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le="margin-bottom:0cm; margin-bottom:.0001pt; line-height: normal">Un Museo del Mare al posto dell’ex pescheria

 

 

da “Il Piccolo”

martedì , 31 marzo  2015

 

LA PROPOSTA DELLA GIUNTA NESLADEK

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Riconvertire l'ex pescheria di riva De Amicis in un vero e proprio Museo del Mare. È la nuova sfida-proposta lanciata dall'amministrazione Nesladek. In base ad alcune richieste pervenute in Municipio, il Comune di Muggia ha deciso di lanciare un bando aperto alle manifestazioni di interesse per la realizzazione di un vero e proprio Museo legato al mondo marittimo. «Vorremmo creare un luogo della memoria relativo al mare, alla pesca e alla storia della cantieristica locale: vedremo se la sfida verrà accettata», racconta l'assessore alla Cultura Laura Marzi. Dopo la chiusura dell'ex pescheria avvenuta due anni or sono, e il bando per riaprila andato completamente deserto, la Giunta Nesladek ha accolto la proposta giunta dal professor Walter Macovaz per ricalibrare gli oltre 50 metri quadrati di riva De Amicis in un polo scientifico-culturale. “Macovaz, assieme al professor Ferraro dell'Aula Blu, hanno suggerito di riqualificare l'ex pescheria per creare un polo museale che rievochi i legami storici tra Muggia, i muggesani e il mare”, racconta Marzi. Le manifestazioni di interesse, che dovranno essere presentate non oltre le 12 di venerdì 10 aprile all'Ufficio protocollo del Comune di Muggia, potranno essere presentate da soggetti singoli o associati a cui potranno aderire altri soggetti in qualità di partner. Ogni onere relativo alla successiva procedura, quali le progettazioni necessarie e i lavori diretti alla trasformazione/recupero e conversione dell'immobile ed al suo allestimento in Museo del Mare, faranno esclusivo carico al concessionario, inoltre dovranno essere acquisiti ogni autorizzazione o alto titolo abilitativo in relazione al tipo di intervento da realizzare sull'immobile. Saranno a carico del concessionario poi tutte le spese di gestione, quali quelle relative ad ogni tipo di utenza (luce, acqua, gas, telefonia fissa e mobile, internet), nonché l'onere relativo alla “sicurezza per i locali musei aperti al pubblico, pulizia, custodia manutenzione ordinaria, eventuali spese per il personale ed ogni ulteriore spesa relativa ad iniziativa anche didattiche e manifestazioni”. L'ingresso al Museo dovrà essere gratuito salvo diversa decisione dell'amministrazione comunale, quindi nessun sfruttamento economico potrà essere effettuato dal concessionario salvo eventuali sponsor da concordare preventivamente col Comune. «Qualora non dovesse pervenire alcuna manifestazione di interesse l'amministrazione comunale potrà concludere il procedimento senza assegnare l'immobile e successivamente potrà rivolgersi direttamente a soggetti interessati», ha aggiunto l'assessore Marzi. Info: marco.gus@comunedimuggia.ts.it oppure chiara.fumich@comunedimuggia.ts.it.

 

Centrodestra muggesano verso le primarie

 

da “Il Piccolo”

martedì , 31 marzo  2015

 

La proposta di Gretti trova consensi da Fratelli d’Italia a Ndc. Ma Prodan ironizza: «Ci sta copiando»

 

MUGGIA L'idea delle primarie nel centrodestra muggesano prende sempre più piede. La proposta lanciata dal consigliere comunale Christian Gretti (Pdl) aveva sino ad ora ricevuto il plauso da parte del rappresentante di Fratelli d'Italia Daniele Mosetti. In queste ultime il fronte si è ulteriormente allargato. Nicola Delconte, del Nuovo Centrodestra, abbraccia l'idea di un centrodestra unito: «Una lista unica che comprenda tutte le forze attualmente all'opposizione del governo Nesladek, questo deve essere il nostro obiettivo in vista delle prossime elezioni per il rinnovo delle cariche comunali». Delconte quindi si dichiara «d'accordo con la linea Gretti, con il fine di non compiere più errori come accaduto nel passato». Sulla scelta del candidato sindaco l'opzione primarie «è la migliore, ed auspico che il candidato possa essere individuato nel modo più democratico possibile». Ferdinando Parlato, capogruppo consigliare di Un'Altra Muggia, è concorde con Gretti: «L'idea di unire il centrodestra è certamente interessante, anche se sul territorio si pensa, ma per ora è solo un'idea, di presentare una lista civica che si rifaccia fondamentalmente al centrodestra, pur supportando eventuali candidati non completamente schierati sul centrodestra, ma comunque persone degne e volenterose per operare per il bene della cittadina». Nell'area del centrodestra si è poi manifestato il Partito Liberale Italiano che annuncia la propria presenza alle amministrative di Muggia come racconta il vicesegretario regionale Manlio Sai: «Crediamo che un centrodestra compatto abbia molte più possibilità di vittoria. Auspichiamo quindi che si possa trovare sia il candidato che un programma condiviso da tutti. Se non fosse possibile il Pli non si troverà impreparato avendo già di fatto un candidato sindaco». Favorevole alle primarie, ma molto caustico nei confronti del proponente Christian Gretti, è Paolo Prodan del Nuovo Centrodestra: «Il Gretti, fuoriuscito dai partiti che a suo dire non lo rappresentano più, ma comodamente seduto in Consiglio proprio su quella poltroncina che i partiti gli hanno permesso di occupare, ha lanciato per Muggia la proposta delle primarie nel centrodestra, non ricordandosi che le avevamo già proposte come Ncd per tutti gli enti della provincia solo due settimane prima io e la collega Lucrezia Chermaz». Sull'idea della lista civica di centrodestra, Gretti si è atteggiato «quasi a scimmiottare quanto fatto sempre negli ultimi venti anni dal centrodestra, tranne l'ultima volta quando proprio lui vicario del Pdl era uno degli incaricati a creare le condizioni per unirsi». Christian Gretti, reagisce così: «Mi spiace l'attacco personale del consigliere Prodan, mi chiedo se ciò significa che non abbia da esternare nulla di concretamente valido a livello politico». (r.t.)

 

Ventenne tenta un furto al Free Time, quando lo scoprono agredisce un agente.

 

da “Il Piccolo”

martedì , 31 marzo  2015

 

Gli agenti della Volante del Commissariato di Muggia sono intervenuti al "Montedoro Free Time" dopo la segnalazione di una commessa del negozio di abbigliamento "H&M" che ha notato un giovane sospetto aggirarsi tra gli scaffali. Quest'ultimo, allarmato dall'arrivo del personale addetto alla vigilanza, si è subito allontanato dal negozio. Gli agenti intervenuti, dopo aver raccolto le prime indicazioni e la descrizione del giovane, lo hanno rintracciato all'uscita pedonale in prossimità della fermata dell'autobus. Il giovane, un ventenne cittadino macedone, ha dimostrato subito un atteggiamento minaccioso e ostile nei confronti dei poliziotti. Ha colpito un agente della pattuglia del distaccamento di Rabuiese della Polizia di Frontiera, giunta nel frattempo in ausilio ai colleghi. Il giovane, addosso al quale veniva rinvenuta una tronchesina probabilmente usata per manomettere le placche anti taccheggio, è stato denunciato per violenza e resistenza.

 

lunedì , 30 marzo  2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

 

La Polizia locale preleverà i mezzi lasciati abbandonati per più di dieci giorni

 

da “Il Piccolo”

domenica, 29 marzo  2015

 

A Muggia è guerra alle bici-rottami

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Per ora sono già una trentina ma il loro numero è destinato a salire. Sono le biciclette abbandonate da lungo tempo in tutto il territorio comunale di Muggia. La loro sorte, però, pare segnata. In base al nuovo regolamento della Polizia locale, fortemente voluto dall'amministrazione Nesladek, in questi giorni i vigili urbani stanno procedendo all’identificazione e alla verifica delle bici abbandonate da lungo tempo in giro per Muggia, con particolare riguardo per quelle posizionate sulle rastrelliere. In base alla norma infatti «verranno ritenuti abbandonati i velocipedi parcheggiati nel medesimo posto su luogo pubblico e inutilizzati per almeno 10 giorni consecutivi». A spiegare l'azione del Comune è l'assessore alla Promozione della città Stefano Decolle: «È un intervento per ridare decoro a diverse parti della città e allo stesso tempo per creare le basi per offrire maggior spazio ai cicloturisti che giungono a Muggia». Per questo motivo in questi giorni decine di biciclette si sono ritrovate un cartello da parte del Comune che ha invitato i rispettivi proprietari a spostare i mezzi di trasporto. «Ci stiamo occupando delle bici chiaramente abbandonate, poiché deteriorate. Dopo 10 giorni le biciclette ferme su aree pubbliche verranno asportate e portate in via di Trieste dove verranno custodite per un anno nei magazzini comunali come previsto dal Codice civile», aggiunge Decolle. Se queste non verranno reclamante, diverranno a tutti gli effetti proprietà del Comune: «Allora decideremo se rottamarle o donarle ad associazioni o metterle all'asta». Ma se un proprietario dovesse venire a recuperare la propria bici nei magazzini comunali prima della scadenza del termine di un anno? «Per ora non è previsto alcun costo di deposito. Ma ci stiamo ragionando sopra – spiega Decolle - . In futuro probabilmente aggiungeremo un costo giornaliero di deposito». Attualmente le bici contrassegnate dal Comune in meno di una settimana sono una trentina, sparse su tutto il territorio. Molte quelle in centro, tante anche quelle site in periferia, perlopiù legate ai pali. Concorde con l'operazione del Comune il consigliere del Nuovo Centrodesta Christian Gretti: «Direi che intervenire per migliorare il decoro urbano è stata una mossa sacrosanta. Se ne vedono tante di bici sgonfie o a cui mancano pezzi»

 

Chiusura straordinaria per l’Ufficio tributi

 

da “Il Piccolo”

domenica, 29 marzo  2015

 

L’amministrazione comunale di Muggia informa gli utenti con un comunicato che il giorno 31 marzo l'Ufficio tributi, a causa della partecipazione a un corso di aggiornamento professionale di tutti i suoi effettivi, resterà chiuso al pubblico.

 

Aperta fino al 5 aprile la mostra sulla memoria

 

da “Il Piccolo”

domenica, 29 marzo  2015

 

Prosegue la promozione del Progetto “La Comunità fa memoria». Ieri al Teatro Verdi di Muggia proiezione del documentario "Stati uniti" con la regia di Luca Quaia - soggetto di Luca Quaia e Riccardo Maranzana mentre la mostra fotografica proseguirà fino al 5 aprile al Museo d'Arte moderna Ugo Carà in via Roma 9 sempre a Muggia.

 

Un poker di nomi per rafforzare il Pd muggesano

 

da “Il Piccolo”

sabato, 28 marzo  2015

 

Ho deciso di rafforzare la

struttura del Pd muggesano

nominando una segreteria

operativa che mi aiuti a porta-

re avanti la gestione del Circo-

lo». A un anno e mezzo dalla

propria nomina a segretario

del Pd rivierasco Francesco

Bussani ha scelto quattro nomi

“forti” affidando loro altrettan-

ti incarichi. L'ex segretario Ful-

vio Tomini fungerà da tesorie-

re, Franco Bloccari occuperà il

ruolo di coordinatore delle atti-

vità di Circolo e di responsabi-

le della sede, la “pasionaria”

Laura Marcucci è la nuova re-

sponsabile comunicazione, il

capogruppo consigliare in Co-

mune Riccardo Bensi di fatto

sarà il responsabile dei rappor-

ti con l'amministrazione co-

munale.

«Quello che ci aspetta sarà

un anno intenso – spiega Bus-

sani -. Ci sarà molto da fare e ci

sarà bisogno dell'aiuto di tutte

le persone che si riconoscono

nella forza di centrosinistra

che il Pd di Muggia vuole esse-

re». Nei prossimi mesi il Circo-

lo proseguirà con gli incontri

pubblici su temi di attualità

aperti ai cittadini. Tra poche

settimane verranno poi ultima-

ti i lavori di ristrutturazione

della sede di via Battisti. «Da

quel momento inizieremo a te-

nere aperta al pubblico la no-

stra sede per raccogliere le

istanze che i concittadini vor-

ranno porci, per fare poi da tra-

mite con l'amministrazione co-

munale - spiega Bussani -. Vo-

gliamo che il Circolo e la nostra

sede siano sempre più entità

aperte al territorio, vive e attive

durante tutto il periodo dell'an-

no». Il segretario del Pd mugge-

sano è ottimista: «Con l'aiuto

di Nerio Nesladek, neoeletto

segretario provinciale del Pd

nonché nostro sindaco, e col

supporto attivo di chi, come

iscritto e non, si riconosce nei

valori riformisti, di tolleranza e

di equità sociale che il Pd di

Muggia vuole incarnare, ci so-

no tutte le premesse per fare

un buon lavoro nell'anno che

manca alle elezioni comunali

del 2016». A breve inizierà il tes-

seramento per il 2015.

(ri. to.)

 

 

Nelle scuole di Muggia sbarca il menù “goloso”

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 27 marzo  2015

 

Rotoli di lasagne, parmigiana, hamburger di pesce, involtini: nuove combinazioni
per piatti meno monotoni e più appetitosi sulle tavole degli istituti della cittadina

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Rotolo di lasagne con spinaci e carne macinata, parmigiana di melanzane e mozzarella, hamburger di pesce, patate e carote, involtini di frittata o di bresaola. Viene l’acquolina in bocca solo a leggerlo il nuovissimo menù proposto ai bambini e ai ragazzi che frequentano le scuole di Muggia, dall’asilo nido “Iacchia” alla scuola secondaria di primo grado “Sauro”, passando per le tavole della “De Amicis”. Chiara la strategia della Giunta Nesladek: «È noto come le verdure o il pesce rimangano spesso più nei piatti che nella pancia dei bimbi. Questi piatti invece riproporranno in una versione più accattivante le stesse pietanze notoriamente meno gradite e “accantonate” dai bambini». La proposta culinaria del servizio di refezione scolastica, che a Muggia si rivolge a poco meno di 950 famiglie, è il frutto del lavoro di collaborazione tra il Comune, la ditta di ristorazione Sodexo, l’Azienda per l’assistenza sanitaria di Trieste e le precise indicazioni e i puntuali suggerimenti forniti da genitori e insegnanti in occasione delle riunioni del Comitato mensa. Il nuovo menù verrà articolato su quattro settimane e due diverse stagionalità (settembre-gennaio e febbraio-giugno). «Le pietanze inserite rispettano la massima varietà possibile, sia da un punto di vista strettamente nutrizionale sia delle ricette utilizzate», spiega l’assessore all’Istruzione Loredana Rossi. Di fatto l’amministrazione Nesladek ha voluto dare ampio spazio alla fantasia nelle preparazioni, a nuove combinazioni di colori e sapori, al fine di offrire ai bambini cibi sani e adeguati ai fabbisogni dietetici specifici per l’età, «senza per questo rinunciare ad un piatto piacevole ed appetitoso anche esteticamente - aggiunge l’assessore Rossi - raccogliendo così anche le osservazioni di genitori ed insegnanti che lamentavano un menù forse un po’ troppo monotono e “semplice” per poter stimolare la curiosità e l’appetito dei bambini». I menù, realizzati grazie anche ai nuovi spazi a disposizione nella cucina comunale da poco inaugurata ed ai cuochi della ditta Sodexo, verranno testati nei prossimi mesi al fine di verificarne il gradimento, come concordato nelle apposite riunioni del Comitato mensa e del Comitato di gestione dell’asilo nido, i cui pasti vengono confezionati in loco dal personale comunale. Complessivamente positive le reazioni da parte dei consiglieri comunali di opposizione sulla novità offerta dal Comune. Christian Gretti, esponente del Pdl, commenta: «Se i costi non cambiano, mi pare una cosa positiva perché è stata fornita una risposta concreta ai genitori. Certo, mi verrebbe da dire che non esistono più le mense di una volta, ma ci si è adeguati alle esigenze delle nuove generazioni. Essendoci comunque dei professionisti dietro al progetto, che promuovono diete equilibrate, direi che questa evoluzione ci sta tutta». Nicola Delconte, altro consigliere del Pdl, conferma: «Se i bambini apprezzano, io personalmente sono d’accordo. Gli investimenti verso i servizi che riguardano l’infanzia e l’adolescenza sono sempre ben accetti, soprattutto se si tratta di mangiare sano, biologico. L’importante è che non vi siano inutili sprechi pubblici». Per ulteriori informazioni i nuovi menù sono già scaricabili dal sito del Comune di Muggia (Come fare - Scuole) e sono esposti nei refettori delle varie scuole.

 

“L’ultima porta” in mostra in Riviera

 

da “Il Piccolo”

venerdì, 27 marzo  2015

 

FINO AL 19 APRILE .Domani alle 18 nella Sala comunale d’arte Giuseppe Negrisin di Muggia, in piazza Marconi 1, verrà inaugurata la mostra “L’ultima porta” di Miriana Bonazza, a cura di Enea Chersicola: potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 19 aprile dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, al sabato, alla domenica e nei festivi dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

 

Muggia balla sul “supercomune”

 

da “Il Piccolo”

giovedì, 26 marzo  2015

 

Maggioranza a rischio sull’Unione territoriale. Contrari il democratico Savron e l’indipendente Liguori

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA La maggioranza che regge il sindaco Nerio Nesladek è pronta a spaccarsi sul tema dell'ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali. A sorpresa, due esponenti del centrosinistra, Danilo Savron (Pd) e Geremia Liguori (indipendente), hanno espresso contrarietà sulla presenza di Muggia «nel concorrere a formare qualsivoglia Unione territoriale nella quale sia incluso il comune di Trieste». Sì, invece, alla costituzione di un’Unione autonoma del territorio provinciale che comprenda dunque Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino. Il pensiero di Savron e Liguori è stato espresso in una mozione urgente sulla Legge regionale del 12 dicembre 2104, n.26, che riguarda il riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia con l'ordinamento delle Uti e la riallocazione delle funzioni amministrative. I due consiglieri comunali hanno espresso il dubbio dell'incostituzionalità della legge fortemente voluta dal presidente della Regione Debora Serracchiani. «La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato – hanno ricordato i due esponenti politici -. Questi sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione: la legge pare violare l’art. 5 della Costituzione dove è prevista la promozione delle autonomie locali e non la loro soppressione». Ma il concetto cardine è un altro: un'Unione territoriale di concerto con Trieste comporterebbe per i cosiddetti Comuni minori una «manifesta penalizzazione». «Credo che il consigliere Geremia e io siamo stati chiari – racconta Danilo Savron -. Con questa legge rischiamo di cancellare il territorio muggesano. Spero che la mozione possa ricevere la giusta attenzione, anche se sappiamo che il resto della maggioranza la pensa in maniera diversa». A sostenere il documento, e quindi a creare un’ulteriore spaccatura nella maggioranza è l'assessore all'Ambiente Fabio Longo (Idv): «Dall'entrata in vigore nel dicembre scorso della Legge regionale n.26/14 sulle Unioni dei Comuni, in tutta la Regione e in tutte le Province sono decine e decine i Comuni e centinaia i pubblici amministratori che la contestano. Così nella nostra provincia. Sono convinto che i Comuni abbiano perfettamente ragione a contestare la norma sollevando dubbi sulla sua legittimità costituzionale. Si susseguono infatti voci fondate sul fatto che a breve verranno presentati i ricorsi al Tar con richiesta di rinvio alla Corte costituzionale. In conclusione ritengo inaccettabile che i cittadini di un Comune vengano amministrati da sindaci eletti in altri Comuni». A cercare di smorzare i torni è il vicesindaco Laura Marzi (Sel): «Per come sono ridotti i Comuni più piccoli in questo periodo storico, se non si uniscono non vi sarà più la garanzia di poter offrire determinati servizi con una determinata qualità. Personalmente ritengo che dopo l'esperienza di Mare-Carso, che non ha funzionato, dobbiamo ragionare con il Comune di Trieste per dare vita ad uno statuto che metta in chiaro i ruoli dei vari comuni: solo così il Comune più grande non prenderà il sopravvento sugli altri Comuni minori”.

