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Consulta economica, polemica a Muggia

da 'Il Piccolo' di venerdì 18 maggio 2012

18/05/2012

Uno strumento in grado di influenzare il futuro di Muggia. Una responsabilità certo non di poco conto. Anzi. La Consulta economica della cittadina, organo nato agli inizi del 2000 con la giunta di centrodestra guidata dall'allora sindaco Lorenzo Gasperini, sta per cambiare pagina. Entro il 5 giugno le organizzazioni e le associazioni interpellate potranno indicare i nominativi di operatori muggesani disponibili a rappresentare le varie categorie all'interno di questo organo. In queste ore si è appreso però che le due associazioni economiche più importanti della cittadina - ViviMuggia e Asecot - non sono state interpellate. Il Comune rassicura: «Abbiamo seguito il regolamento». Sarà senz'altro una coincidenza, ma è un fatto che si tratti di due associazioni che non hanno risparmiato critiche al progetto Pisus. E che nel 2000 non esistevano. Gli esclusi «Asecot e ViviMuggia non sono state interpellate ma devono entrare nella Consulta economica». Paolo Cigui, presidente dell'Asecot (l'Associazione esercenti commercio operatori turismo) di Muggia, si dichiara "amareggiato" per il mancato invito da parte dell'amministrazione Nesladek. «Non riesco a capire come il Comune non ci abbia contattati, anche perché personalmente sarei stato disponibile ad entrare nella Consulta», ammette Cigui. Donatella Mondo, presidente di ViviMuggia, conferma di non essere stata contattata: «Per ora non abbiamo ricevuto alcun invito da parte del Comune di Muggia per prendere parte alla Consulta economica». Una dimenticanza fortuita? La risposta arriva dall'assessore al Commercio, Stefano Decolle: «Le lettere inviate dal Comune sono prettamente istituzionali ed hanno coinvolto solo le associazioni di categoria. Nessuna dimenticanza quindi, abbiamo rispettato il regolamento». Ma Asecot e ViviMuggia resteranno fuori dalla Consulta? La probabilità a questo punto è molto alta. «Le associazioni di categoria dovranno indicare gli esponenti locali - rimarca Decolle - ma quello che posso comunque dire è che ascolteremo anche ViviMuggia e Asecot, così come sono nei miei pensieri i professionisti e i vari enti che erogano servizi quali ad esempio banche e assicurazioni». Chi esce I membri della Consulta Economica precedente sono complessivamente 16: Edmondo Bussani (presidente), Ladi Cociani (segretario), Giorgio Millo e Giorgio De Marchi (settore Agricoltura), Giancarlo Fieghel (Pesca), Francesco Katalan e Giorgio Prelz (Artigianato), Mario Zuppin e Bruno Klobas (esercizi di vicinato), Caterina Ielpo e Dino Nani (media-grande distribuzione), Liliana Bontempo e Fabiana Scheriani (Pubblici esercizi), Lino Madotto (commercio ambulante), Giorgio Suraci (Alberghiero e Strutture turistico ricreative), Lauro Postogna, poi sostituito da Alberto Duranti, per i consumatori. Il loro ruolo Composta per statuto dai rappresentanti delle aziende e delle organizzazioni economiche operanti sul territorio comunale, la Consulta ha una valenza operativa di strumento di raccordo tra l'assessorato della pianificazione economica e le realtà economiche locali che possono in essa trovare uno spazio permanente ed istituzionale di confronto e di proposta. La conferma arriva dallo stesso Decolle: «La Consulta economica ha un ruolo indiscutibilmente di rilievo per tutto il territorio in quanto sarà infatti lo strumento che avrà la responsabilità delle scelte economiche che andranno a condizionare il futuro di Muggia. La valenza di quest'organo ha ancor più rilevanza se si considerano i grandi progetti di sviluppo che coinvolgeranno la nostra città nei prossimi anni - fra tutti il Pisus per esempio - e l'importanza delle scelte che saranno ad essi legati per tutta la comunità». I criteri secondo i quali viene composta la Consulta sono orientati ad ottenere la massima rappresentanza di tutti i settori interessati allo sviluppo economico del territorio muggesano. Oltre ad un rappresentante delle associazioni dei consumatori riconosciute dalla regione, saranno dunque rappresentate con due membri ciascuna le categorie Agricoltura, Pesca e Artigianato, mentre con uno solo Industria, settore alberghiero-turistico-ricettivo e Commercio ambulante. Verranno infine assegnati due membri ciascuno, inoltre, per i Pubblici esercizi, per la media e grande distribuzione e per quelli di vicinato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



