Il Piccolo”

martedì, 21 luglio  2015

 

Nuovi danni nel parco giochi di via Mazzini a Muggia. Il Comune e le forze dell’ordine corrono ai ripari

 

MUGGIA Vandali ancora in azione nei giardinetti di Muggia. Scritte ingiuriose e disegni osceni sono nuovamente tornati nel parco giochi di via Mazzini che, non bastasse, è colmo di immondizie. Ma non basta. “L’albero dei bambini”, il ciliegio piantato a dicembre da San Nicolò su richiesta di un gruppo di bambini muggesani, dopo pochi mesi di vita, giace rinsecchito a terra. «Non possiamo che essere amareggiati e delusi per un gesto di inciviltà che denota mancanza di rispetto per tutta la comunità, ma, soprattutto, per i bambini che non possono e non devono essere vittime della stupidità di qualcuno. Muggia non è questa» tuona il sindaco Nerio Nesladek. “L’albero dei bambini” è solo l’ultimo atto vandalico ai danni del giardinetto. Reti spezzate, piante devastate, cancelletto divelto, bestemmie o improperi scritti in continuazione sui giochi dei bambini: sono solo alcuni dei continui atti di inciviltà con cui si devono fare i conti anche in molte altre aree pubbliche della città. Amareggiato l’assessore alla Cura della città, Stefano Decolle: «Non posso che essere rattristato da questo nuovo gesto di maleducazione che non fa che dimostrare che, nonostante il continuo sforzo dei più, c’è sempre chi sfoga i propri istinti danneggiando tutta la comunità o addirittura, come in questo caso, i più piccoli”. Eppure il giardinetto, da tempo, è oggetto di attenzione da parte della giunta. Oltre alla manutenzione ordinaria da parte della squadra comunale, l’area è quotidianamente pulita dalla squadra dei ragazzi delle Borse lavoro del Dipartimento di salute mentale coordinati da Roberto Rosca. «Chiunque ha diritto di utilizzare gli spazi pubblici, ma le condizioni in cui quasi ogni mattina vengono trovate certe zone della città, le renderebbero, per colpa di pochi, invivibili a tutti. Per questo l’impegno è costante e ci scusiamo se non sempre è tempestivo come si vorrebbe ma, senza la collaborazione di tutti, il compito dei pochi che devono intervenire è davvero significativo», stigmatizza Decolle. Anche sul piano della sicurezza, il problema non è stato sottovalutato: sono stati potenziati i controlli delle forze dell’ordine che hanno incrementato non solo il numero dei pattugliamenti, ma anche quello dei controlli ai frequentatori dell’area. Dopo un incontro ad hoc, Comune e forze dell’ordine hanno deciso di intervenire sul giardino di via Mazzini con l’abbassamento dell’aiuola perimetrale in modo da agevolare i controlli incrementando la visibilità dell’interno del giardino anche da un semplice passaggio in pattuglia. La siepe verrà pertanto sostituita, nelle intenzioni della giunta, con una piantumazione più a raso. (ri.tos.)

 

«Basta profughi». L’ultradestra a Muggia

 

da “Il Piccolo”

lunedì, 20 luglio  2015

 

Domani un presidio di Forza Nuova contro il centro di Lazzaretto. La sinistra: «In piazza Marconi ci saremo anche noi»

 

di Riccardo Tosques. Da Casa Pound a Forza Nuova, l’estrema destra “adotta” Muggia. Il tema più caldo (ma non unico), nei giorni in cui divampano le polemiche, riguarda l’immigrazione. E, in effetti, Forza Nuova sbarca nell’ex feudo “rosso” per dire un secco no al centro di accoglienza per i profughi. Domani alle 18.30, in piazza Marconi, il movimento politico di estrema destra organizzerà il suo primo presidio nella località rivierasca: «È solo il primo passo, l’hub a Lazzaretto non deve sorgere, siamo pronti a fare barricate come accaduto in questi giorni a Treviso e a Roma» preannuncia il dirigente nazionale Denis Conte. La tensione è già palpabile a Muggia che ha appena assistito alla protesta di Casa Pound con sit in e bandiere davanti all’ex centro estivo della polizia, abbandonato da decenni, ma «proprietà dei muggesani». A creare malumori, infatti, c’è anche il manifesto comunista a favore di Marino Andolina strappato in pieno giorno in corso Puccini in concomitanza con il volantinaggio di giovedì scorso del movimento di Roberto Fiore. Racconta il capogruppo consigliare della Federazione della Sinistra Maurizio Coslovich: «Una nostra compagna ha visto quattro ragazzi strappare un manifesto di solidarietà per il nostro candidato sindaco. Nnon sono certo questi i presupposti per venire a Muggia. Anzi, mi chiedo a che scopo organizzare un presidio: una provocazione? Comunque saremo presenti in piazza e siamo pronti a un dibattito pubblico sull’argomento». E ancora: «Se parliamo di profughi di guerra bisogna trovare loro un posto, anche a Muggia, e sicuramente troveremo loro cosa fare per integrarsi. Se parliamo di immigrati intenzionati a venire a Muggia a delinquere, beh, allora non sono affatto i benvenuti: di delinquenti in Italia ne abbiamo già abbastanza». Conte, che sarà presente in piazza Marconi assieme al segretario provinciale Daniele Kirchmayer e al dirigente provinciale Almerigo Esposito, rigetta le accuse sul manifesto strappato e ricorda che, quando Forza Nuova manifesta, «è sempre oggetto di contestazione da parte di presunti pacifisti». Poi, dopo aver assicurato l’adesione dei muggesani al volantinaggio perché «moltissimi sono preoccupati dalla realizzazione di un centro di accoglienza per immigrati», il forzanuovista spiega la contrarietà all’hub di Lazzaretto: «C’è un lungomare che da vent’anni attende la bonifica, e Muggia merita il rilancio come meta turistica. Riempirla di clandestini ne decreterebbe la condanna a morte». Da qui la richiesta al sindaco e segretario triestino del Pd Nerio Nesladek «di fermare questo business dell’accoglienza». L’assessore alla Promozione della città Stefano Decolle, esponente del Pd, contesta la scarsa cristianità del presidio: «Mi batterò sempre per la libertà democratica di manifestare, ma in questo caso non condivido questo presidio. Da cristiano sono convinto che bisogna trovare una soluzione per l’accoglienza dei profughi dando valore alla loro integrazione». Apprezzamento per il presidio invece da parte di Daniele Mosetti, capogruppo consigliare di Fratelli d’Italia-An: «Siamo in sintonia con Forza Nuova sul tema dell’immigrazione. In attesa di un piano da parte della Prefettura, diciamo fortemente no alla realizzazione di un hub a Muggia».

 

 

Il “PalaBordon” divide Muggia

 

da “Il Piccolo”

domenica, 19 luglio  2015

 

Giani: «Un’ottima idea». Richter e Colombo: «Meglio un luogo di cultura»

 

di Riccardo Tosques

 

«L’intitolazione del palasport di

Aquilinia a Willer Bordon mi pa-

re davvero un’ottima idea». Lui-

gi Giani, presidente dell’Associa-

zione sportiva dilettanti Zaule

Rabuiese, va dritto al sodo. Ma la

querelle su come ricordare l’ex

sindaco muggesano, scoppiata

dopo la proposta della giunta di

dedicargli la Biblioteca comuna-

le, non si placa.

«Bordon è stato un uomo di

cultura che ha dato e fatto tantis-

simo per Muggia ma è stato an-

che un politico illuminato in tan-

ti campi, tra cui quello sportivo»

afferma Giani. Che, sulla grande

divisione venutasi a creare sul

modo in cui rendere omaggio a

Bordon, non ha dubbi: «Bordon

è stato un grande politico, ma

soprattutto è stato un grande uo-

mo. Personalmente mi pare as-

surda tutta questa polemica sor-

ta a Muggia. Senza nulla togliere

ad altri sindaci (Milo e Ulcigrai,

ndr), Bordon è stato anche un

parlamentare, poi divenuto sot-

tosegretario e ministro. Per que-

sto credo che Aquilinia sarebbe

onorata di intitolare il palasport

alla sua memoria, fermo restan-

do che l’intitolazione di un’altra

struttura o di una via sarebbe co-

munque doverosa».

Ma la proposta del palasport,

lanciata pubblicamente dal pre-

sidente della Pro Loco Andrea

Spagnoletto che a sua volta l’ave-

va raccolta da Paola Maineri, vie-

ne accolta con riserva dal presi-

dente dell’Interclub Muggia,

Pierpaolo Richter. «Willer Bor-

don è un personaggio che è en-

trato nella storia muggesana. Ha

fatto molto, soprattutto nel cam-

po della cultura, e quindi credo

che sia la cultura il corretto ra-

mo per ricordare la sua figura».

Quanto al palasport, continua

Richter, «solitamente gli impian-

ti sportivi si dedicano a uomini

di sport. E credo quindi che an-

che il palasport di Aquilinia deb-

ba seguire questa linea». A chiu-

dere la questione pare essere il

presidente del Muglia Fortitudo

Franco Colombo: «La commis-

sione toponomastica ha già va-

rato una lista di nomi da sceglie-

re per attribuire l’intitolazione

del palasport di Aquilinia. Bor-

don, comunque, da uomo di cul-

tura qual era, meriterebbe l’inti-

tolazione di un luogo di cultura,

ma secondo me è meglio far cal-

mare le acque e lasciare passare

un po’ di tempo».

 

 

 

 

 

Messa in suffragio di Eddie Cosina

 

da “Il Piccolo”

domenica, 19 luglio  2015

 

Una messa in ricordo di

Eddie Walter Cosina, il poliziotto

della scorta del giudice Paolo

Borsellino, ucciso in servizio a

Palermo il 19luglio 1992,è stata

celebrata nel Duomo di Muggia.

A officiare il rito è stato il

cappellano provinciale della

Poliziadon Paolo Rakic. Al

termine del rito è stata deposta

una corona sulla tomba che si

trova al cimitero di Muggia.

 

Caso Bordon, corsa all’alternativa

 

 

da “Il Piccolo”

sabato, 18 luglio  2015

 

C’è chi propone di intitolare a suo nome il palasport di Aquilinia e chi una via

 

La querelle sulla possibile intito-

lazione della Biblioteca comuna-

le di Muggia a Willer Bordon

continua a far discutere. Nel be-

ne e nel male la scomparsa di

“Tex” ha scatenato un dibattito

ancora molto acceso nella co-

munità rivierasca. Dalla Pro Lo-

co muggesana il sempre vigile

presidente Andrea Spagnoletto

non ha dubbi: «Concordo con

chi ha evidenziato che vi sono al-

meno due ex sindaci (Milo e Ul-

cigrai,

ndr

) degni di nota prima

di Bordon che meriterebbero

una intitolazione pubblica. Ad

ogni modo quello detto dal sin-

daco Nesladek non corrisponde

a verità: stando alla legge spetta

alla giunta, e non al Consiglio co-

munale, decidere se procedere,

fermo restando che comunque,

per persone decedute da meno

di dieci anni, bisogna chiedere

l’autorizzazione al prefetto».