 

I rifiuti costano meno ma la tassa resta invariata

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 25 marzo  2015

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Ai muggesani la gestione dei rifiuti nel 2015 costerà 1.806.062 euro ripartiti per il 61% in costi verso le utenze domestiche e il 39% verso quelle non domestiche. Una cifra in ribasso, come tuona il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon, che chiede dunque un'agevolazione per i cittadini: «Come ci ha confermato il funzionario competente avremo un risparmio pari a 150mila euro l’anno. Purtroppo però, nonostante le mie richieste, la giunta Nesladek non ha voluto che i risparmi ottenuti comportassero una riduzione dei costi nella bolletta dei cittadini che avrebbero potuto essere di circa il 10%». Secca la risposta del sindaco Nesladek: «I 150mila euro a cui fa riferimento Grizon sono l’ipotetico frutto del risparmio dal 2008 a oggi e non di un impensabile anno solo». Ma la querelle prosegue: sotto tiro lo spazzamento e la pulizia di strade e marciapiedi della periferia e la poca chiarezza sugli abbruciamenti del verde. Nel 2014 a Muggia i rifiuti complessivi raccolti e smaltiti sono stati pari a 7.648.889 chili, con un aumento rispetto al 2013 di 233 tonnellate, pari al 3,14%. Nel dettaglio della raccolta dei rifiuti biodegradabili del verde tra 2013 e 2014 c’è stato un aumento dai 730.170 a 1.012.070 chili: quasi 282 tonnellate di differenza, il 30% in più. «Con ogni probabilità la gestione inadeguata della questione dell’abbruciamento del verde nei campi e la mancanza di indicazioni tempestive hanno portato a un aumento dei volumi conferiti nei cassonetti stradali per il verde, spesso impropriamente, visto quello che vi si trova dentro. Ma tutto ciò sulle spalle di tutti i cittadini chiamate a pagare» spiega Grizon. Le voci hanno registrato un aumento sulla raccolta di plastica (+40 t), imballaggi (+22 t), inerti (+125 t), carta (+33 t) e frazione organica umido (+65 t). «In Consiglio comunale ho ribadito inoltre che la percentuale della raccolta differenziata 2014 del 48,23% è viziata specie dai volumi enormi di verde conferiti nei cassonetti, +30% circa sul 2013», aggiunge Grizon. Pronta la replica di Nesladek: «Non vi è alcun vizio rispetto alla percentuale del 48,23% di raccolta differenziata poiché anche il verde è da tutti e per norma considerato raccolta differenziata e lo stesso rifiuto non finisce all'inceneritore». Grizon ha poi attaccato la gestione della pulizia dei marciapiedi e delle strade. «Il centro storico è oggetto di attenzioni frequenti, le frazioni invece sono abbandonate a se stesse e devono contare solo sulla Bora. Più volte ho chiesto all’amministrazione che mi dimostri quante volte in un anno sono stati pianificati interventi di spazzamento in periferia ma in risposta ho avuto sempre e solo un assordante silenzio, eppure lo spazzamento lo pagano tutti i cittadini a prescindere dal loro luogo di residenza: per il 2015 sono previsti 153.512 euro» ha chiosato.

 

Arrivano stalli per bici e cestini dei rifiuti

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 25 marzo  2015

 

Via libera della giunta Nesladek al nuovo piano di arredo urbano. Interventi per 14mila euro

 

MUGGIA Oltre una trentina di nuovi cestini, una ventina di pali in ghisa e rastrelliere per parcheggiare le biciclette. Questi i principali manufatti che in questi giorni verranno posizionati nel centro storico della cittadina istroveneta grazie a un investimento di 14mila euro stanziato dall'amministrazione Nesladek, che ha voluto dare risposta alle richieste di diversi residenti. «Ci siamo fatti carico di necessità emerse negli ultimi tempi attraverso un intervento consistente di riqualificazione dell’arredo urbano che possa rispondere alle esigenze di una città che vuole avere anche vocazione turistica - spiega l’assessore al Turismo Stefano Decolle -. Proprio nell’ottica non solo del crescente uso locale delle biciclette ma anche per venire incontro all’aumento considerevole di questa tipologia di turismo sul nostro territorio, abbiamo scelto d’installare rastrelliere per biciclette, per implementare le politiche di mobilità sostenibile». Stanno proseguendo poi gli interventi per la ricostruzione di pavimentazioni e ripristino del funzionamento del sistema fognario stradale lungo la viabilità comunale nel centro cittadino. “Interventi necessari e indispensabili non solo per il decoro ma anche perché volti a tutelare in prima istanza la sicurezza dei cittadini - sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Marco Finocchiaro -. Lavori che per questo sono stati realizzati con urgenza, per ripristinare nel più breve tempo possibile il funzionamento idraulico del sistema fognario del centro cittadino in modo da evitare ulteriori allagamenti oltre che al fine di eliminare possibili criticità e salvaguardare l’incolumità pubblica”. In occasione del violento evento meteorologico che nella notte tra il 14 e il 15 ottobre dello scorso anno aveva colpito il territorio comunale con una quantità eccezionale di pioggia, in varie parti del territorio, comprese le vie del centro storico di Muggia, si erano verificate diverse situazioni di allagamenti e di relativa pericolosità per pedoni e mezzi in transito. Una situazione derivante anche dalla discontinuità nel funzionamento del sistema fognario esistente nel centro cittadino. Un intervento mirato ad efficientare anche il funzionamento delle griglie in pietra di raccolta dell’acqua piovana che in alcuni punti risultavano otturate e fessurate a causa del degrado naturale della pietra utilizzata. Analogamente alle griglie in pietra, anche parte della pavimentazione esistente risultava sfaldata, disassata ed in condizioni d’uso tali da poter rappresentare un pericolo ai pedoni, da cui la necessaria sostituzione di un certo numero di masegni e l’asfaltatura di alcune porzioni di marciapiedi. Un intervento realizzato dalla ditta Adriacos Larisana, a fronte di un impegno di spesa quantificato in 30mila euro. Recentemente infine il Comune è intervenuto in via Mazzini per la sistemazione del manto stradale del marciapiede sito vicino alla farmacia, molto frequentato dai cittadini ed in particolar modo dagli anziani. (ri. to.)

 

Patto italo-sloveno antirigassificatore

 

da “Il Piccolo”

mercoledì, 25 marzo  2015

 

I sindaci della fascia costiera firmano un documento destinato a Roma e Lubiana: «No per motivi ambientali ed economici»

 

di Silvio Maranzana Un “no” bilingue al rigassificatore di Zaule è risuonato forte ieri anche nel Palazzo Pretorio di Capodistria dove si sono riuniti i rappresentanti dei Comuni della fascia costiera dell’Alto Adriatico più prossimi al confine e in particolare quelli di Trieste, San Dorligo e Muggia per la parte italiana, Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano per quella slovena. Al termine è stato approvato un documento in cui viene confermata all’unanimità la posizione contraria all’impianto e viene rivolto un forte richiamo a entrambi i Paesi: al Governo italiano affinché non approvi il progetto di insediamento del rigassificatore a Zaule; al Governo sloveno affinché riconfermi e faccia valere la posizione contraria al progetto sia nei confronti dell’Italia che della Commissione europea. Al contrario, viene espresso supporto alla Regione Friuli Venezia Giulia chiamata a confermare la sua netta contrarietà al rigassificatore con la negazione all’intesa con i Ministeri. Il documento ha visto anche l’adesione della Provincia di Trieste e dei parlamentari sloveni eletti in quest’area e presenti all’incontro. I Comuni italiani e sloveni innanzitutto richiamano quanto sostenuto dalla Commissione europea secondo la quale l’eventuale collocazione di un rigassificatore nell’Alto Adriatico dovrà essere decisa dall’Italia in accordo con la Slovenia. Elencano poi tutta una serie di motivazioni contarie al progetto. Innanzitutto i condizionamenti al traffico marittimo in quanto la movimentazione delle navi gasiere ostacolerebbe lo sviluppo previsto delle movimentazioni navali nei golfi di Trieste e Capodistria con ciò compromettendo anche la crescita del processo di integrazione e sviluppo dei porti dell’Alto Adriatico. Quindi il pericolo di inquinamento del golfo di Trieste e le sue possibili ripercussioni anche sulle coste del litorale sloveno. Situazione collegata questa anche con le conseguenti ricadute sullo sviluppo delle attività turistiche, fondamentali per l’economia di queste aree. Si fa infine riferimento alle procedure di calcolo dei rischi di incidente per l’ambiente circostante associati all’impianto, alla sua collocazione e alla movimentazione delle gasiere. Le procedure, rileva ancora il documento dei Comuni costieri, si sono basate su modelli probabilistici non accettabili per un impianto come il rigassificatore collocato in area fortemente antropizzata e in adiacenza ad altri impianti a rischio di incidente rilevante. L’invito era partito dal sindaco di Capodistria Boris Popovic che aveva fatto presente come la costruzione del rigassificatore a Zaule «comporta considerevoli effetti negativi anche da questa parte del confine. Sono potenzialmente a rischio la qualità della vita, la salvaguardia della pesca, lo sviluppo del turismo e dell’attività marittima dai quali dipende l’esistenza della popolazione del Litorale e di tutta la Slovenia». «Si è trattato di un’iniziativa importante - ha rilevato al termine il sindaco di Trieste Roberto Cosolini - dalla quale abbiamo avuto la conferma di come i Comuni italiani e sloveni vicini abbiano sempre più motivi per lavorare assieme e per progettare assieme il proprio futuro. In questo caso abbiamo ribadito il no unanime al rigassificatore sia per ragioni ambientali che di sviluppo economico. Al di là di questa specifica emergenza è apparso chiaro come abbiamo bisogno di una politica comune che coinvolga non solo Italia e Slovenia, ma anche la Croazia, per quanto riguarda lo sviluppo dell’Adriatico». «Un no che vale doppio - ha commentato l’europarlamentare del Movimento 5 stelle, Marco Zullo - perché nella lista dei Progetti di interesse comune vagliata dall’Europa, la presenza di un impianto in Alto Adriatico è subordinata a un accordo previo con la Slovenia. Pertanto l'impianto non va realizzato, qualunque sia la decisione di Matteo Renzi». Anche Giorgio Cecco di FareAmbiente rileva infine come sia fondamentale trattare in un contesto unitario allargato ai Paesi confinanti tutta la strategia energetica dell’area alto-adriatica.

 

Fratelli d’Italia: «Il centrodestra si compatti a Muggia»

 

da “Il Piccolo”

martedì, 24 marzo  2015

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Abbiamo già individuato il nome da proporre come candidato sindaco: ora inizieremo il confronto con le forze del centrodestra muggesano per presentarci compatti alle prossime elezioni». Daniele Mosetti, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, ha raccolto l'invito del consigliere Christian Gretti (Pdl) a unire le forze in chiave anti centrosinistra in vista delle elezioni comunali del 2016. Mosetti traccia la linea, sulla falsariga di quanto proposto da Gretti: «La possibilità di realizzare una lista civica all'interno del centrodestra muggesano è una proposta in antitesi all'unica soluzione possibile di vittoria, ovvero il listone unico, già metodo funzionale per l'esperienza Dipiazza». Per l'esponente di Fratelli d'Italia, «per quanto il territorio sostenga preferibilmente la fiducia del singolo candidato rispetto a un voto d'appartenenza al partito, la configurazione migliore sarebbe l'aggregazione dei partiti in un unico soggetto composto dai rappresentanti proposti dai partiti ed altri esponenti del società civile». «L'auspicio - continua - è di condividere con le altre forze politiche del centrodestra una rosa di nomi capaci, motivati e rappresentativi del territorio iniziando, concordemente a quanto espresso da Gretti, a un piano di visibilità del candidato sindaco in largo anticipo rispetto l'ultima esperienza elettorale, esprimendo il nome prima della pausa estiva». Riguardo il programma, aggiunge: «Credo che questo debba essere condiviso e ripreso dai punti proposti nell'ultima campagna elettorale, in funzione della sconclusionata esperienza Nesladek e quindi dalle sempre attuali linee del programma del centrodestra». Da qui l'annuncio che il movimento tricolore «ha già individuato il nome da proporre come candidato sindaco, a breve sarà proposto al resto delle forze politiche. Conditio sine qua non: unico candidato e unico programma, frutto di un lavoro corale».

 

Il “no” transfrontaliero al rigassificatore

 

Oggi a Capodistria i sindaci dei Comuni costieri, da Trieste a Pirano, firmano un documento contro il progetto di Zaule

 

da “Il Piccolo”

martedì, 24 marzo  2015

 

wTRIESTE

A pochi giorni dalla doccia fred-

da giunta da Roma con l’ok alla

Via (Valutazione d’impatto am-

bientale) da parte del ministero

dell’Ambiente, gli amministra-

tori pubblici del territorio si riu-

niscono in un fronte comune

transfrontaliero per ribadire il

proprio no al rigassificatore pro-

gettato a Zaule. Lo fanno, come

dice da Trieste l’assessore co-

munale Roberto Treu, da un la-

to «per far sentire la propria

pressione sul governo italiano»

e spingere perché quello slove-

no confermi il proprio no; e

dall’altro «per dare sostegno» al-

la Regione Friuli Venezia Giu-

lia, la cui presidente Debora

Serracchiani è tornata qualche

giorno fa a ripetere la propria

contrarietà all’impianto.

Stamattina, alle 10 nel Palaz-

zo Pretorio di Capodistria, è in

programma infatti un incontro

pubblico al quale parteciperan-

no i sindaci (o delegati) dei Co-

muni di Trieste, Muggia, San

Dorligo della Valle-Dolina, Ca-

podistria, Isola, Pirano, Ancara-

no, nonché alcuni parlamenta-

ri sloveni e rappresentanti della

«sfera civile», come la definisce

il sindaco di Capodistria Boris

Popovic. In apertura dell’incon-

tro, anticipa Treu, verrà letto un

documento di contrarietà

all’impianto il cui testo è stato

concordato nei giorni scorsi; in

calce sarà apposta la firma dei

primi cittadini dei Municipi

presenti.

L’iniziativa, spiega ancora

Treu sottolineando l’unità di in-

tento dei Comuni costieri, è na-

ta dalla Città di Capodistria

d’intesa con Trieste (rappresen-

tata dal sindaco Roberto Cosoli-

ni), e con l’adesione delle altre

amministrazioni. Sono in gioco

«anche in Slovenia», riporta

una nota dal capoluogo giulia-

no, «la qualità della vita, la sal-

vaguardia della pesca, lo svilup-

po del turismo e dell’attività

marittima», punto quest’ulti-

mo sul quale da più parti si è in-

sistito, sottolineando le pro-

spettive di sviluppo dei traffici

del Porto di Trieste.

La questione del rigassificato-

re è tornata d’attualità da qual-

che settimana. Il 12 marzo scor-

so il sottosegretario all’Ambien-

te del governo Renzi, Silvia Ve-

lo, ha confermato il parere posi-

tivo della Commissione tecnica

Via-Vas, con prescrizioni. Il via

libera definitivo spetta al mini-

stero dello Sviluppo economi-

co, d’intesa però con la Regione

Fvg: Regione che, come sottoli-

neato da Serracchiani, quell’in-

tesa non intende concedere. E

dunque, come aggiunto dalla

stessa governatrice, la palla pas-

serà alla presidenza italiana del

Consiglio italiana. La stessa Ser-

racchani ha ricordato come il

progetto avesse già «suscitato la

contrarietà ufficiale della Slove-

nia». Tutte posizioni che i Co-

muni vogliono rafforzare ora

con il no transfrontaliero.

(p.b.)

 

lunedì , 23 marzo  2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

 

 

“Nuove” spiagge a Muggia. Via libera al cantiere

 

da “Il Piccolo”

domenica , 22 marzo  2015

 

La Conferenza dei servizi approva il progetto per Porto San Rocco-Punta Olmi

Alto gradimento per i reef e le scogliere frangiflutti. Lavori entro l’autunno

 

di Riccardo Tosques

MUGGIA

I lavori partiranno entro l’autun-

no. E il primo lotto sarà pronto

entro la prossima estate.

Il motto nesladekiano

“Riprendiamoci la costa” com-

pie un significativo passo in

avanti. Durante l’ultima Confe-

renza dei servizi per esaminare il

progetto definitivo sulle opere

di riqualificazione costiera con

finalità turistico balneare del

tratto Porto San Rocco–Punta

Olmi tutti gli enti convocati si so-

no espressi favorevolmente

all’approvazione del progetto.

Il progetto prevede una riqua-

lificazione generale di tutta la zo-

na del litorale muggesano che va

da Porto San Rocco a Punta Ol-

mi per un tratto di 1,3 chilometri

con nuovi spazi di parcheggio,

una pista ciclopedonale sul lato

mare che migliori la fruibilità

della costa e l’accesso agli spazi

balneari con un allargamento

verso mare, un riempimento

protetto da una mantellata e un

ripascimento in ghiaia da Porto

San Rocco sino all’ex Bagno del-

la Polizia. Spiaggia, piazzole e re-

ef artificiali saranno a disposizio-

ne dei bagnanti che potranno

godere di maggior sicurezza con

una nuova distribuzione del

marciapiede e barriere stradali

in legno ed acciaio. Nel suo com-

plesso, l’opera vale circa 7 milio-

ni di euro e si completerà con

l’altro progetto di sistemazione

del terrapieno di Aquario per un

altro chilometro.

La riqualificazione si accom-

pagna alla recentissima cessio-

ne delle famose piazzole al Co-

mune da parte della Provincia

cui si potrebbe aggiungere a bre-

ve il passaggio di proprietà

dell’adiacente strada provincia-

le del Lazzaretto, passaggio au-

spicato nella Conferenza dei ser-

vizi dalla stessa Soprintenden-

za, che spinge per una funzione

della strada stessa più consona

all’utilizzo turistico balneare e a

una mobilità sostenibile. Il pro-

getto ha raccolto l’apprezza-

mento degli enti titolati ad espri-

mersi sull’aspetto paesaggistico

e di tutela dell’ambiente in

quanto, come ha spiegato il Co-

mune, «riduce gradualmente

una ferita inflitta da una strada

costiera che divide la terra dal

mare creando quasi un limite in-

valicabile». Sono stati inoltre

molto apprezzati i reef semisom-

mersi che potranno avviare un

ripopolamento di flora e fauna

marina e le piccole scogliere

frangiflutti che preserveranno le

spiaggette naturali o artificiali

dall’erosione del moto ondoso.

L’amministrazione comunale

ha inserito l’opera nel program-

ma triennale delle opere Pubbli-

che (atto collegato al bilancio

previsionale 2015 approvato il

23 febbraio scorso), trovando

opportune risorse finanziarie

per partire con un primo lotto

entro l’anno, nonostante il patto

di stabilità interno e l’impossibi-

lità di accendere mutui. «Il pri-

mo lotto funzionale è attualmen-

te coperto mediante la vendita

di azioni/partecipazioni e l’alie-

nazione di immobili comunali

ma esistono comunque, da par-

te della Regione, garanzie di con-

versione di parte del contributo

concesso da conto interessi di

1,8 milioni in conto capitale an-

che se per un importo di circa

un quarto rispetto alla contribu-

zione originaria» riferisce l’asses-

sore ai Lavori Pubblici Marco Fi-

nocchiaro. Non è escluso che

durante l’anno si possano trova-

re ulteriori risorse provenienti

da oneri di urbanizzazione.

«Finalmente è arrivato il mo-

mento in cui, nonostante le sva-

riate difficoltà burocratiche, si

può iniziare a concretizzare il

progetto sulla costa come da im-

pegno preso coi nostri cittadini -

ha commentato il sindaco Nerio

Nesladek - È stato un iter defati-

gante, ma alla fine il risultato è

stato raggiunto. C’è ancora qual-

che problema con la presenza

del Sito inquinato nazionale, ma

non c’è dubbio che da ora in poi

ci consideriamo operativi.

 

 

Auto “invade” la ciclopedonale di Muggia

 

da “Il Piccolo”

sabato , 21 marzo  2015

 

Segnalazione di un gruppo di cittadini. Replica l’assessore Finocchiaro: «Una parte è a uso promiscuo»

 

di Riccardo Tosques

Cosa ci fa un'autovettura sulla

pista ciclopedonale nei pressi

del Rio Ospo?

E' quello che si sono chiesti

diversi frequentatori dell'area

che, soprattutto nei fine setti-

mana, passeggiano e vanno in

bicicletta lungo l'arteria creata

“ad hoc” per loro. Un utilizzo a

mo’ di parking che, quindi,

contraddiceva la vocazione

dell’infrastruttura.

In base alla segnalazione ar-

rivata da alcuni cittadini mug-

gesani, è stato evidenziata in-

fatti, onde evitare polemiche,

la necessità di capire se e per-

ché i veicoli abbiano il permes-

so di transitare in questa zona.

«Siamo convinti che, per pre-

tendere la sicurezza e il decoro

nella nostra città, si debba par-

tire da una cultura per il rispet-

to delle regole, questo a tutti i

livelli, piccoli problemi o gran-

di problemi restano problemi

e vanno affrontati allo stesso

modo senza distinzione»: suo-

nava in questi termini l'accora-

to appello dei cittadini, a dir

poco perplessi.

Pronta la replica e la rispo-

sta al quesito fornita dall'asses-

sore ai Lavori pubblici, sincero

fautore delle piste ciclabili a

Muggia, Marco Finocchiaro:

«Purtroppo quel tratto di cicla-

bile è utilizzato in modo pro-

miscuo nella parte iniziale dal-

la società Nautica Rio Ospo o

visitatori che vanno ai natan-

ti». «Nella parte di accesso alla

ciclabile, verso via San Cle-

mente - argomenta il pubblico

amministratore muggesano -

ci sono alcuni spiazzi per par-

cheggiare autoveicoli che so-

no anche utili a chi scarica bi-

ciclette o bambini. L'ingresso

comunque della Nautica Rio

Ospo, con proprio accesso e

strada, è dalla parte della foce

dell'Ospo».