Nesladek respinge le accuse «Di Toro uomo di apparato»

da 'Il Piccolo' di giovedì 17 maggio 2012

17/05/2012

MUGGIA «Di Toro? Un uomo di apparato che segue le indicazioni che gli provengono dall'alto». Nerio Nesladek, sindaco di Muggia in quota Pd, non ha certo gradito gli "apprezzamenti" da parte del capogruppo della Lega Nord Claudio Di Toro. Nesladek «Pantaleo è un uomo di buonsenso e una persona radicata nella città. Di Toro no». Il sindaco ha apostrofato così il neocapogruppo consigliare leghista. «Pantaleo faceva gli interessi della città in autonomia, pur nella profonda differenza di visioni. Di Toro invece segue le indicazioni che gli provengono dall'alto», prosegue Nesladek. «Pantaleo non sarebbe mai andato via da un consiglio comunale prima di aver votato a favore di una mozione di solidarietà verso l'assessore Bottecchia di Sacile, militante della Lega, aggredito e preso a pugni. Di Toro l'ha fatto. Alla faccia della solidarietà padana». Secondo il primo cittadino «bilancio e opere pubbliche (prese di mira da parte dell'esponente leghista, ndr) sono solo pretesti. La prova? Neanche un emendamento presentato dalla Lega. E questo la dice lunga». Parapat Di Toro si è scagliato in particolar modo contro le addizionali comunali sull'Irpef che sono state "aumentate a dismisura applicando una tassazione iniqua che vede esentati solo i redditi lordi sotto i 10mila euro, ma che vede chi percepisce 10mila 001 euro (sempre lordi cioè meno di 700 euro al mese) pagare completamente l'addizionale senza alcuna detrazione". Inoltre, per Di Toro, è stata adottata "la più assurda delle tassazioni" ossia l'Imu prima casa. «È quasi rassicurante rivedere la Lega Nord dei bei tempi, quella che con dei proclami populisti si accaparrava e faceva suo il malcontento dei cittadini», replica l'assessore al Bilancio Valentina Parapat. «Per fortuna - prosegue l'esponente della giunta - i tempi sono cambiati e ora il cittadino di Muggia ha a sua disposizione i modelli di elaborazione dell'impatto fiscale presentati dell'amministrazione comunale, in cui l'aumento a dismisura dell'addizionale comunale non è un dato riscontrabile». Per quanto riguarda l'Imu, "forse il consigliere Di Toro avrebbe preferito una situazione in cui, senza Imu, l'amministrazione regionale avrebbe prodotto un cospicuo taglio ai trasferimenti al Comune, con tutto quello che ne sarebbe conseguito in termini di tagli di servizi alla collettività». Il Pdl Ma c'è qualcuno che ha apprezzato lo smarcamento da Nesladek effettuato da parte di Di Toro. «Ci fa piacere questa presa di posizione del capogruppo Di Toro, che fa chiarezza rispetto alla posizione della Lega nei confronti della maggioranza e che oltretutto è in linea con quella del Pdl», hanno spiegato Claudio Grizon e Christian Gretti, coordinatore e vice del Pdl muggesano. «Auspichiamo che questa possa essere la base per riproporre un centrodestra coeso ed alternativo alla sinistra come Gorizia insegna. Per ora però la ricompattazione dell'opposizione è lontana. ferdinando Parlato (Un'altra Muggia): «Anche noi come la Lega ci siamo espressi contro il bilancio in quanto una farsa, vedi il progetto Pisus ancora in forse. Ma non ci sono ancora le premesse di dialogo con il Pdl». (ri. to.)