Spagnoletto ha poi fatto proprio

il pensiero della cittadina mug-

gesana Paola Maineri: «Il Pala-

sport di Aquilinia non ha ancora

una intitolazione, Bordon era di

Aquilinia. Intitoliamo a lui quel-

la struttura». L’ex vicequestore

Gabriella Giurovich, oggi presi-

dente della commissione Pari

Opportunità del Comune di

Muggia,cercadismorzareitoni:

«Sconfessare la decisione prece-

dente che aveva visto intitolare

la biblioteca comunale a Guglia

mi parrebbe scorretto, ben ven-

ga invece la proposta della giun-

ta di dedicare magari una sala o

una parte della nuova struttura

a Willer Bordon». Chi elogia a

spada tratta Bordon è Daniela

Pergolizzi, maestra muggesana

in pensione: «A Bordon va il me-

rito di aver voluto fortemente a

Fonderia la prima scuola dell’in-

fanzia con i criteri didattico edu-

cativi più innovativi del tempo.

Come ricordare Bordon? Forse

dedicandogli una rassegna di te-

atro, o magari la sezione bambi-

ni e scuola o quella del teatro

presente nella biblioteca comu-

nale». Dalle Compagnie del Car-

nevale il presidente Mario Va-

scotto:«WillerBordonèstatoun

personaggio che ha lasciato il se-

gno a Muggia, nel bene e nel ma-

le. Credo sia giusto dedicargli

una via o magari una sezione

della biblioteca comunale, sen-

za però assolutamente dimenti-

care tutti i muggesani degni di

nota scomparsi prima di Bor-

don che meriterebbero di essere

altrettanto degnamente ricorda-

ti».

 

 

 “Biblioteca Bordon” frenata da centrodestra e alleati Pd

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 17 luglio  2015

 

Nel giorno dei suoi funerali a Roma, da più parti a Muggia si alzano voci contrarie
all’idea della giunta Nesladek. E l’ultima parola spetta al Consiglio comunale...

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Mentre a Roma si svolgevano i suoi funerali, ieri nella sua Muggia Willer Bordon è stato al centro di una feroce querelle politica scaturita in seguito alla possibile intitolazione della futura Biblioteca comunale. Sotto accusa la proposta avanzata dalla giunta Nesladek di dedicargli la nuova struttura pubblica, proposta che peraltro dovrà essere votata dal Consiglio comunale. A far sorgere i maggiori malumori il fatto che l’attuale biblioteca sia già intitolata alla memoria di Edoardo Guglia, uomo di cultura, cattolico, ma aspramente criticato illo tempore dalla sinistra muggesana per il suo libro “È bello e buono ardire”. «Siamo di fronte alla solita imposizione della sinistra che questa volta però ha esagerato: esautorare Guglia, cattolico, uomo di cultura al di fuori degli interessi di parte, inviso alla sinistra, per essere sostituito con Bordon, uomo celebre indubbiamente, ma di partito, non è accettabile», tuona Daniele Mosetti, capogruppo di Fratelli d’Italia An. Nella questione Bordon arriva anche il fuoco amico della leader della lista civica di maggioranza Meio Muja Roberta Tarlao: «Intitolare la biblioteca a Willer Bordon? È una scelta che non mi trova entusiasta. Bordon a Muggia è sempre stato un uomo di partito. Personalmente ritengo che luoghi di cultura come una biblioteca debbano essere intitolati a uomini di cultura. Mi sembra di assistere ad una gara in cui chi arriva prima mette le proprie bandierine politiche». Anche da un supercomunista come Maurizio Coslovich, capogruppo consigliare Fds, arriva il niet: «Puntualizzando che Willer Bordon ha fatto più danni che cose utili per Muggia, direi che c’è un certo Sergio Milo, sindaco muggesano scomparso ben prima di Bordon, che meriterebbe di essere ricordato in modo importante». Christian Gretti, consigliere comunale del Pdl, conferma il no a Bordon: «Bordon si inserirebbe nel trend che ha visto l’intitolazione della palestra a Pacco, del centro culturale a Millo e così via. Personalmente però ci sono altri sindaci muggesani, ossia Milo e Ulcigrai, che sono scomparsi e che meriterebbero considerazione prima di Bordon. Ad ogni modo tutta questa fretta da parte della giunta mi è parsa fuori luogo». Il sindaco Nerio Nesladek si è affidato a Facebook per fornire una risposta generale a tutte queste critiche cercando di calmare gli animi: «L’eventuale intitolazione è solo una delle ipotesi che saranno proposte, come da normale iter, a tutto il Consiglio comunale». Nella nuova biblioteca «a Bordon potrebbero essere dedicati gli spazi più tecnologicamente innovativi o quelli dei bambini, ma né sulle aree della struttura né sull’edificio ci si preclude nulla a priori, proprio perché su proposte si sta ragionando». Nessuna «provocazione né tanto meno alcuna “rimozione di rivincita”, quindi, dell’attuale Edoardo Guglia, a cui riconosciamo tutte le caratteristiche che ne hanno portato all’intitolazione dell’attuale sede di piazza della Repubblica e che di certo non mancano neppure a Willer Bordon, seppure in altri campi ed epoche».

 

«Fugnan inquinato? Comune senza colpe»

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 17 luglio  2015

 

 

«La competenza non è del Comune di Muggia ma del Cato (la Consulta d’Ambito territoriale ottimale, ndr). La colpa e l’inerzia non sono dunque del Comune. Il bersaglio del consigliere Grizon (capogruppo Pdl a Muggia, ndr) è sbagliato, avrebbe dovuto rivolgersi al Cato e non al Comune». Lo precisa l’assessore all’Ambiente Fabio Longo in merito all’inquinamento alla foce del torrente Fugnan.

 

Muggia intitola la Biblioteca a Bordon

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 16 luglio  2015

 

La decisione della giunta comunale. A breve la ratifica in Consiglio. Nesladek: «Era un uomo capace di guardare lontano»

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA La futura Biblioteca comunale di Muggia sarà intitolata alla memoria di Willer Bordon. Questa la decisione presa ieri pomeriggio all'unanimità dalla giunta Nesladek, decisione che ora dovrà passare attraverso i voti del Consiglio comunale. Ma a meno di colpi di scena, dato anche il grande apprezzamento che la figura di Bordon ha sempre riscontrato trasversalmente, la proposta dovrebbe diventare effettiva a partire dalla prossima riunione del Consiglio comunale. Nella seduta di ieri la giunta ha poi anche deciso di indire una giornata in memoria dell’ex sindaco, parlamentare e uomo di governo muggesano scomparso due giorni fa: in programma una tavola rotonda con personaggi politici e non che hanno lavorato e conosciuto Bordon. Prevista infine la commemorazione durante la prossima riunione del Consiglio comunale. «Se n’è andato un grande politico, ma soprattutto un grande amico, uno dei grandi sindaci in grado di rappresentare al meglio tutta Muggia e tutti i muggesani», ha spiegato il sindaco di Muggia Nerio Nesladek. Il primo cittadino, iscritto assieme a Bordon prima alla Federazione giovanile comunista italiana e poi al Partito comunista italiano, racconta che «in maniera insospettabile, data la classica immagine di uomo grigio fornita solitamente dall’iconografia del vecchio Pci, Willer era un ragazzo pieno di vita, che con carisma a 27 anni seppe guidare brillantemente il Comune per dieci anni». I ricordi sono tanti: «Bordon portò a Muggia la sperimentazione della scuola a tempo pieno, con il primo caso a Fonderia. E poi fu attivissimo a livello culturale. A Muggia arrivarono nomi incredibili tra i quali cito i primi che mi vengono in mente: Dario Fo, Eduardo De Filippo, Geraldine Chaplin, Julian Beck, Giorgio Strehler». Nesladek racconta poi come il rapporto di amicizia sia proseguito imperterrito negli anni: «Quando sono stato eletto sindaco di Muggia una delle primissime telefonate di complimenti che ho ricevuto è stata quella di Willer, cosa che ovviamente mi fece molto piacere. Ma Bordon è stato sempre prodigo di consigli. Ad esempio fu il primo ad incitarmi con forza contro la realizzazione del rigassificatore nel nostro golfo, quando di rigassificatore ancora non se ne parlava come accade invece da alcuni anni a questa parte». Nesladek in un paio di occasioni si era recato a Roma in visita all'amico Bordon per discutere di argomenti importanti ma anche per ricevere qualche confidenza: «Ricordo che una volta quando andai nella capitale Willer e mi disse che lui, nella politica, non ci si ritrovava più. La sua era una mente evidentemente troppo fervida che voleva trovare sempre strade nuove. Tra i suoi input più importanti ricordo sicuramente quello di intessere collaborazioni con Slovenia e Croazia quando questi Paesi non erano ancora nell’Unione Europea». Una visione di cooperazione transnazionale che in un certo modo rievoca bene quello che è oggigiorno il Gect, uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Nesladek. Ma il sindaco di Muggia ha anche un aneddoto triste da raccontare: «Quando era sindaco, la sintonia di Bordon con la città era innegabile. Poi, dopo aver percorso la strada della politica nazionale, la sintonia si interruppe. Prese con filosofia questo strappo, ma quando salì sul palco del Carnevale al mio primo mandato da sindaco e qualche mugugno si levò da un settore del pubblico rimasi molto male per lui. Oggi posso dire che provo un po’ di rimorso per quell’episodio». Il sindaco Nesladek ha voluto infine fare pubblicamente le proprie condoglianze «a nome di tutta la città di Muggia alla famiglia di Willer. Una persona che ha dato tanto a Muggia. E che ora spero riusciremo a ricordare per sempre attraverso una serie di iniziative, su tutte l’intitolazione della futura Biblioteca comunale».