Nello specificare la situazio-

ne Finocchiaro è comunque

categorico: «Chiaramente se

qualcuno utilizza una ciclabile

in modo promiscuo, anche

per un breve tratto, lo dovreb-

be fare con le cautele del caso

e fino dove ci sono i parcheggi.

Se poi uno utilizza la pista con

mezzi a motore dove non con-

sentito, viola il codice della

strada ed evidentemente va in-

contro a sanzioni».

Nel dettaglio di quanto se-

gnalato dai cittadini che han-

no inteso sollevare la questio-

ne, l'autovettura si muoveva

lungo la pista in modo lento,

ma comunque obbligando i

passanti a spostarsi. Il tutto,

però, come spiegato dall'asses-

sore renziano Finocchiaro, è

a norma di legge.

 

«Muggia scommetta sul turismo»

 

da “Il Piccolo”

venerdì , 20 marzo  2015

 

Il Rotary presenta un piano di sviluppo. Nesladek: «Giusto. Siamo la porta dell’Istria»

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Statisticamente il comparto turistico rende il 13% del Pil, per cui organizzare un progetto turistico garantisce oltre ai benefici diretti la creazione di un forte volume d'affari collaterale». È il pensiero del Rotary Club Muggia, che ha presentato ufficialmente il Piano di sviluppo turistico per la cittadina, realizzato attraverso uno studio elaborato con oltre mille interviste e un consulto con gli operatori locali e i visitatori della città. Particolare menzione è stata fatta per la Pro Loco Muggia, il soggetto individuato per la riorganizzazione del sistema turistico. «Muggia ha grandi potenzialità, è percepita in maniera positiva dai turisti ed esiste una buona coesione tra gli operatori del settore turistico, per cui bisogna creare una cabina di regia che permetta di strutturare azioni concrete e sinergiche» ha spiegato Francesco Comotti, il responsabile per Rotary del progetto. Un punto di vista condiviso dal sindaco Nerio Nesladek, che ha rimarcato la necessità di evidenziare le tipicità locali proponendo Muggia come “porta dell’Istria” anche grazie agli strumenti di collaborazione transfrontaliera come il Gect. «Quando abbiamo creato il Gect, che ora coinvolge 27 Comuni, l’idea era di estendere la collaborazione dall’Isontino alla Croazia e crediamo che questo strumento rappresenti una grande opportunità per il reperimento delle risorse utili a finanziare lo sviluppo turistico», ha detto il primo cittadino. «La “istroveneticità” è un elemento caratterizzante di Muggia e deve essere inserita nel progetto perché costituisce un unicum di carattere urbanistico e architettonico. Il brand che mi piacerebbe diffondere è “Muggia porta dell’Istria” per mostrare ai turisti tutto ciò che l’Istria è anche con tour virtuali – puntualizza Nesladek -. Muggia diventerebbe quindi una sorta di front office del sistema turistico istriano. Un altro elemento caratterizzante di Muggia è il mare ma è necessario sbloccare gli interventi sulla costa e in questo il Gect può essere lo strumento adatto». Concorde il vicesindaco Laura Marzi, che ha rimarcato l’importanza di sviluppare un turismo ecosostenibile ben incardinato agli assi di sviluppo previsto dal nuovo Piano regolatore al vaglio del Comune: «Lo studio del Rotary per trovare attuazione deve passare da una strategia coordinata».

 

Arriva l’orto “resistente” ai cambiamenti climatici

 

da “Il Piccolo”

venerdì , 20 marzo  2015

 

 Il Circolo di Muggia del Movimento decrescita felice inizia oggi alle 17 nella Sala Millo di Muggia, con la presentazione di “Un orto a prova di cambiamento climatico” dell’orticoltura familiare, una serie d’incontri per «il miglioramento della qualità della vita attraverso l’autoproduzione». Si spazierà dalla produzione di detersivi e cosmetici alla fitoterapia.

 

Muggia conquista le “piazzole”

 

da “Il Piccolo”

giovedì , 19 marzo  2015

 

La Provincia cede al Comune l’area sul lungomare che, d’estate, viene presa d’assalto dai bagnanti

 

di Riccardo Tosques

MUGGIA

Le piazzole poste sul lungomare

vicino al “molo a T” stanno per

cambiare padrone. La lunga si-

lenziosa querelle su una delle

aree più utilizzate dai muggesa-

ni per prendere la tintarella in

estate è vicina al suo epilogo:

«Abbiamo presentato istanza

per trasferire l’area al Comune

di Muggia - spiega l’assessore al-

le Infrastrutture della Provincia

di Trieste Vittorio Zollia - La ri-

chiesta di voltura è già arrivata

sul tavolo dell’Autorità portua-

le». Ancora ferma invece la situa-

zione del passaggio di proprietà

dell’adiacente strada provincia-

le del Lazzaretto. «Facciamo un

passo alla volta» afferma Zollia.

La silenziosa querelle riguar-

dante le piazzole sul lungomare

muggesano affonda le sue radici

negli anni Settanta. In base a

una concessione dell’area dema-

niale alla Provincia, l’area stessa

viene inquadrata come di perti-

nenza alla sovrastante asse stra-

dale che conduce al valico con

l’allora Jugoslavia. Di fatto si par-

la di una scogliera, atta a preve-

nire l’erosione marina dell’arte-

ria stradale, ma i muggesani (e

non solo) utilizzano le piazzole

durante la stagione estiva con

una chiara e semplice finalità tu-

ristico-balneare, vista anche la

presenza di scalette a mare. Le

brandine e gli asciugamani che

durante l’estate popolano

l’area, paradossalmente, sono

tutte abusive.

La vicenda va avanti per de-

cenni, senza troppa eco, sino al

2013 quando - a seguito delle nu-

merose lamentele per la situa-

zione delle piazzole, ridotte or-

mai a una groviera a causa dei

tanti buchi - la Provincia, solleci-

tata anche dal Comune di Mug-

gia, decide di intervenire. Stan-

ziando 36mila euro per riqualifi-

care la zona. Un’ottima notizia

per i bagnanti. Ma il problema

legale rimane non essendo quel-

la un’area con finalità turisti-

co-balneare. Per chiudere il cer-

chio Zollia promette di interes-

sarsi alla vicenda per trasferire la

concessione dell’area al Comu-

ne in modo da dare una definiti-

va (e adeguata) finalità turisti-

co-balneare alla zona.

Negli scorsi giorni l’ufficialità:

le piazzole stanno per diventare

di proprietà del Comune. «La ri-

chiesta di voltura al Demanio è

stata ufficialmente depositata –

puntualizza Zollia – quindi au-

spico che in un mesetto circa

l’area sarà formalmente di pro-

prietà del Comune di Muggia».

Soddisfatto il sindaco Nerio Ne-

sladek: «Questo è il frutto di un

lavoro portato avanti nei mesi

precedenti e di cui non possia-

mo che ringraziare la Provincia

per la grande disponibilità che ci

ha offerto».

Per il passaggio dalla Provin-

cia al Comune della strada “del

Lazzaretto”, le tempistiche si

prevedono più lunghe. «Ci stia-

mo lavorando e siamo in contat-

to con l’amministrazione comu-

nale di Muggia. Ma, poiché noi

dobbiamo mantenere un asse di

collegamento con l’ex zona del

valico con la Slovenia, siamo an-

cora alla ricerca di una soluzio-

ne» spiega Zollia. Nelle strategie

dell’amministrazione Nesladek

la strada provinciale dovrebbe

diventare un’area da gestire in

modo autonomo nell’ottica di

potenziare il lungomare ai fini

balneari, magari anche tramite

la realizzazione di qualche ordi-

nanza temporanea durante

l’estate, e un più agevole cammi-

namento da parte di pedoni e ci-

clisti. Fiducioso il sindaco Nesla-

dek.

 

 

 

Rigassificatore, il cerino in mano a Renzi

 

da “Il Piccolo”

giovedì , 19 marzo  2015

 

Serracchiani: «La Regione non concederà l’intesa al ministero. E quindi la decisione spetterà alla presidenza del Consiglio»

 

di Silvio Maranzana

«L’intesa con il Ministero per

lo sviluppo economico da par-

te della Regione è necessaria.

Se non viene raggiunta, la palla

passa alla presidenza del Con-

siglio. E quale sia la posizione

di questa amministrazione re-

gionale è evidente». Sul rigassi-

ficatore di Trieste dunque la

decisione finale spetterà nien-

temeno che al premier Matteo

Renzi. Lo ha detto chiaramen-

te ieri sera Debora Serracchia-

ni alla tavola rotonda incentra-

ta sull’impianto di Gas Natural

previsto a Zaule e organizzata

dal Propeller club. «La nostra

non è una contrarietà pregiudi-

ziale agli impianti di rigassifica-

zione ma è incentrata su que-

sto tipo di impianto in questa

specifica ubicazione - ha spie-

gato la presidente - la conside-

riamo un’opera invasiva in por-

to e già incompatibile con gli

attuali flussi di traffico (osser-

vazione che sarà poi contesta-

ta da alcuni operatori), ma so-

prattutto non sostenibile con il

futuro sviluppo delle infrastrut-

ture. Ancora, prendiamo atto

che non è più considerata

un’opera strategica dall’Unio-

ne europea che prevede generi-

camente un rigassificatore in

Alto Adriatico e ha già suscita-

to la contrarietà ufficiale della

Slovenia. Infine va rilevato che

la Valutazione d’impatto am-

bientale favorevole al rigassifi-

catore è invece ancora aperta

con obiezioni forti e pregnanti

sul gasdotto che dovrebbe col-

legare l’impianto alla rete».

«La relazione Via che pure si

conclude con il parere favore-

vole sul rigassificatore - ha cal-

cato la mano il commissario

dell’Autorità portuale Zeno

D’Agostino - mette in rilievo

come l’attuale progetto del me-

tanodotto sia incompatibile

con il traffico delle navi e dun-

que vada cambiato. Nel Piano

regolatore del porto l’impianto

di rigassificazione non è previ-

sto e al Tavolo del Mise ribadi-

rò la mia più netta contrarietà -

ha proseguito D’Agostino - In

questo caso mi trovo su una li-

nea di perfetta continuità con

chi mi ha preceduto alla Torre

del Lloyd».

Nell’incontro introdotto dal

presidente del Propeller club

Fabrizio Zerbini e moderato da

Riccardo Coretti, su analoghe

posizioni di contrarietà si sono

espressi sia l’assessore comu-

nale all’Ambiente Umberto

Laureni che il sindaco di Mug-

gia Nerio Nesladek, che la pre-

sidente della Provincia Maria

Teresa Bassa Poropat. Paolo

Rovis, consigliere comunale di

Ncd ha rifatto il percorso stori-

co evidenziando come nei pri-

mi anni del progetto che affon-

da nel lontano 2004 fossero fa-

vorevoli buona parte delle for-

ze politiche e secondo un son-

daggio anche il 51% dei cittadi-

ni di Trieste. In questo senso

apprezzabile l’outing del sinda-

co Roberto Cosolini: «Ebbene

sì, ho cambiato idea e non ho

paura a dirlo. L’ho fatto perché

le carenze documentali da par-

te di Gas Natural, che non ha

mai accettato il contradditto-

rio con la popolazione, sono

state pesanti e ripetute e per-

ché si sarebbe creato il rischio

che lo scalo di Trieste venisse

considerato a livello nazionale

un porto energetico con conse-

guente dirottamento, magari a

Venezia, di container e traghet-

ti». Ulrike Andres, presidente

Siot, ha lanciato un vero e pro-

prio appello ai politici presenti

perché si battano contro il ri-

gassificatore «perché i nostri

azionisti - ha denunciato - non

sarebbero affatto contenti se

un gasdotto passasse sotto i no-

stri pontili e potrebbero dirot-

tare le petroliere, che ormai so-

no oltre 500 all’anno, a Marsi-

glia».

Ma la discussione si è anima-

ta nel finale con il presidente

degli Agenti marittimi Piero

Busan che ha sottolineato che

«tutte le opportunità che porta-

no lavoro vanno valutate con

attenzione» e Michela Catta-

ruzza di Confindustria Venezia

Giulia che ha ricordato come

Gas Natural prevedesse «500

milioni di investimenti con for-

ti ricadute sul territorio». La

questione del traffico maritti-

mo ha scatenato Franco Tonel-

li capo dei Piloti del porto:

«Troviamo tutte le contrarietà

che vogliamo al rigassificatore,

ma non certo l’ingorgo in ma-

re: cento metaniere all’anno

non bloccano un bel nulla. I

politici non possono parlare di

ciò che non sanno; se smonto

un orologio e mi avanzano

quattro rotelline vuol dire che

non sono un orologiaio».

 

“Ti parlerò d’amor” a Muggia

nella Berlino anni Trenta

 

da “Il Piccolo”

giovedì , 19 marzo  2015

 

 

Una storia che si sviluppa mu-

sicalmente dal cabaret al musi-

cal in prima nazionale a Mug-

gia. Al teatro Verdi, domani e

sabato alle 20.30, va in scena

“Ti parlerò d’amor” di Gianni

Gori e Alessandro Gilleri con

Marzia Postogna e Andrea Bi-

netti, co-produzione della Gol-

den Show (www.golden-

showtrieste.com) con il Comu-

ne di Muggia - in collaborazio-

ne con l’associazione Tnaos

nell’ambito della rassegna

“Muggia Cabaret” - che, tra

prosa e musica, parla di diver-

sità nella Germania degli anni

’30.

L’ambientazione voluta dal

regista Tommaso Tuzzoli e

ideata dallo scenografo Pierpa-

olo Bisleri rende in modo

astratto, ma simbolico, il cli-

ma di quel periodo. Uno scivo-

lo prospettico rappresenta il

perimetro della stanza dove si

svolge la vicenda e dove padro-

neggia il simbolo del paragra-

fo 175: quello della repressio-

ne nazista contro la diversità.

Nella Berlino degli anni Trenta

due sfortunati artisti di caba-

ret (coppia di fatto per recipro-

co interesse) cercano – oltre a

un lavoro sia pur precario –

l’occasione per rilanciare altro-

ve la propria carriera. L’atmo-

sfera non promette nulla di

buono: sono i tempi delle

Olimpiadi, ma anche delle leg-

gi razziali. Lei sogna di rag-

giungere in America la Dietri-

ch che un giorno lontano le

scrisse una lettera d’incorag-

giamento; lui, più realistica-

mente, pensa a Parigi (genero-

sa nell’accoglienza e nella li-

bertà agli artisti) o all’Italia. Ne

nascono itinerari incrociati

scanditi da situazioni comi-

che, momenti di poesia, sogni,

ricordi e memorie musicali:

un percorso affascinante dalla

drammatica e toccante conclu-

sione.

«Il progetto – spiega Tuzzoli,

napoletano che da alcuni anni

vive in regione, prima a Trieste

e poi a Udine - intende combi-

nare una storia ambientata nel

’36 con musiche di autori di

quel periodo eseguite e arran-

giate in un lavoro di adatta-

mento da Corrado Gulin. Mu-

sica e prosa si fondono insie-

me e i brani musicali di Weill,

Hollaender, Stolz diventano

quasi dei monologhi che van-

no a sottolineare lo stato emo-

tivo dei due protagonisti, inter-

pretati da Marzia Postogna e

Andrea Binetti. Dal punto di vi-

sta scenico, ci siamo ispirati

all’architettura dei giardinetti

di epoca nazista: il pavimento

diventa il perimetro dell’ap-

partamento dove sono calati i

personaggi e grazie alle luci Ni-

no Napoletano e agli effetti so-

nori Federico Dal Pozzo cer-

chiamo di dare vita a un gioco

continuo tra realtà e sogno. La

dicotomia su cui tutto è incen-

trato è quella tra la realtà della

Berlino nazista e i sogni di due

artisti che, attraverso l’arte,

cercano di dare forma alle pro-

prie aspirazioni. Per me è stata

una novità assoluta confron-

tarmi con la musica: io e i due

eccellenti attori cantanti veni-

vamo da mondi diversi, ma es-

sersi incontrati è stata una bel-

lissima scoperta».

Info e prenotazioni da Tic-

ketpoint di corso Italia a Trie-

ste e La Rambla Viaggi in corso

Puccini a Muggia. All’Hotel Ri-

storante Al Lido sarà possibile

cenare con gli artisti (è gradita

la prenotazione allo

040-273338).

Gianfranco Terzol

 

Addio a “Rudy Rosso” guardia del corpo di Vidali

 

da “Il Piccolo”

mercoledì , 18 marzo  2015

 

Rodolfo Flego, protagonista della Resistenza, si è spento all’età di 95 anni
Fu per vent’anni a fianco del “Comandante Carlos” muggesano

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Protagonista della Resistenza antifascista, sopravvissuto al campo di sterminio di Dachau, autista personale nonché bodyguard di Vittorio Vidali, il “Giaguaro” muggesano. All’anagrafe era registrato con il nome di Rodolfo Flego, ma a Muggia come a Trieste era per tutti Rudy Rosso: rosso, come i suoi capelli da giovane, rosso come il suo cuore comunista che ha smesso di battere pochi giorni fa. Flego nasce nella sua amatissima Trieste il 18 agosto 1919 da padre portuale e madre casalinga, una «famiglia proletaria», come Rudy stesso amava spesso sottolineare. Lasciata la scuola in terza elementare, Flego inizia a lavorare in una macelleria, per poi spostarsi nella piccola fonderia Kozman. Qui, come raccontava lo stesso Rosso, iniziano le prime questioni di natura politica: «Un giorno il direttore mi ha mandato a chiamare e mi ha chiesto se ero iscritto al Partito fascista. Ho ribattuto che non mi occupavo di politica. Mi ha risposto: “O ti iscrivi o dobbiamo licenziarti”. Dopo otto giorni mi sono trovato in strada». Da lì inizia il suo rapporto con il porto dove lavorano il padre Giuseppe e lo zio Carlo. Nel 1937 viene arrestato dai carabinieri e rimane quasi un anno in carcere in seguito ad una rissa con un gruppo di fascisti. A 19 anni, pochi mesi prima dello scoppio della Seconda Guerra mondiale, inizia la leva militare sull’isola greca di Stampalia, la più occidentale del Dodecaneso. Viene rimpatriato a La Spezia nel 1943 prima dell’Armistizio dell’8 settembre. Al suo ritorno a Trieste entra a far parte della Resistenza, grazie anche all’amico Attilio Bari, aderendo ai Gruppi di Azione Patriottica, seguendo così la fidanzata Luigia “Gigetta” Cattaruzzi. La squadra, guidata da Sergio Cermeli, è molto attiva in città dedicandosi clandestinamente a vergare scritte sui muri, distribuire volantini, coperte, vestiti e armi ai partigiani. Rodolfo viene arrestato il 6 aprile 1944: processato e incriminato per attività sovversiva contro lo Stato fascista, dopo lunghi e pesanti interrogatori condotti dagli ispettori Luigi Maraspin e Gaetano Collotti, rimane rinchiuso nel Coroneo sino al 31 maggio. Il 2 giugno viene condotto in Stazione centrale e fatto salire su un carro bestiame: destinazione Dachau. La fidanzata Gigetta Cattaruzzi, invece, troverà la morte in Risiera appena venti giorni dopo. In Germania, nel sottocampo di Blaichach, Rosso riesce a farsi impiegare come tornitore meccanico nella fabbrica di carro armati della Bmw. Nel caldo della fabbrica, nonostante rischi la fucilazione per aver sabotato un macchinario, riesce a sopravvivere al rigido inverno e alla fame sino all’8 maggio, giorno in cui il campo viene liberato dalle truppe francesi. Il 18 giugno è di nuovo a Trieste: quando la madre Emilia lo accoglie con le lacrime, di fronte a sé ha un uomo di 26 anni, alto 184 centimetri, di 47 kg. Torna a lavorare in porto, si iscrive al Pci e nel 1949 si sposa a San Vincenzo de’ Paoli con Vanda Lucas da cui avrà la figlia Nadia. Ben presto Rodolfo coglie l’opportunità di un nuovo lavoro: diventa autista personale del dirigente comunista di Muggia, nonché futuro senatore del Pci, Vittorio Vidali. Un lavoro che durerà per ben vent’anni. «Vidali e mio padre erano prima di tutto amici e militanti del Partito: ovunque girasse in Italia, Vidali aveva accanto Rudy Rosso, quasi fosse una guardia del corpo», racconta la figlia di Flego, Nadia Frezza. Dal 1967 al 1979 Rodolfo torna a lavorare in Porto - il lavoro è più redditizio rispetto a quello di autista - sino al conseguimento della pensione. Flego vivrà a Trieste sino ai 92 anni. Poi, in seguito ad un incidente in cui si procura la frattura del bacino, raggiunge la figlia a Scandriglia, paese di 3mila anime in provincia di Rieti. Qui trova anche il genero Giuseppe, i nipoti Gianni e Veronica e il pronipote Riccardo. «Ma era sempre una lotta con lui, perché voleva tornare a Trieste, nel rione di Ponziana, doveva aveva lasciato la sua casa», ricorda la figlia. Rodolfo Flego è spirato all’età di 95 anni. Sabato mattina, alle 10, le ceneri di Rudy Rosso verranno sparse in mare, a Grignano, per l’ultimo abbraccio con la sua amata Trieste.