Raccolte mille firme contro Pisus

da 'Il Piccolo' di giovedì 17 maggio 2012

17/05/2012

Quasi mille firme per dire no ai cambiamenti dell'area dei piazzali Foschiatti e Curiel previsti da Pisus. La raccolta di sottoscrizioni avviata dai commercianti della zona in cui giace la stazione delle autocorriere di Muggia ha dato un esito forse imprevedibile alla vigilia. Ma dall'amministrazione Nesladek, almeno per ora, la reazione è stata decisamente controllata: «Appena avremo le firme valuteremo il da farsi». Non toccare la stazione delle autocorriere lasciando invariata la principale storica destinazione d'uso. Ma anche rivedere completamente il nuovo parcheggio presente nel piano Pisus e riconsiderare la pedonalizzazione dell'area dei piazzali Foschiatti e Curiel. Queste le tre proposte cardine degli oltre 900 muggesani che hanno sottoscritto la petizione lanciata dai commercianti. Il documento, che potrà essere firmato sino a domani sera e che verrà consegnato all'Ufficio protocollo del Municipio, è un segnale inequivocabile. «Vista la noncuranza con cui il Comune procede nel suo obbiettivo di modificazione radicale delle strutture già esistenti, nello specifico la dismissione della stazione autocorriere dalla sua principale funzione di capolinea dei bus, considerato che la stazione è di massima importanza poiché posta in zona centrale rispetto al centro abitato e di facile fruizione in ogni stagione soprattutto per le persone anziane e i bambini», abitanti e imprenditori si appellano ora ad un dialogo reale per valutare il futuro di una delle zone più nevralgiche di Muggia. «Direi che la gente si è espressa in maniera chiara sul futuro dell'autostazione dei bus», spiega Cristina Pranzo, una delle ideatrici della petizione. «La raccolta firme è stata effettuata in poco più di 3 settimane, senza nemmeno troppa pubblicizzazione - spiega Pranzo - basandosi esclusivamente sul desiderio di chi da sempre usufruisce della stazione di non cambiare radicalmente un'area che gode di vitalità proprio grazie allo stazionamento degli autobus». Critiche anche sulla pedonalizzazione dell'area prevista dall'amministrazione comunale, fattore che comporterebbe "una riduzione di più di un terzo dei parcheggi tra via de Luca, via Signolo, piazzale Curiel, via Matteotti e piazzale Foschiatti" e forti dubbi anche sulla creazione di un'emeroteca nella zona proprio vicino all'edicola. «Queste firme sono un'inequivocabile segnale - conclude la Pranzo - ora il comune dovrà assumersi le proprie responsabilità». «Prendo atto della volontà dei cittadini, ma per ora siamo nell'esercizio della retorica». Stefano Decolle, assessore alla Promozione della città, tra i maggiori sostenitori di Pisus, accoglie così la notizia delle oltre 900 firme. «Appena avremo le firme e vedrò il testo sottoscritto valuteremo il da farsi fermo restando che per ora il progetto Pisus non ha ancora avuto un responso da parte della Regione», prosegue Decolle, il quale ha anche ammesso che si aspettava una cifra compresa tra i 700 e le mille sottoscrizioni. Comunque all'interno della maggioranza di centrosinistra, o quanto meno nel Pd, il Pisus per Muggia rimane - come spiegato dal consigliere comunale Marco Finocchiaro - "una grande idea di sviluppo e pianificazione della città in chiave della sostenibilità ambientale e della mobilità delle categorie deboli, con un occhio di riguardo al rilancio economico della città". Le oltre 900 firme hanno invece stupito il consigliere comunale del Pdl, Christian Gretti: «A Muggia questi sono numeri importanti di cui non si può certo non tenere conto. È evidente che qualcosa non ha funzionato nella comunicazione tra Comune e commercianti e cittadinanza». Evidenziando come il Pdl "non abbia voluto appositamente strumentalizzare questa raccolta firme attendendone il riscontro", ora Gretti è curioso di "attendere le mosse dell'amministrazione comunale per capire cosa accadrà in questi 100 giorni che rimangono prima del responso da parte della Regione". Un'attesa nella quale "bisogna capire - conclude Gretti - dov'è finita la gente a favore di questo tipo di Pisus". ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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