 

 

Tango, operetta e latino-americano, Muggia si scatena

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 16 luglio  2015

 

Entra nel vivo il calendario di “Muggia-Un’estate di stelle”, la lunga serie di appuntamenti proposti dal Comune di Muggia, dalla Pro Loco e dall’agenzia Be Nice, con la collaborazione dei locali di piazza Marconi, sede della kermesse. Per tutto il mese di luglio e durante la prima settimana d’agosto gli eventi si alterneranno con proposte di vario tipo che porteranno in scena musica, ballo, cabaret, concorsi di bellezza, tra conferme e novità, per un’iniziativa che già nelle passate edizioni ha registrato un grande successo da parte del pubblico, sempre numeroso ed entusiasta. Tutte le serate sono a ingresso libero, con inizio alle 21 e chiusura alle 23. Questa sera si balla con il tango e l’evento dal titolo “Milonga in Ppazza Marconi”. Tutti gli appassionati di tango argentino sono invitati a partecipare, in una grande festa guidata dalle note di Vincenzo Marino. L’iniziativa è realizzata grazie al supporto di TimeforTango e si rivolge a tutti gli amanti della disciplina, che potranno ballare senza sosta in un contesto speciale, insieme a tante persone e con la presenza anche di maestri ed esperti. Venerdì, la musica dal vivo sarà protagonista con il concerto “Tu che mi hai preso il cuor”, che vedrà salire sul palco le voci di Andrea Binetti, Leonardo Zannier e Marzia Postogna. Verrà offerto al pubblico un mix di brani, in parte coreografati, tra operetta, musical e canzoni popolari dell’epoca d’oro della radio. Sarà uno show simile a quello portato dai tre un mese fa all’Expo di Milano, dove per l’occasione si era esibita insieme al gruppo anche la cantante e attrice Stefania Seculin. Cambiano ritmi e sonorità sabato sera, quando in piazza Marconi sarà il turno di “Dance Fever, Bandomat live”, con un’esplosione di canzoni degli anni ’80 e ’90, tutte da ballare e cantare e con un’ampia rassegna di brani che riporteranno indietro nel tempo, con una selezione delle hit più conosciute e amate nei due decenni. Domenica si cambia nuovamente e questa volta protagonista sarà la musica latina, con Luis Camino e tanta animazione, per una festa all’insegna del divertimento e della voglia di scatenarsi in pista. A tutti gli eventi che riguardano il ballo collabora la scuola Emporio Danza di Viviana Penso. Qualche giornata di pausa all’inizio della prossima settimana prima di riprendere come sempre gli intrattenimenti da giovedì 23 luglio, quando sul palco saliranno Maxino, Flavio Furial e Raffaele Prestinenzi, per uno show di cabaret e comicità, con “Sbregabalon channel”. “Muggia-Un’estate di stelle”, proseguirà fino al 7 agosto. Tra i tanti eventi in programma da ricordare il 24 luglio una serata di country live music, il 26 luglio il concerto della Sip Band, il 29 luglio la terza edizione della gara di ballo Dance Factor (con scuole in arrivo da tutta la regione) e ancora il 2 agosto la semifinale del concorso di bellezza Miss Topolini. Informazioni, foto e aggiornamenti sono pubblicati anche sulla pagina Facebook “Un’estate di stelle a Muggia”.

 

Bagnanti “sgomberati” da Punta Olmi

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 15 luglio  2015

 

La Capitaneria di Porto minaccia multe di 172 euro nei confronti di chi non rispetta i divieti. Il sindaco: «Lavori a breve»

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Pericolo di crollo in zona Punta Olmi, terrapieno Acquario ancora recintato. Due dei siti più appetibili della riviera muggesana rimangono ancora ufficialmente off-limits. Eppure i bagnanti (muggesani e non), incuranti dei cartelli apposti che indicano il divieto di recarsi nelle suddette zone, continuano a sfidare le regole prendendo la tintarella e facendo il bagno negli specchi acquei prospicienti. Per cercare di arginare la situazione la Capitaneria di Porto è entrata in azione intimando negli scorsi giorni lo sgombero delle aree: pena una sanzione di 172 euro. L’intervento ha sollevato inevitabilmente i malumori da parte dei bagnanti sulla situazione di una costa che rimane ancora in larghi tratti vietata alla libera balneazione. Nerio Nesladek, sindaco di Muggia, che del “riprendiamoci la costa” ha fatto uno slogan-programma elettorale, cerca di analizzare la situazione, togliendosi pure qualche sassolino dalla scarpa. «Il terrapieno Acquario è inquinato, Punta Olmi è di proprietà privata, il molo a “T” è inserito nel Sito Inquinato Nazionale e per farci anche una scaletta occorre il permesso del Ministero a Roma, la Strada provinciale si affaccia su un costone franoso ed instabile dove, forse, qualcuno non avrebbe dovuto permettere di costruire, il tutto nel contesto della mostruosa burocrazia italica: ce n’è abbastanza per scoraggiare chiunque», racconta Nesladek. Ma l’iniziale pessimismo del sindaco viene presto smascherato: lo scenario, lentamente, sta iniziando a cambiare. «Ci abbiamo messo poco meno di dieci anni lavorando sodo per riuscire a sbloccare questi problemi. Da qualche settimana possiamo finalmente iniziare le procedure per i lavori sul primo tratto di costa e su Acquario». Tecnicamente il lavoro su Punta Olmi si preannuncia «leggero, mentre Acquario dovrà essere rinchiuso in un “sarcofago” per via della bonifica ambientale. Ma è pronto anche un progetto di abbellimento e riqualificazione del sito». Sul terrapieno Acquario, Nesladek rievoca la lunga “battaglia” intrapresa dalla sua amministrazione. «Dieci anni fa la zona era stata posta sotto sequestro dalla magistratura. L’abbiamo fatta dissequestrare. Poi abbiamo ottenuto dalla Regione con la giunta Illy un contributo per la caratterizzazione e l’analisi di rischio, cioè per le procedure preliminari alla redazione di un progetto di bonifica. Dopo alcuni anni di lavoro, riunioni e controriunioni, con i tempi dettati dalla conferenza dei servizi in capo alla Regione, siamo riusciti a far approvare i due passaggi». Da lì si è passati alla “fase due”, cioè alla realizzazione del progetto di bonifica: «È stata una vera e propria odissea che si è conclusa solo qualche settimana fa. Ci hanno fatto sputare sangue, è stato faticosissimo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Abbiamo nel frattempo messo via qualche soldino per iniziare le opere che, appunto, dovrebbero iniziare entro l’anno, patto di stabilità permettendo». Nessuna recriminazione sul proprio operato: «Non abbiamo perso un minuto in questi anni, noi... tra l’altro solo ora, cioè con l’approvazione del progetto definitivo, come recita la legge, potremo finalmente iniziare l’azione legale di recupero delle somme spese dal pubblico, che fino ad ora non sono poche». Ma la partita della costa si gioca anche su altri versanti. «Abbiamo ricevuto dalla Regione, dopo forti insistenze, un finanziamento per una prima sistemazione dei versanti franosi lungo Strada di Lazzaretto: ora convinceremo con tutti i mezzi a nostra disposizione i privati di Punta Olmi a intervenire». Le tempistiche per riconsegnare la costa ai muggesani? «Se tutto va come deve andare - conclude Nesladek - alla fine dell’anno dovrebbe iniziare la riqualificazione della nostra costa».

 

 

«Fugnan inquinato» Il Pdl all’offensiva

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 15 luglio  2015

 

MUGGIA «Voglio vedere quale sarà quest’anno la scusa con cui il sindaco Nesladek motiverà lo stato del torrente Fugnan che Goletta Verde, per l’ennesima volta, ha trovato “fortemente inquinato”». Dura presa di posizione del consigliere comunale del Pdl muggesano Claudio Grizon sul risultato delle acque del Fugnan risultate anche quest’anno non a norma. Lo scorso anno, rispondendo all’interrogazione di rito di Grizon, il sindaco Nerio Nesladek e l’assessore all’Ambiente Fabio Longo, giustificarono la presenza di valori batteriologici fuori norma asserendo che nei giorni precedenti alla raccolta del campione c’era stata una forte pioggia che aveva portato in mare una percentuale maggiore di sostanze inquinanti. «Quest’anno, dato che il prelievo è stato effettuato lo scorso 9 giugno “dopo un periodo di scarse precipitazioni come emerge dal comunicato stampa di Legambiente”, non si possono appigliare a quelle argomentazioni e voglio vedere come giustificheranno una presenza di più del doppio rispetto ai limiti di legge». A conti fatti la Goletta Verde ha messo in luce per la quarta volta in cinque anni (nel 2013 la Goletta Verde non campionò Muggia), il forte inquinamento del Fugnan. «Evidentemente gli scarichi inquinanti che, stando all’assessore Longo, sono stati individuati continuano a versare nel Fugnan e probabilmente il Comune non ha ancora risolto i problemi conseguenti nonostante le assicurazioni», tuona Grizon. «Non presenterò alcuna interrogazione in quanto i fatti sono inconfutabili e le responsabilità pure – aggiunge l’esponente del centrodestra muggesano -. Valutino i cittadini l’operato del centrosinistra. Ritengo però gravissimi questi primati che in questi nove anni Goletta Verde ha attribuito al nostro Comune che, pur non rimanendo completamente fermo, non ha risolto i problemi». Pronta la replica dell’assessore Longo: «La distanza tra il Fugnan e la più vicina area balneabile è di 500 metri. Una distanza piuttosto significativa, specie se si pensa che le soglie dei livelli di inquinanti a cui si fa riferimento per rimarcare i valori “sforanti” sono relative ad aree balneabili e, quindi, in questo caso riferite impropriamente a campionamenti invece eseguiti alla foce del Fugnan». Secondo i dati dell’Arpa, che ha realizzato una rete di monitoraggio fatta di 66 punti di verifica in tutta la regione - uno per ogni acqua di balneazione -, le sette località di balneazione muggesane hanno tutti i valori ampiamente nei parametri previsti. (ri.to.)

 

Non ha l’acqua per il cane. I vigili gli danno la multa

 

da “Il Piccolo”

martedì, 14 luglio  2015

 

Punito perché il suo Bacco fa pipì in un’aiuola contesta le regole muggesane

«Ero senza la bottiglietta per il lavaggio. Ma a che mi serve? Ho un labrador...»

 

di Riccardo Tosques

 

MUGGIA

«Pensavo fossero turisti in cerca

di informazioni, invece erano

due vigili urbani: mi hanno mul-

tato perché stavo facendo fare

pipì al mio cane in un’aiuola».

La regola made in Muggia della

bottiglietta d’acqua ha colpito

(ancora). Chiedere a Cristian

Dellavalle, classe 1982, mugge-

sano, sanzionato dalla Polizia lo-

cale del suo comune. Inequivo-

cabile la dichiarazione rilasciata

dal “trasgressore” sul verbale re-

datto dai vigili: «È una stronza-

ta». E Muggia torna a dividersi

sulla questione delle deiezioni

canine.

La vicenda. Sono le 7.30 di

mercoledì 8 luglio. Cristian Del-

lavalle, 33 anni, residente a Bor-

go San Cristoforo, decide di por-

tare fuori Bacco, il bel labrador

di dieci anni che condivide as-

sieme alla fidanzata Elisa. Attra-

versata la strada provinciale,

Cristian e Bacco giungono sul

lungomare Venezia. Ad un certo

punto vengono avvicinati da

due persone che chiedono a

Dellavalle se è di Muggia. Il

33enne risponde di sì, attenden-

do che la coppia faccia qualche

richiesta di informazioni: sem-

brano in piena regola due turi-

sti. «Invece erano dei vigili urba-

ni, in borghese, che hanno con-

testato il fatto che stessi facendo

fare pipì al mio cane in un’aiuo-

la invece che utilizzare una bot-

tiglietta d’acqua: ho controbat-

tuto spiegando che non ero in

centrostorico e che la pipì era in

un’area verde»,racconta ancora

arrabbiato Dellavalle. I vigili

non hanno battuto ciglio appli-

cando la regola vigente: inevita-

bile dunque la sanzione – fortu-

natamente di soli 20 euro – in

quello che però ha tutto l’amaro

retrogusto di un agguato bello e

buono.