 

 

 

 

Strada del Lazzaretto Ok a 500mila euro

 

da “Il Piccolo”

mercoledì , 18 marzo  2015

 

L’assessore regionale alla Protezione civile Paolo Panontin ha firmato il decreto con il quale viene assegnato al Comune di Muggia un finanziamento di 500 mila euro per un intervento urgente di messa in sicurezza della strada provinciale del Lazzaretto. L’intervento, che il Comune dovrà completare entro fine 2015, consisterà nella pulizia e nel taglio della vegetazione che grava sul versante che dalla sommità del promontorio di Punta Sottile scende fino al mare e nella realizzazione di opere di raccolta e sgrondo delle acque, oltre alla creazione di un nuovo canale a cielo aperto, compatibile con la quantità di acqua convogliata e, quindi, «in grado di fronteggiare nuovi eventi calamitosi, come quelli occorsi lo scorso autunno», ha spiegato Panontin.

 

La storia di Zindis approda in Regione

 

da “Il Piccolo”

mercoledì , 18 marzo  2015

 

Quando la Comunità fa memoria costruisce un ponte tra il passato e il futuro e attorno ai momenti del racconto e dell’ascolto si riscoprono relazioni e reti per un nuovo dialogo che diventa accoglienza, sostegno e solidarietà. È la filosofia del progetto integrato Habitat - Microarea Zindis portato avanti dal Comune di Muggia, dall’Azienda sanitaria e dall’Ater Trieste in collaborazione con la cooperativa Sociale La collina, diverse associazioni e molti cittadini, da cui è scaturita l’esperienza “Zindis - storia di un Borgo, storia di uomini e donne”, presentata ieri al presidente del Consiglio regionale Franco Iacop. Il progetto sarà promosso a Muggia dal 24 marzo al 5 aprile con un programma di iniziative comprendenti un convegno, una mostra fotografica, un libro (con le storie di 8 abitanti del piccolo centro) e la presentazione di un documentario video realizzato dal regista Luca Quaia che ha raccolto le storie di una trentina di persone emblematiche di un intero mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stipendio gonfiato al Comune di Muggia

 

da “Il Piccolo”

martedì , 17 marzo  2015

 

L’ex direttore generale Cerini dovrà restituire settemila euro per l’aumento concesso al capo del servizio amministrativo

 

di Corrado Barbacini wTRIESTE Quasi settemila euro di aumento di stipendio per il responsabile del servizio amministrativo di Muggia: un bonus che non gli spettava. Così l’ex direttore generale del Comune di Muggia, Antonio Cerini, questi soldi li dovrà pagare di tasca sua. Lo ha stabilito la sezione giurisdizionale della Corte dei conti presieduta da Alfredo Lener e composta da Paolo Simeon e Giancarlo Di Lecce. I giudici, condannando l’ex dirigente generale, hanno accolto le richieste del viceprocuratore Emanuela Pesel Rigo. Cerini è stato difeso dall’avvocato Gianfranco Carbone. È stato accusato di aver attribuito illecitamente in favore del responsabile del servizio amministrativo una retribuzione determinata in misura superiore ai limiti previsti dalla contrattazione collettiva. L’indagine contabile, riferita al 2008, è partita dopo la segnalazione di un’organizzazione sindacale. Era emerso che Cerini aveva riconosciuto al responsabile del servizio amministrativo una retribuzione di posizione annua lorda di 14mila euro determinata in misura superiore ai limiti previsti dal contratto. Nella segnalazione era stato evidenziato che il compenso non poteva nemmeno ritenersi giustificato per quanto è previsto nei casi in cui l’esercizio di funzioni amministrative in forma associata avesse comportato una diminuzione delle posizioni organizzative degli enti partecipanti dal momento che alcuni servizi erano in comune con San Dorligo e Savogna. Infatti, a tal proposito, era stato sottolineato che nel Comune di Muggia la funzione relativa ai servizi sociali - l’unica ad essere svolta in forma associata - non aveva comportato alcuna riduzione del numero di posizioni organizzative. Per questo motivo i giudici della Corte dei conti hanno ritenuto che l’erogazione del maggior importo di settemila euro rispetto al limite contrattuale di euro 10mila rappresentasse un danno a carico delle finanze dell’Ente. Il pm ha anche escluso la possibilità del riconoscimento dell’indennità di posizione in misura massima e la corresponsione dei diritti di segreteria. Il difensore Gianfranco Carbone, da parte sua, ha posto in evidenza l’appplicazione corretta e puntuale da parte del funzionario delle norme di legge. Ha contestato altresì l’affermazione secondo cui la stipulazione della convenzione di segreteria non avrebbe determinato un aggravio di lavoro per il vicesegretario il quale beneficiava non solo della retribuzione di posizione ma anche dei diritti previsti dal contratto. Ma i chiarimenti sono stati ritenuti non idonei a superare le contestazioni formulate nell’invito a dedurre. Da qui la sentenza di condanna a pagare la differenza di 7mila euro.

 

Muggia punta sulla costa con park e pista ciclabile

 

da “Il Piccolo”

martedì , 17 marzo  2015

 

conferenza dei servizi

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Nuovo appuntamento con la Conferenza dei Servizi sul futuro della costa muggesana. Dopo la positiva conclusione del primo incontro per l’esame del progetto definitivo relativo alle opere di riqualificazione costiera con finalità turistiche e balneare del tratto da Porto San Rocco a Punta Olmi, mercoledì 18 marzo si scriverà forse un nuovo capitolo della storia muggesana. A inizio settembre il primo appuntamento, infatti, aveva visto l’espressione dei pareri di competenza che sostanzialmente approvavano il progetto, a cui era seguito poi, a metà dicembre, il secondo step che aveva visto decretato dalla Regione il provvedimento conclusivo della verifica di non assoggettabilità alla procedura di Via, con alcune osservazioni, successivamente recepite ed elaborate dai progettisti ed uffici comunali. Si vedrà, ora, se questo nuovo appuntamento sarà la sede di ulteriori valutazioni oppure, come auspica vivamente l'amministrazione Nesladek, troverà una conclusione. Un progetto importante per il territorio, come non manca mai di ricordare il sindaco Nerio Nesladek, «sia dal punto di vista della fruibilità balneare dei residenti, sia dal punto di vista dell’avvio di attività economiche che nello sviluppo della costa troveranno un notevole volano». «Un progetto al quale la Regione - prosegue il primo cittadino -, consapevole dell’importanza di questo intervento, ha concesso un finanziamento cospicuo e per il quale già ci sono gli opportuni contatti transfrontalieri nella direzione di una programmazione unitaria dello sviluppo della costa». Nello specifico, il progetto prevede nuovi spazi di parcheggio e una pista ciclopedonale sul lato mare che migliori la fruibilità della costa e l’accesso agli spazi balneari con un allargamento verso il mare, un riempimento protetto da una mantellata e un ripascimento in ghiaia da Porto San Rocco sino all’ex Bagno della Polizia. Spiaggia e piazzole a disposizione dei bagnanti che potranno godere di maggiore sicurezza con una nuova distribuzione del marciapiede e del guardrail. L’opera, nel suo complesso, vale circa 7 milioni di euro e prevede la sistemazione di un tratto di costa dello sviluppo di 1,3 km da Porto San Rocco fino a Punta Olmi, che si completerà sinergicamente con l’altro progetto di sistemazione del terrapieno di Aquario per un altro chilometro.

 

 

Il super radar restituisce i resti dell’antica Tergeste

 

da “Il Piccolo”

martedì , 17 marzo  2015

 

Importante scoperta effettuata da un’équipe di scienziati coordinati dall’Ictp
Trovati al confine con la Slovenia i resti di un accampamento militare del 178 a.C.

 

Un ritrovamento archeologico destinato a fare storia. Sono stati scoperti infatti i resti dell'antica Tergeste romana, l'antenata di Trieste: si tratta di un accampamento militare romano affiancato da due forti minori e probabilmente costruito nel 178 avanti Cristo. È anche la prima fortificazione militare romana mai individuata in Italia. Annunciata sulla prestigiosa rivista dell'Accademia di Scienze degli Stati Uniti (Pnas), la scoperta si deve al gruppo coordinato dall'archeologo Federico Bernardini, dell'Istituto Internazionale di Fisica Teoretica Abdus Salam di Trieste e del Museo Storico della Fisica e Centro di Studi e Ricerche Enrico Fermi a Roma. I dettagli della preziosissima campagna archeologica verranno svelati questa mattina nel corso di una conferenza stampa al Museo Orientale di via San Sebastiano, a cui prenderà parte il responsabile della campagna archeologica. I ricercatori dell’équipe delle due realtà scientifiche hanno utilizzato un radar ottico chiamato lidar (light detection and ranging), montato su un aeromobile, e il georadar per analizzare il paesaggio archeologico della zona di Trieste, vicino al confine con la Slovenia. Grazie al lidar è stata ottenuta una mappa dall'alto che è stata poi analizzata nel dettaglio con il georadar. Sono state così individuate le strutture sepolte: il campo principale, chiamato San Rocco, e i forti più piccoli Grociana piccola e Montedoro. Il campo grande si estende su 13 ettari, quanto 13 campi da calcio, ed è strategicamente situato nei pressi della baia di Muggia, un porto naturale protetto. «Gran parte dei resti affiorano sulla superficie e appaiono come dossi coperti da vegetazione», spiega Bernardini. La loro conservazione si deve alla Bora, «che nell'area - rileva l'esperto - è così intensa da aver impedito sia la coltivazione sia l'edificazione e il terreno nei secoli è stato adibito solo a pascoli». La datazione dei resti di epoca romana è stata possibile grazie ai frammenti di anfore scoperti nella zona, che per lo stile (greco- italico) e i materiali impiegati (minerali vulcanici) sono state realizzate in Lazio e Campania fra fine terzo secolo avanti Cristo e inizio secondo secolo avanti Cristo. I Romani, spiega ancora l’archeologo e coordinatore del gruppo di ricerca Bernardini, costruirono probabilmente il campo di San Rocco durante uno dei conflitti con gli Istri (178-177 a.C). Secondo gli autori dell’importantissima ricerca il campo è uno dei primi esempi di fortificazioni militari romane, da cui si sono sviluppate numerose città moderne lungo il Mediterraneo.

 

lunedì , 16 marzo  2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

Il Pd si affida all’esperienza di Nesladek

da “Il Piccolo”

domenica , 15 marzo  2015

 

Il sindaco di Muggia eletto quasi all’unanimità dall’assemblea provinciale del partito. Prende il posto del dimissionario Cok

di Fabio Dorigo Non si rottama più. Il Pd triestino, dopo l’esperienza del giovane precario storico, cambia verso al renzismo e punta sul riciclo. Il medico Nerio Nesladek, candidato unico con l’avallo dei circoli, è stato incoronato ieri segretario provinciale del Pd al posto del dimissionario Štefan ‹ok che ha giusto solo trent’anni in meno. Un renziano “stagionato” al posto di un cuperliano di belle speranze. «A Muggia è in vigore un altro calendario e in realtà siamo più giovani di quello che sembra» scherza il sindaco al secondo mandato della cittadina istroveneta che, nonostante i suoi 62 anni è al suo primo vero incarico politico se si esclude il posto (delega alla Sanità) che ha occupato nella segreteria regionale di Antonella Grim. Una candidatura di servizio come si diceva una volta. La stessa che un anno fa, prima che Debora Serracchiani s’inventasse di sana piana la candidatura Grim, era stata avanzata per l’incarico regionale. In quell’occasione Nesladek, renziano di ritorno, fece un passo indietro ma senza alcun problema . L’assemblea provinciale del Pd, che si è riunita ieri pomeriggio al Teatro dei Fabbri, l’ha eletto segretario con 50 voti a favore e 2 schede bianche. Una è la sua. «Mi hanno insegnato così da piccolo. Non si vota per se stessi» precisa il sindaco di Muggia. Resta il mistero sull’altra scheda bianca che macchia appena i “percorsi unitari per la segreteria” di cui vanno fieri ‹ok e Grim («A Trieste vince l’unità»). Fu così per Roberto Cosolini, Francesco Russo, ‹ok e ora per Nesladek. «La direzione provinciale mi ha affidato il mandato di cercare una soluzione unitaria, che consenta da subito al Pd di impegnarsi a fondo sul territorio in un anno che rappresenta la vigilia di elezioni comunali fondamentali a Trieste e Muggia - spiega il segretario uscente ‹ok -. Questa soluzione è stata trovata nella persona di Nerio Nesladek, che per le sue caratteristiche di competenza, sintesi ed esperienza ha unito le diverse componenti del partito. La consapevolezza che il percorso unitario ha avuto successo è per me momento di grande soddisfazione. Il nuovo segretario potrà contare su tutto il mio sostegno». Come su quello di Grim che ha sostenuto con convinzione la scelta di Nerio. In cuor suo, probabilmente, avrebbe preferito un segretario “giovane e aitante”, ma non c’era la fila fuori dopo dimissioni di Stefan. «Abbiamo un segretario che sa coniugare esperienza e rinnovamento» dice trovando al volo le parole giuste per fare la sintesi politica. Nerio è senza dubbio segretario ideale per affrontare le sfide che attendono il partito. «Il Pd provinciale deve giocare la partita delle amministrative e del rilancio del ruolo della città capoluogo con forza e lungimiranza» spiega la segretaria regionale. Su questo Nesladek, riuscito a dare un’identità transfrontaliera a Muggia, può fare molto. «L’orizzonte è grande, ampio» spiega il neosegretario a cui non manca la fiducia e l’entusiamo per affrontare la sfida di Trieste che torna grande. «Con Cosolini puntiamo non solo a vincere le elezioni del 2016 ma soprattutto a proseguire nel processo di cambiamento della città per gli anni futuri. Sono certo che il Pd disponga di tutte le risorse per farlo al meglio» spiega prenotando un secondo mandato per il sindaco del capoluogo e allontanando anche solo l’idea delle primarie. «Abbiamo già dato» taglia corto. «Ho messo bene in conto la fatica il tempo. Dobbiamo mettendo in piedi il migliore programma per Trieste. Questa città è già cambiata. Cominciano ad arrivare investimenti. La sdemanializzazione è la grande sfida» butta lì Nesladek che dovrà d’ora in poi coniugare l’attività di ambulatorio con quella della segreteria provinciale del Pd. «Non mi spaventa l’impegno, ha messo in conto tutto. Sarà un compito impegnativo che porterò a termine». Stesse parole di Cok due anni fa. Trent’anni di differenza.

 

Le primarie tentano il Pdl muggesano

 

da “Il Piccolo”

domenica , 15 marzo  2015

 

Proposta di Gretti per individuare il candidato sindaco: «Facciamole a giugno»

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Ripetere gli errori di quattro anni fa sarebbe un suicidio politico». Dritto allo stomaco, senza troppi indugi Christian Gretti, consigliere comunale muggesano eletto nelle fila del Pdl-Berlusconi per Prodan sindaco, inizia a smuovere le acque in vista delle elezioni che tra pochi mesi rinnoveranno l’amministrazione comunale rivierasca. «I tempi sono maturi per prepararci al meglio – ammonisce l’esponente dell’opposizione – e sia chiaro che questa volta non possiamo sbagliare». Da quando si è conclusa la 62° edizione del Carnevale, le forze politiche di tutti gli schieramenti sono in costante fermento e il motivo è presto detto: tra un anno circa Nerio Nesladek lascerà il suo posto di sindaco. E se nel centrosinistra, per ora, tutto tace, il centrodestra muggesano invece inizia a scoprire ufficialmente le carte. Attualmente la situazione che si presenta in Consiglio comunale vede una frammentazione dell’opposizione senza precedenti. Il panorama è composto da Ferdinando Parlato (Un’altra Muggia), Daniele Mosetti (Fratelli d’Italia), Claudio Di Toro (indipendente, eletto coi voti della Lega Nord) e dal gruppo consigliare del Pdl formato da Paolo Prodan (Nuovo Centrodestra), Claudio Grizon (Ncd), Nicola Delconte (Ncd), Dario Grison (Forza Italia) e dallo stesso Christian Gretti, recentemente fuoriuscito da Ncd e quindi, di fatto, svincolato da ogni partito. «Tutte le realtà politiche che non vogliono la continuità con l’amministrazione degli ultimi nove anni dovrebbero riunirsi in un progetto serio» spiega Gretti. La ricetta per abbracciare le tante anime del centrodestra muggesano è così delineata: «Con un po' di umiltà da parte di tutti, poiché nessuno deve avere la presunzione di avere la verità in tasca, abbiamo capito che ripetere gli errori di 4 anni fa sarebbe un suicidio politico». «Di fatto se andiamo ad analizzare i numeri delle ultime elezioni il centrosinistra prese più o meno gli stessi voti della tornata elettorale precedente. Quello che mancò – stigmatizza ancora Gretti - furono i voti del centrodestra. Il non dare senso di compattezza e individuare il candidato sindaco (Paolo Prodan, ndr) all’ultimo minuto fu uno sbaglio». Ma chi potrebbe riunire il centrodestra? Gretti indica la strada: «Fermo restando che da solo il “nome” non basta, ci vuole un progetto e ci vogliono forze e volti nuovi. Una strada per individuare il nome del possibile candidato potrebbe essere quella delle primarie a metà giugno, quindi prima delle ferie estive, dando così il tempo al candidato di poter lavorare nel miglior modo in vista delle elezioni del prossimo anno». Affermando che sia Lega, sia la “lista ombra” di Paolo Cigui potrebbero rientrare nel progetto, «l’importante è che nessuno ponga veti pregiudiziali ma che porti proposte concrete». L’idea della lista civica di centrodestra, di cui da tempo si parla a Muggia, potrebbe essere una delle soluzioni. «Chi non si sente rappresentato dagli attuali partiti nazionali può e deve avere la possibilità di poter far sentire la propria voce – conclude Gretti – senza dimenticare comunque la strada del listone unico». Una scelta, quest'ultima, che ai tempi delle elezioni di Roberto Dipiazza fu per il centrodestra l’ultima carta vincente.

 

La corsa dei muggesani all’agricoltura

 

da “Il Piccolo”

sabato  , 14 marzo  2015

 

Boom di adesioni al nuovo corso di formazione pratica e teorica. Le 32 lezioni iniziano lunedì

 

MUGGIA Oltre 200 iscritti. E le preadesioni sono ancora aperte. Sono i numeri raggiunti dal nuovo appuntamento del Comune di Muggia che a partire da lunedì promuoverà il corso di formazione teorica e pratica su “Agricoltura e Forestazione”. Dopo il notevole successo dei corsi tenuti nel 2007, 2008, 2009 e 2010 sull’olivicoltura, la viticoltura, la frutticoltura e l’orticoltura e, nel 2011, di quello riassuntivo di tutti gli argomenti trattati in precedenza, il Comune ha deciso di tornare su un argomento evidentemente nel cuore dei muggesani. «Abbiamo ritenuto potesse essere di interesse per la comunità riproporre il progetto organizzando un corso che riprendesse le tematiche già proposte in precedenza, integrato però con argomenti riguardanti la forestazione», spiega l’assessore all’Ambiente Fabio Longo. In tal modo, oltre a consolidare le nozioni già sviluppate per una corretta gestione delle diverse pratiche agricole, si svilupperanno anche quelle forestali, finalizzate allo sviluppo della produzione e qualità dei prodotti del territorio e della qualità dell’ambiente. «L’amministrazione ritiene importante incentivare e promuovere il comparto dell’agricoltura a Muggia, prevedendo lo svolgimento di specifici corsi di studio e di formazione non solo per tutti gli operatori agricoli, ma anche per tutti i cittadini interessati, individuando nello sviluppo del comparto dell’agricoltura del territorio del Comune di Muggia, e nella “formazione degli operatori”, uno degli obiettivi strategici e prioritari per la crescita economica, la valorizzazione dei prodotti locali e lo sviluppo della qualità dell’ambiente in cui viviamo», aggiunge Longo. Il corso, la cui frequentazione è a titolo gratuito, si svolgerà durante tutto l’arco dell’anno, in modo da rendere maggiormente efficace l’intervento formativo sulla scia dei corsi precedenti e per rispondere agli adempimenti stagionali che devono essere svolti sulle piante. Appuntamenti settimanali con uscite sul campo per un totale di 32 incontri nei quali le lezioni in aula si svolgeranno al Teatro “Verdi” di Muggia a cura di Paolo Parmigiani, dottore agronomo e forestale oltre che divulgatore agricolo della Regione, nonché esperto assaggiatore di olio d'oliva. Il primo incontro è fissato per lunedì alle 18, al “Verdi”. Il tema proposto? “Uno sguardo al territorio. Aree urbanizzate e spazi agricolo-forestali: l’evoluzione di 50 anni”. (ri.to.)

 

«Pasticcio romano sul rigassificatore»

 

da “Il Piccolo”

sabato  , 14 marzo  2015

 

La Provincia chiede al ministero dell’Ambiente di annullare la Via: «Esiste già un decreto di revoca firmato da Orlando»

 

di Silvio Maranzana La Provincia di Trieste ha chiesto con una lettera inviata al ministero dell’Ambiente l’annullamento della procedura Via-Vas con la quale è stata dichiarata la compatibilità ambientale del rigassificatore di Zaule. Lo ha riferito l’assessore provinciale all’Ambiente Vittorio Zollia rendendo noto anche il testo della lettera che porta la firma della presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat. «La Provincia ritiene - spiega Zollia in una nota - che la sottoscrizione del decreto di revoca della Via originaria da parte dell’allora ministro Andrea Orlando e l’invio dello stesso al ministero dei Beni culturali abbia chiuso la procedura presso lo stesso ministero competente». Ma è stato realmente firmato il decreto di revoca della compatibilità? Qui appunto si apre il “giallo”. Solo due giorni fa, rispondendo a un’interrogazione del deputato triestino Aris Prodani, Silvia Velo attuale sottosegretario all’Ambiente ha parlato di «preavviso di revoca del Decreto di compatibilità ambientale» confermando che esisteva, ma ha precisato che «può dirsi superato». La Provincia però, che ha chiesto l’annullamento della procedura in via di autotutela e che ha richiesto per fare chiarezza anche l’accesso agli atti, si riferisce nella lettera a un’altra risposta data il 3 giugno 2014 sempre a Prodani dal sottosegretario del Ministero dello sviluppo economico Claudio De Vincenti che testualmente afferma: «Il ministero dell’Ambiente ha avviato il procedimento di revoca che potrà chiudersi con la revoca della valutazione di impatto ambientale positiva a suo tempo adottata. Conseguentemente, con l’emissione del decreto di revoca della Via positiva, questo ministero dovrà rigettare la domanda di autorizzazione alla costruzione dell’impianto». «Il ministero dell’Ambiente, per quanto di sua competenza - aveva aggiunto ancora De Vincenti nella sua risposta a Prodani - ha precisato che lo schema del decreto di revoca in questione, già firmato dal ministro pro tempore Andrea Orlando, era stato inoltrato per la firma al ministero dei Beni culturali in data 13 febbraio 2014, ma essendo nel frattempo mutata la compagine governativa, lo stesso decreto è stato restituito dal ministero dei Beni culturali al ministero dell’Ambiente ai fini dell’acquisizione della firma dei ministri ora in carica. Lo schema di decreto è attualmente al vaglio del nuovo Gabinetto in quanto il ministro dell’Ambiente appena insediato sta procedendo ai controlli degli approfondimenti procedurali e amministrativi di rito sulla questione prima della firma». Il decreto di revoca esisteva, ma non solo è sparito nel momento del passaggio dal Governo Letta al Governo Renzi, ma gli attuali ministri all’Ambiente Gian Luca Galletti e ai Beni culturali Dario Franceschini non l’hanno firmato. Al contrario, Galletti ha firmato il Decreto di compatibilità ambientale. Come è potuto accadere questo ribaltamento di 180 gradi? Solo a seguito delle cause di risarcimento plurimilionarie che Gas Naturale può intentare allo Stato visto che effettivamente nel 2009 la compatibilità ambientale era stata certificata dalla commissione Via-Vas? «La sottoscrizione del ministro Orlando - rileva la Provincia nella lettera - ha chiuso in modo definitivo la procedura presso il ministero dell’Ambiente. E quanto di successivo da parte di codesto ministero appare ultroneo e inutiliter datum». «Stiamo esplorando tutti i margini per un’azione di tutela dell’interesse della comunità regionale, relativamente all’incompatibilità del rigassificatore, e non escludiamo di procedere all’impugnativa del parere della commissione Via - ha dichiarato ieri sera la governatrice Debora Serracchiani - Ogni singolo passaggio dell’iter autorizzativo sarà dalla Regione vagliato al fine di far valere i buoni argomenti che si oppongono alla realizzazione del progetto».

 

Colpi di fucile contro la gatta di Nesladek

 

da “Il Piccolo”

venerdì  , 13 marzo  2015

 

La micia del sindaco di Muggia è stata ferita con un’arma ad aria compressa in pieno centro. «Ma non è un’ intimidazione»

 

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Sono convinto che sia opera di qualche deficiente che si diverte a sparare ai gatti e non un avvertimento nei miei confronti: resta il fatto che c'è qualcuno che gira in centro a Muggia con un fucile ad aria compressa, un fatto molto grave». Nerio Nesladek, nonostante la preoccupazione per Penny, la gatta di famiglia, cecchinata da ignoti nella giornata di mercoledì, è sereno. «Nessuna intimidazione, solo qualche balordo», aggiunge. L'animale, operato ieri, sta bene. E intanto oggi scatterà la denuncia verso ignoti. LA VICENDA «Hanno sparato a Penny. Lo hanno fatto in pieno centro storico a Muggia. Non lo credevo possibile». Questo l'annuncio dato dallo stesso primo cittadino sul social network Facebook per annunciare pubblicamente l'increscioso fatto occorso a Penelope, alias Penny, la gattina tigrata di quasi un anno, mascotte di casa Nesladek. L'episodio risale a tre giorni fa, ma solo mercoledì sera, dopo un consulto con il veterinario, il sindaco muggesano ha annunciato che a fare soffrire la propria gatta era, a sorpresa, un proiettile. «Quando siamo rientrati a casa, io e la mia famiglia abbiamo notato che Penny zoppicava vistosamente, motivo per cui l'abbiamo portata dal nostro veterinario di fiducia. Lì la radiografia ha sentenziato: un proiettile si era conficcato tra l'omero e una zampa», racconta Nesladek. Penny è stata operata, con successo. Per lei ora si prospetta un lungo tempo di riabilitazione. Non si ancora se il proiettile è stato recuperato o meno perché appariva piuttosto frantumato. «Sicuramente farò denuncia per quanto accaduto, un fatto increscioso compiuto contro un animale indifeso – spiega il sindaco – gesto secondo me effettuato da qualche deficiente che si diverte a sparare agli animali con un fucile ad aria compressa». Insomma, nessun gesto di ritorsione personale o qualche avvertimento scientificamente studiato contro il primo cittadino muggesano? «Lo escludo nel modo più categorico – replica secco Nesladek -. Penny è una gatta come tante altre, non ha alcun segno che possa differenziarla da altri gatti. Per puro caso chi le ha sparato, ha sparato al gatto del sindaco. Ovviamente resta un fatto molto grave che qualcuno si aggiri a compiere simili atti in centro storico a Muggia». FACEBOOK Il clamore mediatico dell'accaduto dopo l'annuncio su Facebook ha colto di sorpresa lo stesso Nesladek. «Non me lo sarei mai aspettato, davvero – confessa il sindaco -. Posso dire che sicuramente mi fa piacere avere ricevuto tanto affetto nei nostri confronti e sono felice di non aver visto reazioni spropositate di chi ha a cuore gli animali. Però ci tengo anche a precisare che non voglio che si alimenti un clima negativo sulla vicenda». Tante le persone che hanno espresso solidarietà a Penny sul Web. «I muggesani amano gli animali, non ne ho alcun dubbio – conclude il primo cittadino rivierasco –: rimane il fatto che quello che è accaduto non può essere tollerato. Non perché hanno sparato alla gatta del sindaco ma perché pur essendo un fatto isolato (anche se già l'anno scorso un gatto era stato colpito da un'arma da fuoco nella zona adiacente a piazzale Foschiatti, ndr) auspico davvero che in qualche maniera si riesca a risalire all'autore di un simile deprecabile gesto».

 

Il codice prevede fino a 18 mesi di cella

 

da “Il Piccolo”

venerdì  , 13 marzo  2015

 

TRIESTE Il reato di maltrattamento di animali è disciplinato dall'articolo 544, che punisce «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le su caratteristiche etologiche» con la reclusione da tre a 18 mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro. Chi ha sparato alla gattina Penny, se dovesse essere individuato dalle forze dell'ordine che, visti anche i precedenti, andranno fino in fondo a questa storia, non se la caverà con qualche centinaio di euro di multa. Quello che la famiglia Nesladek spera, è che la micia riacquisti l'uso della zampa anteriore, quella colpita dal proiettile. «Purtroppo non è la prima volta che capita, - osserva esterrefatta per quanto accaduto Patizia Bufo, presidente dell'Enpa, Ente nazionale per la protezione degli animali -: lo scorso anno noi abbiamo denunciato il caso del gabbiano Johnatan colpito a sua volta da un pallino». «In questi giorni - continua - abbiamo ricoverato un altro esemplare nelle medesime condizioni. Significa che in città qualcuno si "diverte" in questo modo orrendo, facendo del male agli animali». A Muggia ci sono ancora «i cani che si fanno il giretto da soli - spiega Bufo - c'è una gestione delle bestiole un po' diversa da Trieste e a quanto pare chi commette questi reati non ha pietà nemmeno di una gattina». Intanto nella cittadina tutti si stanno dando fare per individuare il responsabile del reato. Il sindaco vive in centro a Muggia, la gattina era abituata a fare giretti anche di qualche ora. Il fatto che già lo scorso anno nel piazzale antistante la stazione delle corriere di Muggia, un altro gatto sia stato colpito da un proiettile, fa capire che quanto è accaduto alla gatta di Nesladek non è casuale o quantomeno che ci sono una o più persone che nutrono odio verso gli animali e che mirando a gatti, cani e uccelli premono il grilletto». «Come Azienda sanitaria - spiega Corrado Abatangelo, responsabile del servizio veterinario dell’As - non abbiamo rilevato altri casi di questo tipo né in zona Muggia né a Trieste. Ovviamente chi ha commesso questo insano gesto ha commesso un reato perseguibile per legge».

 

 

Ok definitivo al rigassificatore dal ministero dell’Ambiente

 

da “Il Piccolo”

venerdì  , 13 marzo  2015

 

Il sottosegretario Velo risponde in aula a Prodani dopo il sì del Comitato Via
«Nessuna incompatibilità. Rigettate le obiezioni». La palla passa ora al Mise

 

di Silvio Maranzana Fosse per il ministero dell’Ambiente, a Zaule ci sarebbero già le ruspe a fare spazio per i serbatoi del rigassificatore. Se a qualcuno da queste parti non fosse stato chiaro quanto già contenuto nell’informativa inviata a fine febbraio dallo stesso discatero a tutti gli enti coinvolti, ieri lo ha ulteriormente esplicitato, in termini perentori e che in qualche parte potrebbero sembrare addirittura seccati, il sottosegretario Silvia Velo rispondendo a un’interrogazione del deputato triestino Aris Prodani. Il definitivo parere della Commissione tecnica Via-Vas, specifica la rappresentante del governo Renzi, «ha evidenziato che, fatte salve le valutazioni degli impatti, con prescrizioni, di cui all’originario decreto 808/2009 (quello della prima compatibilità data, ndr.) non si riscontrano ulteriori incompatibilità con le componenti ambientali esaminate, causate dalle previsioni del nuovo Piano regolatore portuale del porto di Trieste, anche a seguito degli approfondimenti del quadro ambientale e degli studi effettuati da parte dell’Autorità portuale». La procedura è già stata congelata una volta per verifiche supplementari che non hanno dato esito, sembra dire il sottosegretario, non può certo essere rifatta a ripetizione. La pratica ha dunque definitivamente lasciato le stanze del ministro Gian Luca Galletti ed è entrata in quelle del ministro Federica Guidi. «La finale “autorizzazione all’insediamento” - specifica ancora Velo - viene rilasciata dal ministero dello Sviluppo economico previa intesa con il competente Ente regionale». Non viene specificato se il Mise può comunque procedere anche senza l’intesa con la Regione anche se la partita da questo lato del campo e la possibilità di fermare l’impianto sembrano ora stare esclusivamente nella capacità e nei poteri di Debora Serracchiani. Nella premessa alla risposta a Prodani, la rappresentante del governo sembra anche censurare alcune reazioni soddisfatte registrate in città dopo la sospensione per sei mesi della compatibilità ambientale decisa nell’aprile 2013 dall’allora ministro Corrado Clini e successivamente quando sembrava prossimo alla firma il decreto di revoca per il quale, lo conferma lo stesso sottosegretario, esisteva già il preavviso. Velo infatti ringrazia Prodani dell’interrogazione «per avermi dato la possibilità di fare finalmente chiarezza su una questione che sinora ha creato non pochi equivoci e dato adito ad aspettative prive di fondamento». E nella risposta viene anche sottolineato che «non è del tutto esatto affermare che il decreto dell’aprile 2013 con il quale si stabiliva una sospensione di sei mesi del decreto, esprimesse la non compatibilità ambientale del progetto medesimo. Con esso infatti, sulla base di quanto emerso nel preliminare parere della Commissione tecnica per la verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, si rimandava in via del tutto precauzionale, ad un approfondimento della questione». Tutti i dubbi e gli alibi sono poi stati sciolti con il definitivo parere della Commissione tecnica Via Vas numero 1076 preso il 6 febbraio e notificato a fine mese a tutti gli enti interessati. In data 25 febbraio questo parere è stato inviato al Mise per l’adozione dei provvedimenti di “secondo grado”. «Ciò posto - conclude Velo ribadendo quanto già chiaro nelle righe precedenti - può ritenersi concluso nel medesimo senso il procedimento di supplemento istruttorio avviato dal ministro pro tempore il 27 dicembre 2012 (a seguito del quale quattro mesi più tardi era stato emesso il decreto sospensivo, ndr.) e di conseguenza può dirsi superata la comunicazione ex articolo 10-bis della legge numero 241 del 1990, avente ad oggetto il preavviso di revoca del Decreto di compatibilità ambientale 808/2009».

 

Pressing su Guidi per cassare l’impianto

 

da “Il Piccolo”

venerdì  , 13 marzo  2015

 

interrogazione

 

«È confermato che l’ultima parola sul rigassificatore spetta al Ministero dello sviluppo economico». Lo sottolinea Serena Pellegrino capogruppo di Sel in Commissione Ambiente rilevando che la risposta di Velo a Prodani «attribuisce ulteriore importanza alle prese di posizione, alla rappresentazione della contrarietà di tutti gli enti territoriali e soprattutto agli atti che verranno assunti dall'amministrazione regionale nella fase procedimentale che si sta ora avviando nei confronti del Mise». «Ho presentato un’ interrogazione al ministero dello Sviluppo economico per chiedere di mettere una pietra definitiva sul rigassificatore di Zaule», ha invece annunciato sempre ieri il senatore Lorenzo Battista, esponente triestino del Gruppo parlamentare “Per le Autonomie” spiegando che «l’impianto, con il suo metanodotto, non ha diritto di cittadinanza all’interno dei progetti per il nuovo porto di Trieste. Le attività industriali attualmente in espansione, sui cui punta l’economia dell’intera città - sottolinea Battista - subirebbero un crollo verticale, causato dai lavori di realizzazione prima e dal passaggio delle navi gasiere poi. Ma soprattutto - sostiene - il rigassificatore è un rischio enorme, che non ha alcun senso dover correre. Per quale ragione tenere un gigantesco ammontare di gas, proprio accanto al deposito di petrolio della Siot? Nel caso di incidenti ci troveremmo di fronte a scenari incontrollabili». Un deciso “no” alla costruzione di un rigassificatore nel golfo di Trieste arriva anche dal consigliere Emiliano Edera dei Cittadini, che nei prossimi giorni porterà all’attenzione del Consiglio regionale la questione e che ricorda che «la Regione ha già cercato di far rivedere la posizione del ministero dell'Ambiente».(s.m.)

 

Il “bar Sara” di Muggia va ai vecchi gestori

 

da “Il Piccolo”

giovedì  , 12 marzo  2015

 

Contratto di sei anni. Restauro in dirittura. All’asta aveva partecipato anche la Cooperativa La Bora

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Siamo davvero felici di poter riprendere a lavorare e tornare a servire la nostra clientela alla quale chiediamo ancora poche settimane di pazienza». È soddisfatta Chiara Vettorello, la cotitolare del Bar Sara, il locale di circa 65 mq sito in piazza della Repubblica ora in fase di restauro. Vettorello, infatti, ha ricevuto il responso dell'asta pubblica per l'affidamento in concessione uso del locale d'affari di proprietà del Comune di Muggia. Con un canone di appalto pari a 16mila 320 euro (la base d'asta era di 10mila 800) la gara è stata vinta da Alessandro Andreuzzi, marito della Vettorello nonché fratello dell'altra socia del bar, Roberta Andreuzzi. I tre, dunque, dopo aver gestito per cinque anni il bar, potranno proseguire, con altri due dipendenti, con una concessione che durerà sei anni, rinnovabile per ulteriori sei anni su richiesta del concessionario. All'asta ha partecipato anche la cooperativa La Bora di Trieste. «Da muggesani siamo davvero felici di aver vinto l’asta, anche perché è un lavoro in cui crediamo molto: abbiamo una clientela molto affezionata e la nostra dedizione al lavoro è risaputa», aggiunge Vettorello. Il bar che si trova al piano terra del civico numero 4 di piazza della Repubblica è in fase di ristrutturazione. Come scritto a chiare lettere nel bando ora i gestori «dovranno eseguire, a proprie spese, la realizzazione di una parete divisoria con doppio strato in cartongesso e un servizio igienico accessibile a persone con ridotte capacità motorie». I costi dei lavori, debitamente documentati e previamente autorizzati dall'amministrazione comunale, potranno essere scomputati dal canone fino a un importo massimo di 12mila euro. Ma il Bar Sara quando tornerà ad aprire? «Se non ci saranno imprevisti o ritardi confidiamo di inaugurare il nuovo locale entro il giorno di Pasqua» risponde Chiara Vettorello. Il bar sarà poi aperto ogni giorno dalle 6 alle 22. Un ultimo appunto è stato fatto da Vettorello sul rapporto con il Comune, proprietario degli spazi dati in concessione: «Devo essere onesta, sia il dirigente Carbone che l'assessore Decolle sono sempre stati a nostra disposizione rispondendo a ogni nostra richiesta. E quando abbiamo avuto la notizia della vittoria dell'asta Decolle è venuto a stringermi la mano. Ora tocca a noi, a rimboccarsi le maniche».

 

 

In vendita un ex sito militare a Muggia

 

da “Il Piccolo”

mercoledì  , 11 marzo  2015

 

Trattative tra Demanio e privati per cedere il complesso adibito a deposito di idrocarburi. Prodani interroga il governo

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Un complesso militare adibito a deposito di idrocarburi, pronto per essere acquistato da un privato. Accade a Muggia, e più esattamente sulla collina conosciuta come Monte San Giovanni. A svelare il caso l’ex deputato M5S, Aris Prodani, che ha presentato un’interrogazione ai ministri di Difesa e Ambiente per denunciare i rischi che una simile operazione potrebbe produrre sulla sicurezza dei residenti. Il complesso in questione, che si trova sulla sommità del rilievo, a lato di via Raffineria, è stato realizzato durante la Seconda Guerra mondiale e utilizzato fino al 1957. Il manufatto bellico è composto da diverse cisterne sotterranee adibite a deposito di idrocarburi e collegate da un sistema di corridoi. Tre le vie di accesso esistenti, la principale protetta da una cupola paraschegge in cemento armato visibile anche dall'esterno. Il volume indicativo del complesso è di 430 metri cubi. Ma quel che preoccupa maggiormente è che una condotta interrata della lunghezza di un chilometro circa collegava il sito con la raffineria “Aquila”, attiva fino al 1987. Condotta che non appare mappata nelle cartografie, né presa in carico o monitorata dagli enti preposti: di fatto le sue condizioni sono attualmente sconosciute. Di qui l’allarme lanciato da Prodani dopo aver saputo che un soggetto privato sta trattando con il Demanio militare per ottenere il complesso. «L'area appartiene al Demanio dello Stato - Ramo Guerra, anche se dal 2014 risulta essere in corso un’istruttoria d’intavolazione a favore di un soggetto privato - afferma il parlamentare -. Desta preoccupazione tale operazione visto un soggetto privato non pare assolutamente essere in grado di poter fornire alla collettività le necessarie garanzie d'intervento in caso di sinistro e la solidità finanziaria per farsi carico della successiva messa in sicurezza definitiva, ovvero inertizzazione e riempimento, del complesso militare». Prodani ha dunque presentato una interrogazione a risposta scritta ai ministri della Difesa, dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Anche perché la situazione pare non essere affatto sotto controllo. «Mi sono giunte numerose segnalazioni sulla potenziale pericolosità del sito, che sembrerebbe non essere mai stato sottoposto a verifiche dagli enti preposti e a una messa in sicurezza con successiva bonifica ed inertizzazione definitive - racconta Prodani -. L’ubicazione stessa dell’installazione, ricavata in cima alla collina e ricoperta da materiale di riporto, rappresenta una fonte di preoccupazione in quanto l’eventuale collasso di qualche cisterna potrebbe rendere instabile il versante con rischio evidente di discesa verso la zona abitata. E lo stesso vale anche per eventuali operazioni di inertizzazione ovvero di riempimento delle cisterne bonificate con inerti il cui peso potrebbe innescare cedimenti su strutture di tale vetustà con le temute imprevedibili conseguenze statiche in assenza di preventive verifiche». Da non sottovalutare poi l’eventuale fuoriuscita di idrocarburi dalle cisterne sotterranee che evidentemente potrebbe avere delle ripercussioni qualora dovessero raggiungere le vicine falde acquifere. «Un rischio - secondo Prodani - che potrebbe essersi già verificato visto lo stato di abbandono dei serbatoi». Solo poche settimane fa Prodani aveva redatto un esposto alla Procura su un’altra rete sotterranea di depositi militari di combustibili presenti sotto le colline di Monte D'Oro. Costruiti negli anni Quaranta i depositi comprendono una ventina di cisterne, gallerie blindate, condutture interrate o mimetizzate in superficie. Manufatti appartenenti a una storia sommersa che ora stanno prepotentemente tornando allo scoperto.