Dallo scorso anno a Muggia

vige infatti una norma inserita

nel “Regolamento per il benes-

sere e la tutela degli animali”

che prevede che in ogni giorno

dell’anno i padroni dei cani che

portano a sgambare i propri

amici quattrozampe debbano

avere con sé una bottiglietta

d’acqua. L’articolo 27 recita

chiaro:«Iproprietariodetentori

di animali hanno l’obbligo di

raccogliere gli escrementi pro-

dotti dagli stessi sul suolo pub-

blico dell’interno territorio del

Comune di Muggia, in modo da

mantenere e preservare lo stato

di igiene e decoro del seguito. I

proprietari o detentori di anima-

li devono essere sempre forniti,

in aree pubbliche o di uso pub-

blico,diunabottigliadell’acqua

per il lavaggio immediato delle

deiezioni liquide degli animali

in loro custodia».

Dellavalle è stato sanzionato

proprio perché «sprovvisto del-

la bottiglietta per il lavaggio del-

le deiezione liquide». Ancora

adesso, però, il muggesano non

è d’accordo: «Partendo dal fatto

che per un labrador una botti-

gliettanonbasta,eperchi haun

cane di taglia ancora più grossa

ci vorrebbe una tanica, ritengo

che versare l’acqua sulla pipì al-

larghi ancora di più la deiezio-

ne. Invece fare la pipì in

un’aiuola è più congeniale». E a

chi utilizza come wc canino il

centro storico? «Lì ci vuole l’in-

telligenza del padrone che non

deve abituare il cane a fare la pi-

pì in centro – spiega Dellavalle -

. Ripeto, l’acqua non risolve il

problema degli odori, ma qui a

Muggia oramai stanno facendo

di tutto contro i cani».

Strenuo difensore della botti-

glietta d’acqua, Stefano Decol-

le, assessore alla Polizia Locale

di Muggia, non ha potuto esi-

mersi dal controbattere: «Una

regola si può criticare ma va ri-

spettata. La regola è stata intro-

dotta in seguito ai problemi le-

gati ai cattivi odori in centro sto-

rico, ma non solo. Sia chiaro, la

nostra amministrazione non ce

l’ha affatto con i cani, anzi. Desi-

deriamo implementare la convi-

venza civile tra i cani e le perso-

ne, ma ci vuole più attenzione

da parte dei padroni. E la botti-

glietta d’acqua che abbiamo de-

ciso di introdurre nel regola-

mento è uno strumento che ser-

veafarrispettaretuttociò».

Ma la presenza delle deiezio-

ni canine, soprattutto quelle so-

lide, rimane ancora critica. Via-

le XXV Aprile, via D’Annunzio,

Porto San Rocco sono spesso in

balia dei cani i cui proprietari

non solo non sono muniti della

bottiglietta, ma non utilizzano

nemmeno i classici paletta e

sacchetto. A dimostrazione che

la battaglia verso il senso civico

rimane aperta.

 

 

 

La galleria di Aquilinia chiusa per dieci giorni

 

da “Il Piccolo”

martedì, 14 luglio  2015

 

Lavoriincorsonellagalleriadi

Aquilinia. Da ieri sino al 25 lu-

glio la struttura sarà chiusa al

traffico per urgenti lavori di

messa in sicurezza dopo alcu-

ne cadute di intonaci dal sof-

fitto segnalati dalla Polizia lo-

cale.

Preoccupato Claudio Gri-

zon, capogruppo del Pdl a Pa-

lazzo Galatti: «Sono lieto per il

tempestivo intervento della

Provincia ma la chiusura al

traffico potrebbe comportare

forti disagi in zona, in partico-

lare in direzione

Muggia–Trieste, visto che il

traffico sarà deviato su via Fla-

via di Stramare con il rischio

che i soliti furbi imbocchino a

tuttavelocitàlaviadiNoghere

in salita per poi scendere lun-

goviadiZaule».

Da qui l’invito di Grizon al

Comune di Muggia ad assu-

mere provvedimenti ed effet-

tuare controlli sull’incrocio

tra le vie Flavia di Stramare e

di Noghere «per assicurare si-

curezza e il minor disagio pos-

sibile per i cittadini». L’espo-

nente dell’opposizione segna-

la inoltre all’assessore alla Via-

bilità della Provincia Vittorio

Zollia anche l’esigenza di rifa-

re il manto stradale del tratto

della provinciale acquisita

dall’Anas dinanzi al centro

commerciale Freetime che ri-

sulta logoro e sdrucciolevole,

giàoggettodifresatura.

«Per ora sembra che man-

chino le risorse che comun-

que l’assessore si è impegnato

a ricercare per completare il

piano delle asfaltature dell’en-

te avviato negli anni scorsi»

conclude Grizon. Pronta la re-

plica dell’assessore alla Viabili-

tà della Provincia di Trieste

Vittorio Zollia che ha confer-

mato «l’impegno assunto in

Consiglio per reperire le risor-

se necessarie al rifacimento

del manto stradale dinanzi al

centro commerciale Freeti-

me, nella convinzione di riu-

scire a coprire anche gli oneri

(complessivamente circa

100mila euro, ndr) necessari a

rendere definitiva la rotatoria

all’imbocco della galleria di

Aquilinia, nel rispetto dell’ac-

cordo stipulato con il Comu-

ne di Muggia». Zollia auspica

che le opere possano realizzar-

sientrolafinedell’anno.

(r.tos.)

 

 

lunedì, 13 luglio 2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

 

Il Carnevale estivo in balia degli Antichi romani

 

da “Il Piccolo”

domenica, 12 luglio  2015

 

Muggia si prepara alla kermesse agostana che si terrà dall’8 al 16 agosto
Tra le novità la sfilata nel segno della Lupa e l’illuminazione a base di farfalle

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA La caccia al tesoro, la corsa nelle calli, i concerti e l’immancabile sfilata. Il Carnevale estivo 2015 fornisce le sue prime anticipazioni in quella che si preannuncia come un’edizione ricca di sorprese che intratterà i muggesani dall’8 al 16 agosto parallelamente al programma di “Muggia sotto le stelle”. Il Carnevale «Oggi come mai le compagnie del Carnevale stanno dando un segnale di unità e crescita». Mario Vascotto, presidente dell’associazione delle Compagnie del Carnevale di Muggia, mette in risalto il cambio di passo da parte dei componenti di Bellezze Naturali, Bulli e Puppe, Bora, Brivido, Lampo, Mandrioi, Ongia, Trottola. Per la prima volta quest’anno ogni singola compagnia avrà un proprio chiosco enogastronomico. Ed è solo uno dei segnali di cambiamento. Il Carnevale estivo aprirà i battenti sabato 8 agosto con “Muja Serca”, la caccia al tesoro a squadre che si protrarrà per tutti i giorni, con serata finale in programma il 16 agosto. Domenica 9 agosto sarà la volta di scendere tutti in barca con la classica “Vogadamata”. La partenza delle imbarcazioni è fissata per le 19 (in caso di mal tempo la kermesse verrà rinviata al 16 agosto). Non basta. Vascotto fornisce altre chicche. Venerdì 14 agosto si svolgerà la Carneval Run. Visto l’ottimo successo dell’estate scorsa torna infatti la corsa carnevalesca tra le calli di Muggia, con trappole, scherzi, difficoltà e quant’altro. «Quest’anno, per far contenti quelli che alla Color Run di Trieste non hanno avuto la maglietta sporca di colore, abbiamo acquistato con estremi sacrifici, visto che costano più dell’oro, tre colori (blu, arancio e giallo, ndr) dalla Germania con cui accontentare tutti i partecipanti» spiega Vascotto. Per partecipare alla gara sarà necessaria l’iscrizione. Domenica 16 ci sarà poi l’attesissima sfilata in costume. «Quest’anno ci si dovrà vestire tutti da romani in onore alla compagnia Bulli e Pupe che ha vinto l’ultima edizione invernale del Carnevale con il tema sull’antica Roma» anticipa il presidente delle compagnie del Carnevale. Per quanto riguarda le anticipazioni fornite dalla Flash srl, la società che si occupa della gestione degli eventi collaterali al Carnevale, il titolare Vincenzo Rovinelli preannuncia diverse novità: «La cittadina sarà illuminata da rose e farfalle che verranno poste lungo le arterie principali. Per quanto riguarda invece il palco dei concerti questo verrà spostato dal Mandracchio verso la parte più interna del porticciolo davanti al Circolo della Vela». Le casette saranno sempre presenti nello squero. In attesa di sapere i nomi dei gruppi musicali che si esibiranno a Muggia e il programma sportivo che verrà proposto, Rovinelli spiega che il Montedoro Shopping Center sarà il main sponsor del Carnevale estivo muggesano «a riprova della crescente sinergia che si sta instaurando tra gli attori principali di Muggia». Intanto prosegue senza sosta il programma di “Muggia Sotto le stelle”, la kermesse organizzata dal Comune di Muggia con la preziosa collaborazione della Pro Loco muggesana. Oggi, alle 21, in piazza Marconi, si ballerà con il Festival regionale della Zumba, cui seguirà giovedì 16 la Tango Night. Sabato 18 luglio sarà la volta di Dance Fever Disconight – Scatenati con gli anni ’80-’90, mentre domenica 19 spazio alla Fiesta latina con Luis Camino e le sue animatrici. La manifestazione proseguirà poi con concerti, spettacoli e sport. «La collaborazione in questa edizione è divenuta ancora più forte ed è riuscita a far fronte alle difficoltà di una crisi economica che non può che toccare inevitabilmente anche le manifestazioni – spiega l’assessore al Turismo Stefano Decolle - . C’è stato un impegno economico significativo da parte del Comune, ma nonostante le difficoltà di bilancio, siamo riusciti anche questa volta a presentare una “Muggia sotto le stelle” che sarà di certo indimenticabile».

 

 

La caccia al tesoro, la moltiplicazione dei chioschi, la Vogadamata

 

da “Il Piccolo”

domenica, 12 luglio  2015

 

UNA SETTIMANA DI FOLLIE

Musica, balli e divertimento. Ma anche enogastron omia: il Carnevale di Muggia non potrebbe esistere senza i suoi caratteristici chioschi che, quest’anno, aumentano. Ogni compagnia, infatti, ne avrà unoMuja Serca, la caccia al tesoro a squadre, sarà l’appuntamento con cui sabato 8 agosto si aprirà il Carnevale estivo di Muggia edizione 2015. Altro appuntamento imperdibile è la Carneval run che si terrà il 14Un altro appuntamento ormai tradizionale è la “Vogadamata” che si terrà domenica 9 agosto. La regata di Carnevale inizierà alle 19 e vedrà le maschere sfidarsi in barca. In caso di maltempo la “gara” sarà rinviata al 16 agosto

 

 

Piano regolatore di Muggia, il M5S chiede la diretta web

 

da “Il Piccolo”

sabato, 11 luglio  2015

 

 

MUGGIA «Ci è stato impedito di videoregistrare gli incontri delle Commissioni consigliari sul Piano regolatore: questa è la trasparenza della giunta Nesladek». Christian Bacci, rappresentante degli Amici di Beppe Grillo Muggia, interviene duramente sulla richiesta inoltrata al Comune di Muggia per poter divulgare pubblicamente i lavori sul Prgc. A dar man forte a Bacci è il grillino Emanuele Romano: «L’approvazione del Piano regolatore è di massima attualità per i cittadini. Considerato che le sedute sono pubbliche, il loro contenuto deve essere pubblico e reso disponibile in qualsiasi forma: audio, video o scritta. Non appannaggio dei presenti e degli organi d’informazione. Questa non è trasparenza ma opacità estrema». Concorda la pentastellata Erica Fleo: «Ogni cittadino che ha presentato delle opposizioni potrebbe ascoltare anche da casa propria il dibattito e le motivazioni dei dinieghi dell’amministrazione». Il divieto di registrazione delle sedute delle Commissioni consiliari e del Consiglio comunale deriva da un articolo del Regolamento del Comune. Vi si evidenzia che solo gli organi d’informazione iscritti al registro del Tribunale competente per il territorio, possono effettuare tali registrazioni. «Il diniego, quindi, non deriva dalla parte politica ma dalla parte tecnica, nella fattispecie dal segretario generale, che ha tra i suoi compiti anche quello di verificare la corretta attuazione dei regolamenti» commenta il vicesindaco Laura Marzi. La modifica del regolamento del Comune deve dunque essere ratificato, come per tutti i regolamenti, da una delibera del Consiglio comunale. Rimane il dubbio: in un futuro non lontano il regolamento comunale verrà cambiato permettendo le videoregistrazioni? «Non lo escludo - conclude Marzi – dipenderà se vi sarà la volontà o meno di approcciarsi ad un tema che attualmente non rientra nell’agenda di questa amministrazione».(r.t.)

 

«Prg, Nesladek capo senza truppe»

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 10 luglio  2015

 

Centrodestra di Muggia polemico con il sindaco dopo il rinvio del Piano regolatore

 

«Il fallimento sul Piano regolato-

re è tutta colpa del sindaco: vi-

sto che non ha i numeri per go-

vernare si dimetta». Il centrode-

stra muggesano, compatto co-

me non accadeva da tempo, si

stringe contro Nerio Nesladek e

tuona dopo la non riuscita

dell’approvazione del nuovo Pr-

gc che molto probabilmente

verrà votato appena a inizio ago-

sto. Otto consiglieri del centro-

destra hanno risposto unita-

mente alle critiche loro piovute

da parte del sindaco. Claudio

Grizon, Paolo Prodan, Christian

Gretti, Nicola Delconte, Dario

Grison (Pdl), Daniele Mosetti

(Fratelli d’Italia An), Ferdinan-

do Parlato (Un’altra Muggia) e

Claudio Di Toro (indipendente)

hanno evidenziato come la si-

tuazione in cui versa la maggio-

ranza sia quanto meno deficita-

ria. «Il consigliere Maurizio Co-

slovich (Rifondazione comuni-

sta) che esce dall’ex maggioran-

za e non partecipa ai lavori, l’as-

sessoreFabioLongocheattacca

con veemenza le scelte della

giunta di cui fa parte e la sua

maggioranza, il vicesindaco

Laura Marzi e la consigliera

Francesca Riosa (Pd) che lancia-

no strali contro Longo il quale ri-

sponde per le rime ribadendo le

sue ragioni per poi andare in fe-

rie potrebbero bastare - l’attac-

co degli otto consiglieri -. Ma

poipossiamoaggiungereleforti

perplessità su alcuni aspetti del

piano da parte della consigliera

MarinaBusan(MeioMuja),una

delle quali si traduce in emenda-

mento,lecontinuelamenteleei

borbottamenti del consigliere

Danilo Savron (Unione slove-

na), e l’assessore Stefano Decol-

le (Pd) che esce dall’aula in

quanto una serie di osservazio-

ni lo riguardano professional-

mente». Il centrodestra ne ha

per tutti. Sotto la lente d'ingran-

dimento anche «il padre dell’as-

sessore Valentina Parapat (Pd)

che ritira all’ultimo momento

un’osservazione che il Consi-

glio si apprestava a votare assie-

me ai curiosi emendamenti

dell’ultim’ora del consigliere

Riccardo Bensi (capogruppo

Pd), ed infine il consigliere Gere-

miaLiguori(indipendente)che,

avendo perplessità sulla desti-

nazione turistica di un’area per

la quale la Sovrintendenza ha

reiteratamente espresso pareri

contrari ad ogni tipo di edifica-

zione, esce coerentemente

dall’aula assieme all’opposizio-

ne, come altri». Da qui il centro-

destra etichetta come «goffo e ri-

sibile» il «tentativo di attribuire

la responsabilità della mancan-

za del numero legale all’opposi-

zione,chenonhafattoaltro che

prendere atto del fallimento del-

lagiuntaNesladek».

 

 

Dalla zumba al Carnevale parte l’estate muggesana

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 9 luglio  2015

 

 

Il Comune presenta la kermesse “Sotto le stelle” che durerà sino a settembre
Primo appuntamento con il Festival del folclore. Shopping notturno a fine mese

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Notte bianca, Carnevale, Maxino, mostre pittoriche, ma anche impegno sociale. Sono solo alcune delle proposte offerte da “Muggia sotto le stelle”, la kermesse estiva che prenderà ufficialmente il via domani. Ricchissimo il programma proposto dal Comune di Muggia, dalla Pro Loco rivierasca insieme all’agenzia Be Nice e con la collaborazione dei locali di piazza Marconi. L’esordio si vivrà a partire dalle 21 di domani con il XVI Festival mondiale del folclore organizzato dall’associazione Folcloristica giovanile regionale. Sabato, invece, a 23 anni dalla strage che il 19 luglio, in via d’Amelio a Palermo, costò la vita al giudice Borsellino ed a cinque suoi agenti della scorta, tra i quali il muggesano Walter Eddie Cosina, si svolgerà una tavola rotonda alle 20 al teatro “Verdi” a cura di Libera e Siulp. Sempre sabato, alle 21, in piazza Marconi risuoneranno le note di Men in Rock - Deep Purple tribute band. Ancora musica il 17 luglio con “Tu che mi ha preso il cuor”, concerto di Andrea Binetti, Leonardo Zannier e Marzia Postogna in collaborazione con l’Università della Terza età “Danilo Dobrina” e il Lions Club Trieste Host. Sabato 25 luglio, in occasione del quarantennale della Filarmonica di Santa Barbara, alle 19.30 si celebrerà l’aperitivo itinerante con i francesi della Paddy's Street Band, seguito alle 21 dal concerto della Filarmonica e della banda municipale Brihuega. Ancora all’insegna della musica saranno gli appuntamenti con la Sip Band Live domenica 26 luglio e poi con Denis Fantina e Magazzino Commerciale in “Sapore di mare” in programma giovedì 30. Passando ad agosto il 6, alle 21, in piazza Marconi sarà la volta del Festival della Canzone muggesana con esibizione di danza del ventre del gruppo Aurora, mentre venerdì 7 calcheranno il palco The Best Muja Musicians. Sempre la principale piazza di Muggia farà da cornice venerdì 4 settembre, alle 21, a “A tutto Swing”, il concerto della Banda cittadina “Amici della Musica”. Il 5 e 6 settembre spazio invece al Muggia Jazz Festival. Per quanto riguarda il ballo alle 21, in piazza Marconi, diversi gli appuntamenti. Il primo sarà domenica 12 luglio con il Festival regionale della zumba, cui seguirà giovedì 16 la Tango Night. Sabato 18 luglio sarà la volta di “Dance fever disconight - Scatenati con gli anni ’80-’90”, mentre domenica 19 andrà in scena la Fiesta latina con Luis Camino e le sue animatrici. Balli e animazione in tema western con la Country Music impazzeranno venerdì 24 luglio, mentre mercoledì 29 si potrà godere dell’appuntamento con “Dance Factor”, competizione tra i migliori ballerini del Triveneto. Attesissimo poi il cabaret con Maxino e Flavio Furian che si esibiranno giovedì 23 luglio, mentre domenica 2 agosto, sempre alle 21, si svolgerà la semifinale dell'immancabile Miss Topolini. Il commercio vivrà la sua serata di gloria venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, dalle 18 alle 23.30, con “I’m Muggia - Notte Bianca in musica”, che, vedrà protagonista il centro storico della città grazie all’Associazione dei commercianti “ViviMuggia” e della Pro Loco muggesana. Dall’8 al 16 agosto invece ci saranno le tante manifestazioni legate al Carnevale estivo a cura dell’Associazione delle Compagnie del Carnevale muggesano. Confermato, a cura della Compagnia Trottola, il Torneo di calcio a 5 che, dal 13 al 24 luglio, si svolgerà al ricreatorio Penso. E non mancherà lo spazio per la cultura. Il Museo d’Arte moderna Ugo Carà ospiterà diverse esposizioni: dal 3 al 26 luglio “Verso l'infinito”, personale di Claudia Raza a cura di Marianna Accerboni, dal 31 luglio al 23 agosto “Il prisma dell’essere”, personale di Pino Giuffrida a cura di Giancarlo Bonomo, e dal 28 agosto al 20 settembre “Raffaella Busdon”, a cura di Maria Campitelli. Per quanto concerne, invece, la Sala comunale d’Arte Negrisin, dal 17 luglio al 2 agosto sarà la volta di “Un tuffo nel colore” a cura di Fazemo che ierimo, cui seguirà dal 7 al 23 agosto “ArteAbile”, personale di Riccardo Bossi, e dal 29 agosto al 13 settembre “MuggiAAA” artisti austriaci a Muggia con l’esposizione di Wolfgang Kropfitsch, Rupert Rebernig, Meinhard Taumberger, a cura di Ingeborg Jennerwein. Insomma, una estate ricca di appuntamenti per tutti i gusti.