 

 

 

I cittadini perdono la guerra dell’antenna.

 

da “Il Piccolo”

martedì  , 10 marzo  2015

 

Il Tar “assolve” il Comune di Muggia e boccia i ricorsi di undici residenti di Santa Barbara contro il traliccio radiofonico

IL CONFINE NON C’ENTRA Per i giudici la vicinanza con la Slovenia non costituisce un problema tecnico o diplomatico

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA Il posizionamento del traliccio radiofonico sul Monte Castellier è legittimo. Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha bocciato i due ricorsi (poi unificati) avanzati contro il Comune di Muggia da parte di 11 residenti di Santa Barbara che chiedevano l'annullamento dell'autorizzazione per la costruzione della stazione radio posta sull'altura muggesana. Edoardo Ciacchi, Rossana Spettich, Alfonso Buonocore, Silvio Burolo, Doris Bellen, Donatella Di Candia, Luciana Sialino, Federica Mercandel, Louis Torelli, Giuliano Tull ed Ezio Vuck, rappresentati dagli avvocati Elena Coppola e Roberto Scirocco, hanno dunque incassato un secco “no” del Tar che ha in sostanza confermato la piena legittimità di tutti gli atti amministrativi intrapresi dal Comune. Sotto accusa dei residenti, oltre alla legittimità dell'autorizzazione per l'erezione dell'antenna, la delocalizzazione delle antenne dal sito di Chiampore che di fatto ha comportato lo spostamento del traliccio sul Monte Castellier in un perimetro in cui vi sono «tre case di abitazione oltre che piccoli fabbricati rurali a servizio della coltivazione agricola, arnie di api... un sito archeologico, il serbatoio dell’acquedotto e il confine sloveno», ponendo anche il dubbio del «possibile sovrastamento delle comunicazioni della vicina repubblica». In secondo luogo, poi, l’importante tema sollevato sul piano della salute, ove i ricorrenti hanno contestato «i rilevanti rischi per la salute derivanti da campi elettromagnetici» e, non da meno, quello archeologico ove, a loro dire, «illegittimamente si trascura di dare qualsiasi rilievo al sito archeologico del castelliere che dà il nome alla località». Contestato anche un «eccesso di potere per violazione delle attribuzioni della Soprintendenza ai Beni archeologici», avendo il Comune, una volta rinvenuti altri reperti nell’area archeologica, raggiunto un accordo procedimentale urgente con quest’ultima. I ricorsi sono stati dichiarati dal Tar in parte inammissibili e in parte sono stati rigettati. Sul punto più importante, il danno alla salute dei residenti, il Tar aveva disposto l’istruttorio da parte di Comune di Muggia e Arpa. La risposta di quest’ultima è stata chiara: «Non si sono rinvenute emissioni superiori al limite di 6 v/m, il sito dell’antenna è risultato schermato con due recinzioni, mentre in zona Nord non sussistono abitazioni (quindi tanto meno vi sono quelle dei ricorrenti) in quanto con la variante urbanistica tale zona ha destinazione agricola e opportuna segnaletica avverte di non entrarvi per pericolo di radiazioni elettromagnetiche». Sui ventilati sforamenti non appare neppure fondata «la censura in ordine alla compatibilità dell’impianto con la collocazione prossima al confine sloveno e alle conseguenti osservazioni dell’Ispettorato territoriale per il Fvg del Ministero per lo sviluppo economico». Sulla delocalizzazione da Chiampore delle antenne abusive, il Tar ha dato ragione al Comune: «Nessun dubbio ha ragione di essere sulla necessità di trasferire l’impianto dalla località di Chiampore. Ivi sono stati rilevati dall’Arpa diversi impianti con emissioni al di fuori della norma onde vi era l’obbligo di trasferirli per ragioni legate alla normativa nazionale e di ricollocarli, dopo averne ridotto a legittimità le emissioni, in zona acconcia, quale quella di Monte Castellier di cui è stata, allo scopo, variata la destinazione urbanistica». Ma non solo. Per il Tar «il procedimento impugnato è quindi un episodio di risanamento del sito notoriamente inquinato da emissioni al di fuori della norma di Chiampore, dove non potevano rimanere, senza che si debbano temere rimostranze dalla Repubblica di Slovenia, che non sussistono e sono tutte da dimostrare, nei confronti di una trasmittente a norma». Infine il Tar ha giudicato inammissibile che i ricorrenti si occupino di ciò di cui è «competente la Sovrintendenza», ossia della tutela del sito archeologico.

 

 

Il parco giochi deturpato dai vandali

 

da “Il Piccolo”

martedì  , 10 marzo  2015

 

Scarabocchi e scritte oscene nell’area per i bambini di via Mazzini. Videosorveglianza troppo cara

 

MUGGIA Svastiche, organi sessuali, parolacce e scarabocchi di ogni genere vergati con pennarelli indelebili. Versano in tali condizioni i giochi dell'area pubblica per bambini di via Mazzini. Un degrado assoluto che pare davvero aver raggiunto il culmine della sopportazione da parte di residenti, genitori che usufruiscono della struttura e più in generale di tutti i muggesani con senso civico. L’atto ha fatto intervenire i consiglieri comunali. «Quello che sembrava un fenomeno in prevalenza circoscritto a Trieste ha ormai preso piede su tutta la provincia, seppur ancora in modo non eclatante, Muggia compresa» commenta il consigliere Pdl Claudio Grizon. «Siamo di fronte a sconvolgenti episodi di vandalismo accaduti a danno dei giochi utilizzati dai nostri bambini, un gesto volgare che offende anzitutto i cittadini oltre che la sensibilità dei bambini, a cui dobbiamo rispondere coralmente in modo fermo e inflessibile». Grizon ha infine evidenziato una possibilità per evitare il ripetersi di tali fenomeni: «Visto che prima o poi si dovranno pulire queste brutture, a Trieste c'è una società specializzata nella pulizia degli imbrattamenti di writer e sul trattamento di superfici con prodotti particolari che impediscono danni futuri». Pare infatti che il prodotto possa essere applicato su ogni superficie, pulita da scritte e altre vernici, impedendo che scritte future comportino danni ulteriori. Basito il consigliere Pdl Christian Gretti: «Forse sarebbe il caso di pensare a una chiusura notturna del parco giochi. Difficile ipotizzare come ho sentito da qualche cittadino l'acquisto di una videocamera di sorveglianza visto il suo costo». Gretti comunque auspica di individuare «i responsabili, anche perché una volta trovati e divulgata la notizia, forse non vi sarebbero altri emuli». Pronto l'intervento anche dell'assessore alla Promozione della città Stefano Decolle: «Nonostante i tanti inviti per sensibilizzare tutti ad avere cura degli spazi comuni, subiamo atti incivili e constatiamo che purtroppo non tutti hanno a cuore l’ambiente e la propria città. Non possiamo trovare giustificazioni per questi vandalismi, tanto più perché, ancora una volta, vanno a ledere tutta la comunità e i più piccoli in special modo». Decolle però si dimostra anche positivo: «Di certo questi gesti sono diminuiti, dobbiamo quindi continuare a mantenere alta l'attenzione e forti sensibilità e senso civico». (ri. to.)

 

lunedì , 9 marzo  2015: nessuna notizia su Muggia  da “Il Piccolo”

 

L’incubo inquinamento sulla strada delle Noghere

 

da “Il Piccolo”

domenica , 8 marzo  2015

 

Il ministero: «Concentrazione di idrocarburi dieci volte sopra la soglia limite»
Ora tocca all’Arpa verificare la possibilità di riaprire il cantiere da 2,5 milioni

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Materiale inquinato con concentrazioni almeno 10 volte superiore al limite di legge». Nuova grana nei lavori di allargamento della Strada provinciale n.15 “delle Noghere” e nella corrispettiva realizzazione della rotatoria alla foce del Rio Ospo. È quanto emerge dalla nota del ministero dell’Ambiente in seguito alla nuova presenza di idrocarburi rinvenuta durante le fasi di scavo. Da Roma però è arrivato anche un segnale propositivo per risolvere in modo celere la questione: toccherà infatti all'Arpa del Friuli Venezia Giulia verificare che vi siano i requisiti per riaprire il cantiere finanziato dalla Provincia con oltre 2 milioni e 500mila euro. Più di 10 anni fa la Provincia, retta dalla giunta Scoccimarro, affida l'incarico per i lavori di allargamento e rettifica della Strada provinciale n. 15 “delle Noghere”. Ben presto i lavori nel tratto vicino alla foce del Rio Ospo si rendono impossibili a seguito dell'inserimento dell'area nel Sito inquinato d’interesse nazionale e a seguito del ritrovamento di sostanze inquinanti. La Provincia provvede dunque a fare il Piano di caratterizzazione, le analisi, il progetto di bonifica, comunicando all'Ambiente l'ultimazione della messa in sicurezza delle aree e chiedendo la “restituzione agli usi legittimi” come prevede la norma vigente. Le misure inizialmente previste consistono nella conterminazione delle aree con palancolatura di 7 metri intestata nello strato limoso-argilloso e copertura con telo in polietilene ad alta densità, il cosiddetto Hdpe. Nel corso dei lavori la Provincia riscontra però vari imprevisti tra cui evidenze di contaminazione residua sulle pareti dello scavo realizzato per l'infissione delle palancole. L'Ente realizza quindi la palancolatura integrandola con la rimozione del terreno contaminato ad eccezione degli scavi in corrispondenza della sede stradale per motivi di stabilità della stessa. Due campioni di parete e uno di fondo vengono prelevati prima del riempimento con materiale inerte di cava. Sulla parete, lato strada, permane una sezione di idrocarburi pari ad un materiale inquinato con concentrazioni almeno 10 volte superiore al limite di legge. Preso atto della situazione il ministero dell’Ambiente ha formulato varie osservazioni circa l'estensione e la localizzazione dei volumi scavati, il campionamento di pareti e fondo e gli approfondimenti tesi ad accertare che la contaminazione non investa le acque di falda. La Provincia dovrà inoltre comunicare alla proprietà contigua del sito i dati della contaminazione rinvenuta. Ma il cantiere potrà ripartire? Il ministero dell’Ambiente ha evidenziato che la legge vigente disciplina la realizzazione di specifiche categorie d’interventi: «Nei siti inquinati, nei quali sono in corso o non sono ancora avviate attività di messa in sicurezza e bonifica, possono essere realizzati interventi e opere purché questi siano realizzati secondo modalità e tecniche che non pregiudichino né interferiscono con il completamento e l'esecuzione della bonifica, né determinano rischi per la salute dei lavoratori e degli altri fruitori dell'area». Il ministero dell’Ambiente ha dunque affidato all'Arpa Fvg il compito di verificare nel concreto se sussistono i requisiti e le condizioni generali previste dalla norma. Se il responso sarà favorevole la Provincia potrà portare a termine i lavori di allargamento della Strada provinciale n. 15 comprensivi della realizzazione della rotatoria all'incrocio della via di Trieste con la via di Farnei, vicino alla foce del Rio Ospo.

 

La Protezione civile “in passerella”

 

da “Il Piccolo”

domenica , 8 marzo  2015

 

Successo dell’Open Day: le attività possono essere seguite sui social network

 

MUGGIA Grande successo per l'Open Day della Protezione civile del Comune di Muggia. Oltre un centinaio di persone hanno preso parte all'appuntamento, al quale hanno partecipato anche il vice direttore di Palmanova Guglielmo Galasso, il sindaco Nerio Nesladek, l'assessore alla Protezione civile Stefano Decolle e quello ai Lavori pubblici Marco Finocchiaro. L'obbiettivo era di fare conoscere sempre di più e meglio ai muggesani l'operato di una delle sezioni più attive sul territorio provinciale triestino, illustrando al contempo le azioni di volontariato rivolte al proprio territorio. «L'importanza dell'apporto di persone che volontariamente e gratuitamente si mettono al servizio della Società, non solo nei momenti di emergenza, a tutela della collettività, è tangibile nell'operato di un gruppo che in questo 2015 festeggia il 22° anno di attività» ha commentato l'assessore alla Protezione civile Stefano Decolle. Tante le azioni della squadra, che due settimane fa era presente anche alla 62a edizione del Carnevale Muggesano con la collaborazione della Squadra comunale di Trieste. Di recente, poi, a causa della forte Bora, la Pc non ha mancato di scendere in campo quando, su richiesta della Sor e dei Carabinieri di Muggia, a causa delle forti raffiche, il gruppo comunale è intervenuto con sei volontari. Le squadre nell'occasione hanno rimosso dalle sedi stradali rami e un paio d'alberi divelti dal vento, riposizionando decine di cassonetti e altri oggetti che rappresentavano un pericolo per le persone. Altri interventi sono stati realizzati a supporto dei Vigili del fuoco: in questa occasione sono stati messi a disposizione due mezzi con otto volontari che operavano su richiesta del Comando provinciale. Nella fattispecie sono stati messi in sicurezza diversi alberi nella zona industriale di Trieste e nel rione di Borgo San Sergio mentre una terza squadra di cinque volontari ha fatto altri interventi di minor gravita nel territorio comunale di Muggia. Importante anche la continua azione d’informazione della cittadinanza in vista di allerte meteo o emergenze di qualsiasi tipo. Un'azione che da qualche tempo può avvalersi anche di una comunicazione attraverso i social network e il nuovo profilo su Facebook. (ri. to.)

 

 

Nuova segnaletica. Via Battisti off limits

 

da “Il Piccolo”

domenica , 8 marzo  2015

 

 Per consentire lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale mercoledì 11 marzo in via Battisti, il Comune di Muggia, su richiesta dell’impresa, ha stabilito dalle 8 alle 18 il divieto di transito e di sosta su entrambi i lati della strada, nel tratto compreso tra l’intersezione con la via di Santa Barbara e quella con largo Caduti per la Libertà.

 

Posteggi a Muggia, si cambia. Gestione affidata al privato

 

da “Il Piccolo”

sabato , 7 marzo  2015

 

Tutti gli stalli a pagamento saranno “esternalizzati”: parola ora alla Giunta
Per la prima volta spazi di sosta “rosa” riservati alle donne in gravidanza

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA L'esternalizzazione della gestione del parcheggio di Caliterna e di tutte le altre aree di sosta a pagamento del territorio muggesano: una vera e propria rivoluzione sta per interessare Muggia. Il nuovo Piano parcheggi sarà al giudizio della giunta comunale la prossima settimana ma la bozza del bando di gara per l’affidamento della gestione della sosta a pagamento nel territorio comunale è oramai delineata. PIANO Nel nuovo Piano parcheggi sono tante le novità che dovranno trovare luogo a Muggia. Anzitutto il disco orario in riva Nazario Sauro, dalle 8 alle 17 (esclusa la domenica), in 15 stalli per tutti gli automobilisti per massimo un’ora e in altri cinque solo per possessori di bollino per massimo due ore. Il disco orario sarà applicato, sempre massimo due ore, dalle 8 alle 17 esclusa la domenica, solo per bollini, anche nelle vie Roma (con 28 posti) e Tonello (23). L’area di carico/scarico di Molo Colombo sarà spostata nell’area finora di sosta comunale sulla riva Edomndo de Amicis. Permarranno due posti riservati alle categorie protette e due di carico/scarico merci su Caliterna. A fruizione libera per tutti, invece, i 51 parcheggi nella zona circostante la stazione delle corriere (piazzale Foschiatti e piazzale Curiel), i 100 nel piazzale di via di Trieste e quelli posti al lato destro di via Matteotti, dato che nel lato sinistro saranno sostituiti da 23 stalli per motocicli. Prevista anche la realizzazione di un percorso pedonale protetto lungo via San Giovanni. Per la prima volta saranno realizzati parcheggi “di cortesia”, i cosiddetti parcheggi rosa destinati a donne “in dolce attesa”, nelle aree del centro cittadino adiacenti alle zone di maggior interesse e utilizzo di servizi. Tra le novità anche la creazione ex novo di due posti nelle aree circostanti all’edificio dell’Azienda sanitaria di via Roma-via Battisti a servizio delle persone che fruiscono dei servizi della struttura con obbligo di disco orario per un massimo di 30 minuti, così come nei posti dell’area bike-sharing (ex Esso). Solo per residenti con bollino sarà invece riservata l’area di via Garibaldi con 74 parcheggi e i 159 posti del lungomare Venezia: saranno invece a pagamento per i non residenti. BANDO Il bando che verrà proposto dal Comune contiene anche altri dettami. Oltre alla completa ripitturazione delle strisce, è previsto un abbellimento della stazione delle autocorriere, oltre all’intervento su Caliterna, che consterà pure di più moderne metodologie di pagamento quali per esempio delle specifiche app e sistemi di sicurezza per vetture e utenti che permetteranno di avere anche il controllo sui vari danneggiamenti alla sbarra d'ingresso di Caliterna che continuano a verificarsi. ASSESSORE «Il documento risponde a una progettualità fortemente voluta dall’amministrazione che mira a esternalizzare la gestione del parcheggio Caliterna e delle altre aree di sosta e che purtroppo ha risentito di rallentamenti derivanti da fattori esterni», racconta l'assessore alla Promozione della Città Stefano Decolle. «Il ritardo sulle tempistiche che ci eravamo prefissati – prosegue l'esponente della giunta Nesladek - è dovuto a incertezze legislative legate all’applicazione delle nuove normative regionali e nazionali in materia di centrali uniche di committenza. Per nostra fortuna il termine della loro applicazione è stato differito al settembre 2015, approvato con Decreto Mille proroghe avvenuto solo giovedì, offrendoci in tal modo la possibilità d’intervenire ora autonomamente». Si aggiunge alla sistemazione dell’ex Esso - ora riconosciuto punto informativo del cicloturismo grazie a ViaggiareSlow - e alla nuova sede della Pro Loco sita proprio negli uffici affacciati sul lastrico.