 

 

Il camp estivo di Aquilinia con 54 “cuccioli”

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 8 luglio  2015

 

MUGGIA Dal rinfrescante tuffo in mare al Bagno San Rocco sino all’escursione in Val Rosandra con merenda al seguito. Dalle “lezioni” sulla corretta alimentazione all’attesissimo momento dei giochi. Calcio, ma non solo, a “E... state con noi”, il primo camp estivo a misura di bambini organizzato dall’Associazione sportiva Zaule Rabuiese. Il “Montedoro Summer Camp”, in corso di svolgimento sul campo sportivo Nazario Corrente di Aquilinia, sta vivendo le sue giornate clou: 54 piccoli giocatori, di età compresa tra i cinque e i dieci anni, sono impegnati in una full immersion all’insegna dello sport e del divertimento. I partecipanti, 49 maschietti e 5 femminucce, si presentano di buona mattina ad Aquilinia. E, subito, seguiti da un team di tecnici, istruttori e aiuto istruttori, si cimentano in numerose attività sportive nonché in giochi popolari. Una particolarità è che il team di preparatori è internazionale e include anche un “mister” con abilitazione professionistica. Risultato: i bambini scoprono divertendosi mosse specialistiche come il dribbling Ronaldinho o la guida palla alla Messi. E, in aggiunta, partecipano in una zona ribattezzata “Soccer in English” ad attività multidisciplinari in lingua inglese e slovena. Poi, a metà mattina, dopo la merenda, i “magnifici 54” si cimentano in nuove attività sportive e ludiche. Segue il pranzo. Nel primo pomeriggio, sotto la guida degli aiuto allenatori, vanno in scena tennis tavolo, calciobalilla, visione di dvd di tecnica calcistica e dei filmati girati al mattino durante gli allenamenti. Gran finale con i mini tornei.

 

 “Rifiuti selvaggi” sul lungomare Venezia

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 8 luglio  2015

 

Il Comune lancia un appello al senso civico ti e invita le forze dell’ordine a rafforzare i controlli

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Un esplicito invito al senso civico ma allo stesso tempo un aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine. È questa la ricetta adottata dal Comune di Muggia per arginare il fenomeno delle immondizie abbandonate sul lungomare Venezia soprattutto durante i fine settimana. Sono diverse le lamentele dei bagnanti che usufruiscono della zona che, durante l’estate, non conosce sosta ma “vive” 24 su ore: lamentele in cui si denuncia l’inciviltà di alcuni ospiti. «La nostra attenzione è massima affinché la zona non sia deturpata dall’incuria e dall’inciviltà di alcune persone a discapito delle altre e per questo ogni mattina viene effettuato un intervento di pulizia» fa sapere l’assessore alla Promozione della Città Stefano Decolle. Nella giornata di ieri Decolle ha effettuato un sopralluogo intervenendo con una pulizia straordinaria: «Un intervento di pulizia ancor più consistente di quelli effettuati quotidianamente proprio a seguito del grande afflusso dello scorso fine settimana che sarà adottato come modus operandi per questo periodo estivo» precisa l’assessore. Puntualizzando però che ognuno deve fare la sua parte: «Tutti abbiamo goduto delle emozioni delle serate in riva al mare. Ma ciascuno ha il dovere di restituire quel luogo così come l’ha trovato anche perché a volte una semplice bottiglia di vetro dimenticata può diventare un pericolo». In quest’ottica saranno sensibilizzate anche le forze dell’ordine affinché intensifichino i già frequenti controlli di un tratto di Muggia che è stato protagonista di un vero e proprio restyling per questa stagione balneare con una spesa di 6 mila euro. Un altro intervento importante è quello che ha visto attivamente coinvolti i ragazzi del Progetto sperimentale di formazione lavorativa del Comune di Muggia in collaborazione con il Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda per i servizi sanitari n.1 Triestina. Il gruppo, coordinato da Roberto Rosca, non solo si è occupato del verde della zona ma ha anche ridipinto tutte le aree in cui i bagnanti si stendono al sole. «È un lungomare più accogliente - commenta Decolle - ma non si dimentichi che l’impegno deve essere di tutti se vogliamo che resti tale».

 

 

Muggia in festa per i trent’anni. Gite guidate tra le alpi.

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 8 luglio  2015

 

La Sottosezione di Muggia del Cai-Sag festeggia quest’anno i trent’anni di attività. Nell’ambito delle manifestazioni legate ai festeggiamenti per il trentennale, domenica ci sarà la salita contemporanea di 30 cime già salite dai soci muggesani dal 1985, anno di fondazione della Sottosezione, al 2014. L’iniziativa è denominata “Trent’anni in un giorno”: trenta escursioni guidate da altrettanti coordinatori che saranno effettuate con mezzi propri verso le mete più svariate, in Croazia sulla Sbevnica, in Slovenia sul Taiano e il Nanos, mete piuttosto tradizionali per i triestini, sul Cocusso la cima più alta della provincia di Trieste. Sulle Alpi Giulie e le Carniche con mete importanti, quali il Jof di Montasio, la cima più alta delle Giulie Occidentali e il Cogliàns, vetta più elevata della regione. Nel mezzo tante altre possibilità per tutti i gusti e interessi, con dislivelli importanti ma anche modesti, con grandi panorami e scorci selvaggi. Il tutto con il proverbiale brio e spirito tipicamente muggesani. E nella serata di domenica ci sarà l’incontro di tutti i partecipanti alle trenta escursioni in un agriturismo di Ronchi dei Legionari. Informazioni sull’iniziativa: il giovedì alla Sottosezione di Muggia, via Reti 1, tel 040-271000. Società Alpina delle Giulie e Associazione XXX Ottobre, nell’ambito della manifestazione “Trent’anni in un giorno”, propongono per la prossima domenica, una escursione in pullman nelle Alpi Carniche e la traversata dalla Plockenhaus (1215 m) lungo la Landsturmweg, ai laghetti di Timau (950 m) con la salita alla cima del Pal Piccolo (1866 m), passando per il Freikofel (1757 m) e Casera Palgrande di Sotto (1536 m). Sul percorso e sulla cima del Pal Piccolo sono collocati i reperti del Museo Storico 1915/1918 (funivia di guerra, baracche, lapidi, una piccola cappella). Saranno visitabili le postazioni e i camminamenti che portano sulla vetta austriaca e italiana, percorsa da gallerie e trincee che si intersecano, che avevano portato i soldati dei due eserciti a fronteggiarsi a pochi metri di distanza gli uni dagli altri. Il Pal Piccolo è uno dei siti dove la guerra ha mietuto più vittime, senza che mai gli obiettivi dell’uno o dell’altro esercito venissero raggiunti. In vetta si farà la sosta per il pranzo, potendo ammirare l’opera di restauro finora svolta dai volontari dei Dolomitenfreunde, associazione alla quale aderiscono italiani, austriaci e tedeschi e che da anni persegue il ripristino delle eccezionali opere belliche situate su questa linea di confine. Itinerario per escursionisti esperti con circa 900 m di dislivello. In alternativa, un itinerario più semplice dal Passo di Monte Croce Carnico sino a Casera Monumenz e ritorno. L’escursione sarà coordinata da Paola Pesante e Loris Sartore. Partenza con pullman ore 7, rientro previsto ore 20.30. Informazioni e iscrizioni presso Associazione XXX Ottobre, via Battisti 22, tel.040-635500 dalle 17.30 alle 19.30 sino a venerdì; e Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040-369067 dalle 18 alle 20, venerdì sino alle 19.30.

 

 

Donadel succede a Strani nella Consulta sport di Muggia

 

da “Il Piccolo”

martedì, 7 luglio  2015

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Nuova rivoluzione per la Consulta dello sport del Comune di Muggia. L’organo, che aveva rinnovato le cariche a novembre, ha affrontato in questi giorni nuove elezioni. A seguito delle dimissioni del neopresidente Fulvio Strani, rappresentante della Pullino, si è reso necessario ricercare una nuova figura. Dopo regolare elezione con scrutinio segreto, Igor Donadel è divenuto il nuovo presidente dell’organismo di raccordo tra la pubblica amministrazione e l’associazionismo sportivo. Già nel precedente direttivo, Donadel, rappresentante del Muggia Calcio nonché “sentinella” di Chiampore, è figlio di Galliano, indimenticato consigliere regionale e provinciale e assessore comunale. Il nuovo presidente sarà coadiuvato dalle riconfermate Laura Spirito della Muggesana Judo e Alessandra Pecman della Katamà Karate e dalla neoeletta Monica Sandrin della Polisportiva Muggia ‘90. In base allo Statuto comunale muggesano la Consulta risulta composta da un rappresentante per ogni associazione sportiva ufficialmente costituita ed affiliata alla rispettiva federazione, con sede legale a Muggia, che abbia almeno 20 iscritti e ne faccia richiesta, e dei centri d’avviamento allo sport e degli enti di promozione se presenti e riconosciuti dal Coni. L’organo è formato anche da un delegato dell’Istituto comprensivo di Muggia e da uno delle elementari e materne in lingua slovena, dal delegato comunale del Coni, dall’assessore allo Sport e appunto da due rappresentanti eletti dal Consiglio comunale (uno per la maggioranza e uno per la minoranza). «Non posso che essere ancor più felice considerando l’elezione di ben tre donne - ha detto l’assessore allo Sport Laura Marzi -. Nutro grande fiducia in questo organismo e non posso che esprimere il mio augurio più sincero per un “buon lavoro”». Tra i prossimi obiettivi l’aggiornamento del regolamento esistente ormai vetusto e limitante.

 

lunedì, 6 luglio 2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

Centro profughi di Muggia, il caso a Roma

 

da “Il Piccolo”

domenica, 5 luglio  2015

 

 

di Riccardo Tosques

w

MUGGIA

«Il ministro degli Interni spie-

ghi se quanto denunciato dal

sindaco di Muggia Nelsadek

corrisponde al vero: ovvero se il

Comune non è stato pronta-

mente ed adeguatamente infor-

mato della scelta adottata dal

Governo di insediare presso il

sito di Lazzaretto un Centro di

accoglienza per richiedenti asi-

lo». Questo uno dei passaggi

chiave dell’interrogazione par-

lamentare presentata da San-

dra Savino, deputata triestina

di Forza Italia, che torna sulla

delicata questione del Centro

di accoglienza per gli extraco-

munitari che richiedono lo sta-

tus di rifugiato che verrà realiz-

zato a Muggia. Per Savino quel-

la del governo Renzi è «una

scelta sbagliata, perché il Friuli

Venezia Giulia e Trieste hanno

abbondantemente superato le

quote stabilite e, aumentando

ulteriormente il numero di pro-

fughi, non si fa altro che aggra-

vare la pesantezza di un clima

la cui negatività è già alimenta-

ta dalla crisi economica».

Ma nell’analisi di Savino non

passa indenne nemmeno il sin-

daco di Muggia, nonché segre-

tario del Pd di Trieste, Nerio Ne-

sladek: «La condotta del sinda-

co è comunque singolare. Fino

a pochi giorni fa predicava il

verbo dell’accoglienza, asse-

condando le politiche fallimen-

tari della Regione, oggi invece

si rimangia tutte quelle belle

parole per assumere una posi-

zione molto più cauta. Anche

perché tutti, in particolar modo

a sinistra, sono bravi a fare dei

bei sermoni sulla solidarietà,

salvo poi tentare grottescamen-

te di cambiare opinione quan-

do il problema ricade a casa lo-

ro». «Tenendo per buono co-

munque il Nesladek pensiero

di oggi - spiega ancora Savino -

sarebbe grave che, in una logi-

ca di condivisione delle scelte e

di rispetto per gli enti locali elet-

ti dai cittadini, lo Stato agisca

d’imperio su una materia così

delicata per gli equilibri sociali

dei territori, senza un minimo

di consultazione e di informa-

zione».

Pronta la replica di Nesladek:

«Una volta per tutte ripeto, on-

de evitare basse strumentaliz-

zazioni che non mi sarei aspet-

tato da una parlamentare, che

in ogni mio passaggio ufficiale

ho sempre sostenuto che la cit-

tà di Muggia è decisa a fare la

sua parte nell’affrontare il pro-

blema dei richiedenti asilo, sen-

za tentennamenti, convinta

della necessità umanitaria di

aiutare queste persone che fug-

gono da guerre spaventose».

Nesladek ribadisce però che

«nel fare questo vogliamo esse-

re parte attiva, cosa che finora

non è stata, soprattutto nella

scelta del luogo dove dovrebbe

sorgere la struttura, tenuto con-

to che esistono ragionevolmen-

te diverse possibilità. Quindi

non si tratta di non fare la pro-

pria parte, come sempre an-

nunciato, ma di scegliere il luo-

go più adatto». Infine il sindaco

muggesano ha voluto «rassicu-

rare l’onorevole Savino che so-

no in corso contatti col gover-

no per una rivalutazione con-

giunta sul luogo, che potrebbe

essere tanto dentro quanto fuo-

ri dal territorio muggesano».

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Muggia insiste: «Bus numero 31 da prolungare verso il confine»

 

da “Il Piccolo”

sabato, 4 luglio  2015

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Ampliamento del passaggio della linea del bus numero 31 in zona Cerei. È questo l’oggetto della petizione sottoscritta da una sessantina di muggesani e consegnata alla TriesteTrasporti. A dar man forte ai cittadini rivieraschi l’assessore comunale di Muggia Marco Finocchiaro: «Non posso che essere d’accordo con la petizione, poiché già il sindaco Nerio Nesladek, più di un anno fa, aveva scritto alla Provincia chiedendo di prevedere nel nuovo bando del Trasporto pubblico locale un’intensificazione anche della linea 31». Finocchiaro evidenzia poi come «il Progetto Tradomo sia stato proprio funzionale al miglioramento dei collegamenti sostenibili tra cui il trasporto pubblico oltre a tutti gli accorgimenti adottati, quali i restringimenti con gli attraversamenti pedonali in prossimità delle fermate dei bus, la posa di nuove pensiline e la realizzazione della rotatoria del Pilon, fatti in previsione di un potenziamento della linea del bus». Sull'argomento autobus si era espresso già chiaramente proprio il sindaco di Muggia Nerio Nesladek che, attraverso una lettera indirizzata alla Provincia e alla Trieste Trasporti, aveva ben evidenziato le diverse possibili migliorie tra cui anche quella legata alla 31: «Sarebbe da prevedere l’estensione della linea 31 Muggia-Cerei fino all’abitato di Crevatini, relativamente anche al Tradomo nell’ambito di progetti di cooperazione europea 2007-2013, riguardanti il miglioramento dell’accessibilità sostenibile e della mobilità sul territorio del cosiddetto Programma Transfrontaliero». La conferma dell'importanza del potenziamento della 31 viene ulteriormente evidenziato dall’assessore Finocchiaro: «Intensificare i collegamenti con la Slovenia gioverebbe anche nell’ottica dei tanti studenti che da Crevatini vengono nelle scuole muggesane e per quelli muggesani che vanno in Slovenia».

 

Sopralluogo alle Noghere per spostare i punti franchi

 

da “Il Piccolo”

sabato, 4 luglio  2015

 

L’appuntamento non è ancora confermato ma è assai probabile che riguardi la mattinata di mercoledì 8 luglio. Quando il presidente dell’Ezit, Stefano Zuban, accompagnerà il commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino e il segretario generale Mario Sommariva a un sopralluogo nelle aree possedute dall’ente industriale nella zona delle Noghere. Tema: il trasferimento di 500 mila metri quadrati di punti franchi dal Porto Vecchio, che sembra destinato a una seconda vita. Ipotesi: ri-sistemare i 500 mila metri quadrati in una zona consona a un utilizzo “misto”, a cavallo tra produzione, logistica, portualità. «L’area delle Noghere che andremo a visitare - precisa Zuban - è attigua all’ex Aquila, dove Teseco ha progettato un terminal multipurpose su 62 mila metri quadrati dati in concessione l’anno scorso dall’Autorità (Marina Monassi presidente, ndr). Pensiamo che possa essere un sito utilizzabile per ospitare aziende interessate a semi-lavorazioni industriali. La prossimità a uno scalo portuale ne accresce l’appetibilità». Fin qui Zuban, che, ovviamente, attende l’incontro con i vertici dell’Ap per capire se l’ipotesi di lavoro sia fondata o meno. Il presidente dell’Ezit vorrebbe volentieri chiudere il contenzioso in sede amministrativa, che vede opposti Ezit e Regione Fvg proprio alla Teseco, gruppo toscano specializzato in attività ecoambientali, guidato da Gualtiero Masini. La battaglia iniziata al Tar - dove nel marzo 2014 Ezit e Regione hanno perso il primo round - prosegue ora al Consiglio di Stato: al centro della disputa presunte inadempienze di Teseco relativamente alla restituzione di terreni bonificati a prezzi calmierati. E anche la Regione pare orientata a trovare una soluzione che prescinda dalla sentenza. Il 25 maggio scorso l’assessore Gianni Torrenti (Pd) ne ha discusso in una sede istituzionale con lo stesso Masini: in Consiglio Provinciale è infatti iniziato il “disgelo” tra istituzione e impresa. Masini ha auspicato che gli avvocati diano il passo agli ingegneri, Torrenti ha confermato l’impegno a ristabilire un confronto. Il gruppo Teseco, che ha il suo quartier generale nei pressi di Pisa, è arrivato a Trieste nei primi anni dello scorso decennio, quando acquisì i terreni ex Aquila da società partecipate da Edison e da Shell. Masini ha pensato poi di diversificare l’attività istituzionale dell’azienda per dedicare l’area ex Aquila a un’iniziativa di gestione portuale. Il progetto Teseco prevede 5-6 anni di lavori e investimenti complessivi per 90 milioni, modulabili su più sequenze e in gran parte provenienti da finanziatori esteri. La banchina multipurpose, che verrebbe collegate con la vicina stazione di Aquilinia, darebbe lavoro, tra diretto e indotto, a oltre 500 persone. La concessione sessantennale ha superato l’esame Eu-Pilot acceso dalla Commissione Ue. (magr)

 

«Non è stato il mio Comune a volere il Centro profughi»

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 3 luglio  2015

 

Il sindaco di Muggia e segretario provinciale del Pd Nesladek ora alza la voce
«Informati dalla Prefettura a cose fatte. E la scelta del Lazzaretto è da rivedere»

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «L’amministrazione ha saputo soltanto martedì che Muggia sarebbe stata destinata dal Ministero dell’Interno, per tramite della Prefettura, ad essere Centro di accoglienza: è falso quindi affermare che sia stata una mia scelta». Il sindaco Nerio Nesladek mette le mani avanti e chiarisce la posizione della sua amministrazione sul Centro di raccolta profughi che sorgerà presto a Muggia. «Nello stesso giorno abbiamo appreso che la sede del Centro doveva essere una caserma dismessa della polizia in località Lazzaretto, altra scelta che è stata fatta senza interpellare quest’amministrazione comunale», aggiunge Nesladek. Una scelta, secondo il segretario del Pd provinciale, «da rivedere perché fisicamente si situa in una zona molto ristretta dove si svolgono diverse attività turistico-commerciali che inevitabilmente potrebbero risentire della presenza del Centro». La posizione del sindaco è stata esternata nella giornata di ieri anche ad una delegazione di residenti ed operatori turistici della zona di Lazzaretto, evidentemente preoccupati. Nesladek quindi ha spiegato di aver già evidenziato alla Prefettura come vi siano «altre soluzioni sul territorio locale» più valide, motivo per cui è in programma una ricognizione per trovare un’altra “location”. Per ora la Base logistica di Lazzaretto, in attesa di recepire la disponibilità da parte dell’Esercito e la fattibilità tecnica, sarebbe «soltanto finalizzata a dare respiro all’emergenza, dando tutto il tempo necessario a trovare il posto definitivo e a ristrutturarlo. Va da sé quindi che la Base logistica, se possibile, dovrebbe essere utilizzata solo nel periodo di inattività da settembre a maggio dando il tempo di preparare per bene la soluzione definitiva». Nesladek ha precisato anche chi saranno i fruitori della struttura, ossia «persone che fuggono dalla guerra attraverso la via di terra, la cosiddetta rotta balcanica, e che inevitabilmente passano attraverso la nostra regione». Il Centro infine «prevede una permanenza ridottissima in termini di tempo cioè al massimo 72 ore - conclude Nesladek - e dovrebbe essere il luogo nel quale queste persone vengono identificate e poi avviate verso altre destinazioni». La posizione del sindaco non convince tuttavia il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti. «No all’accoglienza indiscriminata, chiodo fisso di una sinistra buonista che non sa distinguere i rifugiati politici dai migranti economici», tuona Roberti: «Non possiamo continuare a fare di tutta l’erba un fascio. Ricordo infatti che nel 2014, su 170mila persone sbarcate, solo 60mila hanno richiesto asilo e appena il 10% di questi ha ottenuto lo status di rifugiato politico». Per l’esponente del Carroccio «spiace poi constatare che il dovere morale del Pd non sia tutelare i cittadini onesti, ma piegare la schiena davanti alle imposizioni dei più alti in grado, come già accaduto nel caso delle Uti. Per quanto ci riguarda - conclude Roberti - faremo il possibile per ridare dignità a tutte quelle persone deluse da questa amministrazione, offrendo una valida alternativa al nulla rappresentato dalla sinistra». Altrettanto incisivo Loris Dilena, presidente e leader di Muggia Rinascerà, la lista civica che prenderà parte alle prossime elezioni comunali: «Proviamo grande rispetto per queste persone che hanno bisogno di un luogo dove stare, ma è evidente che Muggia, purtroppo, non ha gli spazi sufficienti per ospitarli. Speriamo che l’amministrazione Nesladek possa fare un passo indietro».