 

Rosa muore a 104 anni. Era la “nonna di Muggia”

 

da “Il Piccolo”

venerdì , 6 marzo  2015

 

La più anziana della cittadina rivierasca era arrivata da bambina dall’Istria
Era stata per moltissimi anni cuoca della trattoria “La Risorta”

 

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA È venuta a mancare a 104 anni Rosa Opara, la donna più anziana di Muggia. Poche settimane fa, in occasione della festa degli ultracentenari muggesani, Opara aveva suggerito la propria ricetta di longevità: «Per vivere bene e lungo? Bisogna mangiare un po' di tutto, anche se io prediligo soprattutto gli gnocchi di patate, gli “strucoli de pomi” e le ciliegie». Nata a Corte d’Isola (oggi Korte) il 31 ottobre 1910 Rosa era arrivata a Muggia da bambina. Qui getta le proprie radici vivendo in una casa nel paese di Faiti, in località Santa Barbara. Entrata giovanissima a lavorare in una corderia, pian piano Opara riesce a dedicarsi alla sua grande passione: l'alimentazione, diventando una abile cuoca e operando in diversi ristori di Muggia. «Per anni è stata la cuoca della trattoria La Risorta ma è interessante ricordare che prima degli orari di apertura della cucina si occupava anche dei bambini del titolare visto il suo grande amore per i bambini», ricorda il figlio Vannio Fontanot. Opara ha poi lavorato nella scuola elementare di Chiampore ove distribuiva i pasti caldi agli alunni di tutte e cinque le classi. A Muggia Rosa trova anche l'amore, sposando Giovanni Fontanot dal quale ha due figli: Oscar, oggi 82enne, e Vannio, 70 anni. Lo stesso secondogenito racconta poi della curiosa somiglianza della propria madre con una celebre personalità del passato recentemente scomparsa: «Erano in tanti a scambiare mia madre per Jovanka Broz, la moglie del Maresciallo Tito. In effetti, come si evince da alcune fotografie, la somiglianza era davvero notevole». Ospite da alcuni anni della Casa polifunzionale delle Ginestre, Rosa Opara viene ricordata anche dal personale della struttura: «Rosa era una persona allegra, parlava spesso con noi, era molto affabile. Purtroppo non riusciva più a camminare, ma mangiava autonomamente e ci chiedeva spesso dei biscotti di cui andava ghiottissima. Era davvero una super nonna». I funerali di Rosa Opara, che vedrà in prima linea anche gli amati nipoti Raffaele ed Elisa, si svolgeranno oggi alle 10.30 in via Costalunga, nel cimitero di Trieste. Muggia, dunque, perde un pezzo di storia come ha evidenziato il vicesindaco Laura Marzi: «Questo record di longevità di Rosa Opara dimostra come sia importante il calore e l’affetto dei propri cari, l’attaccamento ai valori della famiglia e l’importanza della nostra comunità, che è ancora una comunità sana, dove ci si prende cura degli anziani e dove i nipoti imparano dai propri nonni e vivono in contatto con loro perché loro sono la nostra ricchezza, la nostra storia». Alla famiglia Opara ha aggiunto Marzi «un abbraccio da parte di tutta la comunità muggesana». Di fatto, adesso, la muggesana più anziana in vita è Santina Oleni, 103 anni il prossimo 27 settembre, attualmente ospite della Casa di riposo di Muggia. A scalare nella lista degli ultracentenari troviamo Maria Ciac di 101 anni, che risiede a Santa Barbara e le 101enni Wanda Deiuri e Zita Bevilacqua, entrambe residenti a Muggia tra l’affetto dei propri cari. A riprova di come a Muggia si viva bene.

 

Corsi d’acqua, manutenzione finita

 

da “Il Piccolo”

venerdì , 6 marzo  2015

 

Il costo degli interventi degli operai regionali è stato di 35mila euro

 

MUGGIA Si è conclusa la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua muggesani. Avviati lo scorso anno dal Servizio difesa del suolo della Direzione centrale ambiente ed energia della Regione i cantieri, con la forma dell’amministrazione diretta, si sono avvalsi di operai regionali del Servizio gestione territorio che hanno recuperato la piena funzionalità idraulica dei seguenti corsi d'acqua: il torrente Farnei, il rio Fugnan e il torrente Pisciolon nei loro tratti terminali a cielo aperto, il torrente Menariolo nel tratto lungo la nuova pista ciclabile adiacente ai laghetti delle Noghere, le sponde del rio Ospo lungo la viabilità ciclabile, i rio Ronchi e il torrente anonimo che scorre vicino all’ex Bagno della Polizia. Gli ultimi due torrenti sono stati, inoltre, ricalibrati per recuperare l’originaria sezione e liberarli dai sedimenti, nonché da materiali abbandonati, poi raccolti e smaltiti con la collaborazione del Comune di Muggia. Le sponde del torrente Rosandra verso lo sbocco a mare sono state ripulite per il secondo anno consecutivo, mentre l'ultimo lotto ha interessato il rio della Luna e il torrente San Rocco, interessati per la prima volta da operazioni di taglio della vegetazione nei loro tratti di monte. Le operazioni hanno messo in luce alcune criticità, quali erosioni localizzate e diverse opere d’arte in pietra arenaria già interessate da crolli a seguito del loro abbandono. I lavori compiuti, per l’importo complessivo di 35mila euro, hanno quindi permesso di prendere visione di alcune situazioni che verranno affrontate con successivi interventi di manutenzione straordinaria e, se necessario, con nuove opere idrauliche. L’assessore all'Ambiente di Muggia Fabio Longo ha evidenziato l'importanza di un corretto approccio alla natura: «Non si sottovaluti che la fragilità naturale è solo uno degli aspetti a cui porre attenzione. La vulnerabilità di un territorio è determinata anche da comportamenti umani quali la scarsa manutenzione di ciò che è di competenza di ciascuno, come altresì la noncuranza di ciò che è di tutti». In diversi corsi d'acqua, infatti, sono stati rinvenuti manufatti di vario genere, quali copertoni ed elettrodomestici. (ri.to.)

 

 

Rigassificatore, Regione contro Roma

 

da “Il Piccolo”

venerdì , 6 marzo  2015

 

La governatrice Serracchiani incontra il ministro dell’Ambiente Galletti e avverte: «Siamo pronti a impugnare gli atti»

 

Anche se il rigassificatore Gas Natural non avrà un destino triestino, l’Alto Adriatico resta un’area interessante per chi intenda investire in questo comparto energetico. Il progetto di un impianto sull’isola di Veglia (foto), quindi non lontano da Fiume, aveva recentemente ottenuto un autorevole “affidavit” da Robin Dunningam, esponente dell’esecutivo Usa incaricata delle questioni energetiche: «L’obiettivo è diversificare le fonti di gas nell’Europa centrale», sottolineando il duplice rilievo economico e strategico di queste operazioni. Un altro importante produttore ed esportatore di gas naturale è il Qatar, che sta pensando di costruire un secondo impianto in Italia, dopo il terminal Adriatic Lng al largo del Delta padano che vede Qatar Terminal Company socio al 22%. Questa struttura assicura il 10% dell’approvvigionamento nazionale, che per il restante 90% è coperto da infrastrutture terrestri.di Massimo Greco «Siamo pronti a impugnare gli atti qualora le nostre ragioni non vengano tenute in considerazione». Debora Serracchiani, governatrice della Regione Fvg e vicesegretario nazionale del Pd, è assolutamente avversa alla prospettiva di un rigassificatore nel golfo di Trieste e lo ha ribadito a chiare lettere ieri mattina all’attenzione del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, deputato bolognese dell’Udc e amico di Pier Ferdinando Casini. E’la prima volta che la governatrice entra in rotta di collisione con il governo retto da Matteo Renzi, segretario nazionale dei “dem”. La Serracchiani aveva sollecitato l’incontro con l’esponente governativo in seguito alla recente pronuncia da parte della Commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) riguardo la compatibilità del rigassificatore Gas Natural, che avrebbe quale riferimento territoriale l’area di Zaule. Pur senza aver dettagliato il merito, è quantomeno probabile che l’impugnazione, di cui parla la Serracchiani, riguardi proprio il “Via”: la strada sarebbe quella della giustizia amministrativa e il destinatario potrebbe essere il Tar del Lazio. La governatrice si è presentata all’appuntamento con Galletti insieme a Zeno D’Agostino, neo-commissario dell’Autorità portuale triestina. Una evidente scelta di campo che privilegia interessi e investimenti di carattere marittimo-infrastrutturale rispetto al temi dell’approvvigionamento energetico. Lo scenario economico è mutato rispetto a dieci anni fa, quando si mossero i passi preparatori per lanciare il progetto di rigassificazione nel Golfo. Nella Capitale adesso i riflettori si spostano da viale Cristoforo Colombo, sede del dicastero ambientale, a via Molise, dove opera lo Sviluppo Economico che indirà la Conferenza dei Servizi. Dal bolognese Galletti si passa alla modenese Federica Guidi, indicazione ministeriale assai vicina a Confindustria. Proprio nella Conferenza dei Servizi - riporta un comunicato della Serracchiani - «siamo in grado di formulare delle controdeduzioni puntuali, dimostrando con elementi oggettivi l’incompatibilità tra il rigassificatore e le prospettive di sviluppo dei traffici portuali». «Non derogheremo dalla linea - conclude la nota della governatrice - che abbiamo già più volte sostenuto in tutte le occasioni in cui la Regione è stata chiamata a esprimersi, sulla base di una precisa delibera approvata dalla Giunta». Alla vigilia dell’incontro con Galletti la Serracchiani aveva detto che avrebbe chiesto un incontro ai ministri competenti, ricordando, oltre alle prioritarie esigenze operative del porto triestino, «la contrarietà espressa dalla Repubblica di Slovenia». Appoggio alla governatrice dall’associazione FareAmbiente, che ha chiesto un coordinamento generale con Slovenia e Croazia sui principali dossier energetici alto-adriatici, dai rigassificatori alle trivellazioni.

 

 

 

Ornano e lo studio del uomo “casalingo”. Per vivere in pace.

 

da “Il Piccolo”

venerdì , 6 marzo  2015

 

A chi tra quanti portano la fede al dito non è capitato di assecondare le passioni della dolce metà per i Mercatini di Natale, i Tupperware, la cabina armadio, la continua rivoluzione dei mobili di casa? A descrivere ironicamente queste esperienze matrimoniali sarà il popolare comico di Zelig Antonio Ornano, protagonista oggi e domani alle 20.30 di “Crostatina Stand up” al teatro Verdi per Muggia Cabaret (organizzato da Golden Show in collaborazione con Bananas col patrocinio del Comune). Reso celebre dagli sketch nelle vesti del professore biologo e naturalista, il principale oggetto del suo studio diventa ora l’animale uomo e le sue dinamiche comportamentali, in particolare quelle interne al rapporto di coppia, dove la dolce “crostatina”- sua moglie - non perde occasione per metterne a dura prova la pazienza. «È la prima volta che mi esibisco da queste parti – rivela Ornano – e porterò uno spettacolo con molti contenuti nuovi, che anticipa la nuova produzione a cui sto lavorando e conto di far debuttare a ottobre. Il lavoro del comico è esibirsi e scrivere, scrivere ed esibirsi. Lo spettacolo di Muggia è l’anteprima di una nuova produzione teatrale che sto allestendo. “Crostatina” – prosegue - è il vezzeggiativo che utilizzo nei confronti di mia moglie, che è la donna che influenza di più la mia vita assieme a mia figlia. “Stand up” perché con un termine inglese che va molto di moda definisce un monologo, un flusso di coscienza a ruota libera in cui confesso le mie debolezze, aspirazioni, problematiche quotidiane. E ne parlo descrivendo le esperienze della mia vita dall’infanzia, alla scuola, al rapporto con mia madre fino al matrimonio. Tutto lo spettacolo vede la presenza incombente della “crostatina”. Ovviamente ci saranno i monologhi che ho proposto a Zelig nel corso di questi anni e, accanto, pezzi nuovi che il pubblico televisivo non ha mai visto». Il personaggio dell’etologo poi evoluto in antropologo che apprezza gli animali allo stato brado più che gli animaletti domestici è ispirato a una figura reale. «È l’imitazione di un mio amico che fa il biologo e ha la capacità di spiegare il mondo animale con esempi anche bassi e crudi, ma estremamente validi. Provengo da una formazione teatrale più che cabarettistica – conclude - e il fatto di aver frequentato una palestra importantissima come il laboratorio di Zelig compiendo una serie di ore di volo in spettacoli live, anche sul territorio ligure, mi ha aiutato moltissimo. Devo tutto sia in termini di popolarità che crescita professionale a Zelig e alle persone che vi ho incontrato. Zelig è al momento l'unica trasmissione in Italia che dà visibilità assoluta al comico nei 5 minuti a disposizione. La sua caratteristica principale è di essere la ripresa di uno spettacolo dal vivo, davanti a un pubblico pagante: esibirsi su quel palco è come camminare su un filo senza rete. L’immediatezza e l'emozione del live sono le cose che mi piacciono di più». Prevendite da Ticket One Trieste, Rambla Viaggi Muggia e in teatro la sera stessa. Cena con l’artista dopo lo show all’Hotel Lido (con prenotazione consigliata allo 040273338). Gianfranco Terzoli

 

Le scuole di Muggia superano l’esame amianto

 

da “Il Piccolo”

giovedì , 5 marzo  2015

 

L’assessore Finocchiaro: «Non c’è nessun rischio. Lo conferma l’indagine dell’Università di Padova»

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «A Muggia non vige alcun rischio amianto negli edifici scolastici». L'assessore ai Lavori pubblici Marco Finocchiaro ha annunciato con soddisfazione la conclusione delle analisi sullo stato di salute delle scuole rivierasche. L'esito dell’indagine, compiuta dall'Università di Padova sotto l’egida dell’Azienda di Assistenza Sanitaria n.1 Triestina, è stato comunicato in una lettera a firma dello stesso Finocchiaro e indirizzata a genitori, presidente del Consiglio d’Istituto e presidenza scolastica. «In relazione all’attività di manutenzione svolta nei plessi scolastici del Comune di Muggia, ossia i lavori manutentivi di sostituzione di alcune pavimentazioni deteriorate e la messa in sicurezza di pavimentazioni in vinil-amianto mediante la posa di nuove pavimentazioni in laminato, possiamo dire che le analisi effettuate dai tecnici hanno dimostrato che non esiste alcun rischio per la salubrità degli ambienti derivanti dalla dispersione in aria di fibre di amianto», spiega Finocchiaro. Era il 20 marzo dello scorso anno quando, in audizione al Consiglio d'Istituto, l'assessore renziano si era pubblicamente preso l'impegno di indagare sull'eventuale presenza di amianto nei materiali di costruzione nelle scuole. Indagine peraltro mai fatta svolta prima. Da quel giorno si è avviato un lungo iter che ha visto sopralluoghi mirati ad identificare l’esistenza di pavimentazioni resilienti con possibile presenza di fibre di amianto, e l'inizio di una campagna di campionamenti ed analisi di laboratorio per accertare la presenza del minerale. Una campagna, che ha permesso di analizzare tutti gli edifici scolastici. In base ai risultati delle analisi, condotte con metodo Sem (microscopia elettronica a scansione), era emerso che si riscontrava la presenza di vinil-amianto in zone ben delimitate delle scuole “Bubnic”, “Zamola”, “Giardino dei Mestieri” e “De Amicis”. Immediata, quindi, la richiesta del Comune all’Azienda Sanitaria n.1 Triestina di eseguire una serie di campionamenti ed analisi per la ricerca di fibre di amianto aerodisperso. Le analisi, in quel caso condotte con metodo Mocf (microscopia ottica a contrasto di fase), avevano rivelato che i valori erano di gran lunga inferiori al limite previsto. I risultati delle analisi hanno scongiurato definitivamente problemi. Ora dunque si opererà nel completamento della sovracopertura dell’intero corridoio del primo piano a Zindis al fine di eliminare i dislivelli, si opererà la sovra copertura della pavimentazione esistente con una nuova in laminato previa la posa dell’apposito pannello poliuretanico anche nella mensa della “Bubnic” e nell’aula di informatica della “De Amicis”. Entro maggio i lavori saranno conclusi.

 

L’ultima sfilata di Carnevale di Adriana

 

da “Il Piccolo”

giovedì , 5 marzo  2015

 

MUGGIA Due settimane fa aveva sfilato indossando uno dei costumi più simpatici della 62a edizione del Carnevale, sfoggiando il suo solito carisma. Purtroppo però la malattia ha avuto la meglio nonostante la sua giovane età. È scomparsa Adriana Cartellà, che il prossimo 25 giugno avrebbe compiuto 34 anni. Lascia il figlio Federico, di soli 4 anni, e l'amato marito Dino Ferencich. Nata a Reggio Calabria, Cartellà lavorava all'Ospedale pediatrico "Burlo Garofolo" di Trieste come operatore socio sanitario nel reparto di terapia intensiva neonatale. Da un paio di anni si era legata alla compagnia carnevalesca della Trottola come ricorda l'amico Massimiliano Micor: «Non credo di aver mai conosciuto una persona così espansiva, solare e gioiosa come Adriana». Sino all'ultimo la 33enne aveva voluto lottare prendendo parte anche alla sfilata del Carnevale muggesano vestendosi da barattolo di "cikulata" nella parodia legata alle crepes. Questo il ricordo dell'amica Martina Marchesich: «A nome di tutte le mamme che ti hanno conosciuta posso solo dire che Adriana sarà un Raggio di sole che illuminerà le nostre giornate come lo faceva qui con il suo splendido sorriso portando gioia e positività a tutti». Affranto dal lutto il sindaco di Muggia Nerio Nesladek: «In un momento così triste ed ingiusto ci stringiamo, con la comunità muggesana tutta, in un forte abbraccio a tutta la famiglia». I I funerali si svolgeranno sabato 7 alle 10.30 in via Costalunga a Trieste e alle 12 nella Cappella del cimitero di Muggia. (r.t.)

 

Passa il bilancio, tasse invariate a Muggia

 

da “Il Piccolo”

mercoledì , 4 marzo  2015

 

Nel documento di previsione stessa pressione fiscale ma servizi garantiti e qualche benefit in più

 

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Tasse invariate, agevolazioni integrate, servizi garantiti e investimenti importanti». Un annuncio quasi trionfale quello dell'assessore al Bilancio e Tributi del Comune di Muggia Valentina Parapat nel commentare l'approvazione del Bilancio di previsione 2015 avvenuta nell'ultima riunione del Consiglio comunale rivierasco. Il documento ha ricevuto il voto favorevole da parte della maggioranza e il “no” dell'opposizione. A sorpresa, non è giunto nemmeno un emendamento da parte del centrodestra. Tra i punti chiave del Bilancio preventivo la conferma delle aliquote dei tributi comunali ma soprattutto l'introduzione di alcune agevolazioni. Per i tributi Imu e Tasi l'amministrazione Nesladek ha previsto l'equiparazione ad abitazione principale dell'unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta limitatamente alla quota di rendita non eccedente i 500 euro. Una scelta adottata in base alle richieste dei muggesani. «Nello stilare questo bilancio si è cercato il più possibile di fare tesoro dalle indicazioni pervenute all'amministrazione dai cittadini di Muggia anche tramite il bilancio partecipato», puntualizza l'assessore Parapat. Pur rispettando la Spending Review, Parapat sottolinea come siano state offerte «garanzia dei servizi, tasse invariate e introduzione di ulteriori agevolazioni oltre a importanti investimenti a beneficio di tutta la collettività quali, a esempio, quelli programmati in campo informatico». «Tale settore - aggiunge - già lo scorso anno è stato potenziato per fornire al cittadino nuovi servizi, anche di tipo telematico e rendere sempre più rapida, trasparente e aperta l'azione amministrativa». Quest'anno, per favorire una maggiore programmazione, evitare la gestione in dodicesimi e consentire una rapida ed efficace azione, il bilancio è stato predisposto e approvato in tempi strettissimi. Una scelta precisa che risponde, da un lato, alla volontà della giunta di partire a pieno ritmo con tutti i progetti in cantiere e, dall’altro, a tre fattori determinanti. «Elementi fondamentali sono stati la comunicazione tempestiva dei trasferimenti regionali e la conferma che gli importi fossero i medesimi dell’anno scorso - sottolinea l’assessore Parapat - ma altrettanto significativo è stato il grande lavoro svolto da tutti gli Uffici comunali, ai quali va il mio ringraziamento e in particolare a quello della Ragioneria, che ha dimostrato grande dedizione, professionalità e grandi capacità nell'affrontare le difficoltà derivanti dalle nuove norme, una fra tutte quella dell’armonizzazione». Il documento non ha ricevuto alcun emendamento da parte dell'opposizione come evidenzia il consigliere del Pdl Christian Gretti: «Il problema è che negli ultimi anni trasferire anche solo un centinaio di euro è impossibile, sia tecnicamente che politicamente. Ad ogni modo ci siamo espressi con parere contrario».

 

Nesladek segretario predestinato del Pd

 

da “Il Piccolo”

mercoledì , 4 marzo  2015


Il sindaco di Muggia dovrebbe essere chiamato sostituire il dimissionario Cok. Grim: «L’investitura entro il mese»

 

di Fabio Dorigo Meglio un ricco pensionato o un giovane precario? Il Pd alla disperata ricerca di un segretario stavolta va sul sicuro. Con lo storico Stefan Cok, il giovane precario, non è andata bene. Ha annunciato le sue dimissioni due anni dopo l’elezione (dopo avere preso in dono il partito dal senatore Francesco Russo). E l’ha fatto tre giorni dopo aver celebrato al Savoia Excelsior quattro anni di risultati e prenotato il secondo mandato per Roberto Cosolini senza passare dalle primarie. Una tempistica sospetta. «Ragioni personali e professionali, non politiche» ripete il giovane ricercatore sloveno. E così il partito (ma al Pd provinciale serve davvero un segretario?) punta sull’usato garantito. Tra un anno ci sono le elezioni comunali a Trieste e non è il caso di rischiare. L’identikit tratteggia un sindaco, medico (specializzato in ginecologia e ostetricia), nato trent’anni prima di Cok. Una figura che un anno fa si era resa disponibile, all’insaputa della governatrice Debora Serracchiani ma su indicazione del senatore Francesco Russo e del sindaco Roberto Cosolini, a fare il segretario regionale. Poi spuntò dal cilindro Antonella Grim e lui, di fronte ad “Alice nel Paese del Pd”, fece un passo indietro. Una candidatura di servizio allora come oggi quella di Nerio Nesladek, da otto anni alla guida del Comune di Muggia. Il sindaco medico preferisce definirsi gramsciano piuttosto che renziano. In ogni caso di sinistra, area laica, non certo cattorenziano. Il suo nome è in testa alle preferenze come segretario provinciale del partito. Non ha praticamente avversari. Nerio gode della stima trasversale dell’intero partito. «Non so se troveremo un pensionato ricco» scherza Antonella Grim che affianca Stefan Cok nella consultazione per trovare un successore seguendo un percorso unitario. «La sfida è ripensare alla nuova forma partito, considerando che non possono essere solo i ricchi o i pensionati a fare politica» aveva dichiarato alla conferenza stampo di addio di Cok. Non c’è, per ora, alcun vuoto di potere anche se il partito lasciato da Cok sconta il maggior calo di iscritti a livello regionale: 643 tesserati nel 2013, 542 nel 2014 (-15,7%). Praticamente 101 iscritti persi per strada tra cui l’ex assessore Fabio Omero. «All’interno del partito ci sono molte persone competenti e autorevoli, che sapranno ricoprire questo ruolo in modo eccellente. Sono fiducioso che chiuderemo questa fase in tempi rapidi. Solo dopo aver individuato il nuovo segretario rassegnerò le mie dimissioni» assicura il segretario che non vede l’ora di mollare il prestigioso incarico. «Abbiamo organizzato una serie di incontri nei circoli per confrontarci con gli iscritti. Ho riscontrato una voglia di confrontarsi su prospettive e contenuto in vista dell’appuntamento elettorale del 2016. Ho apprezzato la comprensione profonda dei motivi che mi hanno portato a questa scelta. C’è tanto voglia di unità» spiega Cok. E forse poca voglia di dividersi su una segreteria che non conta molto. Non c’è la fila per fare il segretario. Nessuna corsa. «Non lo auguro a nessuno» dichiara un militante di lungo corso. «Il Pd saprà avere la responsabilità e la capacità di individuare la persona giusta per ricoprire un incarico importante in un anno cruciale che ci porterà alle elezioni per il Comune di Trieste, che vogliamo ovviamente vincere di nuovo» proclma il segretario ventriloquo di Debora. «A livello provinciale abbiamo sempre costruito percorsi unitari per la segreteria. E successo con Cosolini, Russo e Stefan...». E così sarà con Nesladek. Ma quando ci sarà l’investitura? «Entro marzo e me la prendo larga» assicura Antonella Grim. «Stiamo cercando di fare lavoro di squadra e di comunità». Peccato davvero non farne parte...

 

«Muggia ceduta a Trieste» Scontro sul Supercomune

 

da “Il Piccolo”

martedì , 3 marzo  2015

 

Il Pdl contesta il via libera alla nuova Unione territoriale: «Saremo succubi»
Ma il sindaco non ci sta: «È vero il contrario. Avremo più soldi e più peso»

 

 

La riforma delle autonomie locali approvata in Regione (nella foto l’assessore Panontin), prevede un’unica Unione territoriale per tutti i Comuni della provinciaLa risposta del sindaco (foto) non si fa attendere: il rifiuto di aderire all’Unione non solo farebbe perdere 900mila euro a Muggia ma anche la chance di contare di piùIl centrodestra di Muggia (nella foto Grizon) contesta il “sì” del sindaco Nesladek e propone di mollare Trieste e creare un’Unione con gli altri quattro comuni minoridi Riccardo Tosques wMUGGIA «L’ultimo “regalo” del sindaco Nesladek e del Partito democratico ai muggesani? Diventare triestini». È pungente e caustico il Pdl rivierasco nel denunciare «l’obbedienza ai dogmi della governatrice Serracchiani» da parte dell’amministrazione Nesladek. Sotto accusa la riforma dei “Supercomuni”, caldeggiata dalla presidente della Regione Debora Serracchiani ma osteggiata dal centrodestra. «Il sindaco Nesladek ha spaccato il fronte unito dei Comuni minori della provincia triestina: fregandosene delle tradizioni e delle peculiarità del comune istriano, di cui si è sempre riempito la bocca, ha deciso invece di unire Muggia a Trieste». Non utilizza certo mezzi termini il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon per denunciare l’appoggio da parte dell’amministrazione muggesana alla riforma dei “Supercomuni”. «Finora il Consiglio comunale di Muggia non ha ancora affrontato il tema dell’Unione dei Comuni, in attesa di sentire le posizioni che dovevano scaturire da una riunione tra i sei sindaci della provincia» spiega Grizon. Ma il Pdl ha già le idee chiare: la soluzione più idonea ad assicurare una certa autonomia e il mantenimento delle tradizioni e delle specificità del territorio è quella di un’Unione di tutti e cinque i Comuni che porti anche a creare un unico Ambito socio assistenziale con circa 30mila abitanti; a cui potrebbero seguire accordi per la gestione associata di alcuni servizi anche con il Comune di Trieste. «Se dovessero passare le previsioni di un’Unione unica per il territorio provinciale con Trieste capofila il rischio conseguente sarebbe che poco dopo “qualcuno” proporrebbe la trasformazione dei Comuni minori in circoscrizioni o poco più» tuona Grizon. Il concetto dunque è chiaro: non è pensabile che il Consiglio comunale di Muggia debba prendere atto di quello che deciderà il Pd a Trieste senza che il tema sia affrontato anche a Muggia. «La nuova riforma degli enti locali non significa in alcun modo la fine del Comune di Muggia e men che meno la perdita della sua identità: altri erano i tempi in cui si andava a prendere ordini a Trieste e Dipiazza, con Camber nell'ombra, dichiarava pubblicamente che Trieste e Muggia avevano un unico sindaco, che non era certo quello di Muggia». Risposta al vetriolo quella che il sindaco Nerio Nesladek fornisce per difendersi dalle accuse avanzate dal Pdl. Ma oltre alla questione politica, il tema va affrontato anche da un punto di vista prettamente pratico: «Bisognerebbe che il consigliere Grizon e il Pdl spiegassero ai cittadini come il Comune dovrebbe fare a mantenere un adeguato livello dei servizi con una diminuzione d’introiti stimata dai nostri Uffici in quasi 900mila euro che deriverebbero da una mancata partecipazione all'Unione territoriale che, ricordiamo, è diventata una legge della Regione con ampia maggioranza e senza il voto contrario dei rappresentanti della comunità slovena». Trieste dunque “mangerà” Muggia? «Ma no, è una sciocchezza - conclude il primo cittadino muggesano - uno spauracchio facile da agitare per chi non ha altri argomenti. La verità è che è vero il contrario: sarà Trieste che dovrà sedersi attorno a un tavolo, con noi e con gli altri Comuni».

 

 

IL Lutto. Addio all’ex segretario del Pd Dragan.

 

da “Il Piccolo”

martedì , 3 marzo  2015

 

MUGGIA È scomparso Gianfranco Dragan, ex segretario del Circolo muggesano del Partito democratico. Nato a Trieste il 15 giugno 1948, impiegato della Fincantieri in pensione, presidente dell'Asd Muggia Bocce, Dragan aveva iniziato la militanza politica nella Democrazia cristiana per confluire poi nella Margherita, infine cofondando il Partito democratico muggesano, diventandone segretario per oltre un anno tra il 2009 e il 2010. «Ci ha lasciato un amico, una persona perbene, un cittadino attivo e benvoluto: un interlocutore politico attento e intelligente, determinato ma mai arrogante. Talvolta un maestro», l’ha ricordato il sindaco di Muggia Nerio Nesladek. «Dragan ha sempre creduto nell'unità del nostro partito, lavorando per mantenerla. Come segretario, con sobrietà e sincerità ha sempre aiutato a smussare ogni attrito, facendo capire a tutti con l'esempio che erano molte più le cose che univano le nostre diverse anime di quelle che le dividevano», racconta l'ex segretario del Circolo rivierasco Fulvio Tomini. Vivo anche il ricordo dell'attuale segretario Pd Francesco Bussani: «Alla mia elezione a segretario di Circolo avevo contattato Gianfranco per chiedergli di entrare nel mio direttivo, ma lui ha cordialmente declinato, disponibile però a dare una mano, come puntualmente fece. Gianfranco era un uomo di parola, è stato e sarà sempre di esempio per tutti noi». In una nota, il Pd ha volto infine esprimere vicinanza «alla moglie Loredana e alle figlie Daniela e Martina in questo momento di lutto, ringraziandole per il tempo e le energie che Gianfranco ha tolto loro in tutti questi anni, per dedicarlo a Muggia e non solo alla politica». I funerali venerdì alle 11 nella cappella di via Costalunga a Trieste. (tosq.)

 

 

Gli scout applicano la “Carta del coraggio”

 

da “Il Piccolo”

lunedì , 2 marzo  2015

 

Concluse una serie di iniziative dei tre Clan triestini e di quello di Muggia aderente all’Agesci

 

 

Gli scout incontrano la società civile per capire come applicare al territorio il loro documento nazionale, la Carta del coraggio. Nei giorni scorsi una serie di incontri hanno coinvolto tutti i ragazzi dei tre Clan triestini e quello di Muggia dell’Agesci. Questi eventi hanno permesso permesso ai "rover" e alle "scolte" (i ragazzi e le ragazze dei Clan) di approfondire, tramite il dialogo con esperti in materia, i temi trattati dalla Carta del coraggio, documento stilato nell’agosto del 2014 alla "route" (campo) nazionale a San Rossore. «Siamo ragazzi che continuano a lavorare e a impegnarsi in tutta Italia, camminando sui passi della route nazionale per creare e chiedere un futuro migliore», spiega Nathan Raia, rover del Clan di Trieste 2. Al termine degli incontri gli scout hanno individuato gli obiettivi da raggiungere sul territorio ed eletto un rappresentante di zona che andrà a Roma, dal primo al 3 maggio, con l’incarico di raccontare le ripercussioni che la Carta del coraggio ha avuto nella zona di Trieste. Nella prima parte dell’incontro, i ragazzi, divisi per gruppi, hanno conosciuto i relatori, esperti dei vari ambiti su cui verte la Carta del coraggio: amore e chiesa, educazione e informazione e territorio. Gli oratori erano: per il primo incontro un sacerdote, una persona che ha collaborato con Arcigay e una psicologa; per il secondo l’assessore per l’educazione di Muggia, un giornalista e le presidi delle scuole secondarie di primo grado di Muggia e del Dante; per il terzo un membro del Fai e la vicesindaco del comune di Trieste. I vari ospiti hanno riportato dati, fatti, opinioni e punti di vista, a volte anche in disaccordo con gli altri relatori inerenti all’ambito d’appartenenza, ma hanno anche fornito molti consigli pratici su dove e come agire. Quindi i ragazzi si sono radunati nell’oratorio parrocchiale di Muggia, dove hanno riprodotto una seduta del Senato. Due esponenti per ogni argomento hanno riportato un resoconto di quanto era stato discusso nei gruppi di lavoro. I ragazzi di ogni Clan hanno stabilito un impegno per ogni tema. Si sono poi riuniti in assemblea plenaria, votando le varie possibilità con cui “sporcarsi le mani”. Queste le iniziative approvate all'unanimità: prendere in cura uno spazio verde comunale, avvisare la stampa o le autorità ogni qualvolta si avvistino abusi in ambito naturalistico, ripristinare la biblioteca scolastica e migliorare l’oratorio del comune di Muggia. Giovanni Tomasin

 

 

 

 

Muggia, posizionato il cartello “porta-turisti”

 

da “Il Piccolo”

domenica , 1 marzo  2015

 

In assenza di indicazioni molti pullman preferivano transitare per Rabuiese

 

MUGGIA C’è un nuovo cartello stradale atto a indicare l'accesso dei pullman nel centro cittadino. Da qualche giorno in via Battisti, prima dell'incrocio che porta alla rotonda da dove si può svoltare o verso la stazione delle corriere o verso la via Roma ed entrare in galleria, è comparso un nuovo segnale. A raccontare la genesi del manufatto è la consigliera comunale Marina Busan della lista civica Meio Muja: «Tempo fa un'autista di un pullman mi aveva fatto notare che entrando a Muggia erano riportate solamente le indicazioni relative al fatto che l'altezza massima consentita ai mezzi è di 3,40 metri, senza che ci fosse un'indicazione per transitare con mezzi superiori a quell'altezza, e che i pullman non trovando queste indicazioni preferivano, per sicurezza, passare per Rabuiese invece che per il centro». La stessa segnalazione peraltro era giunta anche da parte di alcuni ristoratori muggesani, preoccupati del fatto che i pullman optassero per un'altra strada e non portassero così i turisti a Muggia. Dopo aver fatto personalmente un sopralluogo, Busan ha segnalato all'amministrazione il reale problema. «Per il nostro gruppo il turismo è il volano fondamentale per l'economia muggesana e cerchiamo di fare di tutto per agevolare i turisti e gli operatori del settore – racconta Busan -. Dopo le mie segnalazioni in questi giorni è stato apposto un cartello con l'indicazione che i pullman devono svoltare in direzione della galleria, che si trova in centro». L'esponente di Meio Muja, lista civica che appoggia l'amministrazione di Nerio Nesladek, ha quindi voluto ringraziare «l'amministrazione e i vigili urbani per la sensibilità dimostrata e per aver messo la segnaletica», evidenziando l'ottima sinergia creatasi con i ristoratori che avevano segnalato la mancanza. Riccardo Tosques

 

 

L’intitolazione ad Almirante divide l’opposizione

 

da “Il Piccolo”

domenica , 1 marzo  2015

 

Muggia, dopo la bocciatura in consiglio comunale

 

MUGGIA «La figura di Giorgio Almirante pare sortire una necessaria modifica politicamente corretta e maggiormente gradevole agli esponenti di Ncd e Un'Altra Muggia che hanno dovuto uscire dall'aula per non voler esprimere giudizio su una mozione che voleva intitolare una strada a quel segretario di partito ricordato in ogni dove nelle sedi che un tempo frequentavano». Daniele Mosetti, capogruppo di Fratelli d’Italia a Muggia, replica così alla recente decisione del Consiglio comunale di bocciare l'intitolazione di una strada al defunto segretario del Msi. «Ricordando che era ammirato e rispettato da tutti, compresi gli avversari, da Enrico Berlinguer a Giorgio Napolitano, non posso che ringraziare di cuore tutti i consiglieri per il voto, che rende chiara la corretta posizione partitica di ognuno», spiega Mosetti. La maggioranza si era dichiarata contraria, l'opposizione invece era uscita dall'aula. «Con l'umiltà di chi spera di farsi trovare sempre degno dinanzi al Tricolore e vede ancora oggi in Almirante esempio e riferimento del proprio percorso politico, ho voluto dedicare ad Alfio Morelli e Alfredo Mari, che a Muggia seppero rappresentare il Msi, la lettura dell'intervento alla Camera dei Deputati di Almirante nella seduta del 21 aprile 1950 contro l'abbandono di Trieste italiana», aggiunge Mosetti. Che non risparmia la stoccata all’opposizione: «Almirante aveva un coraggio leonino, dote quest'ultima poco diffusa in chi si professava un tempo a Muggia discendente di questa tradizione culturale, storica e per ultimo partitica e che per anni se ne è fatto vanto ricoprendo gli alti scranni della giunta in epoche dove il centrodestra raccoglieva i frutti d'un passato che però oggi vuole essere aggiustato, rivisitato o forse corretto». (tosq.)

 

«Rigassificatore utile e strategico» Razeto rompe il fronte del no

 

da “Il Piccolo”

domenica , 1 marzo  2015

 

Il presidente di Confindustria Venezia Giulia conferma la posizione in merito all’impianto:
«Alla fine credo che non si farà, ma avrebbe portato occupazione e vantaggi economici»

 

di Silvio Maranzana Non è totalmente compatto, ma non è certo una novità, il fronte locale di opposizione al rigassificatore di Zaule. A romperlo Confindustria Venezia Giulia: il presidente Sergio Razeto, che è anche al vertice di Wartsila Italia, anche ieri ha definito l’impianto «strategico nell’ottica della politica energetica nazionale e utile per i benefici riflessi occupazionali ed economici anche sul tessuto locale». «Sono pressoché certo però - tira il freno Razeto - che il rigassificatore a Trieste non si farà perché troppi anni sono trascorsi dalla presentazione del progetto da parte di Gas Natural e quasi unanime è l’opposizione da parte dei cittadini e delle istituzioni territoriali». Il rappresentante degli industriali non entra nel merito delle questioni che riguardano la sicurezza («se ne sono occupate commissioni molto più edotte di me»), mentre confessa che «mi lasciano un po’ perplesso le affermazioni e gli stessi studi che considerano l’afflusso delle navi gasiere incompatibile con il traffico portuale e anche con lo stesso sviluppo delle infrastrutture dello scalo». Razeto comincia dalla premessa secondo cui è costantemente a rischio l’approvvigionamento energetico da parte dell’Italia che è costretta a fare affidamento sui gasdotti che partono da Russia e Libia, due nazioni non estremamente affidabili. «Il rigassificatore di Zaule dunque - spiega il presidente - risulterebbe altamente strategico nell’ambito della rete energetica nazionale, anche se è vero che l’impianto analogo più vicino, quello di Porto Viro, oggi non è utilizzato al pieno delle proprie potenzialità». Non vanno però affatto sottovalutati, secondo Razeto, i riflessi che l’impianto avrebbe in ambito locale, tanto più preziosi se considerata la lunga crisi economica e occupazionale che sta affliggendo anche il nostro territorio. «Innanzitutto vanno considerate le imprese, soprattutto locali, che concorrebbero alle elaborate operazioni di costruzione e di insediamento delle strutture, il che ridarebbe ossigeno anche al settore dell’edilizia. Operazione che non sarebbe fruibile invece - precisa Razeto - nel caso di un rigassificatore off shore che prevederebbe l’arrivo di componenti prefabbricate probabilmente in Estremo Oriente. Poi comunque un discreto numero di tecnici e di personale più o meno specializzato potrebbe concorrere al funzionamento, alla gestione, alla sorveglianza della struttura e si metterebbe anche in moto un indotto non indifferente. Va inoltre soppesato anche tutto il discorso legato alla catena del freddo che potrebbe crearsi a vantaggio di aziende alimentari e farmaceutiche». Fra i “pro” erano stati citati negli anni scorsi, l’ipotetica attrazione di nuove aziende, il possibile insediamento di una centrale elettrica a gas e la presumibile vendita all’industria del vapore generato. «Infine - conclude Razeto - potrebbero esserci sconti sulle bollette per tutti i cittadini e anche royalty da versare da parte del gestore al Comune». Difficile però che queste considerazione possano far breccia tra i triestini.

 

No smog attacca «Pericoloso e obiettivo per i terroristi»

 

da “Il Piccolo”

domenica , 1 marzo  2015

 

ambientalisti

 

«La riemersione in maniera subdola del pericolo rigassificatore a Trieste» è stata stigmatizata ieri anche in una conferenza stampa dall’associazione No smog nel corso della quale hanno preso la parola la presidente Alda Sancin e il segretario Adriano Tasso. «Una struttura di questo tipo, già pericolosa di per sè, collocata accanto al terminal marino e alla tank farm dell’oleodotto transalpimo della Siot e all’inceneritore e non lontana dalla Ferriera di cui si continua a tenere in vita l’area a caldo - ha sostenuto Sancin - non solo crea una vera e propria bomba ecologico-ambientale con riflessi sulla salute, ma in tempi in cui sono tristemente attive organizzazioni quali l’Isis può costituire un pericolosissimo obiettivo per attacchi terroristici». La presidente ha preso in esame anche le conseguenze che l’immissione in mare di acqua fredda e clorata potrebbe creare all’ecosistema, alla flora e alla fauna marine, oltre ai prevedibili ostacoli allo sviluppo dei traffici dei vari terminal portuali. Il discorso è presto tornato alla Ferriera nei cui confronti l’associazione tiene da anni alta la soglia di attenzione. «La situazione ambientale a Servola continua a essere difficile - ha detto la presidente . mentre restano confusi gli obiettivi del nuovo proprietario. Un giorno si afferma che entro breve la cokeria potrebbe chiudere, quello dopo si progetta addirittura di mettere in funzione anche il secondo altoforno». I militanti di No Smog hanno annunciato anche la propria partecipazione, in veste di spettatori, alla seduta di domani del Consiglio comunale che, convocato alle 18 in seduta straordinaria, avrà nuovamente al centro dei propri lavori la situazione dello stabilimento di Servola. La convocazione è stata richiesta da un folto numero di consiglieri che hanno caldeggiato la presenza sia del cavalier Giovanni Arvedi che della presidente della Regione Debora Serracchiani e/o degli assessori competenti. Lo scopo è discutere della situazione ambientale, dell’attuazione del piano industriale di Siderurgica Triestina e delle previsioni dell’Accordo di programma riguardo appunto alla Ferriera. (s.m.)