 

 

Bagarre a Muggia sul centro per i migranti

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 2 luglio  2015

 

Pdl all’attacco: «Ipotesi inaccettabile». La replica del Pd: «Accogliere i profughi è un dovere morale»

 

 

MUGGIA «Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: gli immigrati a Muggia non li possiamo ospitare». Claudio Grizon, consigliere del Pdl in Provincia e a Muggia, interviene di petto sulla notizia della creazione del centro di raccolta profughi che verrà allestito alla Base logistica di Lazzaretto. «Nel grande Friuli c’è molto più posto e sicuramente si devono trovare le strutture adeguate - prosegue Grizon -. Un centro di raccolta e smistamento profughi nel nostro comune è incompatibile con Muggia: la vicinanza al confine non può essere un requisito prioritario ma vanno tenuti in conto altri fattori, in primis il parere della gente. Noi e la maggioranza dei cittadini muggesani - conclude - non siamo per nulla entusiasti di un centro di raccolta per immigrati e se davvero verrà realizzato sia chiaro che la responsabilità sarà tutta di Nesladek che così facendo ha fatto il suo ultimo personale regalo alla governatrice Serracchiani». Maurizio Coslovich, capogruppo della Federazione della Sinistra e segretario di Rifondazione Comunista, apre invece agli immigrati, ma con ferrea riserva: «La questione è molto semplice. Se parliamo di profughi di guerra bisogna trovare loro un posto, anche a Muggia, e sicuramente troveremo loro cosa fare per integrarsi con la comunità. Se parliamo di immigrati intenzionati a venire a Muggia a delinquere, beh, allora non sono affatto i benvenuti perché di delinquenti in Italia ne abbiamo già abbastanza». Non boccia il progetto la referente della lista civica Meio Muja, Roberta Tarlao: «Accogliere i profughi è una questione di solidarietà che si collega ad una presa d'atto a livello nazionale. Sono sicura che i muggesani saranno bravi a coinvolgerli subito nelle nostre attività per mettere alla prova anche la loro buona volontà». Tarlao critica però la scelta della Base Logistica per creare l'hub: «Avremmo potuto optare per qualche caserma dismessa. La Base di Lazzaretto la vorrei prima vedere aperta per ai muggesani che ai profughi». Severo ma non troppo il consigliere comunale di Fratelli d'Italia-An Daniele Mosetti: «È giusto non allarmare con faziosità la cittadinanza, è giusto non rivolgersi in modo pregiudiziale verso gli immigrati in arrivo, è giusto trovare ogni punto d’incontro per l’integrazione dei migranti regolari, ma alla giunta Nesladek va raccomandata una cosa: nessuna via romantico-buonista sul tema immigrazione, anche perché la politica dell’accoglienza forzata di chi oggi amministra questa Regione rischia d’esser un freno per chi controlla il territorio». Chiara la posizione del segretario comunale del Pd Francesco Bussani: «Il Pd di Muggia non intende sottovalutare l'impatto che la previsione di un centro di accoglienza potrebbe avere sul territorio della nostra città. Allo stesso tempo non possiamo sottrarci ad un dovere civile e morale così come non hanno fatto molti comuni in Regione e in tutta Italia, sia di centrodestra sia di centrosinistra, anche più piccoli del nostro”. (r.t.)

 

 

Profughi, a Muggia il centro d’accoglienza

 

da "Il Piccolo"

mercoledì 1 luglio 2015

 

Il capo del Dipartimento del ministero Mario Morcone a Serracchiani: «Il Fvg è un modello. Nessuna minaccia dagli immigrati».

 

Il governo centrale guarda al Friuli Venezia Giulia con particolare attenzione, riconoscendo a questa regione di avere fatto dei passi importanti nella gestione dei fenomeni migratori e mettendosi a sua disposizione per superare le eventuali criticità che dovessero emergere nel prossimo futuro. È questa l’ambasciata consegnata da Mario Morcone, il responsabile del Dipartimento per l’Immigrazione del Viminale, intervenuto in Prefettura a Trieste a una riunione che ha visto la partecipazione della presidente della Regione Debora Serracchiani, dell’assessore regionale con delega all’Immigrazione, Gianni Torrenti, dei prefetti, dei questori e dei sindaci dei quattro capoluoghi di provincia (per Trieste era presente l’assessore alle Politiche sociali Laura Famulari). Non sono mancati anche i primi cittadini dei piccoli comuni, come Tarvisio e Gradisca, impegnati in prima linea sul fronte dell’accoglienza ai richiedenti asilo. Il ricorso ai sei “hub” sparsi sul territorio regionale è stato uno dei punti centrali dell’incontro. «Siamo tra le Regioni che hanno saputo organizzare meglio un dispositivo di risposta a questa situazione di emergenza – così Serracchiani - , tra le poche ad aver individuato le strutture “hub” per la prima accoglienza e il successivo smistamento». Tre di queste sono previste a Udine, una a Pordenone, una a Gorizia e una in provincia di Trieste. In quest’ultimo caso è certo l’interessamento del Comune di Muggia. L’ha confermato il prefetto di Trieste, Francesca Adelaide Garufi, con la quale l’amministrazione comunale dovrà rivedere nelle prossime settimane gli elenchi delle possibili locazioni da destinare a questo utilizzo. «Non so ancora quale sarà la struttura interessata – il commento del sindaco della cittadina rivierasca, Nerio Nesladek - . Certamente non ci tireremo indietro. Anche noi faremo la nostra parte». Nesladek però non si è limitato a fornire una generica disponibilità, ma ha provato a formulare una proposta che non richiederebbe il ricorso a ingenti lavori di ristrutturazione: «Qualora la base logistica di Lazzaretto rispondesse alle esigenze tecniche necessarie, potrebbe rivelarsi un’ottima opzione per l’accoglienza temporanea dei richiedenti asilo, visto che rimane inutilizzata per tutto il periodo invernale». Non si fanno altri nomi di possibili “hub”, eccezion fatta per la caserma Cavarzerani di Udine, dove sono già iniziati i lavori di adeguamento necessari. La presidente Serracchiani è stata la prima a incontrare i giornalisti, preceduta solo dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, che prima di lasciare piazza Unità ha bollato la riunione come «totalmente inutile». Diversi i pareri degli altri presenti, che hanno parlato di un clima «disteso e di estrema collaborazione». La sintesi proposta dalla Serracchiani ha messo in evidenza la disponibilità mostrata da Morcone, ma non ha risparmiato una frecciata al primo cittadino di Gorizia. «Abbiamo un’idea diversa di cosa significa amministrare – le sue parole - . Evidentemente c’è chi lavora e chi preferisce continuare a lamentarsi». Ma in cosa consiste la disponibilità messa sul tavolo dal governo centrale per voce dello stesso Morcone? Si è parlato di numeri in esubero, di una situazione che verrà affrontata dal ministero dell’Interno, con un piano di trasferimenti verso le altre regioni italiane. La stessa presidente Serracchiani ha confermato che la soglia prevista in precedenza, nel corso del piano di ripartizione approvato un anno fa insieme al Governo e ai presidenti di Regione, è stata ampiamente superata. «Abbiamo accolto 1000, 1200 persone in più – ha spiegato Serracchiani - , rispetto alle 1700 che avevamo inizialmente pattuito». Una quota di ingressi che si è mossa attraverso la cosiddetta rotta balcanica. La linea che divide l’Italia dall’Austria e dalla Slovenia, difatti, rappresenta una delle principali porte di ingresso per l’Occidente. «Il rafforzamento del pattugliamento lungo il confine con l’Austria ha prodotto degli ottimi risultati».

 

 

Muggia mette in sicurezza la collina killer

 

da "Il Piccolo"

mercoledì 1 luglio 2015

 

Lavori entro l’anno dopo lo smottamento che causò una vittima a Lazzaretto. Intervento anche in area San Bortolo

 

Opere di prevenzione da calamità naturali. Sono inquadrati così i lavori che interesseranno a breve la "collina killer" posta sopra la strada provinciale 14 di Lazzaretto, diventata tristemente famosa dopo lo smottamento che nell'ottobre scorso provocò la morte della 73enne Loreta Querel. Due gli interventi, separati tra loro, che prenderanno il via entro il 2015 per la messa in sicurezza di una delle aree più critiche del territorio muggesano. Il primo intervento riguarderà il tratto di collina situato in area San Bortolo, attualmente caratterizzato dalla presenza dei new jersey che delimitano i massi caduti vicino all'arteria stradale. La Regione ha infatti stanziato 200mila euro al Comune di Muggia per intervenire sulla zona posta sopra la provinciale con un intervento di progettazione e realizzazione delle opere di prevenzione da calamità naturali. «Le tempistiche sono stringenti anche in relazione alla pericolosità manifesta della frana che si andrà ad arginare e alla procedura espropriativa connessa», recita la delibera votata all'unanimità da parte dei membri della Giunta Nesladek che hanno approvato di fatto il progetto preliminare. L'intervento non ha ancora ottenuto il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica unitamente al parere forestale per l'abbattimento delle essenze arboree pericolanti che giungeranno sul progetto definitivo-esecutivo. Le opere progettate non risulteranno soggette a screening di Valutazione di impatto ambientale (Via). Il finanziamento dalla Giunta Serracchiani è stato inserito nel capitolo 5301/1 del bilancio 2015 con oggetto “Contributi regionali per opere pubbliche”. A raccontare l'intervento è l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Muggia Marco Finocchiaro: «Si tratta di terreni privati lungo i quali verrà effettuato un disgaggio dei massi pericolanti, issate delle reti tirantate e allestita una rete paramassi all'altezza del muro della provinciale». I lavori partiranno entro l'anno: «Sì, e verosimilmente si concluderanno sempre entro il 2015», aggiunge Finocchiaro. Il secondo intervento, più corposo, andrà ad interessare anche l'area di Strada per Lazzaretto colpita nell'ottobre scorso. La delibera di Giunta a breve verrà discussa: sul piatto 500 mila euro messi dalla Protezione Civile regionale. «Ci occuperemo di porre in sicurezza il versante franoso in località Boa, porremo sistemazione al fosso dietro alla ex caserma della finanza di San Rocco e liberemo i passaggi a mare ostruiti della zona di Acquario», spiega Finocchiaro. La conferma arriva anche dalla nota della Regione: «L'intervento consisterà nella pulizia e nel taglio della vegetazione che grava sul versante che dalla sommità del promontorio di Punta Sottile scende fino al mare e nella realizzazione di opere di raccolta e sgrondo delle acque, oltre alla creazione di un nuovo canale a cielo aperto, compatibile con la quantità di acqua convogliata e, quindi, in grado di fronteggiare nuovi eventi calamitosi, come quelli occorsi lo scorso autunno». A metà ottobre del 2014, il territorio comunale di Muggia era stato colpito da intense precipitazioni che avevano provocato criticità lungo la viabilità provinciale, mettendo in grave pericolo il transito in quell'area, a causa di una serie di frane che si erano staccate lungo il versante che dalla sommità del promontorio di Punta Sottile scende al mare e, in quegli stessi giorni, anche i locali della sede della Guardia di Finanza, che si trova in zona San Rocco, lungo la stessa provinciale, si erano nuovamente allagati. In quella situazione la collina divenne killer in seguito alla scomparsa di Loreta Querel, sommersa dal fango mentre era dentro casa. «Il nostro obbiettivo è iniziare i lavori entro l'anno – conclude l'assessore Finocchiaro – per ultimare una volta per tutte la messa in sicurezza della collina».